COME UN BERIT D’AMORE, SPERANZA E REDENZIONE.
“Se tu non fossi bello,
se tu non fossi stato invadente o comunque
tragico,
io non ti avrei amato.
Ma pur capendo che venivi dall’acqua come
la morte
io ho fatto l’amore con te.
Ti piaceva il fiore della mia parola, la lingua segreta che nessun figlio ha mai
conosciuto
neanche al momento del concepimento.
Ti piacevano le battute d’arresto del mio cuore
e le lacrime che ho dato al mio genio come una semina.
Riottosa a ogni tipo di amore sei entrato tu a invadere il mio silenzio
e non so dove tu abbia visto le mie carni
per desiderarle tanto.
E non so perché tu abbia avuto il mio corpo
per poi andartene
con il grido dell’ultima morte […]”
(p.p. 102/103)
...e siamo dentro il suo Delirio. Torna la Voce-Donna, fertile e potente, sanguigna e sanguinaria-pelle, di Alda Merini nella sua nuova silloge "La carne degli angeli”, edita da Frassinelli; a buon auspicio il libro di liriche più autentiche presente ad oggi sul mercato. Voci: poesie e prose poetiche, lingue visionarie di scrittura, corporee e rarefatte. Preziose. Perfette.
"La carne degli angeli” nasce e si snoda come sentiero, enigma religioso a lambire il profano delle vite degli uomini.
“[…] E tutti gli uomini sono stati amati e divorati dagli angeli
nel loro immenso amore […]”
(p. 11)
Angeli.. .chi o cosa sono? Presenze a legare il cielo alla terra, l’umano al divino, messaggeri misericordiosi a unire le domande dell’uomo al silenzio di Dio...
“[…] Gli angeli non sono né per l’amore né per la vendetta. Gli angeli sono soltanto un suono, un suono d’amore, una grande distesa di terra, una Palestina assente […]” (p.17)
Come un’anima mundi monocroma e plurima, tra bisogno di risposte e desiderio di fede, gli angeli incarnano la verità smarrita sul Golgota e richiesta dalla lingua dell’Uomo. La scrittura si tende a visione, smaterializzandosi in percezioni intime esplose tra l’infinito e il nulla, incanta il lettore che ne resta assuefatto e immiserito dall’eco maddalena delle liriche.
Il sentiero terragno perde, smarrendo, i suoi confini; promettendo cieli e spazi venati da colori violenti: nessun blu pacificato, ma viola-dolore e rosso-vergogna. Un magnificat profano diretto a Dio dalla sua creatura prescelta. Berit d’amore, speranza e redenzione.
DELLA RESTANTE PRODUZIONE DI ALDA MERINI
La presenza di Orfeo
Paura di Dio
Nozze Romane
Tu sei Pietro
Destinati a morire (in cui confluisce parte delle precedenti raccolte)
La Terra Santa
L’altra verità. Diario di una diversa (in prosa)
Fogli bianchi
Testamento (antologia)
Delirio amoroso
Il tormento delle figure
Vuoto d’amore
Ipotenusa d’amore
Se gli angeli sono inquieti. Aforismi
La palude di Manganelli o il monarca del re
Titano amori intorno
Reato di vita
Ballate non pagate
La pazza della porta accanto
La vita facile
Fiore di poesia
Ringrazio sempre chi mi dà ragione
Lettere a un racconto. Prose lunghe e brevi
Il ladro Giuseppe. Racconti degli anni sessanta
Aforismi e magie
L’anima innamorata
Corpo d’amore. Un incontro con Gesù
Folle, folle, folle di amore per te: poesie per giovani innamorati
Magnificat. Un incontro con Maria
SPICCIOLI D’ANNOTAZIONI BIOGRAFICHE.
“Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta”
…E durare una vita intera, se questa tempesta diluvia in follia…così, com’è stato, per Alda Merini.
Nata a Milano nel 1931, esordisce giovanissima con alcune poesie nell’Antologia della poesia italiana 1909-1949 (Guanda, 1950) di Giacinto Spagnoletti e con altre inserite nel volume, curato da G. Scheiwiller, Poetesse del Novecento (1951), dopo non aver ottenuto l’ammissione ad un liceo, il Manzoni, perché respinta in italiano (!). Il 1953 è l’anno della silloge La presenza di Orfeo e del matrimonio con Ettore Carniti, cui segue la pubblicazione, due anni dopo, di Paura di Dio e Nozze romane, che coincidono con la nascita della figlia Emanuela; nel 1961 sarà la volta di Tu sei Pietro, dedicato al medico curante della bambina.
Poi un silenzio durato vent’anni…
“Ho conosciuto Gerico,
ho avuto anch'io la mia Palestina,
le mura del manicomio
erano le mura di Gerico
e una pozza di acqua infettata”
…un lungo silenzio d’internamento manicomiale, vanamente rischiarato dalla nascita di altre tre figlie, che esploderà nella crudele, bellissima, silloge La Terra Santa: versi di un amore assoluto, delirante, sconvolgente…degli anemoni che respirano sensi e preghiere di fede e purezza carnale.
Rimasta vedova nel 1981, sposerà due anni dopo il poeta tarantino Michele Pierri, cui dedicherà alcuni fra i suoi versi più intensi, e al Sud saranno legate le rime Petrose e Le più belle poesie, oltre la silloge de La gazza ladra e la stesura de L’altra verità e Diario di una diversa. Rientrata a Milano nel 1986, dopo un ennesimo buio di quella follia che sembra però illuminarla, riprende a pubblicare raccolte come i Fogli bianchi, Testamento, Delirio amoroso, Il tormento delle figure, Le parole di Alda Merini, Vuoto d’amore, Ballate non pagate… (per ricordare solamente parte della sua generosissima produzione).
“Questa semina orrenda della ragione
questa positura d’amore
questo canto che ho dato a te
quando tu mi hai irrorata di pianto
io ho visto che le radici della semina
sono il dolore dell’uomo e il vanto della sua colpa
e mai sono stata tanto angelica e rarefatta e spirito
come quando ti ho dato l’acqua dei miei baci.
Indi ne sono morta invischiata
In questa palude gioiosa e nelle campagne
Dove c’è l’acqua del firmamento ideale
Io percorro innumerevoli stanze
E sono lieta di morire d’amore per te
Perché in te ritrovo l’acqua materna”
“L’acqua” (inedito per il Premio “Sibilla Aleramo”)
“Amai teneramente dei dolcissimi amanti
Senza che essi sapessero mai nulla.
E su questi intessei tele di ragno
E fui preda della mia stessa materia.
In me l’anima c’era della meretrice
Della santa della sanguinaria e dell’ipocrita.
Molti diedero al mio modo di vivere un nome
E fui soltanto un’isterica”.
Da “Vuoto d’amore”.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE.
Alda Merini (Milano, 1931-2009), poetessa italiana.
Alda Merini, La carne degli angeli, con venti opere inedite di Mimmo Paladino, Frassinelli, 2003. Dell’autrice, si consiglia, inoltre, la lettura di “Ballate non pagate” e “Magnificat. Un incontro con Maria”.
Laura Caroniti
Commenti
Merini è un incontro che ancora continuo ad eludere. Dopo questa tua, lessi "Ballate non pagate", ma solo con gli occhi. Chè la testa era altrove. Da mesi ho sul comodino "Fiore di poesia", e temo resterà non colto. Perchè ci sono pagine che diventano vita, il cui ricordo esige d'esser lasciato a riposare, intatto, lontano dal cuore.
Merini vorrei leggerla tra trent'anni, quando non potrà più sedersi ai Costanzi Show, scrivere testi per Sanremo, legarsi a editori-banditi a pagamento. Da viva fa una serie di cose per cui tenderei a tenermi la mano in tasca non appena me la tende - virtualmente, mostrandosi in copertina d'un suo libro.
Merini è tenerezza.Si lega ad editori che la sfruttano,ospite in programmi che la mettono in mostra come una reietta e vive di elemosina del comune di Milano.Credo che tra trent'anni verrà dolorosamente e brutalmente osannata.
È morta. Non so che lasciare un commento qui.
mi unisco.