Moore Christopher

Il Vangelo secondo Biff. Amico di infanzia di Gesù

Autore: 
Moore Christopher

C'è uno scrittore americano che vive tra San Francisco e una piccola isola in mezzo al Pacifico. Si chiama Christopher Moore e prima di diventare un autore di culto in mezzo mondo è stato piastrellista, cameriere e portiere di notte. Ha vissuto tante vite e imparato tanti codici diversi di comunicazione: la sua identità s'è forgiata giocando e integrandosi in ruoli diversi. Con semplicità.

La sua scrittura ne ha beneficiato: adesso Moore scrive pagine di grande intelligenza e di respiro non certo minimalista, e tuttavia sa essere così semplice e naturale – verrebbe da dire: accessibile, per tutti, a dispetto della coraggiosa portata dei contenuti – che sembra proprio stia raccontando qualcosa a un vecchio collega che sino al giorno prima stava giù di corda perché non trovava i soldi per l'affitto. E che adesso, ascoltando la storia delle storie, sorride di tutte le difficoltà. Qualcosa del genere.

Un giorno, leggendo il gran romanzo di Bulgakov, Moore s'è sentito rapito dall'umanità dei personaggi descritti nelle scene del processo di Gesù; e si è chiesto per quale ragione, sebbene conoscesse la storia alla perfezione, ne fosse ancora così appassionato, emozionato e coinvolto. Il risultato è stato un nuovo Vangelo: letterario, eretico, umanissimo, “Il vangelo secondo Biff. Amico d'infanzia di Gesù” non è soltanto una satira à la Douglas Adams della vita o una sequenza di skecth pythoneschi: è la saga del figlio di Dio ucciso dagli uomini e frainteso e ferito ma non dimenticato, del suo messaggio limpido di amore, fratellanza e solidarietà (comprensione!), e di tutto quel che gli evangelisti hanno dimenticato di testimoniare.

Chi, se non il suo migliore amico, resuscitato ad hoc duemila anni dopo e costretto a stendere le sue memorie da un angelo può riuscire nell'impresa?

Ecco così un viaggio nell'infanzia e nell'adolescenza del figlio di Dio: un viaggio che avrei definito blasfemo se fossi stato disonesto. Perché la blasfemia, qui, non esiste; qui esiste irriverenza, eresia bambina, satira, ma non blasfemia. Moore restituisce Cristo alla letteratura e ai letterati ricordando a ognuno di noi che il più grande rivoluzionario della Storia va restituito alla sua centralità: a un tratto, rivelando i suoi viaggi in Oriente e i suoi incontri con altre religioni e culture, la scintilla della sua intelligenza origina una visione del cristianesimo come logica e unica fede, religione delle religioni, rivelazione assoluta, umana e perfetta.

De Cataldo scrive che Moore è un autore “epico e tenero, selvaggio e delicato”: i quattro aggettivi sono estremamente sensati. Forse ne manca uno soltanto: religioso. Se questa non è la traduzione di una crisi mistica e di una successiva incredula resistenza alla chiamata sul sentiero della fede io sono Gino Paoli. Certo: scoprire, ad esempio, che uno dei re magi, Baldassarre, eccezionalmente vecchio e inguaribile sodomita voglia ciò che non può avere potrebbe sembrare un po' al limite, ma a ben guardare si tratta di un'allegoria della corruzione e dei vezzi di certi uomini di chiesa; e allora non si ride tanto di lui, quanto delle fantasie poggiate sul vangelo di Matteo e sui reali significati dell'avventura dei magi.

Il contrasto tra la contemporaneità in cui si ritrova il risorto Biff e i giorni dell'avvento del figlio di Dio è delirante ed efficace; l'impatto di diverse boutade (angeli in ritardo; Maddalena amica d'infanzia proprio come Biff; prime esperienze di lavoro da falegnami e scalpellini; l'idiota del villaggio che primo riconosce il figlio di Dio, grazie alle confidenze dei cani; e così via) è micidiale. A chi destiniamo questo gran romanzo?

Ai nostri compagni che hanno deciso, magari sulla scorta di esperienze ideologico-partitiche e sulla scia della società postindustriale, che l'esistenza di Dio è una menzogna e che i Vangeli sono uno strumento di controllo delle masse; a tutti quelli che hanno paura dell'umanità del figlio di Dio; a chi non ha paura di ridere e sorridere dell'eternità, della grandezza e degli sbagli degli uomini; a chi si è sempre domandato quale potesse essere il comportamento di chi nasceva dal Padre di noi tutti.

Moore si è misurato con l'irraggiungibile nell'unico ambito in cui ciò è possibile senza ferire nessuno: la Letteratura. Quando s'accompagna Gesù alla fine del suo viaggio, al tradimento e al congedo dal sogno della liberazione della razza umana, la sua statura di leader e di divinità si fa incredibilmente lineare, credibile, accessibile. Nostra. Sì, forse ha desiderato una donna anche lui; e sì, forse aveva dei fratelli. Sì, potrebbe aver conosciuto mistici e guide di altre religioni, e potrebbe essersi confrontato con loro. Sì, potrebbe aver restituito vita a chi era morto. Sì, potrebbe essere stato un bambino e un ragazzo che rischiava di ritrovarsi in mezzo a una rissa. Sì, non mentiva, non conosceva menzogna. A mentire pensava Biff.

Per tutti. Per tutti quelli che hanno l'intelligenza di tornare sui propri passi. In un certo senso, questa satira è una delle massime preghiere laiche del nostro tempo; senza Chiesa diversa dal Vangelo di Gesù. Libera.

 

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Christopher Moore (Toledo, Ohio 1957), scrittore americano, ex commesso, portiere, cameriere, piastrellista e dee-jay.

Christopher Moore, “Il vangelo secondo Biff. Amico d'infanzia di Gesù”, Elliot, Roma 2008. Collana: Raggi.

In redazione: Marzia Grillo. Copertina di Maurizio Ceccato. Traduzione di Chiara Brovelli.

Prima edizione: “Lamb: The Gospel According to Biff, Christ's Childhood Pal”, William Morrow 2002. Si tratta del sesto romanzo di Moore.


Approfondimento in rete
: Wiki en / Harper Collins / Sito ufficiale del libro

Gianfranco Franchi, “Lankelot”. Novembre-Dicembre 2008.


ISBN/EAN: 
9788861920507

Commenti

A voi!

Yummm - si dice nei fumetti! Pane per i miei denti.
Caro Gf una bella segnalazione, molto natalizia :))
Diffido fortissimamente di tutti quelli che pretendono di restituire al Gesù del Vangelo un'umanità disconosciuta (eppure a una lettura attenta, dai Vangeli non esce certo solo il figlio di Dio o il Dio fatto uomo dotato di superpoteri, mah... temo che la colpa maggiore sia stata di Paolo, ah caro san Paolo quante te ne dirò quando ti incontro!!!). Ho in mente Saramago che non ho apprezzato per il fine dissacratorio e denigratorio. I testi sacri comunque vanno presi per quello che sono, la buona novella non poteva essere un romanzo (genere letterario non ancora inventato, credo, all'epoca) ma un sunto essenziale di fatti e discorsi che avrebbero dovuto dare alla gente un "motivo" valido per credere.

"Sì, forse ha desiderato una donna anche lui; e sì, forse aveva dei fratelli. Sì, potrebbe aver conosciuto mistici e guide di altre religioni, e potrebbe essersi confrontato con loro. Sì, potrebbe aver restituito vita a chi era morto. Sì, potrebbe essere stato un bambino e un ragazzo che rischiava di ritrovarsi in mezzo a una rissa. Sì, non mentiva, non conosceva menzogna."

Beh, nessuna di queste cose è totalmente esclusa dai Vangeli (io credo nella purezza "continua" di Maria, ma se Giuseppe fosse stato un vedovo con figli non ci vedo niente di strano che Gesù avesse dei fratelli, non mi sono mai spiegata le forzature di certa scuola teologica nella traduzione di questo concetto; che Gesù potesse desiderare una donna può anche darsi, visto che - secondo san Paolo - è stato provato in ogni cosa, anche se non cadde mai in nessun peccato; quanto alle "risse" religiose ne ebbe con i Farisei, è ben documentato. Che abbia restituito la vita a più di qualcuno è anche nei Vangeli; che da bambino si sia azzuffato è del tutto plausibile).

Se questo testo non tenta di umanizzare Gesù più di quello che serva siamo già a cavallo.

Quanto ai Magi, sappiamo che la storia dei tre e dei nomi è quasi tutta una bella favola (non erano re e neppure tre secondo i Vangeli): chiunque fossero, qualsiasi fossero le loro vite, hanno avuto il merito di riconoscere per primi (tra i potenti) l'evento eccezionale predetto loro dalle stelle e il coraggio di andare a inchinarsi davanti a un bambino per il quale avevano visto un futuro splendente. Coraggio che Erode ad esempio non ebbe, ossessionato dall'idea che qualcuno gli portasse via il trono e che lo spinse ad uccidere anzi tutte le creature che a suo parere lo minacciavano.
E qui le allegorie si sprecano...

"I testi sacri comunque vanno presi per quello che sono, la buona novella non poteva essere un romanzo (genere letterario non ancora inventato, credo, all?epoca) ma un sunto essenziale di fatti e discorsi che avrebbero dovuto dare alla gente un ?motivo? valido per credere."
>direi che qui c'è il nucleo del discorso, Ilde hai fatto centro. :)
Riguardo al resto, non avendo letto questo libro in particolare non avrei molto da dire. Concordo anche sulle osservazioni successive. Quanto alla vita insieme di Maria e Giuseppe, detto tra noi, mi è sempre sembrato quasi "ingiusto" che Giuseppe avesse per casa una bella sposa e non potesse toccarla! Che male ci sarebbe stato?
Traduzioni: ci sono anche altri punti, ogni tanto mi capita di scoprirne uno, per vie traverse. La filologia dei testi sacri è un problema enorme.

"La filologia dei testi sacri è un problema enorme". Vero. Tanto vero che si prendono spesso, e "volutamente", fischi per fiaschi.

Aggiungo: quando si parla di "testi sacri" ovviamente ci si riferisce ai "canonici", ovvero a quelli accettati dalla Chiesa. Però, dietro i canonici c'è la massa ingombrante ed enorme degli "apocrifi", ovvero dei testi reietti dalla Chiesa. In questi testi vi sono "vangeli" estremamente difformi dai canonici, che narrano vicende del tutto diverse. Sono i misteriosi testi degli "gnostici", su cui esiste vasta letteratura. So che alcuni testi gnostici sono stati pubblicati dal "Mulino" alcuni anni fa: però non ricordo più l'autore... Però, cercando nel catalogo del Mulino si può risalire. Credo altresì che anche quel famoso romanzone sui templari che fece tanto discutere tempo fa si basava su ampia letteratura nota.

Amices,

intanto per dire che oggi ho osservato con piacere che il libro spopolava, alla Fiera di Roma. Spero proprio che l'articolo sia un buon piccolo viatico alla circolazione del libro:).

5. Agli apocrifi Moore ha attinto - in appendice, c'è un interessante apparato di curiosità & note di genesi dell'opera. Dagli un'occhiata, in libreria...
*
Quanto agli gnostici, ti segnalo l'interessante "Libro della luce" edito recentemente da Coniglio. Utile e prodromica lettura...

3. Aiutaci a illuminare queste zone d'ombra, amica mia:)

2. Romanzi greci ne esistevano, ma non riesco a capire quanta fortuna potessero avere...

Ottimo intervento, Ilde. Mi piacerebbe tanto se tu - come Marina - ogni tanto ci aiutaste a orientarci nelle pagine dei libri sacri. So bene che si tratta di un compito ingrato, ma quanto ce ne sarebbe bisogno...

Aggiungo una nota riservata alla nostra comunità: questo libro ha due lettori perfetti, qua dentro, e qualcuno potrebbe giudicarli imprevisti ma non io...
Luca Martello e Gianluigi Pala.

8 il discorso non è affatto semplice, considera che la lettura dei testi biblici, almeno per chi li considera "sacri", non si distacca da un discorso di fede e quindi si va a sconfinare, affrontarli solo da un punto di vista letterario è impossibile, almeno per me e immagino anche per Ilde. Le implicazioni sono vaste, talvolta personali e sinceramente non mi sento di affrontarle qui. Può capitare qualche accenno ogni tanto, come in queste occasioni.

"Se questa non è la traduzione di una crisi mistica e di una successiva incredula resistenza alla chiamata sul sentiero della fede io sono Gino Paoli. Certo: scoprire, ad esempio, che uno dei re magi, Baldassarre, eccezionalmente vecchio e inguaribile sodomita voglia ciò che non può avere potrebbe sembrare un po? al limite, ma a ben guardare si tratta di un?allegoria della corruzione e dei vezzi di certi uomini di chiesa; e allora non si ride tanto di lui, quanto delle fantasie poggiate sul vangelo di Matteo e sui reali significati dell?avventura dei magi."

Hahahahaha strepitoso!

Lo voglio leggere, grazie Frater!

;)

11 - Che c'avete da ridire sui miei antichi parenti? ah ah ah ah ah

Detto ciò, il testo è curioso e potrebbe intrigarmi. Suggestiva presentazione, Franco;)

;).

Nei mesi a venire mi procuro & mi studio anche l'altro libro di Moore tradotto in IT, promesso;)

http://it.youtube.com/watch?v=QKiJtGo4VTY

buongiorno amices,
gf

According to the author, the producer-director Peter Douglas (with Vincent Pictures) has purchased the film rights to the novel.

!!!

Bah, io chi ironizza su cose come Dio e la religione proprio non lo capisco.

ahah:)

Sto leggendo Harold Bloom, Hawthorne, Il libro della luce e un saggio vecchio e antiquato sulla prostituzione nella storia della letteratura. Tutto insieme e disordinatamente. Sono sicuro che mi piacerà pure questo, quando mi ci metterò decentemente su un libro...

www.youtube.com/watch?v=cPSYQUiUe PENNYROYAL TEA.

*

Inutile, sospetto, domandarti di condividere le letture. Sappi che istintivamente era la prima cosa che ti avrei voluto chiedere:)

(il libro sta andando bene, vedo qua e là...;) ).

vi segnalo il nuovo libro di MOORE: "Suck". Una satira dei vampiri.

www.elliotedizioni.com/catalog/title/title_card.php?title_id=87

per la scheda dell'opera. Mi è sembrato meno convincente del Vangelo secondo Biff, ma forse avevo aspettative troppo alte.

ciao ciao