Non sono uno sportivo, sono un tifoso di calcio. E come tutti gli sportivi sanno, e Sandro Modeo ripete con chiarezza nel libro, intellettualmente noi tifosi siamo subumani: questa nostra suprema stupidità è, quando cosciente e dominata, una forma bambinesca di trasgressione. Ma non si può negare che sia, che esista. Che cosa mi ha spinto, allora, ad andare in cerca di un libro sull'allenatore della squadra che negli ultimi anni ha sconfitto più volte la Roma in tutte le competizioni, ribadendo la nostra identità di eterni perdenti, di magnifici secondi, di irrimediabili frustrati? Semplice: Mourinho è uno dei personaggi più intelligenti e divertenti apparsi in Serie A, almeno dagli anni Ottanta. Non sembra avere niente a che fare con il mondo del calcio: è uno che sembra essersi inventato una maschera. E questa maschera porta, nazione per nazione, per qualche anno: restituisce la vittoria a chi per troppo tempo era diventato un perdente, e poi se ne va via. Cambiando scenario. E questa maschera, di fama, respiro e successo internazionale, immagino sia profondamente portoghese. Non conosco abbastanza la storia lusitana per poterle dare un nome. Modeo ci prova, tranquilli. Spara altissimo ma ci prova. Torniamo a Mou.
Mourinho sembra rispettare, passo dopo passo, in ogni sua esperienza, una sua sceneggiatura sempre uguale a sé stessa: quando parla con nostalgia dell'ultima società che ha diretto, ad esempio, quando ammette di non avere poteri magici (perché, qualcuno poteva dubitarne?), quando non esclude il ritorno nei vecchi colori, un bel giorno, quando si prende gioco dei suoi successori o dei suoi predecessori, magnificandosi, e via dicendo. Personalmente me ne sono accorto leggendo un paio di articoli sulla sua nuova esperienza, al Real Madrid, e ho ghignato un po'. Modeo, nel suo libro, m'ha raccontato un sacco di cose in più, a proposito di questa “narrazione” mouriniana. E tutto a un tratto, a un certo punto della mia esperienza estetica, m'è tornata in mente un'altra cosa. Era un ricordo d'infanzia. Cosa mi ricordava la scrittura satura di intellettualismo e di funambolismi letterari di Sandro Modeo? Perché era così famigliare, perché era così piacevole? Quale poteva essere il paradigma? Gianni Brera? Manco per niente. Carmelo Bene che parlava di Falcao. Ecco cosa. La stessa ispirazione. La stessa grazia. Le prime quindici volte che il giornalista del “Corriere della Sera” e del “Guardian” ha nominato Houdini mi sono sentito disorientato. Cosa può avere spinto un uomo così pieno di stile a perdere tempo con un paragone così grottesco? Man mano ho trovato pace, avanzando nella lettura. Perché mi sono accorto che è una trovata personale, indovinata e destinata a incuriosire chiunque sappia chi sia e cosa rappresenti Mourinho. Ho fatto una prova: sono sceso in libreria, ho commentato col mio amico libraio le prime cento pagine del libro, mostrando entusiasmo sia per Mourinho che per la scrittura di Modeo. Allora l'amico libraio m'ha chiesto cosa ne pensassi, “davvero”, dell'uomo capace di fare un gesto così ridicolo come quello delle manette. E così offensivo nei nostri riguardi, come romani e romanisti, e via dicendo. Ho risposto come avrebbe fatto Modeo, mentendo per ragioni artistiche: ho spiegato che in realtà Mourinho stava omaggiando Houdini. “Logico, no?” È scoppiata una gran risata e ho capito: è un accostamento così allucinante e impensabile, così fondato sul nulla che sembra vero. Funziona.
**
Insomma “L'alieno Mourinho”, nuova pubblicazione di quel magnifico editore di qualità e di personalità che è ISBN di Milano, è un libro-giocattolo per tutti gli intellettuali e per i tifosi dell'Inter; è un intelligente viatico all'interiorizzazione della parabola di Mourinho, per gli sportivi; è ragione d'ulcera per tifosi della Roma (e del Milan, sospetto) che non abbiano voglia di leggere la benedizione delle patrie lettere su quel tizio così ricco, così sopravvalutato, così burino e via dicendo. È una delle biografie più disorientanti e ricche d'inventiva pubblicate negli ultimi anni: sicuramente un grande libro di calcio, non soltanto un buon libro di saggistica creativa, emiscientifica emiludica eminostrana. D'accordo? Da qui in avanti comincia un altro articolo.
**
Figlio d'arte (il padre, Félix, è stato portiere e allenatore del Vitoria Setubal), borghese (“noi diciamo che è nato con il culo nel burro”, ricordano al suo paese: viveva in quindici stanze, tutte con parquet), d'una famiglia legata al regime di Salazar, Mourinho s'è diplomato all'Isef di Lisbona. Ha insegnato educazione fisica, è stato un calciatore mediocre – uno stopper che ha giocato un centinaio di partite tra A e B portoghese, prima del ritiro a soli ventiquattro anni. Ha cominciato ad allenare, giovanissimo, gli allievi del Vitoria Setubal: la squadra per cui ha sempre fatto il tifo, a quanto pare. Post corso Uefa in Scozia, patentino d'allenatore alla mano, torna in Portogallo come vice di Alves nel'Estrea Amadora. È l'inizio della sua carriera. Mourinho imparerà il mestiere lavorando come secondo di Bobby Robson (Sporting Lisbona, Porto e Barcelona) e di Van Gaal, stupirà il Portogallo portando una squadretta mediocre come l'Uniao Leira al quinto posto in classifica, stupirà mezzo mondo trascinando il Porto alla sua seconda Coppa dei Campioni (e a una Coppa Uefa: all'epoca valeva qualcosa). Di lì al Chelsea di Abramovich il passo, per lo Special One, è stato breve.
Sacchi: “Il suo curriculum sportivo è impressionante: ha vinto dovunque sia stato (Portogallo, Inghilterra, Italia). È dal 2002 che le sue squadre non perdono una partita in casa. In Italia ha subito centrato il campionato e il secondo anno ha stabilito un record: la tripletta (Coppa Italia, Campionato e Champions League). Ha conquistato due volte la Champions la prima con il Porto, club dai bilanci economici modesti; la seconda con l'Inter, che veniva da 45 anni di astinenza. Negare che sia un grande allenatore sarebbe come asserire che dopo il giorno non viene la notte. È un fenomeno da studiare” (pp. 7-8).
E a studiarlo ci ha pensato Sandro Modeo, giornalista del “Corriere della Sera” e del “Guardian”, in questo “L'alieno Mourinho” (ISBN, 2010). Modeo è convinto che le ossessioni principe del mister lusitano, il denaro e la vittoria, abbiano chiare ascendenze biografiche. Da un lato, la rovina economica della sua famiglia, post caduta del regime di Salazar e la nazionalizzazione dei beni; dall'altro, la sofferenza per le ripetute sconfitte di suo padre, allenatore spesso licenziato dalle sue squadre. Mourinho ha mantenuto la sua serena borghesia originaria mostrando, nel tempo, franca refrattarietà “alle cene sociali e alla mondalità, cui preferisce – da borghese cattolico normativo – ore coi figli tra scivoli e altalene” (p. 113). Si direbbe sia rimasto anticonformista: è di destra in una città come Setubal. A quanto pare è l'unico, provincia inclusa.
Dietro ai successi di Mourinho, Modeo vede un lavoro di documentazione e di studio abnorme: non è un caso se il mister ha sempre insistito sulla “scientificità” del calcio, e sulla necessità d'una puntuale programmazione di ogni singolo aspetto. Lo scrittore italiano spiega che, in pieno stile da uomo di spettacolo, Mourinho sa aumentare le difficoltà dei suoi incarichi, volta per volta: ma dimentica che la Coppa dei Campioni vinta col Porto, ben prima delle esperienze con Chelsea, Inter e Real, è un successo sicuramente più complesso degli ultimi. Diciamo che per superarlo servirebbe un'impresa alla Brian Clough – e a quel livello Mourinho non è ancora arrivato, non ha mai allenato un Nottingham Forest. Forse non accadrà mai. Modeo sembra aver colto l'essenza dell'ambizione del mister: segue “il movimento di un'escalation, di un'ascesa che non sembra contemplare mediazioni tra il tutto e il nulla, tra la grandeur e il tracollo” (p. 41).
Notevole l'intuizione della “sindrome di Romeo e Giulietta”: secondo Modeo, Mourinho inverte l'intuizione di Chesterton: non è vero che “Il modo migliore per amare qualcosa o qualcuno è pensare che si potrebbe perderlo”, ma “Il modo migliore per farsi amare è far pensare agli altri che potrebbero perderci” (p. 73). Questa è la capacità tutta mourinhide di “proiettare l'ombra del rimpianto quando ancora si sta procedendo verso il futuro”, trasformando questo rimpianto nella massima motivazione dei giocatori.
**
A beneficio dei calciomani segnalo magnifiche e suggestive comparazioni tra Mou e Jorge, ex eminenza grigia del Porto e tra Mou e Guttmann (splendida l'intuizione di Modeo: cfr. almeno pp. 28-29). Buone le pagine sull'amicizia e sul sodalizio con i suoi primi allenatori, Robson e Van Gaal.
**
Un'ultima cosa. Welsh, autore della postfazione, spiega meglio di chiunque altro in quale momento preciso c'è stato l'avvento di Mourinho nel calcio italiano: “Dopo un anno sabbatico, Mourinho è riapparso all'Inter, la meno cool e meno vincente delle due squadre milanesi, in un campionato apparentemente in declino e sconvolto dalla corruzione, incapace di contendere la Champions alle squadre inglesi e spagnole”. Ecco, volevo rimarcare che il nostro campionato è sicuramente in declino ed è chiaramente ancora sconvolto dalla corruzione, e dal calcio televisivo che ci ha trascinati fuori dagli stadi, molto più della violenza di certi fanatici. La parentesi di Mourinho è stata felicemente sprovincializzante, e devo dire simbolica: ci ha ricordato cosa vuol dire giocare per vincere non soltanto nel cortile di casa nostra. E ci ha mostrato cosa vuol dire servirsi dei media – senza essere padrone dei canali televisivi e dei giornali – e cosa inventarsi una storia bellissima, e decidere d'esserne protagonisti, e viverla. Devo ammettere che per la prima volta in 33 anni ho guardato con simpatia a un personaggio del campionato italiano che non fosse romanista o ex romanista o prossimo romanista. Se in me s'è accesa una timida fiammella di sportività, è stato per le risate che Mourinho mi ha regalato. L'ultimo sportivo così spaccone e cazzarone era stato Eddie Irvine. L'alcol, lo spirito Irish e le donne non ne hanno fatto un vincente. Ma Mou vince. Che spettacolo.
Su, mangiatevi questo libro.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Sandro Modeo, giornalista e saggista italiano. Scrive sul “Corriere della Sera” e sul “Guardian”.
Commenti
[mourinho] È un fenomeno da
[mourinho] È un fenomeno da studiare. E a studiarlo ci ha pensato Sandro Modeo, giornalista del “Corriere della Sera” e del “Guardian”, in questo “L'alieno Mourinho” (ISBN, 2010).
[calcio] 3 pagine di libri di
[calcio] 3 pagine di libri di calcio schedati in Lanke: http://www.lankelot.eu/calcio
[isbn] libri ISBN in lanke!
[isbn] libri ISBN in lanke! http://www.lankelot.eu/ISBN
(Mourinho) Ma dai ti sei
(Mourinho) Ma dai ti sei letto un libro su Mourinho ah ah ah, spe' che che leggo;)
[mourinho] vedrai:) è
[mourinho] vedrai:) è geniale.
(Mourinho)"... è uno dei
(Mourinho)"... è uno dei personaggi più intelligenti e divertenti apparsi in Serie A, almeno dagli anni Ottanta".
Intelligente si, divertente insomma... a volte è insopportabile. C'è Giambo che lo odia visceralmente ah ah ah, a me sta abbastanza indifferente.
[mourinho] beh, pensa
[mourinho] beh, pensa soltanto alla boutade di "zeru tituli", a quanta fortuna ha avuto, involontariamente grottesca com'era. E' un concetto che fa ridere, è semplicissimo ma fa ridere. E non importa sia nato come antiromanista, è spendibile ovunque. :)
(Mou) Che sia un personaggio
(Mou) Che sia un personaggio a suo modo geniale non ci sono dubbio. Uno che peraltro ha capito - e non ci voleva molto - che la comunicazione in ambito calcistico era super ingessata. Non ci voleva molto ma è stato l'unico capace di farlo, questo si.
[mou] un'altra cosa
[mou] un'altra cosa interessante nel libro, da questo punto di vista, è quando Modeo prende e compara Zeman e Mourinho. Ti premetto soltanto che non mi sembra zemaniano, l'autore - naturalmente, non poteva essere altrimenti. Però ne derivano tutta una serie di sagaci imbastite sull'utopismo di Zeman (e degli olandesi d'antan, etc) confrontate col pragmatismo camaleontico di Mourinho. naturalmente le strategie mediatiche, lette in questa prospettiva, si fanno seducenti, intellettualmente. Forte.
Ti dico, gran libro:)
(Mou) Non dubito sia un bel
(Mou) Non dubito sia un bel libro, e si nota da quanto ne hai scritto. Il tema è anche interessante, certo che se me lo dovessero regalare è un conto... a comprarlo non so ;)
[mou] se ti piacciono i veri
[mou] se ti piacciono i veri - pochi - grandi libri sul calcio, sono 13 euro spese bene. Non a caso è in vetrina da Tilopa da vari giorni. E' un libro acchiappone, e si fa leggere di lusso:)
(Mou) Libri fatti bene sul
(Mou) Libri fatti bene sul calcio eccome se mi piacerebbero. 13 euro? pensavo peggio. Ok, intanto lo segno (prima devo comprare Coccioli, peraltro, sempre percolpa tua ah ah ah... non dovrei più leggere le tue recensioni).
[mou] io sono pronto a
[mou] io sono pronto a rifonderti i 13 euro, se questo libro non t'è piaciuto. Ma secondo me ci sarà un altro risultato: ti verrà spontaneo andare a comprare il corriere della sera per leggere i pezzi di Modeo. Svilupperai una fissa.
(Mou)"ho spiegato che in
(Mou)"ho spiegato che in realtà Mourinho stava omaggiando Houdini. “Logico, no?” È scoppiata una gran risata e ho capito: è un accostamento così allucinante e impensabile, così fondato sul nulla che sembra vero. Funziona".
ah ah ah, bel parallelo, forse un po' irriverente. Comunque intelligente scappatoia.
(Mou) "ultimo sportivo così
(Mou) "ultimo sportivo così spaccone e cazzarone era stato Eddie Irvine. L'alcol, lo spirito Irish e le donne non ne hanno fatto un vincente. Ma Mou vince. Che spettacolo.Su, mangiatevi questo libro".
(Mou) Eddie Irvine, chi m'hai ricordato. Certo non aveva la stessa notorietà dell'attuale Mou. Ora non mi vengono, ma di sbruffoni ce ne sono sicuro altri più cazzaroni e noti di Irvine, negli ultimi anni.
[spacconi] dici davvero? A me
[spacconi] dici davvero? A me non viene in mente un altro così cazzaro. Io vorrei un libro fatto soltanto di conferenze stampa pre-gara di Eddie Irvine. Me ne nutrivo avidamente. Uno così spaccone e così perdente, in formula 1 come nel calcio, no, non me lo ricordo:). Il vero spaccamontagne irlandese. Una figura mostruosamente divertente.
(Irvine) Spaccone e perdente
(Irvine) Spaccone e perdente si, io intendevo spaccone e vincente, come Mou. Spaccone e perdente hai ragione, Irvine nun se batte, come direbbe Tomas Milian doppiato da Amendola;)
[irvine] va detto che il
[irvine] va detto che il mondiale l'ha perso per decisione della Ferrari, una volta. Ma ciò lo eterna ancor più, è veramente antieroico. Amabile.
[Mou] Fa veramente strano
[Mou] Fa veramente strano leggere un articolo del genere da parte di un romanista ma la bellezza delle lettere e del tifoso risiede proprio in queste cose. Ho avuto modo di vederlo qualche volta allo stadio da abbastanza vicino ed è uno spettacolo, posso assicurarlo. Dopo qualche tentennamento è diventato l'idolo di mio padre, interista da sempre, anche perchè hanno lo stesso carattere e lo stesso modo di trattare le persone.
Poi si potrebbe disquisire sulla bellezza del suo calcio, su cui ho qualche dubbio (anche se bellezza del calcio può assumere varie sfumature). E' un grande costruttore di squadre, somiglia più a un coach, ai tecnici degli sport americani.
Fra lui e Zeman io continuo a preferirgli Zeman e devo anche dire che mi entusiasma pure Van Gaal e anche Wenger.
Io sogno il giorno che Zeman arrivi alla Juve.
(Eddie Irvine che fa a botte nei locali milanesi?)
(il figlio di Mou, frequentava la scuola americana a Lugano e giocava come terzino degli Esordienti del Collina d’Oro...e dicevano che fosse sul livello del padre)
[mou] Zeman è il profeta del
[mou] Zeman è il profeta del calcio assoluto. Non importa che non abbia mai vinto nulla, importa che la sua utopia sia esistita:).
Quanto a Mou, dici "Poi si potrebbe disquisire sulla bellezza del suo calcio, su cui ho qualche dubbio (anche se bellezza del calcio può assumere varie sfumature). E' un grande costruttore di squadre, somiglia più a un coach, ai tecnici degli sport americani".
> in effetti, per quel poco che ho visto l'Inter negli ultimi due anni, vale a dire quando ci prendevano più o meno a sganassoni e quando spopolavano in champions, l'Inter non è mai stata bella: è stata multiforme, come l'ingegno del greco. A me piacevano la rabbia e la determinazione della squadra. Sembravano tornati ragazzini di strada.
[Mou] Infatti se vedi quello
[Mou] Infatti se vedi quello che sta facendo a Madrid va su questa strada. Innanzitutto cercare di togliere tutta una serie di eleganti concessioni ai giocatori, tipo, non so se sia vera, la telefonata della società che i giocatori ricevevano come sveglia tutte le mattine. Arrivi in ritardo agli allenamenti? Non giochi. (Che tra l'altro è quello che succedeva anche a me)
[modeo-mou] nell'ultimo
[modeo-mou] nell'ultimo capitolo del libro su M., il bravo Modeo racconta tutta una serie di retroscena sul Real Madrid. Politici - come era forse prevedibile - e, diciamo così, etico-comportamentali. Cosa ti posso premettere? Che si racconta la vicenda dell'armadietto di Snejder e quella dell'armadietto di Anelka. Entrambe raccontano qualcosa che sembra stridere con la vicenda della sveglia al telefono tutte le mattine. Dev'essere un ambiente un po' strano...
[modeo] già tradotto
[modeo] già tradotto in Spagna! http://www.planetadelibros.com/jose-mourinho-libro-48135.html
[modeo, radiocapodistria]
[modeo, radiocapodistria] Amices! Come ogni 2a e 4a domenica del mese, all’interno dell’AGENDA IN ORBITA su RADIO CAPODISTRIA, ON AIR DALLE H 14 ALLE 14.30 ( www.radiocapodistria.net/ ) DOMENICA 10 OTTOBRE sarò ospite di Ricky Russo, living legend, ex calciatore del Chiarbola, speaker e spirito rock triestino, per parlare di libri. Questa volta, ho scelto MODEO e COUPLAND
BUON ASCOLTO! A DOMENICA!
E per recuperare la registrazione... http://therussosinorbita.blogspot.com/
[modeo] Grazie Gianfranco,
[modeo] Grazie Gianfranco, l'attenzione che hai dedicato a questo libro mi fa capire che il testo riesce ad andare al di là della fede calcistica, ma regalare un ritratto davvero nuovo e originale di uno dei mister che più ha scatenato dibattiti negli ultimi anni, dovunque sia andato.
[Modeo] E mi sa che sta anche
[Modeo] E mi sa che sta anche vendendo bene perchè in questi giorni lo sto cercando per regalarlo a mio padre ma non c'è verso di trovarlo. Mio padre è uno di quelli che se avesse potuto sarebbe andato stasera a San Siro confidando in una bella batosta ai danni dei rossoneri. Sarebbe bello vederlo a Torino un giorno.
[modeo-mourinho] è un libro
[modeo-mourinho] è un libro che ha fatto simpatizzare per l'autore molte persone che l'hanno comprato per curiosità o amore mourinhide. Questo è il complimento migliore che si possa fare all'artista Modeo...
[modeo] Dov'è che non lo
[modeo] Dov'è che non lo trovi? Se può interessarti, il libro è disponibile (come tutti quelli Isbn) sullo shop online all'indirizzo http://shop.picomax.it/scheda.aspx?id=2022. ;)
[Modeo] Nelle librerie dove
[Modeo] Nelle librerie dove ho cercato. Sono restio ad utilizzare lo shop online.
[mou, modeo] scusami, forse
[mou, modeo] scusami, forse mi sono espresso male, intendevo la città :)
così da capire se si tratta di un problema di distribuzione o altro...
[Modeo] Nessun problema
[Modeo] Nessun problema rapace. E' successo a Lugano.
[antonio, mod] posso
[antonio, mod] posso assicurarti che è così. Mi sembra uno dei libri più intelligenti, divertenti e originali usciti negli ultimi due anni. Nel suo genere (la biografia) non può che restare impresso. Complimenti...
[mou] ISBN - sito ufficiale -
[mou] ISBN - sito ufficiale - oggi commenta la fortuna critica dell'opera:
http://isbnedizioni.it/isbnblog/2010/11/03/rassegna-stampa-on-line-su-la...
[mourinho] "farabutto",
[mourinho] "farabutto", secondo il mister del Gijon.
Repubblica di oggi: MADRID - "Mourinho è un farabutto". Manolo Preciado, allenatore dello Sporting Gijon, va giù durissimo su Josè Mourinho. A due giorni dalla sfida con il Real Madrid, il tecnico dello Sporting spara a zero contro lo Special One, reo di aver accusato la formazione asturiana di aver "regalato" a settembre la vittoria al Barcellona nella sfida giocata al Camp Nou. In quella circostanza, Preciado schierò una formazione rimaneggiata rispetto all'undici titolare. "Ha detto che abbiamo regalato la partita giocata al Camp Nou. Forse era solo una battuta, ma poi l'ha ripetuta: se era uno scherzo, era pessimo. Se voleva provocare per avere una risposta dal Barcellona, non l'avrà. Se parla sul serio, è un farabutto", dice Preciado.
Poi aggiunge: "Mourinho non mi piace e glielo dirò in faccia. Chi diavolo è questo tizio?", dice preparandosi ad accogliere l'illustre collega portoghese. Mourinho, reduce dall'espulsione rimediata nell'ultima gara di Coppa del Re contro il Murcia, non potrà accomodarsi in panchina. Lo Special One si siederà in tribuna, ma Preciado suggerisce un altro settore dello stadio. "Lo metterei tra gli Ultra Boys", dice facendo riferimento alla frangia più 'caliente' del tifo dello Sporting. "Mourinho ha mancato di rispetto ad una società umile come lo Sporting. Domenica troverà un ambiente rovente".
MOU: "GUARDIOLA NON DEVE PARLARE DI ME" - Josè Mourinho
non replica, intanto torna sull'episodio della sua espulsione nel match contro il Murcia e si dice pronto a chiedere scusa all'arbitro. Lo "special one", fermato per due giornatem protestava in maniera troppo vivace nei confronti del direttore di gara, Paradas Romero. "Ho spiegato ai miei figli il motivo della mia espulsione, gli ho detto che prima sono stato richiamato perchè ho chiesto all'arbitro di dirigere la gara in maniera equa, poi l'espulsione è giustissima, non ho nulla da dire, la prossima volta che lo incontrerò gli chiederò scusa". Nell'intervista rilasciata nel programma 'El Larguero', di Cadena SER, Mourinho ha parlato anche di altro, ha elogiato Di Maria ("mi ha impressionato la sua velocità nell'ambientarsi") e Casillas ("un vero leader"), poi ha parlato anche di Guardiola che ha detto di non voler replicare al portoghese. "Non deve parlare di me, anche perchè lo fanno ogni giorno alcuni dei suoi giocatori, a Madrid, invece, i miei non parlano di Guardiola e quindi lo faccio io. Di Pep ho solo ricordi positivi di quando ero nello staff tecnico del Barcellona, da collega non ho nessun problema con lui, i rapporti non possono essere migliori semplicemente perchè siamo rivali. Se fossi il presidente del Barcallona gli farei un contratto di 50 anni, perchè è l'allenatore ideale per questo club che conosce alla perfezione".
Mourinho parla anche del rapporto con Florentino Perez ("non parliamo quanto vorrei perchè è un uomo molto impegnato, ma ci sentiamo ogni giorno al telefono") e torna sull'offerta della Federcalcio portoghese che ha dovuto declinare per volere del Real. "E' stata una delusione per me, continuo a pensare che non sarebbe stato un dramma però ho capito che la società non la pensava allo stesso modo...". Mourinho spiega di avere un ottimo rapporto con tutti i suoi giocatori perchè cerco "di essere giusto con tutti loro, mi amano per la mia onestà". Mourinho non si riconosce nella definizione provocatore e spiega "semplicemente non sono stupido ed è difficile farmi accettare determinate situazioni". Una battuta anche sull'ottimo momento che sta vivendo tutto lo sport spagnolo, non solo il calcio: "non mi sorprende, in ogni cosa c'è una spiegazione e qui c'è talento e grande organizzazione".
(12 novembre 2010)
http://www.repubblica.it/sport/calcio/calciomercato/2010/11/12/news/il_t...
[Modeo - L'alieno] Domenica
[Modeo - L'alieno] Domenica ufficialmente questo libro sarà nelle mani di mio padre. Regalo quanto mai appropriato per la situazione in cui versano i neroazzurri. Saprà dirmi, anche perchè è un lettore attento, oltre che un grande amante del calcio e di Mou. (O.T. : i romanisti gli erano stati simpatici, negli ultimi tempi non li sopporta più e mi dice "Andre, come fai a parlare con sta' gente? Ah ah ah ah ah)
[modeo-alieno] omaggi
[modeo-alieno] omaggi all'augusto pater:). grande acquisto, And.
[Modeo - Alieno] Mio padre è
[Modeo - Alieno] Mio padre è rimasto commosso dal regalo, lui allenatore mancato poi. Certo che la batosta presa lunedì è stata splendida.
[alieno - modeo] com'è che si
[alieno - modeo] com'è che si chiama, "cinquinha"? :)))
[Modeo] Da quel che ho visto
[Modeo] Da quel che ho visto in un bar, non c'era un solo tifoso del Real.
[miglior libro 2010]
[miglior libro 2010] http://www.lankelot.eu/forum/index.php?topic=3997.0
[mourinho: attentato]
[mourinho: attentato] Repubblica. MILANO - Qui in Italia si dice che Josè Mourinho, finalmente, stia ricevendo in Spagna l'accoglienza e le reazioni che merita. Lo maltrattano se lui maltratta gli altri, gli rispondono a tono appena lui fa il maleducato, gli scrivono editoriali di fuoco quando lui esagera con le esternazioni (cioè spesso, come suo costume). Ma forse la cosa sta superando i livelli di guardia. E' notizia di poco fa, raccontata dall'emittente radiofonica Cadena Ser, che venerdì scorso Mourinho è sfuggito, di poco, a un pericoloso agguato all'aeroporto di La Coruna, dove il Real Madrid si era recato per giocare una partita della Liga. Allo sbarco del Real in aeroporto, mentre i giocatori e il tecnico si fermavano per firmare alcuni autografi, la guardia del corpo che proteggeva Mourinho ha accusato un improvviso e acuto dolore all'ascella.
Riparato in fretta nel pullman della squadra, l'uomo è stato medicato e gli è stata riscontrata una ferita da arma da taglio, un'arma della lunghezza stimata di quattro centimetri. Il Real non ha dato notizia del fatto, e pare che lo stesso Mourinho non l'abbia saputo che nella giornata di oggi, mostrandosi piuttosto scosso per l'episodio. Pare inoltre che le telecamere di sorveglianza dell'aeroporto di La Coruna siano riuscite a individuare l'aggressore, di cui per ora si sa che è un uomo di statura particolarmente alta. La notizia è trapelata nonostante il fatto che il Real Madrid abbia cercato di tenerla nascosta per non alimentare tensioni intorno al club e al suo stesso allenatore. Ma intanto la sorveglianza intorno alla squadra è aumentata. E Mourinho è sempre più preoccupato. (04 marzo 2011) - REPUBBLICA -
[Mourinho] Sì, si sta
[Mourinho] Sì, si sta esagerando in tutti i sensi, in un contesto di assoluta ignoranza. Cerco di spiegarmi, questo libro come pochi altri mette in evidenza quanto il calcio "professionistico" e non solo sia sempre stato qualcosa di più complesso rispetto a quanto si può pensare. Quanta complessità ci siano dietro i moduli, le preparazioni fisiche e come questo ci sia sempre stato. Una cosa è il calcio delle serie minori e quello che giocavamo sui campetti, un conto è quello che si gioca a livelli più seri. Ecco, tanti commentatori, che sono più tifosi che altro, scrivono o parlano di calcio come se stessero parlando della propria squadretta di quartiere.
Sull'esasperazione italiana, poi meglio non parlarne, e Mourinho, nel bene e nel male (non lo difendo a prescindere), ha messo in evidenza le lacune e la pesantezza di parecchi commentatori nostrani. C'è sempre il peso di Brera che per forza bisogna dargli ragione o vedere, che ne so, Sacchi come un mostro a prescindere.
E' anche per questo che mi tengo alla larga ormai dal calcio mentre prima mi capitava più spesso di seguire mio padre sui campi dei ragazzi.
Ho avuto la fortuna nei miei due ultimi anni di calcio di avere un allenatore innamorato del bel gioco e mai mi sono divertito così tanto a giocare a calcio, pur se i risultati furono alterni e mi dispiace assai vedere allenatori della nostra età che non riescono a trasmettere quasi nulla ai ragazzi e ai genitori che non capiscono una mazza di calcio.
Scusa lo sfogo ma dopo aver assistito ad una squadra come la juve quest'anno senza identità, senza gioco, senza nulla, mi chiedo come cavolo ha fatto Del Neri ad arrivare fino a quei livelli....e poi si parla male di Mourinho...vabbè...
[andrea] per adesso ti
[andrea] per adesso ti rispondo così: dopo il libro sulla città che sai - che deve essere un romanzo su quella città - io vedrei bene un tuo libro di calcio.
Giovanile, meglio ancora...
[Calcio] Il romanzo con
[Calcio] Il romanzo con quella città sta uscendo piano piano. Sul calcio, sarebbe bello, chissà. Ti dico solo, e adesso qualcuno sobbalzerà, ma io ho ancora il cruccio per la finale persa dall'Urss contro l'olanda nell'88...se c'era mezzo mondo che esultava per il goal di Van Basten da mio padre si alzò un sonoro "Ma vaffa...è pure milanista!"
[calcio] buona, come prima
[calcio] buona, come prima scena. Il capitolo potrebbe chiamarsi semplicemente CCCP, come ciò che c'era scritto su quelle magliette là. A Roma traducevamo, da regazzini: "Cor cazzo che perdemo". Nessuno sapeva niente di rossi, neri, democristiani, blu. Ci faceva ridere quella scritta là. CCCP. Sembrava un motto misterioso.
L'infanzia. Poi uno cresce. Era meglio non sapere:))))
[Calcio] questa me la segno
[Calcio] questa me la segno eccome. Io ci ero affezionato per un motivo che rasenta l'assurdo ma che ho scoperto di condividere con altri: la fantastica tuta completamente rossa del Mago G, che ti inviavano con i punti dei biscotti Galbusera. Forse la tenuta più fica che ho avuto. Anche se teneva un caldo boia e non traspirava un cavolo.
[calcio] sei già nel capitolo
[calcio] sei già nel capitolo secondo:).