“Sisina e il Lupo” è un divertissement d'autore: è la scanzonata e buffa storia di un burbero vedovo triestino domato da una solare, impertinente e giovane domestica istriana. Il romanzo, originariamente apparso per la Spirali di Milano nel 1993, è un balocco letterario destinato a intrattenere con semplicità, dolcezza e garbo un pubblico in cerca di vicende edificanti, umanissime e gentili.
I due personaggi principali sono descritti con intensità e ispirazione. Soprattutto la ragazza istriana. Incontriamo Sisina sulla porta di casa di Lupo, mandata dall'agenzia: “Se non fosse stato per il petto che su di lei era decisamente sproporzionato, sarebbe potuta passare per un'adolescente. Aveva la testa infeltrita da capelli corti e ricciuti, e da due occhi di un colore indefinibile, sotto i quali, dagli zigomi in giù, il viso si scarniva fino a diventare a punta, un nasetto dalle narici vibratili, al cui confronto la bocca era troppo grande, seghettata dai denti, e un collo esile che metteva tenerezza”, scrive Mattioni, chiosando: “Uno strano miscuglio tra un animaletto selvatico e una donna sviluppata parzialmente”.
Questo fisico sgraziato e asimmetrico potrà tuttavia diventare ragione, col passare del tempo, di deconcentrazione, e di qualche ambiguità: Lupo non è insensibile al generoso seno della ragazzotta. Man mano se ne accorge. Sisina racconta, sulle prime, d'avere famiglia ma d'essere rimasta sola: “Sono istriana e i miei sono rimasti dall'altra parte, anche dopo occupata. Sono qui sola, dormo da un'amica, e succede che la mia amica non può più tenermi; quindi, se lei non mi dà il posto, non so proprio dove andrò a finire”, spiega al vecchio Lupo, per commuoverlo un po', per farsi compatire. Lupo sembra freddo, e pieno di pretese assurde, sugli orari come sui comportamenti da tenere in casa: ma lei porta con sé una vitalità stupenda che finirà per sbaragliare tutte le difese del rigido dirigente giuliano.
Sisina si fa accettare in parte perché è l'unica donna di servizio corrispondente alle richieste un po' al limite del grottesco del padron di casa; in parte perché ci sa fare; in parte perché sa dire le bugie; in parte perché, con una facilità che stupisce lo stesso Lupo, lui si mostra cedevole e accomodante, e accetta di ospitarla in casa, di stravolgere la sua noiosa routine quotidiana, di badare a lei e – sorpresa – ai suoi famigliari, che spuntano fuori uno dopo l'altro. E dire che i patti erano patti: Sisina avrebbe dovuto fare come voleva soltanto in giardino, ma dentro casa no, figurarsi, tutto doveva restare fermo come quando c'era la signora, dentro in casa e negli armadi... e come no. E così Lupo s'accorge che “quando si è cambiato, si ha perlomeno il fastidio di doversi abituare al cambiamento, e comunque se sembra meglio è solo all'inizio, poi non è né meglio né peggio, è solo diverso”. Già.
**
Com'è Lupo? È un dirigente molto spartano e molto riservato, sulla cinquantina. È uno che considera tutto un dovere, verso di sé o verso il prossimo. È incredibilmente abitudinario e refrattario a qualsiasi cambiamento e qualsiasi svago diverso dall'ascolto della radio (ah, il notiziario!). Non legge romanzi, e non legge saggi: in casa, al limite, si porta dietro qualche rivista. Considera i libri una perdita di tempo, di quel poco tempo che rimane libero dopo il lavoro, ed è meglio spendere tenendosi aggiornati su quel che capita nel mondo: è solo, disperatamente solo, e incapace di badare a sé stesso, e dopo aver perduto la moglie ha capito che ha perduto la bussola, l'orientamento e potenzialmente l'equilibrio. L'incontro con Sisina e con il suo microcosmo famigliare è una feconda rovina d'una vita isolata che non aveva ragione di essere: tutta egoica e concentrata sul mantenimento della polvere, e della quiete. All'assurda pretesa di stasi e immobilità assoluta del vecchio Lupo la vita risponde con un ricco disordine, con tutto il calore dell'incontro con un'altra donna e un'altra famiglia, con la sacrosanta imprevedibilità che riporta luce e speranza là dove era rimasta soltanto tristezza e sconforto.
“Sisina e il Lupo” è la storia di due persone estranee, per abitudini, classe sociale e visione del mondo, che a un tratto si trovano, per necessità e per fatalità, a dover accettare la nobile arte del compromesso pur di rigenerarsi e di fondare un equilibrio nuovo. Il prezzo da pagare si rivela quello più inatteso: diventare ospiti in casa propria. Apparentemente surreale, naturalmente letterario.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Stelio Mattioni (Trieste, 1921 – Trieste, 1997), giornalista, scrittore e poeta italiano. Ha esordito pubblicando in poesia “La città perduta” (1956) e in narrativa “Il sosia” (1962).
Stelio Mattioni, “Sisina e il Lupo”, Spirali edizioni, Milano, 1993. Collana “Romanzi”, 74.
Gianfranco Franchi, “Lankelot”. Aprile 2011.
Commenti
[sisina e il lupo] “Sisina e
[sisina e il lupo] “Sisina e il Lupo” è un divertissement d'autore: è la scanzonata e buffa storia di un burbero vedovo triestino domato da una solare, impertinente e giovane domestica istriana. Il romanzo, originariamente apparso per la Spirali di Milano nel 1993, è un balocco letterario destinato a intrattenere con semplicità, dolcezza e garbo un pubblico in cerca di vicende edificanti, umanissime e gentili.
[stelio mattioni]
[stelio mattioni] Approfondimento in rete: Istituto Giuliano / Spirali / WIKI it / Biblioteca Stelio Mattioni In Lankelot: articoli su STELIO MATTIONI.
[Mattioni] Bello. Vero. Sai
[Mattioni] Bello. Vero. Sai in quanti casi... passati e presenti. Anche una mia trisnonna ha sposato il padrone di casa dove faceva la domestica. Un signore importante e un bel o' più anziano di lei. Capitava, capita.
"All'assurda pretesa di stasi e immobilità assoluta del vecchio Lupo la vita risponde con un ricco disordine, con tutto il calore dell'incontro con un'altra donna e un'altra famiglia, con la sacrosanta imprevedibilità che riporta luce e speranza là dove era rimasta soltanto tristezza e sconforto"
E queste storie di solitudine sono di nuovo vere, dopo un paio di generazioni che sembravano non aver bisogno di nessuno... Certo, oggi viene il dubbio che molte seconde nozze nascondano in realtà più le nuove necessità di chi va a servire che quelle sempre uguali di chi "perde l'orientamento" dopo un lutto. Ma in molti casi si tratta davvero di un incontro tra solitudini che, appunto perché si incontrano, possono trasformarsi in altro.
[mattioni, Sisina e il Lupo]
[mattioni, Sisina e il Lupo] Grazie, Ilde, per questo tuo intervento e per le tue parole. Sì, hai ragione, queste storie di solitudine sono tornate pienamente e completamente vere, credibili e quotidiane. E romantiche, se vogliamo, anche.
Quel che può essere cambiato, diciamo a distanza di 40 anni dall'epoca in cui è ambientato questo romanzo (possiamo datarlo per le tecnologie: i televisori sono ancora poco diffusi, e c'è addirittura una battuta sulla relativa opportunità di tenere certi elettrodomestici in casa...)... quel che può essere cambiato, dicevo, è che i nostri istriani "rimasti" oltre confine hanno problemi incredibilmente meno drammatici per fare avanti e indietro con la Giulia, o col Friuli, dall'Istria. Oggi Lupo sarebbe stato meno sconvolto da certi racconti - oggi non potrebbe mai credere che una famiglia rimane al di qua della frontiera, e la figlia soltanto passa al di là...
Tra "Dolodi" e questo "Sisina", Mattioni mostra una certa sensibilità nei confronti del dramma, e della tragicommedia, dei nostri istriani italofoni (venetofoni), autoctoni costretti all'esodo. Devo dire che è confortante... come la sensazione di grande vitalità che questa commedia m'ha lasciato addosso. Vitalità e gentilezza e garbo.
[sisina] Vale la pena
[sisina] Vale la pena aggiungere che dal libro, negli scorsi anni, è stato tratto uno spettacolo teatrale.
Dal web: http://www.fvgnews.net/view.php?t=e&k=1038
Riprendono gli appuntamenti al Teatro “Silvio Pellico” nell’ambito della stagione 2006-2007 dell’Armonia. Il Gruppo teatrale Amici di San Giovanni apre il 2007 portando in scena la commedia “Sisina”, libero adattamento e regia di Giuliano Zannier dal testo “Sisina e il lupo” di Stelio Mattioni. La storia di Sisina, colf per necessità, mette in evidenza una miriade di variegate sfaccettature del complesso universo femminile.
In scena “Sisina” dal testo di Stelio Mattioni
Teatro “Silvio Pellico”
via Ananian 5/2
Trieste
TS
Orario - Ingresso: 5, 12, 13 gennaio alle 20.30; 6, 7, 14 gennaio alle 16.30
Dal 05/01/07 al 14/01/07
Per maggiori informazioni
Telefono: +39-040-393478
Email: info@teatroarmonia.it
Sito web: http://www.teatroarmonia.it