Morgenthau Henry

Diario 1913-1916

Autore: 
Morgenthau Henry

Il sottotitolo scelto dall'editore italiano ha il merito di essere estrememante chiarificatore per quel che riguarda la personalità dell'autore e gli scopi del suo scritto: "Diario 1913-1916. Le memorie dell'ambasciatore americano a Costantinopoli negli anni dello sterminio degli armeni". Immigrato in America dalla Germania all'età di dieci anni, avvocato di successo, l'ebreo Henry Morgenthau legò le fortune della sua carriera diplomatica a quelle del Presidente W. Wilson, di cui sosteneva le campagne elettorali. In queste sue memorie racconta con grande capacità narrativa il suo soggiorno a Istanbul in veste di ambasciatore americano durante tre anni cruciali per il destino dell'Europa e del Medioriente: la preparazione e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. 

Questi "Diari" hanno più di un pregio. In primo luogo sono estremamente leggibili, sapientemente narrati, avvincenti, lineari (qui forse va menzionato l'aiuto del giornalista Burton I. Hendrick, che sostenne l'ambasciatore nello stendere queste pagine, pubblicate già nel '18). In secondo luogo, questi diari costituiscono una magistrale pagina di Storia, un'accorta ricostruzione delle dinamiche del primo conflitto mondiale, agevolata dalla unicità del punto d'osservazione. In terzo e ultimo luogo queste pagine rappresentano una delle rarissime testimonianze dirette dei fatti comunemente noti sotto la dicitura “genocidio degli armeni”. I racconti e le fotografie dei missionari presenti in quell'oscuro 1915 nella parte orientale dell'Anatolia certo costituiscono la base documentale primaria dei crudeli stermini che gli armeni subirono. Ma le pagine di Morgenthau hanno la preziosissima particolarità di poter mostrare i fatti dalle stanze del potere che quei fatti predispose. Entriamo allora in quelle stanze.

Tre sono le figure che spiccano, sia per le responsabilità oggettive che ricoprirono, sia per la capacità 'letteraria' di Morgenthau (da romanziere quasi) di descriverle: Talaat, ministro degli Interni e delle province della Turchia ottomana; Enver, ministro della Guerra; e il barone von Wangenheim, l'ambasciatore della Germania a Costantinopoli. Morgenthau intratteneva strette relazioni con questi uomini, che erano all'epoca gli effettivi detentori del potere di una Turchia ancora formalmente retta dal Sultano, frequentava con loro le cene e le colazioni diplomatiche, i galà teatrali, le partite di bridge e quant'altro. Conobbe da vicino Talaat «il padrone assoluto dell'impero turco» che «aveva iniziato la sua carriera come postino» e «abitava in una casa modesta, ammobiliata in modo dozzinale». Conobbe da vicino Enver, che in casa amava sedere fra un ritratto di Napoleone e uno di Federico il Grande e le cui «simpatie andavano al Kaiser. La Germania, il suo esercito, la sua marina, la sua lingua e il suo sistema autocratico esercitavano un fascino fatale su questo giovane predicatore della democrazia in Turchia». E infine Morgenthau conobbe da molto vicino il barone Wangenheim, l'uomo di Berlino sul Bosforo, il cui compito era attrarre la disastrata Turchia nell'alleanza con la Germania in vista del conflitto e in prospettiva del grande progetto imperiale tedesco, simbolizzaato dalla ferrovia Berlino-Baghdad. Questa l'efficace descrizione che ne fa Morgenthau: «Sia che flirtasse a Pera con le signore greche, o passasse ore al tavolo da gioco al Cercle d'Orient, o piegasse al suo volere i funzionari turchi nell'interesse della Germania, tutta la vita gli pareva una partita da giocare in maniera più o meno temeraria, nella quale la sorte favoriva chi era abbastanza audace e disposto a scommettere il successo con un solo lancio di dadi».

Talaat, Enver e Wangenheim, assieme ad altri comprimari ovviamente, furono gli uomini che sul Bosforo tirarono le fila che portarono allo scoppio della prima guerra mondiale. Wangenheim abilissimo a sottentrare la sostanza del potere ottomano, portando la disastrata marina turca ad essere gestita da generali tedeschi. Enver e Talaat che invece vedevano nell'alleanza con gli imperi germanici la sola soluzione all'accerchiamento in cui si trovavano i rimanenti territori dell'impero. Tutti sappiamo quali furono gli esiti di questa esiziale alleanza. Non tutti sanno però quali furono le responsabilità e le reazioni di questi tre uomini nell'ambito del genocidio armeno. Dopo la resistenza ai Dardanelli e la conseguente ritirata della flotta dell'Intesa, la dirigenza turca si vide libera e legittimata ad attuare quelle operazioni di pulizia etnica che miravano ad omogeneizzare, etnicamente e religiosamente, la variegatissima demografia dell'impero, attuando tecniche di deportazione che i tedeschi avevano sperimentato in Belgio, ad esempio, e che più tardi e purtroppo più efficacemente riattueranno. Gli armeni, pronti a saltare sul carro della Russia zarista e ormai riottosi all'autorità ottomana che solo pochi anni prima li aveva brutalmente perseguitati, andavano deportati dalla loro montuosa terra millenaria e spostati negli aridi deserti della Mesopotamia, lasciando il posto ai turchi di Bulgaria o di Bosnia che fuggivano dalle guerre balcaniche. Quando Morgenthau, allarmato dai rapporti che gli giungevano dai missionari nelle terre armene e siriache, decise di spendersi per fermare le deportazioni, dovette ascoltare Talaat rispondergli così: «Ci hanno accusati di non distinguere fra armeni innocenti e armeni colpevoli; ma questo è impossibile, perché gli innocenti di oggi possono essere i colpevoli di domani». Enver così: «Non permetterò che facciano comunella in luoghi dove possono tramare alle nostre spalle e aiutare il nemico. Assegneremo loro una nuova residenza». Ma la domanda che più interessa Morgenthau riguardo alla questione armena è questa: quale è stato il ruolo della Germania? A questo proposito riporta esemplarmente l'opinione dello scrittore tedesco Paul Ronbrach: «A suo dire bisognava spedirli (gli armeni) verso la Mesopotamia e sistemare al loro posto i turchi. Lo scopo di tutto ciò era evidente. La Germania stava costruendo la ferrovia di Baghdad attraverso il deserto mesopotamico. Ma la costruzione di questa ferrovia era impossibile senza il sostegno di una popolazione frugale e industriosa che rifornisse di alimenti gli operai. Gli armeni avevano la stoffa adatta». Il barone Wangenheim, che qualche tempo prima aveva ottenuto dal sultano il lancio della jihad, favorendo così razzie impuni contro le popolazioni cristiane, interpellato da Morgenthau rispose telegrafico «non farò nulla per gli armeni».

Anche dopo il suo triennio da ambasciatore, Morgenthau continuò ad impegnarsi filantropicamente per le popolazioni greche, ebraiche e armene che subirono deportazioni negli anni successivi alla nascita della Repubblica Turca. Una targa commemorativa in suo onore si trova a Yerevan. Queste sue memorie, che costituiscono un fortissimo attacco alla Germania di cui era figlio e alla Turchia di cui fu ospite, sono un documento storico preziosissimo e unico, restituitoci in italiano da un'edizione praticamente perfetta. 

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE: Henry Morgenthau, Diario 1913-1916. Le memorie dell'ambasciatore americano a Costantinopoli negli anni dello sterminio degli armeni. Guerini e Associati, Milano 2010. Pagine 356, Euro 28.00. Traduzione di Giovanni Maria Seccosuardo da Ambassador Morgenthau's Story, 2003 Wayne University Press. L'edizione è arricchita da una Prefazione di Pietro Kuciukian, da un Epilogo di Henry Morgenthau III (nipote dell'autore), dalla Postfazione dei curatori Francesco Berti e Fulvio Cortese (che riflettono sul concetto di genocidio) e dall'Indice analitico. In più un nutrito corredo di fotografie d'epoca. Il libro fa parte della collana «Carte Armene», diretta da Boghos Levon Zekiyan.

Henry Morgenthau:

Wiki;

Armeni in

LANKE;

Guerini e Associati

Francesco Marilungo, gennaio 2012.

ISBN/EAN: 
9788862502351

Commenti

[Morgenthau-Kazan]: In

[Morgenthau-Kazan]: In perfetta consonanza con l'articolo apparso su Lankelot subito prima di questo: http://www.lankelot.eu/letteratura/kazan-elia-america-america.html#comme...

[morgenthau] subito in home!

[morgenthau] subito in home!

[morgenthau] sembra veramente

[morgenthau] sembra veramente necessario. Inserisco subito nella mia lista di desiderata. Grande pagina, Francesco.

[Morgenthau]: Necessario per

[Morgenthau]: Necessario per chiunque abbia interesse per la questio, mai sopita grazie al negazionismo turco, del genocidio armeno; così come per chiunque abbia una passione per la Prima grande Guerra. Inoltre un libro di Storia che si legge col gusto di un romanzo. Onore all'editore che porta inItalia un titolo per altro già molto conosciuto dagli storici; tral'altro, per quel che riguarda gli armeni, Guerini ha il miglior catalogo in Italia; fra molti altri titoli, questi sono quelli della collana "Carte Armene":    http://www.guerini.it/collane2.asp?id=%28CA%29

Ottima la doppietta con E. Kazan ,)

[morgenthau] Man mano,

[morgenthau] Man mano, allora, ci guiderai nel catalogo Guerini, amice Franz. Altra limpida segnalazione. Prezioso come sempre.

[doppietta davvero ben fatta - felice coincidenza. Avanti così. Ho visto una ricca Ronchey annunciata in Einaudi, 2012: "Lo Stato bizantino". Hai letto?]

[Ronchey]: No non mi è

[Ronchey]: No non mi è capitato. E' la ristampa del libro del 2002?

[franz] sì, hai ragione: ho

[franz] sì, hai ragione: ho letto male io. 2002, non 2012. http://www.einaudi.it/libri/autore/silvia-ronchey/0005584 Mea culpa, mi mancava - se avessi studiato per tempo tutta la sua produzione non sarei stato impreciso.

http://www.silviaronchey.it/libri/individuali/statobizantino/statobizant...

[Ronchey]: Non l'ho letto

[Ronchey]: Non l'ho letto neanche io, toccherà rimediare. 

[Morghentau] Non per fare i

[Morghentau] Non per fare i soliti commenti, ma l'ho trovato molto interessante e volevo dirtelo. :) Il genocidio armeno è sempre argomento scottante.

[Morgenthau] Ottimo, direi!

[Morgenthau] Ottimo, direi!

[Morgenthau]: Qui il catalogo

[Morgenthau]: Qui il catalogo integrale sugli armeni: http://www.guerini.it/materiali/catalogo%20armeni.pdf

Fa piacere sapere tanti lettori/lettrici interessati all'argomento. Qualcos'altro in arrivo per Lankelot, con un pò di calma ;)

[morgenthau] lo lessi anni fa

[morgenthau] lo lessi anni fa nell’originale inglese…molto interessante e leggibile, anche se parziale…e non sto parlando dei Turchi, ma mi riferisco all’animus anti-tedesco dell’autore evidente in tutto;
fra l’altro, con linguaggio obliquo, tende a scaricare addirittura le responsabilità del massacro degli Armeni sui tedeschi !!! o almeno su quei Turchi visti come infeudati al “mostruoso” Reich !; sgradevole poi é l’atteggiamento ipocrita filo-cristiano come se a Morgenthau ciò interessasse veramente molto ! viene da dire, “talis pater, talis filius” in quanto l’Ambasciatore Henry fu il padre del "famigerato" autore del piano Morgenthau, un autentico piano genocida a lungo termine contro il popolo tedesco che fu applicato, ma solo in parte, nel 1945-1947 (ma si sa i tedeschi sono cattivi ! allora possono essere massacrati a Dresda a guerra quasi conclusa ecc.)
il ruolo di Morgenthau a Costantinopoli fu enfatizzato (ed egli ne fa menzione anche se non molto dettagliata) dall’avere assunto gli USA la protezione delle Potenze dell’Intesa nell’Impero Ottomano: 1.Francia (il cui ultimo Ambasciatore fu Maurice Bompard), 2.Gran Bretagna (il cui ultimo Ambasciatore fu Sir Louis Mallet), 3.Serbia (il cui ultimo Ministro fu Jaša Nenadović), 4.Belgio (il cui ultimo Ministro fu il barone Moncheur), tutti dal novembre 1914 e poi, nell’agosto 1915, 5.Russia (il cui ultimo Ambasciatore fu Mikhail N. Girs; sino ad allora la protezione russa era affidata all’Italia, in quanto a San Pietroburgo Morgenthau era ritenuto “ostile” alla Santa Russia ortodossa, per ragioni etniche) e 6.Italia (il cui ultimo Ambasciatore fu Camillo Garroni, amico di Giolitti e perciò inviso a Sonnino e alla sua cricca che lo cacciarono dalla diplomazia) e infine, il 30/8/1916, 7.la Romania (il cui ultimo Ministro era Manu ma si trovava assente all’epoca della dichiarazione di guerra essendo partito per Bucarest il 19/8/1916 ed era supplito dall’Incaricato d’Affari ad interim Rosetti-Rosnovanu); il Montenegro ed il Portogallo che ruppero anche con la Porta (il primo nel novembre 1914, il secondo nel 1916) non avevano una Legazione a Costantinopoli; la Grecia rappresentata da ultimo dal Ministro Kalergis ruppe con l’Impero Ottomano solo il 1/7/1917 dopo l’avvento della dittatura di Venizelos imposta dai franco-inglesi; la Porta il 20/4/1917 ruppe con gli USA (la cui Ambasciata era allora retta dall’Inc d’Affari Tarler) per solidarietà con il Reich cui Wilson aveva dichiarato guerra il 6/4/1917 e dunque le protezioni andarono a Paesi Bassi (Russia, Gran Bretagna, Francia), Svezia (Belgio, Serbia, USA) e Spagna (Italia, Romania e in teoria Portogallo; poi anche Grecia); si noti che la Bulgaria cristiana non ritenne di solidarizzare con Berlino e tollerò a Sofia un uomo di Washington che lavorò giorno e notte a tessere intrighi contro la Germania ed il paese ospitante e di ciò Ludendorff si duole nelle sue interessantissime Memorie; del resto i bulgari saranno “recidivi” anche nella II GM, non rompendo con l’URSS, anche se in quel caso vi erano almeno “legami” storici che non avevano impedito peraltro lo stato di guerra fra la Bulgaria e la Santa Russia il 19/10/1915
si noti che il successore USA di Morgenthau a Costantinopoli fu Elkus (1916-1917), quasi certamente un suo correligionario, il che non appare strano a coloro che sanno che l’amministrazione del DEM Wilson (che io definisco come fece un americano serio “a bigot, a racist and a fool”) fu la PRIMA amministrazione in cui si manifestò una certa lobby che dopo una breve eclissi sotto i repubblicani Harding, Coolidge ed Hoover (1921-1933) si insediò definitivamente nei gangli del potere il 4/3/1933, allorché giurò come Presidente il DEM Franklin Delano Roosevelt;
tenendo conto di ciò forse bisognerebbe rivedere alcune conclusioni sulla storia della Palestina; forse QUALCUNO alla Palestina (allora ottomana) pensava già molto prima della dichiarazione Balfour (2/11/1917) seppure vi era l’ostacolo della Russia imperiale (problema “risolto” nel marzo 1917)…ma di questo ovviamente nelle memorie di Morgenthau non vi é traccia..
.il nostro illustre Ambasciatore era completamente intento a proteggere i Cristiani e a denunciare le malefatte dei tedeschi;
ad esempio si deve a Morgenthau una delle più impudenti falsificazioni antigermaniche nella questione delle responsabilità per lo scoppio della guerra, quella del presunto Consiglio della Corona di Potsdam del luglio 1914 in cui il cattivissimo Wilhelm II avrebbe deciso la guerra, dopo aver preso le misure economiche necessarie (in realtà, é noto, la guerra venne coi fondi tedeschi all’estero e senza aver fatto provviste !); secondo Morgenthau glielo avrebbe confidato l’Ambasciatore del Reich Wangenheim (1912-1915) che in effetti in quei giorni era in Germania, ma per le ferie; é merito di un altro americano Fay avere smontato questa leggenda, già negli anni ’20…oggi penso che non ci credano neppure in Francia ed é tutto dire…
quindi….libro ottimo da leggere…ma bisogna andarci piano !

P.S 1: rispondendo ad un'osservazione di Francesco, so bene che Henry Morgenthau si dichiarò sempre antisionista e "true american"; lui stesso (come ricorda giustamente Francesco) però ammise che, sotto Wilson, la carica di Ambasciatore a Costantinopoli, sembrava destinata per qualche "diritto" ad un esponente di una certa comunità....

PS 2: sia chiaro
che io non metto in alcun dubbio l'importanza della testimonianza di Morgenthau che é di primo ordine (oltretutto non abbondano certo le testimonianze oculari di quell'epoca), dunque l'iniziativa della pubblicazione in italiano é del tutto meritoria...
ciao a tutti

 

P.S 3: se Wangenheim fu effettivamente insensibile alle sorti degli Armeni, lo stesso non si può dire per il successore Wolff-Metternich, che fu in carica un anno (dopo la morte di Wangenheim), da fine 1915 a fine 1916 e anche per questo perse il posto (la Germania ebbe ancora due Ambasciatori, dapprima il famoso Richard Kuhlmann, 1916-1917 più tardi celebre per le sue schermaglie con Trockij a Brest-Litovsk e infine il conte Johann Bernstorff, 1917-1918; alla fluidità diplomatica tedesca si contrappone l'immobilismo dell'Austria-Ungheria che ebbe uno stesso ambasciatore per l'intero periodo bellico, il marchese magiaro Johann Pallavicini, in carica dal 1906 al 1918); non dobbiamo poi dimenticare che fu un tedesco, il dr. Johannes Lepsius che in piena guerra (massime nel 1917) prese le difese degli Armeni e ne scrisse anche...alcune cose Morgenthau poteva non saperle (anche se quando lasciò Stambul ad inizio del 1916 doveva già conoscere le opinioni armenofile di Wolff-Metternich), altre forse preferì tacerle per ragioni propagandistiche (il libro uscì nel 1918 in piena isteria antigermanica voluta da Wilson) ma ripeto che bisogna sempre prendere cum grano salis le sue accuse alla Germania

[Morgenthau]: Grazie Massimo

[Morgenthau]: Grazie Massimo per questi tuoi approfondimenti. E benvenuto su Lankelot!

Di Johannes Lepsius e dell'armenofilia di Wolff-Metternich fa menzione Morgenthau III (il nipote) nell'Epilogo posto a conclusione del libro. L'atteggiamento ostile, o quanto meno menefreghista, nei confronti degli armeni certo non è imputabile a tutti i tedeschi (molti erano i missionari di questa nazionalità presenti in Armenia durante le deportazioni). Morgenthau nel libro imputa un atteggiamento ostile alla dirigenza tedesca, al Kaiser insomma, perfettamente rappresentato sul Bosforo da Wangenheim. I rapporti del Kaiser con Metternich, anche a causa di questo punto, erano molto meno idilliaci rispetto a quelli con Wangenheim.

Giustissimo il tuo metterci in guardia verso la fobia tedesca che percorre le pagine dell'ambasciatore e che si ricollega all'impostazione presidenziale dell'epoca. Se posso aggiungere delle critiche a Morgenthau, debbo dire che spesso sembra usare il concetto di razza e di "mentalità di una nazione" con troppa facilità, collegando certi comportamenti messi in atto dai dirigenti turco-ottomani alla razza turca o addirittura alla mentalità maomettana. Erano altri tempi, dirà qualcuno. L'influsso del positivismo non era ancora stato metabolizzato a dovere. Resta il fatto che il lettore contemporaneo storce il naso di fronte ad alcune osservazioni. 

Ritengo importantissimo che uno storico ci aiuti a contestualizzare e a relativizzare i concetti e le opinioni espressi nel libro (nei libri). La bontà dell'edizione italiana di queste memorie sta anche nel fatto che così è più facile discuterne e quando necessario criticare.

[franz] per francesco grazie

[franz] per francesco

grazie a te....ottimo blog

ciao e buona giornata

[Morgenthau]: La discussione

[Morgenthau]: La discussione prosegue anche su IstanbulAvrupa: http://istanbulavrupa.wordpress.com/2012/01/12/henry-morgenthau-diario-1... col contributo di altri lettori che vale la pena seguire..

[Morgenthau] benvenuto a

[Morgenthau] benvenuto a massimo asburgico - bella scelta quella del tuo nick. Grazie per il tuo primo intervento, molto puntuale e molto complesso.

[morgenthau; ourednik] "Il

[morgenthau; ourednik] "Il primo genocidio del XX secolo avvenne in Turchia nel 1915 quando il governo fece arrestare e fucilare preventivamente 600 famiglie armene che vivevano a Costantinopoli e fece disarmare e poi fucilare i soldati di origine armena arruolati nell'esercito turco. E tutti gli armeni ricevettero l'ordine di lasciare le città e i villaggi entro ventiquattro o quarantotto ore e l'esercito turco si appostò alle porte delle città e quando la gente cominciò a uscire tutti gli uomini furono fucilati mentre le donne e i bambini furono mandati in esilio nelle regioni desertiche della Mesopotamia. E le donne e i bambini dovettero percorrere quattro o cinquecento chilometri a piedi senza cibo e in gran parte morirono. E i francesi e gli inglesi e i russi inviarono una nota congiunta di protesta in cui si parlava per la prima volta di crimine contro l'umanità. E un ufficiale tedesco che era istruttore nell'esercito turco portò in Germania 66 fotografie del genocidio armeno e le inviò all'imperatore con una lettera per dirgli che la Germania avrebbe fatto bene a scegliere meglio i suoi alleati e che la vergogna della Turchia si ripercuoteva sul popolo tedesco".

Patrik Ourednik, "Europeana", :duepunti, Palermo, 2005. Traduzione di Elena Paul. http://www.duepuntiedizioni.it/catalogo/terrain-vague/europeana/

[Morgenthau; ourednik]:

[Morgenthau; ourednik]: Splendida integrazione Gianfranco. Europeana è qui sulla scivania che mi aspetta, mi sembra un piccolo-grande libro.

[europeana] favoloso sapere

[europeana] favoloso sapere che è sulla tua scrivania.

[armeni] per franchi grazie a

[armeni] per franchi

grazie a te...ciao e buona giornata

[Link interno]: Hrant Dink

[Link interno]: Hrant Dink sulla quetione armena: http://www.lankelot.eu/letteratura/dink-hrant-linquietudine-della-colomb...

[hrant dink] veramente una

[hrant dink] veramente una figura bella, paradigmatica. grazie ancora per avercene parlato, franz.