Non è soltanto un quaderno d’appunti su Trieste e Umberto Saba: “Interni con figure” è l’ultima riscoperta, in ordine di tempo, tra gli scritti inediti di Stelio Mattioni (1921-1997), scrittore triestino tra i più importanti del dopoguerra italiano.
Un libro che esce nella collana Tascabili della EUT, che si può leggere sia come diario di bordo di quella “Storia di Umberto Saba” che verrà poi pubblicata nel 1989 da Camunia, sia come una serie di vivide fotografie del mondo letterario, ma anche reale, del poeta triestino. Ma è anche, a un’ulteriore lettura, un percorso alla ricerca della vera anima di Trieste, un mosaico sfaccettato della città, dopo la morte di uno dei più grandi poeti del 900, Umberto Saba, che lì aveva vissuto gran parte della sua vita.
A metà strada tra il giornalista, il ricercatore e il semplice osservatore casuale, Stelio Mattioni interroga i luoghi, le stanze, le strade in cui il poeta Saba ha vissuto e scritto nel corso degli anni. “Il diario di uno scrittore alla ricerca dell’anima di Trieste, dopo la morte di uno dei suoi più grandi interpreti”, come scrive nella prefazione dell’opera Cristina Benussi. E in questi “interni” che l’autore interroga emergono anche le “figure”, quelle figure con cui Saba era entrato in contatto, più o meno diretto, in vita. “Vite perdute, e misteriosamente presenti”, che fanno capolino in queste pagine. Pagine brevi, ridotte all’osso: poche righe per descrivere un personaggio, mai più di cinque pagine per raccontare un incontro, una nuova tessera del puzzle da mettere insieme alle altre, per ricostruire vita e opere di Saba, e con lui portare alla luce l’anima più profonda di Trieste.
Dalla Torino del 1960, la Torino di Pavese e del suo albergo dove si suicidò, ai luoghi e ai personaggi più o meno conosciuti di Trieste, fino ad arrivare a Roma, Milano, Venezia – dove incontra Bazlen - e Udine: lo scrittore racconta questi personaggi per ricostruire la figura di Saba, e nel frattempo “scruta altri luoghi, quelli privati, ovvero le stanze dove si potrebbe sentire ancora la presenza di chi le ha vissute”. Si susseguono i nomi e i profili, essenziali, importanti nella vita del poeta: Moravia e Montale, Bobi Bazlen (per lui “non c’è paragone fra Saba e Montale. Mentre Montale rompe il verso tradizionale, affronta l’esistenza e l’arida disperazione del suo tempo, Saba invece si compiace in un vago dolore, in un vago umanitarismo in cui c’è solo lui. Saba fu l’ultimo poeta che visse nell’esclusività del proprio mondo, rifiutandosi di capire quello degli altri”), Giani Stuparich, Fulvio Tomizza, Biagio Marin, Sandro Penna e altri. Figure non note ai più, amici del poeta, parenti, fuori e dentro da Trieste, in giro per l’Italia, per poi tornare di nuovo alla città Natale, splendidamente descritta dall’autore e riportata dalla figlia, Chiara Mattioni, nel testo introduttivo all’opera:
"Trieste è una città
che ha la testa in Carso e i piedi in mare.
Per questo dovrebbe avere sempre il raffreddore
E invece non cel’ha
Perché con il nostro amore
La teniamo sempre calda"
(Stelio Mattioni, appunti sparsi, 1974)
Un libro di settantaquattro, splendidi frammenti, questo di Mattioni: un quaderno di appunti vivace e ricco di ricordi, che riesce a darci pienamente la cifra stilistica e l’intensità della prosa di un autore ingiustamente dimenticato, e sicuramente da riscoprire. Emerge, su tutto, il suo particolare interesse per il dettaglio, la passione per il gesto minimo, per il dialogo rilassato ma comunque sempre ricco di approfondimento, la sua capacità di osservazione “laterale” e i conseguenti ritratti mai banali dei personaggi incontrati nel corso degli anni. Dopo aver letto questa preziosa riscoperta, probabilmente, verrà voglia anche di recuperare il testo di Camunia del 1989 ("Storia di Umberto Saba”), per avere un quadro ancora più completo della figura del poeta e, con esso, della qualità letteraria di Mattioni.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Stelio Mattioni (1921 – 1997), narratore e saggista italiano. Ha scritto numerosi romanzi e saggi, tra cui ricordiamo “Il sosia” (1962), “Il richiamo di Alma” (1980), “Tululù” (2002) e il saggio “Storia di Umberto Saba” (1989)
Stelio Mattioni, “Interni con figure”, EUT, Trieste, 2011. Introduzione di Cristina Benussi. Prefazione di Chiara Mattioni.
AB
Commenti
[stelio mattioni] Trieste è
[stelio mattioni] Trieste è una città
che ha la testa in Carso e i piedi in mare.
Per questo dovrebbe avere sempre il raffreddore
E invece non cel’ha
Perché con il nostro amore
La teniamo sempre calda
(Stelio Mattioni, appunti sparsi, 1974)
[mattioni] subito in home,
[mattioni] subito in home, anto'!
[interni con figure]
[interni con figure] approfondimenti vari,
[mattioni] grazie, avevo
[mattioni] grazie, avevo dimenticato l'approfondimento. E devo recuperare "Il sosia"!
[mattioni] sin qua, il mio
[mattioni] sin qua, il mio preferito è "Dolodi":)
[mattioni] bene, lo
[mattioni] bene, lo recupererò!
[mattioni] e chissà, magari
[mattioni] e chissà, magari entro fine 2012 riusciamo a schedare tutti i suoi libri: sarebbe una gran cosa. Siamo ben avviati - e grazie per questo notevole contributo, antonio, una pagina ispirata e gentile, veramente.