Murakami Haruki

A sud del confine, a ovest del sole

Autore: 
Murakami Haruki

Geografia dell’amore su volto di donna, a ripercorrere le vie della pelle distesa nel bagliore di sorrisi capaci di disegnarsi finanche attorno agli occhi, facendosi rughe di gioia. I lineamenti si sovrappongono e il presente si impasta col passato nell’ansia bramosa di un futuro negato. Shimamoto, Izumi, Yukiko: ed è ritratto evocativo e accattivante di fusione, smarrimento e distacco di anime e corpi funamboli in bilico tra il reale ed il possibile, dipinti in tutto il fascino delle loro incertezze generatrici di colpe, rimpianti, interrogativi e rimorsi pulsanti di vita. Romanzo dell'io o romanzo-confessione, Murakami riprende lo shishosetsu, "genere tipico della narrativa giapponese del Novecento, frutto di una tradizione letteraria diffusasi all'inizio del secolo, nel solco del naturalismo di estrazione europea che modernizza la lunga consuetudine diaristica inaugurata dalle dame di corte dell'anno Mille".  (Claudia Bonadonna)
“A sud del confine, a ovest del sole” rispetta, infatti, tutte le formalità di questo modello letterario, assemblando pagine d’ispirazione autobiografica, scritte in rigorosa prima persona con l’io narrante ad incarnare le caratteristiche proprie del genere che vuole il protagonista come un trentenne riottoso a crescere e tuttavia scaraventato di fronte a scelte che lo porteranno, suo malgrado, ad assumersi le responsabilità dell’età adulta. Hajime (inizio) racconta la propria esistenza e la ricerca di un senso da darle, portando nel suo stesso nome il destino che lo attende guidandone i passi. “Nato la prima settimana, del primo mese del primo anno della seconda metà del ventesimo secolo”, trascorre le sue prime quaranta primavere tentando di dare, appunto, un vero inizio alla propria vita. Una vita da sentire incollata alla propria pelle e in sintonia con il proprio respiro, una vita che sia espressione dei suoi più intimi sentimenti, coincidente col suo io più autentico. Ed è un susseguirsi di svolte solo apparentemente decisive. Cambia scuola, amici, casa e abitudini; lascia la cittadina natia per la metropoli e osserva attraverso lo specchio il suo corpo crescere e mutare, ma è unicamente trasformazione esteriore, dentro resta la persona di sempre: il figlio unico a suo agio nella solitudine, a tu per tu coi propri pensieri. Cambia lavoro, donne e look, il passato bussa ugualmente alla sua porta: immersione nel nero di uno sguardo creduto perso a mostrargli la sua reale natura.
Sullo sfondo una Tokyo avvolta dalla seduzione della musica sempre in primo piano nelle opere dello scrittore di Kobe che ancora una volta, dopo Tokyo Blues-Norwegian Wood, mutua dal mondo delle note il titolo per il suo libro, in questa occasione omaggiando un pezzo di Nat King Cole. Gesti, parole e ricordi dei suoi personaggi risultano, quindi, legati a melodie chiave del background musicale dell’autore stesso che non esita a riversarle nelle preziose storie fuoriuscite dalla propria penna, dove rinvii e flashback, immagini impressioniste, lunghe sequenze dialogate, confessioni senza remore e rappresentazioni di sesso esplicito rendono la scena di una vera e propria “educazione sentimentale” che vede protagoniste figure femminili tratteggiate in maniera tale da sembrare cristalli in grado di catturare vita, amore e luce eppure di infrangersi con una fragilità quasi poetica davanti agli occhi attoniti e inermi del protagonista maschile reso sempre in tutta la propria incompiutezza di non-uomo. Teneramente spietato, però,  l’inchiostro di Murakami, non lascia spazio alle tinte cupe, claustrofobiche e finanche compiaciute dell’autoanalisi colta e senza speranza propria dei romanzi dell’io della prima metà dello scorso secolo, fuggendo, di contro, la drammaticità mediante una studiata leggerezza fatta di sana autoironia e maniacale meticolosità descrittiva per indulgere, sul bagliore dell’adolescenza e rendere delicatamente tutte le più lievi sfumature diquel breve periodo dell’esistenza in cui il disagio si sublima in metamorfosi. 



EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Haruki Murakami nasce a Kobe nel 1949. Dopo essersi laureato in drammaturgia classica alla Waseda University - con una tesi sul viaggio nel cinema americano - si è dedicato alla gestione del suo jazz bar dal 1974 al 1981. Nel frattempo nel 1979 vince il premio Gunzo con il suo libro d'esordio, Ascolta la canzone del vento, non tradotto in Italia, e pubblica altri due libri. Fra questi Sotto il segno della Pecora vende in brevissimo tempo 150.000 copie solo in Giappone e gli fa conquistare il prestigioso Noma Literary Award. Oltre a scrivere numerosi romanzi e racconti si dedica alla traduzione di scrittori americani fra cui John Irving, Raymond Carver e Francis Scott Fitzgerald. Vive tra Italia (a Roma), Giappone e Stati Uniti.

Haruki Murakami, “A sud del confine, a ovest del sole”, Feltrinelli, Milano, 2000.
Titolo dell’opera originale “South of the border, west of the sun”.
Traduzione di Mimma De Petra.
Approfondimento in rete: Sito in inglese    

MURAKAMI in LANKELOT:
Murakami Haruki - A sud del confine, a ovest del sole - AngelaMigliore
Murakami Haruki - Dance Dance Dance - rapace
Murakami Haruki - Kafka sulla spiaggia - Léon
Murakami Haruki - Norwegian Wood. Tokyo Blues - AngelaMigliore


Angela Migliore, luglio 2005
Originariamente apparso su Lankelot.com

ISBN/EAN: 
9788807817083

Commenti

"Geografia dell?amore su volto di donna" è un incipit folgorante. Sembra il nome di una mostra fotografica d'avanguardia.

"Romanzo dell?io o romanzo-confessione, Murakami riprende lo shishosetsu, genere tipico della narrativa giapponese del Novecento, frutto di una tradizione letteraria diffusasi all?inizio del secolo, nel solco del naturalismo di estrazione europea che modernizza la lunga consuetudine diaristica inaugurata dalle dame di corte dell?anno Mille".

> ecco. Non so cosa sia lo Shishosetsu. purtroppo, ma mi sembra estremamente famigliare come concetto:). Con riserve: la consuetudine diaristica delle dame di corte dell'anno Mille (dove?) e il discorso sul solco del "naturalismo": il romanzo confessione è piuttosto lontano dal naturalismo, per diverse e tendenzialmente ideali (ideologiche anche) ragioni.

Anzitutto grazie: ho riletto il frammento, ho corretto il corsivo che si era impostato su tutta la riga successiva alla parola shishosetsu e ho anche messo le virgolette alla definizione della Bonadonna, inserendone il nome in parentesi ,cosa che avevo colpevolmente trascurato in precedenza. Distrazione, mi spiace

Ora cerco di argomentare:

 - consuetudine diaristica delle dame di corte dell'anno Mille

E' riferito, ad esempio a "I racconti del cuscino", lo zibaldone di Sei Shonagon, dama di corte nata intorno al 966. Siamo in pieno periodo Heian, quando, nell'ambito della letteratura giapponese, nascono i due generi del diario (nikki) e del romanzo (monogatari).

- nel solco del naturalismo

E' sulla spinta del Naturalismo europeo che la letteratura giapponese si impegna nella sua indagine sull'uomo, ma lo fa con metodi ben diversi da quelli auspicati da Taine, Zola e compagnia. Hai ragione. La novità sta nel fatto che il Giappone si apre all'Occidente proprio mentre in Europa si sviluppa il Naturalismo. Siamo in epoca Taisho ed è in virtù del confronto con l'Europa che i primi autori di shishosetsu scelgono consapevolmente di discostarsi dal "canone" tradizionale del romanzo e di riflettere sulla forma stessa della scrittura, mettendo in evidenza l' inconciliabilità di fondo dei nuovi modelli letterari occidentali con i modelli espressivi tradizionali, improntati a oralità, autoreferenzialità, soggettivismo, uso di un punto di vista orientato sul soggetto e sul presente.

Quanto all'incipit, è che sono una lettrice "visiva" :)

(grazie per le splendide spiegazioni. Ottime e chiarissime davvero).

Dovere :)

Non più disponibile su ibs. Lo trovate qui:
http://www.bol.it/libri/scheda/ea978880781708.html

?Nato la prima settimana, del primo mese del primo anno della seconda metà del ventesimo secolo?, trascorre le sue prime quaranta primavere tentando di dare, appunto, un vero inizio alla propria vita"

Povero!

"lascia la cittadina natia per la metropoli e osserva attraverso lo specchio il suo corpo crescere e mutare, ma è unicamente trasformazione esteriore, dentro resta la persona di sempre: il figlio unico a suo agio nella solitudine, a tu per tu coi propri pensieri"

Eh...

"Teneramente spietato, però, l?inchiostro di Murakami, non lascia spazio alle tinte cupe, claustrofobiche e finanche compiaciute dell?autoanalisi colta e senza speranza propria dei romanzi dell?io della prima metà dello scorso secolo, fuggendo, di contro, la drammaticità mediante una studiata leggerezza fatta di sana autoironia e maniacale meticolosità descrittiva per indulgere, sul bagliore dell?adolescenza e rendere delicatamente tutte le più lievi sfumature diquel breve periodo dell?esistenza in cui il disagio si sublima in metamorfosi."

Recensione coninvolgente e stimolante. Danke! :)

era :)

e anche lei ci ha salutato, poco fa.

well done :)

viva Murakami!

(aggiornato l'archivio!)