Sapevo che prima o poi avrei fatto i conti con Actarus. Era inevitabile. Un segno del destino, un incontro segnato da quei pomeriggi davanti alla tivù a metà anni settanta, quando ancora nell’etere c’erano solo due canali Rai. Sapevo anche che avrei dovuto rimettere in discussione tutto. Se veramente il male di Vega fosse così cinicamente "male" oppure alla fine nasconde un po’ di bene. Se tutto il bene che Goldrake ad ogni azione vincente riesce a far trionfare in realtà non possa ammuffire e rivelare la sua intima e tossica sostanza. Sapevo anche che Fleed, con l’andare degli anni, sarebbe diventata più costosa, più lontana, più diversa, più sogno e meno realtà.
Sapevo un sacco di cose e non ho saputo evitarle. A volte, magari in compagnia di una Peroni, riesco a malapena ad accettarle.
Questo romanzo però non è un trattato di filosofia goldrakiana. E nemmeno un uforobotico scandagliamento dell’adolescenza. Questo romanzo parla dannatamente al cuore di una generazione che, alla sua età, comincia a capire che Fleed è lontana, troppo lontana e forse non ci farà mai ritorno. Perché forse addirittura non esiste, non è mai esistita. E’ un gaio, scanzonato ma amaro e veritiero rutto low cost dopo una anarchica e velleitaria presa di coscienza delle storture, delle divisioni, delle ormai imbattibili falsità emotivo-esistenziali che fanno da fondamento all’attuale società contemporanea, sradicata dal pensiero ed ammorbata dalla serialità e dallo straniamento e cullata nella bambagia dell’omologazione a tutti costi.
Anche se in questo racconto si parla del 2070 ed oltre. Anche se come protagonista c’è il “nostro” Actarus. Tante volte ancora oggi mi sento Actarus. Il mio capo aziendale mi ha rimbambito di banali ovvietà volte a farmi produrre, la mia vita sembra un reality show, gli amici dei miei amici non mi piacciono ed ho bisogno di un amore che sappia cullare i miei sogni. Per i partoriti negli anni settanta e dintorni, il nome di Goldrake e le parole della sua irresistibile sigla restano,ad oggi, un ricordo indelebile e sicuramente strappano un tenero e malinconico sospiro più o meno adulto ricordando la propria infanzia o adolescenza.
Su questa dimensione pura e quasi elegiaca si prende atto che insieme alle nostre barbe ormai mature, alle eventuali calvizie conclamate, sulle ruggini del cuore e le rughe dell’anima, ebbene tempo ne è passato e ne è passato anche per Actarus, unico ma non invadente protagonista assoluto di questo brillante, effervescente romanzo di Claudio Morici, trentacinquenne romano, non alla prima prova narrativa.
Chissà se davvero crescendo ed invecchiando ( non per forza maturando, magari marcendo) Actarus arriva a provare una certa ripulsione alla sua tuta di battaglia e desiderasse seriamente di diventare come Jeeg Robot o sentisse telefonicamente il pilota di Gundam. Certo, il dubbio è d'obbligo, per un eroe animato a suo tempo così perfetto. C’è sempre un momento anche per chi naviga, esplora e combatte per i più remoti e lontani spazi astrali di tornare con i piedi per terra. E capire che la propria stella preferita edificata con tutti i propri desideri, pulsioni ed aspirazioni, si fa davvero lontana, il costo del viaggio anche in economica si fa proibitivo, la speranza di trovarci un lavoro comodo ed un esistenza felice un desiderio arduo da realizzare. Non sempre l’atterraggio è morbido quando si torna a terra. E tutte le armi megagalattiche a disposizione, ultimo ritrovato della tecnologia, non sempre sembrano e sono atte se non ad attaccare almeno difendersi dalle molteplici insidie che offre la realtà. Anche se per tutta la vita con entusiasmo e coscienza si è stati fino adesso un cartone animato perfetto, al posto giusto ed al momento giusto. Ma c’è qualche cosa che non quadra, qualche conto che non torna, un sottile ma irrimediabile dubbio che attanaglia e stritola, morde e punge come un fastidioso tarlo dentro la vita, la società, con sua multiforme e contradditoria folla di "perché", con quell’aria vaga ed inquietante di ammalianti possibilità ma anche di beffardo inganno. Ebbene, tante domande ad una certa età si rivelano come.
C’è l’età del “dunque”, del “ma poi”, del “mai sempre” ma anche del “come mai”.
Actarus è atterrato, gli uomini non sono cartoni animati e Fleed chissà se aspetta ancora il ritorno del figliol prodigo
In questo testo abbiamo la geniale proposizione di un Actarus in un epoca lontana e futuribile quale il 2075, ma così attuale, alle prese con drammi esistenziali e le spine dell’età adulta, i suoi contorcimenti interiori alla ricerca della verità, tormentato dal sogno leggendario eppure così a portata di mano della stella Fleed, che più che la sua terra natia appare come la chimerica e dimidiante metaforizzazione di tutti i sogni di Actarus e del mondo intero perlomeno di sesso maschile e limitrofo.
Di contro, una moltitudine di indistruttibili resistenze. L’asettica, alienante ed indistruttibile corazza della struttura produttiva, retorica e stancante impersonificata dal dottore, un Procton in versione manager-direttore delle risorse umane.
La reiterazione di frasi e termini per dare ritmo e riconoscibilità senza che ciò stritoli la narrazione in un unico circolo, la Peroni come emblema di una quasi povertà economica ed una certa disperazione interiore, come rifugio in una ubriachezza non molesta, un’evasione low cost e quasi di sapore sfigato anche per un pilota famoso per il 15% dei ragazzini da 7 a 14 anni.
Ritmo vivace, brioso, ma non sterile o superficiale nei contenuti, una pesantezza che non si avverte seppure nella intensa e crudele realtà dei temi affrontati, il tutto con sapiente e calibrata misura dove le parti integrano e non ammorbano il tutto. Actarus è un reality nella fiction o una fiction nella reality, uno specchio che rispecchia se stesso un gioco che giochiamo tutti i giorni ma che non rilascia davvero giocare oggi, adesso, qui. E da sempre.
La consapevolezza è un arma a doppio taglio, la purezza e l’innocenza si perdono irrimediabilmente al primo vagito anche se fai il pilota o se con un geniale meccanismo riesci a scolarti Peroni mentre sei in piena missione interplanetaria. Vari e disseminati i riferimenti alla visione del presente, in un clima decontestualizzato eppure così famigliare. Coerente ed ammaliante operazione creativa, composta ma non frigida, frizzante ma non aleatoria.
Alienazione, reificazione, plusvalore, categorie certo dal sapore obsoleto e usurate da una utilizzo improprio o comunque improduttivo oggi, ma che nella loro usurata "significanza" diventano pur sempre simboli della attuale tentacolare e soffocante struttura sociale, diversificata e globalizzante in senso ristretto come quella che io e questo Actarus viviamo senza per questo dimenticare di vivere.
Sono solito fare paragoni, dare qualche coordinata letteraria, cercare anche improbabili legami. Per stavolta dico che questo è un ottimo romanzo, furbo, ammiccante e con i suoi coerenti perchè. E non ne avevo letto mai, uno simile.
Forse perché Actarus è uno. E tutti gli altri son nessuno.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Claudio Morici (Roma, 1972), romanziere e net artist italiano.
Laureato in Psicologia Clinica con una tesi intitolata “Fenomenologia esperenziale del sognare lucido” (pubblicata in “Sogni Lucidi”, a cura di Fabrizio Speziale, Edizioni Il Punto d’Incontro, Vicenza, 1999), ha lavorato per due anni in diverse comunità terapeutiche, prima di cambiare lavoro. È stato direttore dei contenuti del sito d’arte indipendente www.gordo.it. Ha esordito con il romanzo “Matti slegati” nel 2003.
Claudio Morici, “Actarus”, Meridiano Zero, 2007
Dedico questa a Fabio e a Franco. Non per particolari motivi. Ma per radicate comunanze.
Paolo Pappatà, su Internet Baol70, aprile 2007
Commenti
ok, ora mi dedico alle letture delle vostre. So che imparerò :-).
Grande! Ho inserito il codice ean e il link al pezzo di Federico! Ora ti leggo
"E? un gaio, scanzonato ma amaro e veritiero rutto low cost dopo una anarchica e velleitaria presa di coscienza delle storture, delle divisioni, delle ormai imbattibili falsità emotivo-esistenziali che fanno da fondamento all?attuale società contemporanea, sradicata dal pensiero ed ammorbata dalla serialità e dallo straniamento e cullata nella bambagia dell?omologazione a tutti costi."
> bella descrizione, davvero. Gran passo.
"Di contro, una moltitudine di indistruttibili resistenze. L?asettica, alienante ed indistruttibile corazza della struttura produttiva, retorica e stancante impersonificata dal dottore, un Procton in versione manager-direttore delle risorse umane.
La reiterazione di frasi e termini per dare ritmo e riconoscibilità senza che ciò stritoli la narrazione in un unico circolo, la Peroni come emblema di una quasi povertà economica ed una certa disperazione interiore, come rifugio in una ubriachezza non molesta, un?evasione low cost e quasi di sapore sfigato anche per un pilota famoso per il 15% dei ragazzini da 7 a 14 anni."
> estremamente lucido e chiaro. Analisi molto approfondita e opportuna. Grosso Baol.
Grazie anche a te per la dedica:) Radicatissima.
dedica necessaria :-). Leggo le vostre dopo. Romanzo che. Vale.
Claudio Morici non è più soltanto una grande promessa.
Che la sorte sia onesta e propizia.
Noi - onesti e liberi - abbiamo testimoniato la qualità del suo (dei suoi) lavori. La stampa marchettara maledetta glissa. Quanto mi piace credere all'esistenza della giustizia divina...
vabbè, capisco, ma che palle. Adesso mi leggo le cose del manifesto. Comunque quando sarà mando il link di ciao. Non serve ad un emerito. Però.
Se hai modo, se su ciao hanno liberato la pubblicazione di link, indica tutti quelli che abbiamo inserito nel paragrafetto ediz esam etc. E' bene che tutta la produzione di Claudio abbia la massima visibilità. Damose da fa'...
ok. Sto facendo pubblicità. Poco occulta :-)
Pezzo più misurato del solito, Paolo, assai personale. Molto chiaro e condivisibile nelle tue considerazioni sul testo.
sì lo so potevo scatenarmi qua. Però sono "impelagato" nel mio presunto romanzo e me la tiro :-). Più che altro non ho.
gran libro!
ultimamente ho letto delle cose poco interessanti... e finalmente un libro che mi ha tenuta incollata dall'inizio alla fine!
ne scriverò;)
Salto il pezzo, passerò dopo aver letto Actarus.
13. Bene!
14. Mi piacerebbe davvero un tuo giudizio. So che potresti accrescere o diminuire con giustezza il mio entusiasmo
Grazie della dedica, in primis.
L'ho terminato stanotte.
Che dire. Mi è strapiaciuto!!!
E' un romanzo che ti fa sentire di merda, sorridendo. A volte ridendo. Che racconta la situazione lavorativa di molti.
Con un linguaggio che mi è piaciuto. Moderno. Per quel ch ci capisco, al di sopra di parecchie, infinite spanne rispetto a tanti altri romanzi strapubblicizzati.
Ringrazio Claudio Morici per avermi dato queste gocce di arte vera.
Solo questo.
Aggiungo. La rec mi è piaciuta da pazzi, socio... ;D
17.-18. Socio devo dire che potevo fare meglio. A volte le intenzioni sono meglio delle realizzazioni :-).. .Comunque ribadisco il quanto e il dove, eventualmente.
15> Diminuire l'entusiasmo? Noo, perchè mai?
Actarus è un unicum, una grandiosa metafora in grado di assimilare in sè passato e presente. Immagino che per gli appassionati del cartoon, sia stata lettura ancora più intensa, ma anch'io che conosco a malapena il personaggio, non posso non apprezzare l'intelligenza di Morici e la sua satira pungente.
approfitto al volo per raccontarvi che la recensione su ciao risulta essere una delle mie più lette in assoluto, da due anni a questa parte. Momenti neanche le mie pagine di Ciao Caffé hanno ottenuto pari attenzione ( e vi dico che valgono :-D). Non che voglia incensarmi, ma solo per darvi la nota di una tendenza. A dimostrazione che Goldrake-Acatrus-Atlas ha un suo fascino. A prescindere. Il romanzo poi...ho già detto.
Passaci il link, appena hai tempo...
gran notizia:)
http://www.ciao.it/Actarus_Claudio_Morici__Opinione_827444. tenete conto che è identica a questa ( o quasi). ed alcuni commenti lasciano il tempo che trovano. Però mi ha stupito che se ne interessassero così tanti. Io su ciao sono di nicchia, mica nella hitlist :-)
22. ma la fai finita. A Coatto !! :D ahahahah
Scusate OT :)
riferisco a chi di dovere:)
23. che male c'è? :-D. Tu lo dovresti sapere che è una sorta di miracolo . Tra l'altro tu manchi clamorosamente fra i lettori dillà. PROVVEDI!!!! :-)))
Molto Off. Qua ti commento. Lì, manco se me paghi! ;D
27. Socio, la tua onestà intellettuale ti fa onore :-). Eccellente!! :-D
Baci & Abbraccio :)
http://www.youtube.com/watch?v=-0bE6Z0YWEI ma chi è...