Mazzantini Thomas

Garmir l'eclissiomante

Autore: 
Mazzantini Thomas

Premetto che non amo il genere fantasy, penso che sia troppo facile costruire una storia dove tutto è possibile, anche se ammetto che non è semplice gestire con coerenza fate, elfi, nani, mostri, orchi, draghi, maghi, eroi senza macchia e senza paura. Il fantasy va di gran moda tra i ragazzi, si può dire che non leggono e non vedono altro, dopo i grandi fenomeni commerciali di Harry Potter e Il Signore degli Anelli. Per questo conosco un metodo infallibile per verificare se un fantasy è ben scritto: lo faccio leggere a mio figlio, che è un esperto in materia. Garmir - L’eclissiomante ha superato il test perché mio figlio (che ha dodici anni) lo ha fatto fuori in meno di una settimana e il suo giudizio è stato più che positivo. Certo, i debiti con Il Signore degli Anelli ci sono tutti, soprattutto nei riguardi della versione cinematografica, ma è bene ricordare che l’autore ha soltanto diciotto anni, frequenta il liceo scientifico e ha iniziato a scrivere questa storia quando ne aveva soltanto quindici. Mazzantini è quasi mio compaesano, visto che vive a Portoferraio, e questo un po’ mi dispiace, perché invece di scoprirlo io con le Edizioni Il Foglio, l’ho fatto lanciare a Baldini e Castoldi. Meglio per lui, comunque. Ha trovato un ottimo editore deciso a investire sul fantasy e ad aprire una collana proprio con il suo libro.

Garmir Fandel è un ragazzo che pratica la magia degli eclissiomanti, maghi che controllano e aumentano il loro potere attraverso le eclissi solari. Una profezia dice che un ragazzo eclissiomante insieme a sette amici partirà verso le Terre Innominate per recuperare i Sette Sigilli che permetteranno di distruggere il Signore del Sangue. Ai sette amici - scelti tra guerrieri, angeli, elfi, idromanti, eclissiomanti e demoni - si aggiungeranno ben presto altri tre personaggi: un chierico, un grium (una sorta di tapiro bipede) e un demone inverso (creatura diversa dai demoni normali). Garmir compie un lungo viaggio alla ricerca dei Sette Sigilli che governano natura, luce e oscurità, cerca nei luoghi che secondo gli anziani hanno maggior potere sulle Terre Innominate e sono protetti da alcuni custodi. Le avventure sono il sale del romanzo, vedono i nostri eroi alle prese con i Troll (demoni terribili e puzzolenti), i Nati Morti (esseri vegetali simili a zombie) e i Windigowak (creature demoniache dei ghiacci). Nel corso della storia, il Signore del Sangue, figlio di una dea, si trasforma in una divinità di nome Caos (signore della distruzione), mentre Garmir diventa il signore dell’Ordine. La lotta furibonda che si svolge tra una dimensione e l’altra consacra l’immancabile vittoria di Garmir con la trasformazione di Caos nei suoi peggiori incubi. Il Signore del Sangue perde l’immortalità, diventa un umano che può invecchiare e morire. Garmir vive anche una storia d’amore con Sadilit, un’elfa che diventa sua sposa e lo rende padre.

Il romanzo si presta a una possibile seconda puntata delle fantastiche avventure di Garmir, un personaggio originale creato da un giovane autore che può far parlare ancora molto di sé. Ho avvicinato Thomas Mazzantini per fargli alcune domande.

Garmir è un personaggio totalmente di fantasia o nel suo carattere ci sono elementi autobiografici?

Garmir ha alcuni elementi della mia personalità: è introverso e schivo, ma quando si pone un obiettivo non c’è niente che possa fermarlo, ed è pronto ad aiutare gli amici.

Quali sono i tuoi scrittori preferiti?

I miei scrittori preferiti sono in nessun ordine particolare: Terry Pratchett, Walter Moers, Stephen King, J.R.R. Tolkien e Philip K. Dick.

E i romanzi fantasy che ti sono piaciuti di più?

I romanzi fantasy che mi sono piaciuti di più sono: tutta la saga della Guardia Cittadina di Terry Pratchett (Composta da A Me le Guardie!, Uomini d’Arme e Piedi d’Argilla), Il Signore degli Anelli, Il Silmarillion e La Torre Nera di Stephen King. Se sono ammesse anche graphic novels aggiungerei Le Eumenidi di Neil Gaiman.

Meglio un romanzo o il cinema?

Molto meglio il romanzo, perché ti fornisce una visione tutta tua del racconto, mentre al cinema le storie sono filtrate attraverso l’occhio del regista.

Come hai incontrato un editore come Baldini e Castoldi? Non è certo male per un esordiente....

Ho saputo da un amico di famiglia che gli editori della Baldini Castoldi Dalai avevano una casa all'Elba, a Marina di Campo. Quindi sono andato lì con il mio motorino e ho proposto loro di leggere il manoscritto. Fortunatamente era presente il loro figlio, che ha letto per primo il romanzo e ha consigliato ai genitori di darci un’occhiata. Loro l’hanno fatto e poco dopo sono stato contattato. In pratica, ho avuto fortuna.

Hanno fatto molto editing sulla versione originale?

Della versione originale sono stati cambiati solo i capitoli iniziali, per far partire più velocemente la storia. Il resto è rimasto praticamente invariato.

Progetti per il futuro?

Dopo la scuola (sono all’ultimo anno del liceo scientifico di Portoferraio) vorrei andare a studiare biologia a Pisa, però vorrei anche continuare a scrivere. Ho già iniziato a scrivere il continuo di Garmir l’Eclissiomante.

Complimenti Thomas. Come inizio non è male…

Thomas Mazzantini

GARMIR – L’eclissiomante

Baldini Castoldi Dalai Editore

Pag. 340 – Euro 18,00

www.bcdeditore.it

Gordiano Lupi

ISBN/EAN: 
9788860734402

Commenti

Il romanzo si presta a una possibile seconda puntata delle fantastiche avventure di Garmir, un personaggio originale creato da un giovane autore che può far parlare ancora molto di sé. Ho avvicinato Thomas Mazzantini per fargli alcune domande.

www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302682

Esordisce a nemmeno diciott?anni nel settore del fantasy, Thomas Mazzantini, nuovo talento e promessa della narrativa di genere. Figlio di madre svizzera e papà italiano, Mazzantini è l?autore di Garmir l?eclissiomante, un romanzo diretto agli appassionati di avventure al limite tra fantascienza e sfera dell?impossibile. Il viaggio è di quelli che lasciano senza fiato e senza tregua, tra mostri che si nutrono di cadaveri ed ex soldati rimasti sfregiati in battaglia da armi tanto maledette quanto desiderate, chierici, elfi e demoni. Il viaggio ovviamente si realizza in un contorno d?eccezione: in mondi impossibili e irraggiungibili, in luoghi dove sogno e immaginazione si fondono per proiettarsi al di fuori di una realtà che spesso ha i colori dell?incubo. Alla fine, il mistero si sbroglierà: Garmir attraverserà missioni impossibili prima di accorgersi se il potere del suo sigillo sarà rivelato in tutta la sua grandiosità.

Garmir l?eclissiomante (Baldini & Castoldi Dalai editore, pp.333,18 euro), che in qualche tratto ricorda e assomiglia a molti cartoni animati che affollano programmi tv di tutte le reti, è dunque un libro che si rivolge a un pubblico essenzialmente giovane, forse quasi quanto il suo promettente autore che lo ha ideato a soli quindici anni, ha iniziato a scriverlo intorno ai sedici e lo ha concluso solo recentissimamente. Tuttavia il volume, pur essendo diretto ai teen ager del Duemila, si lascia apprezzare anche da quanti, pur in età più avanzata, scelgono il fantasy come genere prediletto per le letture di svago in momenti di libertà.

www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302682

Autore under 18 che, a quel che si legge dalla recensione di Gordiano, sembra essere molto valido...
Ne conosco ormai una decina di autori under 18, aspettatevi una bella sopresa.

"Dopo la scuola (sono all?ultimo anno del liceo scientifico di Portoferraio) vorrei andare a studiare biologia a Pisa"

Lui l'ha capita Gianfranco, mica va a fare lettere :)

4. Credo che non sia una cattiva idea, sai? Da un certo punto della mia vita in poi ho cominciato a pensare che si dovrebbe studiare non ciò che ci piace di più, ma altro. Dico, studiare come uni etc. Perché ciò che ci piace, davvero e sul serio, troveremo sempre il modo di seguirlo. E interessarci ad altro apre spazi che, magari, restando nel nostro bell'orto, bello splendido confortevole, non avremmo forse mai trovato. Un po' la storia della tartaruga di Lauzi.
Ovviamente predico bene e razzolo male.

Si dovrebbe studiare qualcosa che ci dia maggiori oppurtunità di lavoro, anche turandosi il naso e pensando al proprio futuro.
*
Non posso pensare però 5 anni di università a fare una materia che non piace, con il sogno di studiare qualcos'altro e tutta la vita con il rimpianto di non averci provato...
*
Sono d'accordo ma è la differenza tra studioso e appassionato.
"Perché ciò che ci piace, davvero e sul serio, troveremo sempre il modo di seguirlo"

Francesco,
in 31 anni ho visto poche persone fare un lavoro:
a - diverso dal padre o dal nonno
b - estraneo al loro circuito di amicizie/appartenenze (politiche, religiose)
c - con amore.

Questo posso dirti.

Ma hai visto molte persone fare un lavoro per opportunismo, solo per i soldi...
E' anche vero che non tutti riescono a fare ciò che vogliono nella vita.

Solo i ricchi.
*
Meglio il fantasy.

Aggiungo il mio OT: ma di questi tempi esiste qualcosa che ti dia la certezza di un lavoro se non hai conoscenze, padri con studi già avviati e via così?

Sì. La politica (ma veniamo dopo le famiglie e il clan).

stavo giusto per aggiungere "a meno che non si faccia politica"! :)
Quindi tanto vale studiare ciò che piace.

uh. ehm. non volevo dire che si deve studiare ciò che non ci piace. non credo che Mazzantini voglia studiare biologia anche se non gli piace, tra l'altro, non so quante possibilità lavorative anche in quel campo ci possano essere, ora.
volevo dire che è bene comunque mettere il naso anche fuori. che si può diventare scrittori, o editori o...anche senza essere laureati in lettere, ma in ingegneria, ad esempio. anche senza essere laureati, se penso a certi poeti.
non è che uno "l'ha capita" se vuole studiare biologia e vuole anche scrivere.
forse ho usato un modo estremo per dire questo, ma vabbé.
notte.

Il "l'ha capita", Branco, era ironico e si riferiva ad una discussione precedente avuta tra me e Gianfranco.
ciao

Scusate, sarò io che sono troppo acido, ma leggendo la storia di Garmir mi è sembrato di leggere la telecronaca di una sessione di gioco a D&D. Praticamente i protagonisti inciampano ogni tre passi o in un oggetto sacro di potenza inaudita o in una schermaglia infima in cui praticamente le speranze di vittoria sono di una su milione. I sigilli quando non glieli consegnano, sanno comunque esattamente dove sono.
Poi una cosa che veramente mi ha fatto capire l'inesperienza è stato il protagonista; che l'autore ci si impersoni è scontato, ma se lo fa che almeno si regoli: Garmir viene riconosciuto come l'eclissiomante più giovane (quindi più in gamba della sua età) che sia mai stato, la storia ingrana subito facendo notare che non ha il minimo timore di trovarsi al cospetto del maestro della sua gilda, che è il prescelto di una profezia (alè!). Poi inizia a descrivere il fatto che se vuole, può annichilire un nemico con il gesto di una mano (nel fantasy esistono delle regole, a dispetto di quello che si pensa, e poteri ce li hanno li arcimaghi, gli incantatori più potenti di tutti, e qui viene dato al primo neo mago che capita....); dice poi che è stato anche guaritore, quindi ha i poteri uccidere, di evocare demoni (alè!) e anche di guarire! Ho iniziato a chiedermi se ciò che sapeva fare potesse avere un limite e mi sono risposto che i suoi limiti, come per tutti i maghi, sono le sue riserve magiche (che lui chiama mana...è l'esatta parola che si usa nei giochi di ruolo o videogiochi, poteva usare un minimo di fantasia almeno in questo), difetto che ha ovviato immediatamente facendogli trovare il primo sigillo: una specie di bastone-duracell con carica magica seminfinita. Teniamo conto anche del fatto che il ragazzo utilizza praticamente incantesimi di tipo oscuro d'attacco e, stranamente, il suo sigillo è quello della luce; certo ciò si può scusare con il fatto che è un mago delle eclissi, ma è una spiegazione troppo semplicistica. Per come la penso io, l'autore ha voluto creare un protagonista buono, ma con i formidabili dell'ombra e con il carattere "schivo e introverso" degli eroi preimpostati che fanno parlare le lame (o gli incantesimi) per loro.
Andando avanti vediamo come Garmir, che se non bastava è anche il capo dell'allegra brigata di eroi, si dimostri il genio che risolve sempre la situazione, dal labirinto-città in cui usa lo specchio per salvarli tutti, all'attacco dei nati-morti, alla battaglia contro l'esercito del Signore del Sangue. Inoltre sa praticamente sempre ciò che è giusto fare, cosa strana in un ragazzo che ha passato la vita a studiare (che fra l'altro mi chiedo come abbia fatto a studiare per diventare chierico, andare sul campo a curare,cambiare idea, studiare per diventare eclissiomante e diplomarsi entro i 19 anni ed essere anche uno tra i migliori....anche il fantasy necessita di verosimiglianza...). Come se non bastasse la ragazza più carina della compagnia, e che incanrna l'esempio di principessa nella torre, si innamora di lui.
Arrivati a questo punto di solito, tra lettori di fantasy capita di dire scherzosamente "A questo punto fatelo diventare un dio, tanto ci manca poco!".....Mazzantini l'ha fatto, ma non bastava che fosse un dio, doveva essere anche il dio supremo! E qui tra me e i miei amici siamo crollati. Come altri ragazzi, ci intendiamo di fantasy. Personalemnte leggo pochissimi altri generi e tra vari autori Fantasy mi sono fatto abbastanza una cultura di quello che riguarda il fantasy. A differenza di quello che si dice, per fare un Fantasy buono non basta "mettere dentro un paio di incantesimi, uno o due draghi e già che siamo le fate"; per fare un fantasy serio tutti gli elementi (magia, tempo, creature, eserciti, battaglie, amori,...) devono equilibrarsi a vicenda. Mazzantini a tolto questo equilibrio creando Garmir; è semplicemente un fattore talmente tanto squilibrante che tutta l'ambientazione e la storia passavano in secondo piano. Un vero peccato, dal momento che se c'è una cosa che mi è piaciuta di questo autore era la fantasia dell'ambientazione: le creature, il mondo, i luoghi di potere, il pantheon. Molto bella l'originalità in questo caso.

So che probabilmente per molti le mie parole saranno troppo pesanti, però sono un appassionato del fantasy, lo leggo da quando avevo 11 anni e ora ne ho 18, e tra me e vari miei amici, sia lettori che scrittori per hobby, abbiamo concordato che Garmir non rispetta l'equilibrio dei buoni fantasy. I personaggi e la trama non sono ben caratterizzati e gli eventi più che succedere sembrano preselezionati dal personaggio. Per me, non è un fantasy buono per lettori amanti del genere. Di sicuro non per lettori dai 16 in su.

(intanto benvenuto!
gf)

(grazie XD)

Mi spiace solo che qui dentro il libro l'abbia letto solo Gordiano Lupi: segnalo subito il tuo commento al nostro amico scrittore/critico/editore.

chiariamo che non è mia intenzione sminuire gli sforzi dell'autore (lo sono anch'io per hobby e so quant'è difficile trovare ispirazione, risvolti e parole, ma se c'è una cosa che conosco bene sono i fantasy e obbittivamente il suo libro non si può definire il libro di una promessa del fantasy italiano...Già il fatto che Licia Troisi sia definita la promessa del fantasy italiano mi abbatte un po', ma effettivamente è quella che ha riscosso maggior successo in italia in questo genere. Ne ho letto i primi due libri e sono arrivato a metà del terzo prima di stufarmi completamente, ma la trama delle "Cronache del Mondo emerso" non era male e neanche la sua capacità descrittiva se non ricordo male (l'ho letto alcuni anni fa), ma il personaggio principale dopo un po' stufa con i suoi cicli di depressione/periodo suicida/guarigione fisi e mentale/depressione...
Una gran cosa che ha fatto (non so se lei o la sua casa editrice) è stato assumere il disegnatore. Con una copertina del genere sono stato costretto a comprarlo. Non bisogna mai dimenticare che il fattore principale che attira dei lettori di fantasy è la copertina: Garmir mi ha attirato per quella e per la trama. Le Cronache pure. Ci sono dei libri che se non ne avessi conosciuto in precedenza l'autore non avrei mai guardato per le copertine. E vicevarsa quando non sapevo cosa leggere ed ero già in libreria mi facevo guidare dall'immagine.

Ho il libro per te.
http://www.lankelot.eu/index.php/2009/03/18/de-turris-gianfranco-cronach...

uno scrigno di notizie per puntare titoli laterali o dimenticati. Dai un'occhiata...

Mi ci fiondo grazie :)

Non sono qui per fare l'ìavvocato difensore dell'autore. Ho premesso che non amo il fantasy. Sì, credo che sia un libro valido solo per lettori in erba. Mio figlio che ha 12 anni l'ha letteralmenbte divorato. Buon segno, no? Per me se un libro fa leggere un ragazzino è già di per sè un buon libro... Poi, se leggete bene la mia recensione, non ho detto che è un capolavoro...

Gordiano Lupi

Ciao a tutti! Per prima cosa, randoval, sono contento della tua critica. La tua analisi è giusta in molti punti: Garmir è un personaggio estremamente potente, di lui si innamora la ragazza più carina del gruppo e trovano facilmente oggetti di grande potere. Vorrei però fare alcune precisazioni. Nel libro rimangono molte cose in sospeso, ad esempio non si sa perchè Sadlilit è un'elfa, chi sia in realtà Xinaghul e nemmeno da cosa derivi la potenza sopra la media di Garmir. Questo perchè Garmir fa parte di una trilogia, e molte cose saranno spiegate negli altri libri. Riguardo a Sadlilit, lei è l'unica ragazza del gruppo (Nephil è una donna matura e per di più per metà angelo) e non credo incarni il principio della principessa nella torre. Combatte insieme agli altri e dimostra poteri perfino superiori a Garmir, inoltre è lei che fa il primo passo con lui. Riguardo ai Sigilli: come avrai letto sono messi in quei luoghi e in quelle condizioni perché qualcuno (non voglio spoilerare) vuole che loro, ma solo loro, riescano a prenderli. E poi non ci inciampano: la missione è proprio quella di cercarli! Ultima cosa, Garmir non ha passato la sua vita a studiare ma ha vissuto in primo piano la guerra con i chierici e poi da eclissiomante. Spero di aver chiarito qualche dubbio!

benvenuto, Thomas.

grazie! :)

Leggo quasi con tenerezza la diatriba.

Sembra di stare in un videogioco. Ai miei tempi (moltissimi anni fa) c'era uno dei primi giochetti, Legend of Kyrandia (si scrive così?) e io e qualche amico universitario, ciascuno a casa sua, ci divertivamo a scovare gli oggetti magici schema dopo schema. Che due p... adesso sicuramente i ragazzi si divertono di più.

Ma qui si parla di libri. Vediamo quindi subito la recensione di Gordiano.

"Il fantasy va di gran moda tra i ragazzi, si può dire che non leggono e non vedono altro, dopo i grandi fenomeni commerciali di Harry Potter e Il Signore degli Anelli."

Ahimè... il sommo Tolkien abbassato al livello di Miss Rowlings.
Non ci siamo, Gordiano. Va bene che il genere non ti appassiona, ma se i ragazzi LEGGESSERO (non guardassero venti volte il film) Il Signore degli anelli (e io dubito ce ne siano molti che ce l'hanno fatta o lo hanno riletto più volte o conoscono tutta la produzione di Tolkien) imparerebbero davvero molto, sotto molti profili.

Non avendo letto il libro di Thomas non mi azzardo a dire nulla. Non riconosco nella trama da te raccontata granché di Tolkien (a proposito di debiti, forse l'ispirazione maggiore è altrove, ma non si può scrivere fantasy senza citare Tolkien, certo...).

Mi aspettavo tuttavia altre letture e altri nomi.

Però naturalmente facciamo gli auguri a Thomas perché col tempo diventi un ottimo autore fantasy. Riuscire ad aprire una collana a 18 anni non è impresa da tutti.

scusate in questi giorni non ci sono un granchè, appena ho un attimo di pausa vi rispondo :)
Ildelaura condivido in pieno il pensiero su Tolkien ;)