Germania, tardo Ottocento, primo Novecento. Nasce un movimento giovanile che oggi abbiamo dimenticato: i Wandervögel, gli “uccelli migratori”. Si salutavano tra loro dicendo “Gut Licht”, ossia “buona luce”: quella che speravano servisse a scattare buone fotografie. Fotografie che avrebbero raccontato come vivevano, cosa amavano, quale era il loro stile. La quotidianità doveva diventare mito. Erano nudisti, viaggiatori e curiosi, forgiati da un forte senso di appartenenza alla terra e alla comunità.
Ispirarono – è Oliviero Toscani a suggerire un rapporto di derivazione – Leni Riefenstahl (“Il trionfo della volontà”, 1935). Raccontarono una Germania che sognava una rivoluzione. Che voleva la libertà. Erano goliardi, “chierici vaganti” guidati da “baccanti”. Erano benvoluti dal popolo, nonostante fossero antagonisti e ribelli nei confronti del regime guglielmino. Adoravano la giovinezza, i canti e i balli popolari, il contatto con la natura. Sognavano una nuova comunità con la natura. Volevano plasmare il futuro secondo “la propria determinazione, la propria responsabilità, la propria verità interiore” (p. 20). All'epoca, le imposizioni e le costrizioni del nazionalsocialismo non erano nemmeno all'orizzonte; né si poteva immaginare che il regime avrebbe integrato le leghe degli “uccelli migratori” nelle sue strutture. Tutto era – stando alle immagini – nuovo, semplice, pulito. Nudo.
E' difficile credere che questa gioventù sia stata la linfa per una Germania che andava incontro a un nuovo, orribile bagno di sangue. E' molto difficile accettare l'idea che da qualcosa di così puro possa essere derivato il minimo male. Questo è il pensiero principe, sfogliando le immagini. E rimane intatto sino al termine della lettura.
Il libro di Winfried Mogge, completo d'una bella selezione di foto di Julius Gross, il loro fotografo per antonomasia, racconta come nacque il movimento: “Il fenomeno Wandervögel nacque nell'ultimo decennio del XIX secolo con origini diverse. Il punto di partenza principale fu il liceo di Steglitz, nei pressi di Berlino, dove gruppi di studenti, che seguivano corsi intensivi di stenografia, cominciarono a fare escursioni sotto la direzione di guide solo di poco più vecchie di loro (...). Ben presto furono costituite le prime organizzazioni e infine, nel 1901, dopo aver trovato quel nome romantico, fu fondato un 'Comitato per le gite scolastiche'.”(p. 19).
L'opera include notizie sulla fortuna del movimento, ferito già dalla Prima Guerra Mondiale e annichilito dall'avvento del regime, e dà ogni informazione relativa all'archivio fotografico di Gross. Personalmente, senza l'edizione Socrates (Roma, 1999) non avrei mai nemmeno sospettato dell'esistenza di questi proto-hippy tedeschi. Ho scoperto un mondo innocente sparito nel nulla. Mi piaceva l'idea di restituirlo alla luce.
Allora, una volta ancora, Gut Licht.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Winfried Mogge (Iserlohn, Westfalia, 1941), giornalista e scrittore tedesco. Ha diretto l'Archivio del Movimento giovanile tedesco a Hessen.
Winfried Mogge, “I Wandervögel: una generazione perduta”, Socrates, Roma 1999. Foto di Julius Gross dal 1913 al 1933. Traduzione di Enrico Fletzer e Leda Spiller. Prefazione di Oliviero Toscani.
Prima edizione: “Bilder aus dem Wandervogel Leben”, 1986.
Approfondimento in rete: Rass Stampa IT / Centro Studi La Runa
Gianfranco Franchi, “Lankelot”. Gennaio 2009.
Commenti
Raccontarono una Germania che sognava una rivoluzione. Che voleva la libertà. Erano goliardi, ?chierici vaganti? guidati da ?baccanti?. Erano benvoluti dal popolo, nonostante fossero antagonisti e ribelli nei confronti del regime guglielmino. Adoravano la giovinezza, i canti e i balli popolari, il contatto con la natura. Sognavano una nuova comunità con la natura. Volevano plasmare il futuro secondo ?la propria determinazione, la propria responsabilità, la propria verità interiore?
http://www.edizionisocrates.com/Paesi_parole/paesi_parole_wander.html
Oliviero Toscani, provocatorio maestro della fotografia, rende omaggio ai Wandervögel: "Fin da quando eravamo studenti a Zurigo, quando ci incontriamo tra compagni, continuiamo a scambiarci l'augurio Gut Licht (buona luce), il saluto dei Wandervögel, che attraverso l'uso della loro "cassettina della luce", la macchina fotografica, seppero far conoscere e imporre un preciso stile di vita". Emarginati perché ingiustamente assimilati ai movimenti della gioventù nazista, i Wandervögel vengono oggi finalmente riscoperti. Il loro narcisismo estetico, la loro maniera di porsi, ripresa poi dalla Bauhaus, hanno ancora una forte influenza non solo su tutta la moda moderna, ma anche sul costume, costituendo un modello di libertà e di anticonformismo.
http://www.edizionisocrates.com/Paesi_parole/paesi_parole_wander.html
Mai sentito o letto nlla in proposito. E' bella l'idea di ridar luce a chi l'aveva scelta come saluto.
Leggendoti c'è sempre qualcosa da imparare.
Grazie.
grazie a te;).
Sono stato fortunato a ritrovarmi per le mani questo libro di quasi dieci anni fa. Ringrazio chi me l'ha donato.
E' una testimonianza davvero disorientante, sembra di leggere degli hippy - e senza nessuna ideologia - sessant'anni prima.
"Nel 1911, Ernst Junger s'iscrisse alla sezione di Wunstorf dei Wandervogel, il movimento giovanile fondato nel 1901 dallo studente berlinese Karl Fischer, che univa un forte spirito romantico, idealistico e pangermanico con ideali di vita all'aria aperta. In quello stesso 1911, sul foglio locale dei Wandervogel, Junger pubblicò il suo primo scritto, una poesia intitolata Unser Leben" (p. XIV del "Cuore avventuroso", Guanda)
[Wandervogel] Sì, è un libro
[Wandervogel] Sì, è un libro che mi interessa molto, anche dopo la lettura del libro di Savage "L'invenzione dei giovani". Tra l'altro proprio in questo libro di Savage, ho scoperto anche delle cose interessanti di movimenti giovanili ribelli che continuarono a sopravvivere anche durante il secondo conflitto mondiale.
[wandervogel] tra l'altro,
[wandervogel] tra l'altro, amice and, questo libro appartiene alla primissima socrates, indimenticata. Va considerato chicca per il suo futuro valore di modernariato. Fu una lezione di stile e di editoria. Se incontrerai la grande Louise Read, fatti raccontare come scelsero il libro, e come andarono le cose. E' una bella storia.
[Wandervogel] E comunque
[Wandervogel] E comunque lasciami già dire che la copertina è già bellissima. Tantissimi ricordi di famiglia.
[mogge, wander] è un libro
[mogge, wander] è un libro che colpisce tanto. Letto questo, quando guarderai (quando guardi) il famoso film di haneke sui tedeschi pre-tragedia del totalitarismo, ti sembra tutto assurdo, tutto delirante, tutto illogico. Questo libro manda in cortocircuito certi pregiudizi. Per questo non te lo dimentichi più.
[wandervogel] - solo per
[wandervogel] - solo per segnalare che c'è un piccolo/grande refuso all'interno del pezzo: Leni Riefenstahl. Aspiriamo alla perfezione perdio!
[luca, wander] te ga rason -
[luca, wander] te ga rason - rimedio;)
[wandervogel] - gut gemacht
[wandervogel] - gut gemacht Franchi. Vale!
[luca, wanderwogel] grande
[luca, wanderwogel] grande luca nostro. Scrivi sempre. Cura ut valeas. franchi