Morici Claudio

Actarus. La vera storia di un pilota di robot

Autore: 
Morici Claudio

Era tanto che non mi imbattevo in un romanzo italiano così originale e diverso dai soliti cliché del giallo, del noir - ma mi raccomando poco sangue siamo italiani - dell’ispettore che indaga con la pancia piena e il libro di ricette sul tavolo. Bravo Morici, che mi hai fatto tornare la voglia di leggere autori italiani dopo tanti cubani, che ti sei spinto a esplorare un genere nuovo, inventato per l’occasione, una sorta di fantascienza ironica corretta al manga e al generazionale. Actarus è un libro a dir poco geniale che strizza l’occhio agli appassionati di cartoni animati giapponesi per il rigore con cui l’autore descrive i personaggi presi a prestito dalla serie Ufo Robot. Actarus è un pilota di robot nevrotico che beve trenta Peroni al giorno e sogna di tornare sulla natia stella Fleed, dove la vita è una festa e le donne sono sempre pronte a fare l’amore. Alcor è il suo compagno di battaglia ma è pure un ex alcolizzato depresso che a tempo perso se la fa con la bella e disponibile Venusia. Il Dottore guida la base spaziale della Fattoria contro gli attacchi di Vega e Roberta è una pacifista anoressica che a un certo punto apre gli occhi ad Actarus. Non tutto è come sembra, però, e il finale a sorpresa è assicurato.

Claudio Morici è nato nel 1972, fa parte di una generazione che è cresciuta con i cartoni animati giapponesi, soprattutto Goldrake, Mazinga Z, Daitan 3, che riempivano i palinsesti televisivi serali e pomeridiani. Il romanzo è un omaggio a un genere popolare di cartoni animati, ma i personaggi sono modificati in senso umano per realizzare una feroce critica alla società contemporanea. Morici affonda la penna per analizzare una generazione che comunica soltanto per e-mail, usa smodatamente il telefonino e si conosce usando le chat. Il romanzo è una metafora sul lavoro ripetitivo che produce alienazione, anche se nella realtà non ci sentiamo inutili alla guida di un robot ma stando seduti otto ore davanti a un computer. Lo stile di Morici è perfetto, usa il dialogo come se dovesse scrivere un cartone animato, il lettore si appassiona alla storia e si affeziona ai personaggi. Vai distruggi il male vai è il leimotiv che ci accompagna per 230 pagine di un racconto surreale che l’autore è talmente bravo da rendere credibile. Ecco, questi sono gli sperimentalismi che convincono, usando gli strumenti della narrativa di genere si costruisce un romanzo generazionale, di formazione e di critica sociale. Non è poco. Con buona pace delle balene morte della lombardia, dei kamikaze, dei corpi usati e abusati, delle pancette e dei cani di pavlov targati Einaudi e Feltrinelli.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Claudio Morici (Roma, 1972), romanziere e net artist italiano.

Laureato in Psicologia Clinica con una tesi intitolata “Fenomenologia esperenziale del sognare lucido” (pubblicata in “Sogni Lucidi”, a cura di Fabrizio Speziale, Edizioni Il Punto d’Incontro, Vicenza, 1999), ha lavorato per due anni in diverse comunità terapeutiche, prima di cambiare lavoro. È stato direttore dei contenuti del sito d’arte indipendente www.gordo.it. Ha esordito con il romanzo “Matti slegati” nel 2003.

Claudio Morici, “Actarus”, Meridiano Zero, Padova 2007.

Gordiano Lupi - www.infol.it/lupi

ISBN/EAN: 
9788882371371

Commenti

Era tanto che non mi imbattevo in un romanzo italiano così originale e diverso dai soliti cliché del giallo, del noir - ma mi raccomando poco sangue siamo italiani - dell?ispettore che indaga con la pancia piena e il libro di ricette sul tavolo. Bravo Morici, che mi hai fatto tornare la voglia di leggere autori italiani dopo tanti cubani, che ti sei spinto a esplorare un genere nuovo, inventato per l?occasione, una sorta di fantascienza ironica corretta al manga e al generazionale. Actarus è un libro a dir poco geniale...

al di là di tutte le pertinenti notazioni, il giudizio complessivo è come noto largamente condiviso da molti di noi, me compreso. E "sono gli sperimentalismi che convincono, usando gli strumenti della narrativa di genere si costruisce un romanzo generazionale, di formazione e di critica sociale." mi pare un apprezzabile succo di questa prova narrativa.

E' una gioia sentire Gordiano così entusiasta di un romanzo. D'altra parte, adesso, mi viene in mente il saluto che abbiamo tributato a Claudio al Circolo, durante la presentazione: senza bisogno che ci mettessimo d'accordo, eravamo già tutti sulla stessa linea.
Libro splendido.

Roma saluta e omaggia il rientro in patria del gran Morici.
Ufficiale:)

VAI DISTRUGGI IL MALE VAI

"Ecco, questi sono gli sperimentalismi che convincono, usando gli strumenti della narrativa di genere si costruisce un romanzo generazionale, di formazione e di critica sociale. Non è poco."

Non è affatto poco, no.
Assolutamente d'accordo. Actarus è un gran libro.

Era tanto che non leggevo un autore italiano così bravo. Davvero. Tra l'altro ho letto altri autori italiani di Meridiano Zero, ma Morici ha tre marce in più di tutto il resto del parco autori.

Gordiano Lupi