5 settembre 2008. L'attesa per il libro di Paolo Mascheri è smodata: l'underground pretende la pubblicazione del romanzo di uno dei suoi beniamini incontrastati. A giorni l'opera sarà in tutte le librerie. Lankelot, grazie alla favolosa disponibilità dell'autore e dell'ufficio stampa di Minimum Fax, Alessandro Grazioli, può vantare un minimo anticipo sull'apparizione negli scaffali e su IBS. Nei giorni a venire, pubblicheremo - sempre in esclusiva - l'intervista rilasciata dallo scrittore aretino, classe 1978. Quel giorno so che molti di voi avranno già la loro copia. Saggia scelta...
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Quattro anni dopo “Poliuretano”, seducente e rabbiosa raccolta di racconti, torna uno degli scrittori più promettenti della nuova generazione, Paolo Mascheri, aretino, classe 1978. Torna con un romanzo esistenzialista: “Il gregario”. È uno spaccato della decadenza della nazione – da un punto di vista economico-culturale, comportamentale, ideale – che lascia pochi spiragli: l’artista toscano critica contenuti e condotta delle riforme degli ultimi governi, sparando al cuore delle riforme liberiste e delle cause della recessione; attacca e critica non lo stile, ma la sostanza della vita della buona borghesia; si prende gioco della farsesca propaganda del multiculturalismo, e del mito americanoide dell’ottimismo dell’imprenditore.
E intanto vellica l’esistenzialismo, come quel letterato francese:
“Si considera felice? Di certo non può dire di non essere felice. In realtà, nemmeno lui sa se è felice o infelice. Tuttavia, se dovesse scegliere la condizione che descrive meglio il suo stato d’animo, sceglierebbe quella che la farmacia chiama appresa impotenza. Prendiamo un animale da laboratorio e somministriamogli degli stimoli dolorifici inevitabili. Questi determinano uno stato di appresa impotenza in cui l’animale persino quando è libero di fuggire – la gabbia è aperta e l’animale ha di fronte a sé la libertà – rimane bloccato e non fugge” (PM, “Il gregario”, pp. 10-11).
Protagonista del romanzo – narrato in terza persona – è un giovane farmacista che cerca la sua strada: sente d’essere stato prudente, affidabile e prevedibile per tutta la vita, barattando la sua disorientante e alienante passione per le arti (ha un passato da pittore à la Bosch, e forse non ha rinunciato del tutto al sogno) con la serenità d’un’occupazione almeno economicamente gratificante. Lavora senza passione, con (o per?) riconoscenza coatta (p. 66), nella farmacia paterna e si sente medio: nell’intelligenza, nei desideri, nella struttura fisica. Comfort e lussi non mancano: guida una BMW Cabrio, viaggia almeno due volte l’anno (all inclusive) ha abbastanza tempo libero per fare sport tutti i giorni. La sua compagna storica, Ilaria, è un pilastro della sua esistenza; il narratore è “monogamo e innamorato, ma anche decisamente insicuro”. Assieme parlano di viaggi, vivono di romantiche scopate nel weekend (routine sentita come adolescenziale, e perfetta) e cercano di comunicare le difficoltà e le insoddisfazioni della loro vita. Il sesso aiuta a smettere di pensare. In questa routine, a un tratto, qualcosa s’incrina. In coincidenza, forse non è un caso, con l’incontro con Yulia, ucraina di Odessa, escort in un night. Qualche bugia bianca, per farsi più grande. Il protagonista ha paura, forse, di ogni donna non sia Ilaria: questo suggerisce il narratore. La storia termina dopo qualche illusione di plastica; non vuole giocare al principe e Cenerentola. E Ilaria torna, e assieme vanno progettando convivenza e futuro. Il giovane farmacista conosce compassione: per chi si sacrifica, consapevole che unica ricompensa sarà la consapevolezza del sacrificio; per chi paga le tasse, per i borghesi rapinati, per la disciplina (p. 29). In questo senso, ne ha per se stesso: altrimenti, sembra sfregiarsi con un quotidiano autodafè. Suo padre è “il principio primo, il deus ex machina, il cuore di tutta la vita” (p. 110). Osserva crescere il figlio con pazienza e dedizione; riesce a essere presente anche nell’assenza, amoris causa. Passa le consegne in progressione gentile. Ha un’amante storica, e una sterminata serie di avventure alle spalle. La più drammatica è un incidente stradale negli anni Ottanta, quando aveva passato giorni tra la vita e la morte. Nel romanzo, vivrà una crisi coniugale: viatico alla presa di coscienza della centralità dei legami di sangue, della necessità della famiglia. Il rapporto tra padre e figlio è fondante: amore e odio, viscerale appartenenza, conflittuale rivalità – come spesso accade – e in altre parole, semplicemente, reciproca dipendenza.
“Perché lui e suo padre non riescono a essere due adulti che si rispettano? Perché non riescono a essere due adulti che si parlano con calma, che cercano di spiegarsi, anziché due personaggi di Ionesco, che si dicono cose assurde, che si mandano a fare in culo e poi, in preda ai sensi di colpa, si abbracciano e si piangono addosso?” (p. 18)
Nell’opera si registrano ripetuti segnali di insofferenza nei confronti di slavi, marocchini o extracomunitari ubriachi e violenti, albanesi insolventi e negozi di ciarpame e cianfrusaglie cinesi: il narratore ridicolizza la tolleranza gratuita nei confronti di ogni ospite straniero indesiderato e aggressivo. Scrive Mascheri:
“È questa l’occasione del multiculturalismo? È questa la bellezza delle città multietniche? Perché nelle arti prevale un’ideologia becera e sciocca che deve sostenere per forza di cose che il multiculturalismo è bello e che tutti gli immigrati sono buoni e sfruttati? Perché in Europa non si può criticare apertamente il multiculturalismo o l’Islam senza essere considerati dei nazionalisti analfabeti? È davvero l’eco della paura dei totalitarismi o l’Europa è ostaggio di un’unica lobby di pensiero?” (p. 29)
Al di là della famiglia dei farmacisti – madre insegnante ex sessantottina inclusa, educata e dimessa ma non sconfitta, né piegata dalle cose della vita – e delle due donne, Ilaria l’amore d’una vita e Yulia l’avventura mancata, va registrata la presenza di un curioso personaggio minore e comprimario, il romano Patrizio Bertanzi: ex compagno di Università, nei giorni di Camerino, amministratore dei negozi famigliari, una casa dalle parti del Gianicolo; è una sorta di doppio – il padre, farmacista, lavora al suo fianco; sembrano spigliati e rilassati; la tenera fidanzata al fianco, in questo caso appena più giovane, e via dicendo. Soltanto, sembra questo Patrizio a trascinare il padre, e non viceversa. Questo. Si direbbe una fratellanza al di là delle distanze tra le due città, un’esistenza speculare d’ombra. Qualche ulteriore nota, prima delle osservazioni finali. Parliamo delle citazioni: l’opera – dedicata al padre e alla madre – s’apre con un passo emblematico di J.M. Coetzee, tratto da “Il Maestro di Pietroburgo”:
“Ma comunque pago anch’io. Lo ripeterebbe, se lei lo stesse a sentire. Lo direbbe ancora e direbbe anche di più. Pago e vendo: è questa la mia vita”. Omaggiati, altrove, “Memorie di Adriano” della Yourcenar e “La confraternita del Chianti” di Fante (bella la comparazione tra i Molise e i due farmacisti toscani: p. 58) e “Spoon River” di Lee Masters (p. 80), per la “boat with a furled sail at rest in a harbor”, allegoria del suo status.
“Il gregario” è un romanzo di presa di coscienza: della realtà, della natura dei legami famigliari, della qualità della vita e delle interazioni sociali. Una spietata radiografia della fatiscenza e della plastica del nostro tempo, espressione limpida d’una personalità autoriale destinata a darci grandi soddisfazioni negli anni a venire; Mascheri è un lettore autentico, e un osservatore della res publica estraneo a condizionamenti ideologici – capace di bastonare comunisti e forzisti con la stessa, implacabile serenità – con una scrittura infiammata dal fuoco sacro d’una passione e d’un talento che niente, nemmeno un editing selvaggio, potrà mai spegnere. Con buona pace di chi disperava del futuro, ecco un giovane scrittore che si prenderà gioco del nulla: del nostro tempo.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Paolo Mascheri (Arezzo, 1978), scrittore italiano. Ha esordito pubblicando la raccolta di racconti “Poliuretano” (Pendragon, 2004).
Paolo Mascheri, “Il gregario”, Minimum Fax, Roma 2008. Collana Nichel, 36.
Curiosità: Il colophon include un avvertimento credo inedito: “Ogni riferimento ad attività commerciali realmente esistenti è puramente casuale”.
Approfondimento in rete: Blackmailmag / Lisa Massei intervista Paolo Mascheri (2004) / Mangialibri / Francesca Mazzucato
In Lankelot:
Gianfranco Franchi, Lankelot, agosto 2008.
Sai benissimo come la penso
Commenti
olè!
"che tutti gli immigrati sono buonI e sfruttati" refuso;-)
gran bel pezzo. letto l'incipit del romanzo, scaricato da Liberazione. eh.
contento.
contento come toscano. in questi ultimi anni sono usciti vari toscani che sembrano promettere. bene.
mi accodo al commento di Brancolini.
Toscana non è solo Pacciani e di questo ne sono felice.
2. Danke, corretto;).
Siamo tutti felici per la pubblicazione del romanzo di Paolo. Merita ogni fortuna e tutto il nostro sostegno.
3, 4. Come toscani potete essere orgogliosi. Gli anni 70 hanno un bel portabandiera, tra i narratori.
XL, 9 settembre 2008:
?Sapete perché siamo inflazionati da noir e horror? Perché la cosa più difficile è raccontare la normalità. L?orrore ordinario.Ci prova e ci riesce al primo romanzo, il trentenne Paolo Mascheri. Il suo protagonista ha 28 anni, altezza media, intelligenza media, desideri medi?, una inadeguatezza connaturata? ?.Sesso? Solo perché fa smettere di pensare. Svaghi? In discoteca contro voglia. Rimorchia Ilaria, ma il loro amplesso gli fa pensare a un coito tra gatti ?breve,spietato,doloroso?. L?unica cosa sincera della sua vita sono i brutti quadri che dipinge per hobby.Figlio di farmacista apre una para farmacia, ma è un altro fallimento.
E? gregario dentro un paese gregario e in un epoca gregaria. Il padre, figura vincente, lo tormenta, ma quando si ammala, lui non è pronto a perderlo. Potrebbe salvarlo la scoperta che non ci sono vincenti. Ma forse il tempo è scaduto. Pochi scrittori- Sandro Veronesi, Andrea Carraro - avevano narrato l?impotenza grigia, il caos calmo di un?Italia esausta, incarognita con una prosa così essenziale, e senza la smania di ?intrattenerci? a tutti i costi.
Filippo La Porta
valutazione:
5 stelle: ottimo.
siamo inflazionati dall'horror? non me n'ero accorto...
a mio parere siamo inflazionati da altro, ma lasciamo stare...
complimenti a mascheri!
gordiano lupi
Evviva Minimum Fax!
Due anni fa, ho letto due grandi romanzi in anteprima: "Actarus" di Morici e "Il gregario" di Mascheri. Spero che il libro di Paolo ripeta il successo del libro di Claudio. E che i prossimi vadano oltre, per tutti e due. Forza ragazzi. So che non ci deluderete.
Sarà un successo, non è difficile da prevedere.
Chissà che non si possano avere eventi misti Gregario e New Order, tra un anno... Se Mask vuole, si farà. Magari anche col nuovo Morix.
Sarebbe fico:)
10. Io mi voglio leggere TUTTA la rassegna stampa.
?Il gregario? è un romanzo di presa di coscienza: della realtà, della natura dei legami famigliari, della qualità della vita e delle interazioni sociali. Una spietata radiografia della fatiscenza e della plastica del nostro tempo"
Mica poco!
Leggerò sicuramente.
?È questa l?occasione del multiculturalismo? È questa la bellezza delle città multietniche? Perché nelle arti prevale un?ideologia becera e sciocca che deve sostenere per forza di cose che il multiculturalismo è bello e che tutti gli immigrati sono buoni e sfruttati? Perché in Europa non si può criticare apertamente il multiculturalismo o l?Islam senza essere considerati dei nazionalisti analfabeti? È davvero l?eco della paura dei totalitarismi o l?Europa è ostaggio di un?unica lobby di pensiero?? (p. 29)
Sacrosanto. Basterebbe questo passo per invogliare a leggere il libro di Paolo. Al di là del fatto che è scritto in terza persona (sarebbe stato più suggestivo scriverlo in prima persona, immagino) credo proprio che mi piacerà. Lo acquisterò al volo. Ogni miglior auspicio per Paolo e per il suo libro!
Poliuretano era originale e nuovo. Questo non può essere che la naturale migliore evoluzione di un intelligente e sensibile scrittore. E grazie a GF e all'Autore per l'onore dell'anteprima.
www.youtube.com/watch?v=m_mMzOQpe0I
Please could you stop the noise, I'm trying to get some rest
From all the unborn chicken voices in my head
What's that...? (I may be paranoid, but not an android)
What's that...? (I may be paranoid, but not an android)
When I am king, you will be first against the wall
With your opinion which is of no consequence at all
What's that...? (I may be paranoid, but no android)
What's that...? (I may be paranoid, but no android)
Ambition makes you look pretty ugly
Kicking and squealing gucci little piggy
You don't remember
You don't remember
Why don't you remember my name?
Off with his head, man
Off with his head, man
Why don't you remember my name?
I guess he does....
Rain down, rain down
Come on rain down on me
From a great height
From a great height... height...
Rain down, rain down
Come on rain down on me
From a great height
From a great height... height...
Rain down, rain down
Come on rain down on me
That's it, sir
You're leaving
The crackle of pigskin
The dust and the screaming
The yuppies networking
The panic, the vomit
The panic, the vomit
God loves his children, God loves his children, yeah
(TY. P.A.)
"Una spietata radiografia della fatiscenza e della plastica del nostro tempo". Molto, molto interessante.
Adoro gli incazzati: procedo all'acquisto!
13, 14, 15, 17.
Grazie per i commenti, amici. Paul Mask apparirà, ne sono convinto, entro uno o due giorni. Appena presenta a Roma andiamo a festeggiarlo a dovere...
ma gli piace Elliott Smith, a Mask?
In verità vi dico che Paul Mask apparirà e risponderà a ogni nostra domanda.
E questo ben prima che esca l'intervista del gf.
Ne aggiungo una anche io, allora:
Qual è il tuo rapporto con la religione? Sei cristiano?
Cosa pensi dell'Islam?
20. ma la tua...è domanda una e trina!!
20 ahahahhahah
Ma, letto ieri sera Tristano di Mann, e pensavo. Ma "chiedimi se sono felice"?
"l?artista toscano critica contenuti e condotta delle riforme degli ultimi governi, sparando al cuore delle riforme liberiste e delle cause della recessione; attacca e critica non lo stile, ma la sostanza della vita della buona borghesia; si prende gioco della farsesca propaganda del multiculturalismo, e del mito americanoide dell?ottimismo dell?imprenditore."
ah! ce n'è abbastanza per sfregarsi le mani.
lunga scrittura a Mascheri, e che sia scrittura sempre più forte e coraggiosa.
(in confidenza mi sono stancato di chi scrive per piacere e compiacere, Aria Nuova!)
34 Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada.
35 Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera:
36 e i nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa.
Amen.
Hai svelato il finale della "Via lattea" di Bunuel...
Credo che al Mask piaccia molto, Bunuel. Vero mask?
grande paul, non vedo l'ora di avere il libro in mano!
E' un bell'oggetto. Amices, a breve arriba Paul!
Ringrazio infinitamente Angela, Patrick, Gianluigi, Marco, Luca, Federico e Gianfranco. Grazie davvero dell'entusiasmo e del sostegno.
P.M.
30, grazie a te :)
E le risposte alle domande? Dai!
Hai dimenticato Branco e Giambo e Homo Lupus e Marina e Gordiano;).
Simone BUTTAZZI in Porco12:
www.corpo12.it/2008/09/05/recensioni/il-gregario/
Intendevi "corpo"?
Sì e no. Ma non per Simone e Paolo.;)
www.paradisodegliorchi.com/cgi-bin/pagina.pl?Tipo=recensione&Chiave=428
finalmente l'ho letto anche io.
in una giornata.
si trova anche in piccole-medie librerie.
cercherò di scrivere qualcosa, dopo aver sistemato un po' i pensieri.
dai dai. Aspettiamo...
il grosso problema gianfranco, è che il libro mi ha deluso.
e devo superare un po' questa fase.
Capisco. Mi dirai (anche in privato, se vuoi.)
ti abbraccio,
gf
www.youtube.com/watch?v=_BWHnNhGTKg
Deessstiny, Destiny protect me from the world
Deessstiny, hold my hand protect me from the world
Here we are, with our running and confusion
And I don't see no confusion anywhere
And if the world does turn, and if London burns
I'll be standing on the beach with my guitar
I want to be in a band, when I get to heaven
Anyone can play guitar
And they won't be a nothing anymore
Growwww my hair, Grow my hair I am Jim Morrison
Growwww my hair, I wannabe wannabe wannabe Jim Morrison
Here we are with our running and confusion
And I don't see no confusion anywhere
And if the world does turn, and if London burns
I'll be standing on a beach with my guitar
I want to be in a band, when I get to heaven
Anyone can play guitar
And they won't be a nothing anymore
http://www.minimumfax.com/libro.asp?libroID=425
rassegna stampa aggiornata
5 Marzo 2009 :: h. 19.30
BOLOGNA - ZAMMU'
Dalla A allo Zammù - alfabeto letterario 2009
Via Saragozza 32/a - BOLOGNA
Paolo Mascheri, Il gregario - minimum fax - introducono Marco Nardini e Francesca Mazzucato
Ambientato in una Toscana lontana dallo stereotipo del Chiantishire da cartolina, pullulante invece di capannoni industriali, outlet, locali equivoci e ragazze dell'est che inseguono voracemente il benessere, Il gregario è un romanzo sul declino italiano ma anche una profonda riflessione sul devastante e struggente legame tra un padre e un figlio.
Il gregario
recensione di Gianluca Mercadante
Pulp - novembre 2008
Magari ne uscissero tutti i giorni di libri come questo, che coniugano un'ottima prosa alla denuncia civile. Nella scomoda e umanissima vicenda raccontata da Paolo Mascheri per il suo esordio nella dimensione del romanzo- dopo la raccolta di racconti Poliuretano- il ventottenne protagonista è il figlio di un papà farmacista che lo convince ad aprire una parafarmacia in un paesino della Toscana. Poche anime per una proposta commerciale sorta in un'Italia incapace di sostenere le aspettative di qualsiasi piccolo imprenditore, per modeste che siano. Eppure una larga parte dell'economia italiana dovrebbe basarsi proprio sull'artigianato, sulle piccole e medie imprese, che al contrario affogano nell'indistinto mare delle leggi riciclate o peggio inglobate in altre forme più ampie e sempre meno funzionali. Risultato: un popolo di lavoratori autonomi che si arrabatta per sopravvivere, dimenticando di avere una vita privata. Da qui, lo scontro eterno tra padre e figlio. Cene che sembrano riunioni di lavoro, una vita sentimentale che si trascina a stento sull'onda di un fidanzamento la cui massima ambizione è forse finire al più presto, se non che: perfino nei sentimenti l'Italia non risorgerà affatto, come qualcuno millantava anni fa. La narrazione in terza persona, tutta concentrata sul protagonista, sembra acuire ancora meglio il tentativo del narratore di osservare appunto questa Italia, per brevi scorci. Come capita troppo spesso a noi tutti, e sempre ben più di rado. Ben vengano perciò narrative in grado di raccontare così onestamente i frutti reali e dolorosi di una politica a cui del popolo sovrano, ironia nell'ironia, importa solo sulla carta.
Il gregario
recensione di Gianluca Mercadante
Pulp - novembre 2008
Grande Mascheri, ho da poco finito di leggerlo anche io. Complimenti davvero.
La copertina non mi piace tanto, però.
Quando Mascheri uscirà con copertina del maestro Ceccato sarà gioia e meraviglia, e perfetta abbinata.
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Scriverai del libro di Paul Mask? Dai.
sì, mi piacerebbe scriverne, mi ci metto in questi giorni, che sono appena tornato da una minivacanza :)
;)
http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2009/01/16/il-gregario-di-paolo-m...