Quando Claudio Morici torna nella Città Eterna succedono sempre cose strane e memorabili. Non tutte si possono raccontare, ma è molto facile sentirsele imbastire, negli ambienti giusti, più o meno ingigantite. Sembra, a dare credito ai soliti bene informati, che oltretutto un suo sosia si aggiri per le strade di Palermo, ogni tanto, mentre noi diamo per scontato che sia ostaggio d'un nuovo amore a Valencia o d'una stanza a Edimburgo: due punti, a capo. Sarà vero? Si dice che questo sosia sia accompagnato da tre gorilla molto aggressivi. Mistero.
Da qualche anno a questa parte l'Actarus della Letteratura Italiana è tornato soltanto per prendere accordi per i nuovi libri o per partecipare a qualche trasmissione televisiva. O per prepararmi una carbonara, ammesso che il mio stomaco non sia distrutto come oggi. Claudio, è bello ritrovarti tra noi.
Dimmi, com'è Roma vista dalla Luna? È cambiata?
CM: Sono arrivato il 24 e il 26 mattina già stavo a letto, ansimante, con la febbre a 39. Alla prima passeggiata mi è sembrato tutto abbastanza simile a come l'avevo lasciato. Forse un po' meno gente per strada. E magari due anni fa non c'era l'esercito italiano in missione ai capolinea della metro. Comunque non so, è difficile fare confronti, quello che percepisco fresco di ritorno è influenzato da mille fattori. Ad esempio, il fatto di muovermi in un posto dove tutti parlano italiano, vista la deprivazione degli ultimi mesi, mi sembra come camminare in una specie di foresta. Mille informazioni, toni di voce, posture, giochi di parole. È come trovarsi dentro una foresta dopo il deserto, è fantastico. Le persone mi sembrano tutte attori navigati, quando mi devono dire una cosa ho come l'impressione che iper-comunicano volontariamente, perché mi arrivano tutte queste informazioni in più, con la mia lingua.
GF: Sì, qualcosa forse è cambiato. Claudio, ho appena pubblicato (qui) la recensione del tuo ultimo libro. Commenta, critica, stronca o approva i contenuti. Rimedia ai miei errori oppure confortami: ti riconosci in quella scheda? C'è qualcosa che vorresti evidenziare?
CM: Beh, mi stai chiedendo di fare la recensione della recensione, è abbastanza bizzarro. In ogni caso l'articolo mi sembra molto interessante, come sempre. Sei una delle 2-3 persone che hanno letto tutto ma tutto quello che ho pubblicato (più un paio di inediti), e guarda caso fai anche il critico letterario e allora non puoi che essermi molto utile quando scrivi su di me. Come quando mi hai spiegato, punto per punto, che stavo iniziando a vivere esattamente come il protagonista di Actarus: licenziamento dal mestiere di pilota di robot e tutto. Io non è che me ne ero accorto. E stavolta individui dei frammenti di ogni precedente libro, nel nuovo, come se avvenisse per la prima volta. Non ci avevo fatto caso. Io ho queste tematiche, come la malattia mentale, il viaggio, le droghe psichedeliche, l'attrito del singolo con le regole della società. Sì, deve essere il primo romanzo dove ce le metto tutte, le alterno, le sfodero una dopo l'altra. Fossi invecchiato?
Quello che è successo, a livello pratico, è che ho avuto per la prima volta la possibilità di dedicarmi alla scrittura tutti i giorni, media di 5 ore, organizzazione tedesca, con supporti che andavano dall'internet point, ai fogli di quaderno, passando per laptop messicani di terza mano (che si rompevano quasi subito). E qualcosa è successo. Ho imparato a trasfigurare i contenuti della mia vita quasi in tempo reale. E questi temi ridondanti, che negli altri libri erano trattati, diciamo, in modo monografico, qui sono molto meno centralizzanti, funzionano da contenitori di storie, sono stanze di appartamento. Questi temi, mentre scrivevo, erano il mio unico riferimento, la mia casa lontana, la mia griglia da combattimento che ho portato con me, mentre mi succedevano cose nuove e importanti che non capivo assolutamente, ma buttavo dentro la storia. Un personaggio, un modo di vivere, una marca di maglioni, e qualcosa succedeva. Compagni di viaggio, storie che sentivo raccontare, mercati indigeni, la violenza dei rapporti tra persone in vacanza, questa disaffezione sintomatica che colpisce i viaggiatori, i bagni pubblici, gente che si farebbe tagliare un dito per darti una mano e gente che te lo taglierebbe, dalla mano.
GF: Bene. Genesi dell'opera. Com'è nata questa storia? Quanto hanno avuto influenza le tue esperienze di viaggio in tutto il mondo? Sei riuscito a trovare un posto che assomigliasse, almeno un po', a Fleed?
CM: Ho iniziato a scrivere “La Terra” sull'aereo, mentre stavo andando a Città del Messico, senza sapere esattamente che stava iniziando questo mio vagabondare per quasi due anni. C'è proprio un capitolo del libro che descrive il protagonista che se la fa sotto, in aereo, durante una turbolenza. Con un bambino che lo prende per il culo e ride.
Mi succedeva sempre di aver paura dell'aereo (anche se poi viaggiavo lo stesso) ma questa volta ho pensato di provare a scrivere quello che mi passava per la testa. Una decina di pagine di appunti, che poi sono diventate un paio di pagine del romanzo. E la cosa straordinaria che è successa è che, dopo quella volta, ho smesso davvero di avere paura di volare. Scrivere mentre succedeva, ha avuto questo e altri effetti anche dopo, durante il viaggio. E' abbastanza banale, in realtà, ma non lo avevo mai sperimentato prima. E il romanzo è partito proprio così, e ho cominciato a lavorare, a fare attenzione allo “strumento”, ovvero al mio stato di coscienza mentre scrivo. E dopo l’aereo c’ho dato giù tutti i giorni dovunque mi trovassi, ho finito in Scozia dopo 10 mesi, e continuo a scrivere perché ho paura anche oggi, ogni tanto. Che è un po' diverso dalla ricerca di Fleed, ma neanche tanto. Ricordiamo che Fleed, in Actarus, era la stella d'origine, quel posto perfetto dove Actarus sognava di ritornare un giorno. L'ho pensato come una specie di paradiso del viaggiatore, un incrocio tra Cuba e New York, mi sono divertito a prendermi in giro su quello che penso, che a volte sogno prima di partire. Su Fleed puoi lavorare una settimana come cameriere e mettere da parte abbastanza soldi per vivere di rendita un anno. Le ragazze, su Fleed, te le porti a letto, tutte insieme, solo perché gli hai fatto l'occhietto. Fleed non esiste.
GF: Le avventure di Simon, l'antieroe del tuo libro, avranno un futuro? Cosa ci riservano le sue prossime esperienze di viaggio?
CM: C'è una certa probabilità che le storie di Simon diventino una microsaga. Anche perché all'inizio il romanzo era nato proprio così. E il secondo episodio ha già alcune pagine scritte e un'evoluzione delle cose alla quale sono abbastanza affezionato. E non è escluso neanche che questo sia legato a dove vivrò nei prossimi mesi. Cioè, il piano era questo. Però cose del genere non funzionano a tavolino, il tempo passa, la testa pure, vediamo un po'.
GF: 2009. Cosa ti aspetti da “La terra vista dalla luna”? Come sogni che venga accolto dal tuo pubblico e dai nuovi lettori?
CM: Sinceramente mi interessano i soldi. Magari non tanti, ma una volta finito il romanzo, punto a quelli, non è che vorrei molto altro da questo libro. Cioè, voglio dire: ormai l'ho scritto. E non è che voglio stare qui ad aspettare che quel tipo dica che è un capolavoro, oppure una merda, e quell'altro ritenga che sia letteratura o narrativa. Come dire, un po' sono curioso, certo, ma non ho tempo. Non mi cambia niente, in realtà. Se il libro vende bene e guadagnerò soldi, invece, significa che potrò continuare a starmene in giro e scrivere. Altrimenti torno al piano B (fare un altro lavoro, quello che ho fatto per 10 anni magari o un altro, da qualche altra parte). E so anche che molto probabilmente tornerò al piano B presto. Ma, come dire, ci sto provando. E riguardo il valore del libro, che ormai ho scritto circa un anno fa e che sento lontano, vecchio sebbene esca adesso, ho 5 amici che leggono le mie cose da sempre, che capiscono e seguono quello che sto facendo, la mia ricerca, ecc... A loro è piaciuto moltissimo, quindi sto a posto. Sono molto ansioso di ripartire, di continuare a fare questa vita per un altro po', scrivere le mie 5 ore al giorno, scegliermi una città adatta, studiare, cercare di capire quello che succede intorno, diventare sempre più bravo a mettere nero su bianco, con una certa urgenza, un paio di cosette, che spero possano cambiare un millesimo della percezione di chi mi legge, nonché di chi le scrive, ovviamente. Ma è difficile parlare di queste cose... Meglio concentrarsi sui soldi. Non sembra ma è più umile.
GF: Già. A proposito, curiosa la copertina del libro. È una tua idea?
CM: Più che curiosa mi sembra fottutamente commerciale. Neanche poi così bella. E l'ho suggerita pure io la foto. Vedi il discorso sopra. C'è la gnocca, che funziona sempre. E lo zainetto, che introduce l’ambientazione. Poi la citazione dal libro, gioca con l'immagine perché fa capire che il protagonista è partito a causa di una ragazza, che sembra proprio la tipa della copertina. Che vuoi di più dalla vita?
GF: Com'è stato il tuo Messico? Raccontaci tutto.
CM: Sono stato in Chiapas, dove è ambientato il romanzo. Ho partecipato insieme a un altro migliaio di persone a un meeting nei villaggi zapatisti, con special guest Marcos, tende dappertutto, gadget, magliettine con la faccia del Che, o di Malcolm x, ecc.. Cose belle e importanti, ma anche piene di situazioni paradossali. Ho girato in ostello per mesi, come avevo fatto già altre volte e nel romanzo, ho cercato di indagare e rappresentare come mai un ostello a Oxaca ha gli stessi DVD di un ostello a Bangkok, e forse anche gli stessi divani IKEA. E la gente, i viaggiatori backpackers, parlano più o meno delle stesse cose e leggono gli stessi libri, hanno visto gli stessi film. Poi ho vissuto 4 mesi a Città del Messico, posto fantastico per me, spero davvero di tornarci. Il problema in questa città è che stai dentro un'opera d'arte, una fotografia, un quadro, un libro. E' qualcosa che ho sentito dire anche ad altre persone, se stai portando avanti un progetto artistico, il problema potrebbe essere che ci stai già dentro, in un mercato, tra gli ambulanti per strada, in una pulcheria. Ce l'hai lì davanti, ci interagisci, stai dentro il quadro. E allora chi te lo fa fare di farti il mazzo? E ci sarebbero da dire tante altre cose di questa città, quella che mi ha colpito di più all'inizio è la possibilità di conoscere persone, di avere dei rapporti.
Se vuoi, in Messico esci da solo e parli con tutti. Di certo, molti europei sono innamorati di questa nazione più per questo che per le piramidi, che so. E magari ci restano, non ne possono più fare a meno. Poi, purtroppo, non è un paradiso, ci sono livelli di corruzione altissimi, la polizia non rispetta i diritti umani, quando te ne torni a casa dopo esserti tanto divertito, c’è una certa probabilità (superiore a quella europea) che ti accoltellino sotto il portone.
Non si tratta di Fleed. Su Fleed una birra costa 15 centesimi (le poche volte che non te la offrono). E se restituisci il vuoto a perdere ti regalano un'automobile nuova.
GF: Adesso immagino tu stia per ripartire, dopo un intervallo romano. Prossima destinazione? Prossimo appuntamento in libreria?
CM: Se rimango in Europa, pensavo a Berlino, di cui mi hanno parlato molto bene. Gli affitti costano incredibilmente poco, così come le birre. Ci deve essere gente interessante. Però negli ultimi sei mesi sono stato a Granada, Spagna. Che è la capitale europea per la gente che vive un po' così. E potrei averne avuto abbastanza di me e di gente come me. Quindi vediamo un po'.
Mi serve sempre un posto dove posso scrivere queste 5 ore al giorno, sono completamente ossessionato da qui a un anno... mi segno quanto spendo per il caffè e quante ore ho scritto, mi scelgo posti dove non ho bisogno di macchina, la vita notturna costa poco e ci sono buone biblioteche, dove posso mettermi con il portatile un giorno sì e un giorno no, per non morire da solo nella mia stanzetta.
GF: Vai, distruggi il male vai.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Claudio Morici (Roma, 1972), romanziere e net artist italiano.
Laureato in Psicologia Clinica con una tesi intitolata “Fenomenologia esperienziale del sognare lucido” (pubblicata in “Sogni Lucidi”, a cura di Fabrizio Speziale, Edizioni Il Punto d’Incontro, Vicenza, 1999), ha lavorato per due anni in diverse comunità terapeutiche, prima di cambiare lavoro. È stato direttore dei contenuti del sito d’arte indipendente www.gordo.it. Ha esordito con il romanzo “Matti slegati” nel 2003.
Claudio Morici, “La terra vista dalla luna”, Bompiani, Milano 2009.
In Lankelot:

Gianfranco Franchi, “Lankelot”. Gennaio 2009.
Alabarda spaziale.
Commenti
Claudio, è bello ritrovarti tra noi.
Dimmi, com?è Roma vista dalla Luna? È cambiata?
"Fleed non esiste."
http://bompiani.rcslibri.corriere.it/bompiani/libro/6208_la_terra_vista_...
Ma nel "giorno no" va da qualche altra parte, il Morici?
Perché pensavo la sfiga di morire da solo nella cameretta proprio quel cazzo di giorno...
Ho molto apprezzato il passaggio in cui Morici afferma di non preoccuparsi troppo dell'accoglienza che critici e lettori riserveranno al suo romanzo, poichè fondamentalmente è più interessato all'opinione dei suoi cinque amici in merito.
Si cerca il consenso delle persone che si stimano, fuori da questo canone, il discorso acquista effettivamente altro tipo di valenza. Quella economica, cui non manca di far riferimento, ad esempio.
E' bello leggere risposte tanto trasparenti.
In bocca al lupo a Morici per i suoi progetti!
5. Sottoscrivo in toto;).
4. Non saprei. Glielo domando, And!;)
Vi rendete conto di quanti libri si pubblicano ogni giorno? E noi ci affanniamo a pubblicare - me compreso. Per che cosa poi? Perchè ci leggano 100 - 1000 - 3000 - 5000 persone. Resteremo sempre a un passo dai campioni, tredici è pari... Cazzo, come sono pessimista oggi. In ogni caso Morici è un grande, ve lo dico perchè ho letto Actarus. Ma tanto il grande pubblico legge sempre i soliti autori, incorona una scrittrice di vampiri con 4 libri in testa alle classifiche... e allora? e allora andiamo, come diceva Jannacci. So un cazzo dove, però ci vado.
Gordiano
direi che poter scrivere cinque ore al giorno è già un bel traguardo.
Per il resto Angela ha già detto quello ho in mente anch'io.
7. Ma a questo serve Lankelot, a fare selezione delle nuove uscite e a segnalare la coerenza degli autori, negli anni;). Autori, ed editori.
*
Vediamo che succede con Claudio in Bompiani. Se scala le classifiche l'Italia è (un po') cambiata. Intanto m'accorgo che qua a RM sta in vetrina in diverse librerie, e fa il suo bell'effetto. Incrociamo le dita...
Tu continua a sperare, Gianfranco. Sei più giovane di me...
Gordiano
Più che sperare, Gordiano, combattere.
Combattere consapevoli che c'è gente che pubblica collane per teenager e si vanta di aver rincoglionito 30mila persone con libri stupidi, e gente che mette allo stesso livello Moccia e Del Giudice.
Consapevoli che la distribuzione, a certi livelli, pretende che il numero delle pubblicazioni aumenti, per sinistre questioni di "visibilità" in libreria.
Consapevoli che il 5 per cento del mercato - o il 10? non mi ricordo mai - è quello riservato alle molte migliaia di editori estranei ai 4 grandi gruppi. E che combattere quello strapotere con gli stessi investimenti economici è folle.
*
Sai qual è la buona novella della Meyer? Che è un'autrice Fazi. Fazi è un editore indipendente. Se vanno bene libri Fazi, Roma respira. Per qualche anno. Almeno, una parte di Roma - purtroppo non quella per cui lavoro io, ma ok:). Almeno reagiamo...
Comunque vedo che siete, per ora, tutti rimasti colpiti da un aspetto: quello del "mestiere" dello scrittore, che Claudio sogna di poter fare, campando alla King - ma in viaggio.
Sì, forse la novità è che dopo parecchi anni c'è qualcuno che ha deciso che è possibile campare scrivendo libri, e vuole riuscire nell'impresa. Ci vuole un coraggio straordinario, e una grande fiducia in sé stessi, nell'editoria e nel prossimo.
Col cuore spero che Claudio vinca la sua battaglia e dimostri a tutti che sì, l'Italia s'è civilizzata, esiste addirittura il mestiere artigianale dello scrittore.
Fazi ha pubblicato pure Melissa P, Gianfranco... come si può essere contenti perchè Fazi azzecca un cavallo vincente. Io - almeno - non lo sono. Io sono un artigiano - scrittore, pubblico tantissimo e ora come ora mi chiedo perchè lo faccio. Lottare... sì lottare... lotto da dieci anni e cosa ho fatto? cosa ho in mano? libri che al massimo mi hanno venduto 3000 - 5000 copie. Ci faccio la birra. A fine mese firmo per Rizzoli come traduttore. E allora? Per vivere faccio un lavoro di merda che odio...
Gordiano
(beh, ma è l'editore di Selby, di Pahor, di Gore Vidal, di Thackeray... di Drieu La Rochelle, e via dicendo. Purtroppo molti si sono accorti di lui solo dopo la P, ma aveva e ha un buon catalogo. Che vende poco, e costa tanto)
*
Sai, gf, che Morici, sogni di poter fare lo scrittore, campando di quello...in Italia c'è chi lo fa, mi sembra. Tu dici, alla King. Ma, se andiamo a vedere, in somma, con tutti i problemi di alcol e droga, mi auguro di no, ecco. Poi, in USA, cosa strana, la scrittura è considerata un lavoro!
Io spero che Morici venda la sua Terra, ma a meno di strane cose, aspetterò l'arrivo nei tascabili (come ho fatto per Actarus).
Su Fazi, ci sono certi autori irlandesi che mi interessano, e Thomas Hardy. Diciamo che pubblicano alcune cose per permettersi di farne altre, a quel che vedo. Vedi Santacroce, Panarello, Meyer (i cui libri però sembra siano migliori del film)...
che altro dire?
si va avanti, eh.
In Italia c'è chi campa di scuole di scrittura, non facendo lo scrittore. In Italia a fare lo scrittore puro campano in pochi. Magari c'è chi fa lavori principali affini alla scrittura (giornalista, sceneggiatore...), ma campare scrivendo libri la vedo dura! E pure facendo l'editore non è meglio...
15. In America - come in Inghilterra - può riuscirci qualcuno in più che da noi. Due ragioni semplici: il numero di nazioni anglofone nel mondo, e il potere economico della nazione dominante - gli States. E con tutto questo potere e questo pubblico e questo mercato, credimi, non tira una buona aria. Studiacchio qua e là biografie di americani o inglesi o australiani etc di nuova generazione. Si direbbe che anche da loro siano pochi fortunati a poter vivere di "libri".
Di scrittura, sì. Si può campare. Tra scrittura pubblicitaria, qualche sceneggiatura, qualche rubrica sui periodici ricchi, corsi accademici o para-accademici, scrittura tv/radio, etc...non vivi da nababbo, ma vivi.
*
Dimenticavo. Non alla King, alla Moravia;).
*
OT, And, Hardy manca da queste parti... sbaglio?
Ehm. Per "scrittura", quando scrivevo che "in USA la scrittura è considerata un lavoro", intendevo dire che quello dello scrittore è un ruolo riconosciuto, già solo il fatto che diverse (non tutte) riviste paghino per i racconti che scelgono di pubblicare, mi sembra indicativo. Non volevo dire che gli scrittori statunitensi o anglosassoni stanno lì a scrivere solo i loro libri, e grazie solo ai proventi di quelli vanno avanti. Ma che, grazie al ruolo di "scrittore", possono vivere.
18. non so. Fazi pubblica anche parte di Durrell, Lawrence, tra l'altro. personaggio.
Davvero una bella intervista, E Morici non è mai banale nel rispondere, nonostante anch'egli scelga di essere un personaggio dei suoi libri, nella sostanza. Prima o poi devi farmelo conoscere di persona, Franco. Magari anche a Granada, o a Berlino;)
19, ho capito, adesso. Sì, potenzialmente potrebbero, possono qualche volta.
Durrell? Pensaci...;).
20. Ave caro. Claudio è un grande personaggio, spero davvero ci sia occasione. Adesso sto in malinconia da attesa del prossimo libro. Sta diventando come Nick Hornby qualche anno fa, per me. Ho finito la terra, ne ho scritto, l'ho intervistato... e ora?
E ora aspetto il prossimo.
Claudio può diventare il Douglas Adams italiano.
www.gufetto.it/cms/index.php/Libri-interviste/Intervista-a-Claudio-Moric... intervista on line in Gufetto, anche.
http://it.youtube.com/watch?v=VutMLnjXTY4
Se fate la scelta di non farvi una famiglia ci campate. In alternativa no. Io quest'anno - tra traduzioni e libri pubblicati - incasserò circa 15.000 euro. Vi ho dato il mio 730 da scrittore povero. Voi ce la manterreste una famiglia di 4 persone? Una moglie, una figlia di due anni e un figlio di 12. Io no.A parte tutto, oggi Bompiani mi ha spedito il libro di Morici. Spero di poterlo leggere presto.
Gordiano
Domani vado in libreria e prendo Actarus e la terra vista dalla luna, spero che non deludano le aspettative.
Gianfranco mi fido di te!!!
Non ti deluderanno. Fidati.
la terra vista dalla luna...
il mio prossimo libro da leggere :)
bentornato Claudio...
Lisa
25. Compra "Matti slegati" e "Actarus", per cominciare. Formidabili, per ragioni diverse.
E poi goditi l'ultima novità. Mi dirai...
In Lanke trovi tutto l'edito di Morici, cose minori (apparentemente...) incluse.
27. Lisa! Bentornata.
Per capirci: se "Matti slegati" e "Actarus" fossero stati editi da Mondadori o da Rizzoli, avrebbero avuto vendite a cinque zeri. Ancora non capisco come sia possibile siano rimasti in catalogo per piccoli editori. Da una parte ne sono felice per loro, soprattutto per Meridiano Zero. Dall'altra, allargo le braccia. Mistero...
L'intervista è tra le pagine più lette del mese, pochi giorni dopo l'uscita. Ad oggi, 1481 hits (oltre ai 1614 della recensione).
Mi sembra un buon segno;).
Mistero? Gianfranco, non chiamiamo mistero ciò che è ovvio e lampante, soprattutto ciò che noi piccoli mortali non potremo mai modificare...
Gordiano
Mi sto accorgendo, amice Gordiano, che spesso - là, dove vedevo congiure o favoritismi - altro non c'è che un'atroce stupidità, o una terribile assenza di informazioni e notizie. Perché proprio non s'accorgono che a certi livelli possano esserci cose per loro. Semplicemente, certi grandi gruppi neanche guardano a quel che esce tra i 100 - sono troppo generoso? - veri piccoli o medi editori di qualità; proprio come io non guardo alle novità mondadori, feltrinelli o rizzoli, pensando che sia tutta merda ben confezionata, con tre eccezioni l'anno.
Parliamo lingue diverse, abbiamo diverso pubblico e diversi referenti. E - salvo rare eccezioni - diversi autori. Il paradosso è che se il nostro amico entra in un circuito del genere, "scoprono" quante potenzialità commerciali e quale qualità può avere... e recuperano. Ma deve entrarci. Io, a 'sto punto, tifo. Almeno vedrei confermata la mia teoria. Che noi e quella gente non comunichiamo, non abbiamo terreno comune, e probabilmente ci disprezziamo a vicenda. Per diverse ragioni. E poi, magari, un giorno...
http://vertigine.wordpress.com/2009/01/14/sto-leggendo-la-terra-vista-da...
Può anche darsi. Per esempio IL FOGLIO ha pubblicato un piccolo goiello come UN PAESE DI POVERI PAZZI E CANI di Simone Pazzaglia, che a livello locale sta andando benissimo. Ma farlo arrivare a Mondadori è impossibile. Eppure è un libro notevole. Vorrei che tu lo leggessi.
Ti faccio un esempio. Il mio UNA TERRIBILE EREDITA' (che tu hai letto) è stato proposto da un'agente a tutti i maggiori editori italiani. RIFIUTATO perchè non lo hanno letto. Questa estate - per caso - l'ha letto LUIGI BERNARDI (non l'ultimo dei fessi in materia) e - siccome l'ha letto davvero - lo pubblicherà con PERDISIA, che non è Mondadori, ma non è neppure Il Foglio. I grandi sanno già chi e che cosa pubblicare. Tutto qui. Mondadori non ha voluto il mio Avana Killing, ma in edicola con un gruppo rivale di Mondadori ha venduto 5000 copie. Perchè non l'hanno voluto? Mistero, visto la merda che pubblicano su Urania e su Il Giallo Mondadori. La mia era merda più sopraffina? In ogni caso me ne frego, come disse qualcuno. Vivo bene (?) lo stesso.
Gordiano
Ho letto tutto quello che c'è su Lankelot di Morici e prima o poi dovrò incontrarlo come lettrice, sembra chiaro.
Interessante il dibattito che esce nei commenti a questa intervista.
Soprattutto il punto di vista di Gordiano: sono convinta che non sia facile (possibile) vivere di scrittura o editoria se tieni famiglia, almeno qui in Italia. Penso al caso Rowlings e non vedo l'ora mi arrivi un bel librino Egea appena pubblicato sull'operazione di marketing che ha permesso all'autrice inglese di fare i soldi (nel vero senso del termine) con una storiella sicuramente simpatica (ho letto tutti i libri di HP stufandomene al terzo ma vabbè) e soprattutto molto molto ben congegnata.
Voi augurate Mondadori a Morici? Io sinceramente no.
Come fai a entrare nelle grazie di Mondadori restando libero?
Penso a quel che è successo a certa gente che aveva dei numeri e che Mondadori ha trasformato in sforna-romanzi (vorrei farvi tre nomi ma preferisco di no).
No, io a Morici auguro di continuare per la sua strada, di fare quel che gli riesce meglio e di pubblicare con gente seria.
Forse dovrà trovare un "secondo" lavoro per campare, ma piuttosto che asservirsi alle logiche di certi editori...
38, eh. E' quello che sogno anch'io. Ma dalle dichiarazioni rilasciate sembra lui voglia almeno provare...
35. Pazzaglia? Va bene. Aspetto...
Non riesco più a leggere e scrivere quanto vorrei: tra recensioni promesse e letture ho un arretrato da paura.
Tant'è ne avete parlato così tanto di Morici e in termini talmente positivi che adesso la curiosità è proprio tanta.
Lo leggerò a breve.
Ecco il sito lankelot è servito a conquistare un nuovo lettore alla causa.
Saluti.
e questa è una signora notizia;).
Da cosa partirai? "Actarus" o "Matti slegati"?
In genere se devo affrontare un autore preferisco iniziare dai suoi esordi.
ottima scelta.
Non ho ancora letto questo libro, ma visto quanto mi è piaciuto Actarus penso che sarà una delle prossime letture. per quanto riguarda il mondo dell'editoria, c'è un velo di stupidità grossa nelle case editrice e spesso anche di mediocre valore delle persone che ci lavorano. e molto spesso pubblicare per una grande casa editrice non muta la posizione dell'autore. ci sono grandissimi autori che pubblicano per grandi case editrici e nessuno li prende in considerazione e passano nel dimenticatoio.
45, vero. Il numero di pubblicazioni annue di Mondadori, Einaudi, Rizzoli è abbastanza abnorme. Capita, e capiterà ancora, di perdere del tutto di vista le loro novità di riguardo: purtroppo orientarsi in quel macello è impossibile. Oltretutto, basta che i relativi uffici stampa escludano di promozionare certi titoli che davvero diventa impresa eroica accorgersi dell'uscita.
Faccio per dire, ma tu sapevi che l'ex Foglio Saba è uscito con Bompiani? Ne hai mai sentito parlare? Paradossalmente, se ne parlava di più quando usciva per Gordiano. O hanno un circuito tutto loro che proprio non riesco a individuare, oppure... mah?
ecco, già questa cosa che fosse uscito per bompiani non lo sapevo. tu l'hai letto?
no...
Letto 60 pagine del nuovo Morici. A mio modesto parere è un bel passo indietro rispetto ad Actarus. Un po' come Sole e baleno di Saba era buono e il nuovo che ha fatto Bompiani non lo è. Morici rispetto a Saba sa scrivere meglio ed è riconoscente ai suoi vecchi editori. Mi ha fatto molto piacere che abbia citato Meridiano Zero e Stampa Alternativa, ma persino un piccolo editore che adesso non ricordo. A me i libri dove ci sono le finte mail dentro non piacciono, danno ripulsione, forse sono vecchio. La storia non mi prende, al solito, forse sono vecchio. Assodato che MORICI SA SCRIVERE E BENE, questo libro non mi attira e lo mollerò là, purtroppo. Peccato. Credo che sia un libro generazionale, che possa trovare un pubblico solo tra chi è nato tra il 1970 e il 1980. Non me ne volere Claudio, Non me ne volere, Gianfranco. Restiamo amici, ma un 49enne come me non ce la fa a tirare avanti un libro come questo, non ne vede il motivo. Torno ai miei cubani.
Gordiano Lupi
Bompiani. Non comprendo perchè pubblicano certi libri e poi non li sponsorizzano. Forse devono pubblicare un tot di libri comunque. Non lo so. Non capisco Elisabetta Sgarbi. Il fratellone polemico rifiutò Parente (uno che vende, non fosse altro per il modo incui si propone) e invece pubblicano libri di cui non parla nessuno. Saba ha avuto più pubblicità da me che da Bompiani. E la ricompensa? Allo Strega ce lo iscrissi io...