Memoirs of a Mangy Lover, che forse sarebbe più corretto tradurre “Memorie di un amante rognoso”, viene pubblicato la prima volta nel 1963, quattro anni dopo Groucho e io. Il desiderio di scrivere è sempre stato superiore a quello di interpretare testi di altri. Probabilmente il concetto di autorialità Groucho Marx lo sentiva maggiormente nel linguaggio verbale, piuttosto che in quello cinematografico. I Marx sono sempre stati diretti da altri, per quanto in realtà il ruolo dei registi fosse non poco ridimensionato nella pratica. Infatti i temibili fratelli non erano certo passivi sul set, tutt’altro: leggenda vuole che Robert Florey per The Cocoanuts volesse procurarsi delle gabbie per levarseli di torno. Malgrado ciò che arrivi più al pubblico sia l’attrattiva maschera facciale di Groucho – anche perché buona parte degli spettatori si perde nei suoi monologhi, deconcentradosi – egli dava maggior risalto alla parola, al dialogo. Non stupisce il suo disagio nel dover dipendere da qualcun altro nel recitare le battute davanti a una platea. Questa insoddisfazione si alimenta per la sua congenita passione per la Letteratura e per la totale reverenza verso un T . S. Eliot e magari, lo fece abbondantemente, audace irriverenza dinanzi a un Charlie Chaplin. Il suo concetto di autore, la Nouvelle Vague presto avrebbe cambiato le cose, è legato alla scrittura più di ogni altra cosa. Del resto già da ragazzo dimostrò il suo chiodo fisso, rubando una macchina da scrivere – e venendo immediatamente scoperto dal commesso.
La buona accoglienza critica di Groucho e io, a sessantanove anni, fu la coronazione di un sogno. Da anni si era riscattato dell’insuccesso degli ultimi film con il programma You bet your life, aveva lo spazio giusto per improvvisare di suo pugno. Il quiz era solo una parodia, ogni concorrente vinceva e ognuno passava per la forca grouchana, demolito affettuosamente dal suo spirito inesauribile. Non era questione di fortuna, intrattenere ogni sera milioni di spettatori per quattordici anni con battute di Groucho Marx è un primato che non sarà replicato da nessuno, si chiama puro genio. Sfruttando l’onda del successo Groucho ci riprovò e mirò alto. Non aveva avuto bisogno di ghostwriter e per chi voglia penetrare nella psicologia del suo senso dell’umorismo, pochi anni dopo il libertino, ecco che vengono pubblicate le Lettere, che segnano forse il suo capolavoro. Le memorie che pubblica subito dopo l’autobiografia non hanno niente di autentico. A parte qualche racconto misto di realtà e fantasia, per lo più Groucho si è sfogato con le storielle che, fra Proust e Spinoza, snocciolava nei salotti buoni.
Groucho assicura “questo libro è stato scritto nelle lunghe ore che ho passato aspettando che mia moglie si vestisse per uscire”. A ben guardare è forse l’unica volta in cui cita la moglie in tutto il libro. I flashback si alternano imperterriti, interrotti spesso e volentieri da un narratore onniscente che si rivela un ometto sottile grinzoso, seduto nella sua sedia a dondolo beckettiana davanti al camino. In attesa della sua giovane cameriera, rimembra i tempi passati senza nostalgia. La summa della sua saggezza è “Fare all’amore con la propria moglie è come sparare a delle anitre immobili”. In poco più 230 pagine, questo vecchietto dalla decennale attività libertina, approfondisce i campi più svariati del libero amore: la pancia da birra degli uomini, le donne di mezz’età dai pennacchi in testa, Napoleone, il tubare dei piccioni che in un batter d’occhio tramuta una stanza d’albego ne “Gli uccelli” di Hitchcock, il primo autentico vocabolario dell’uomo primitivo. Il quinto capitolo è dedicato alla “filosofia marxista secondo Groucho” (frase che nel ’68 diverrà Je suis marxiste, tendance Groucho) con minicapitoli dai titoli genialmente filosofeggianti “Della parsimonia”, “Della fortuna”, “Del talento”, “Della poligamia (e del modo di praticarla”). Insomma, dissertazioni che fanno invidia a Vico e Locke con in più tante illustrazioni grafiche. Non si può chiedere di meglio. Da leggere.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE BIBLIOGRAFICHE
Julius Henry “Groucho” Marx (New York, 1890 – Los Angeles, 1977) attore teatrale cinematografico e radiofonico, cantante, produttore, regista non accreditato, presentatore televisivo, scrittore umoristico statunitense. Ha realizzato tra il 1929 e il 1937 film che appartengono indelebilmente alla cultura mondiale; il make up stilizzato del suo viso è diventato con gli anni autentico emblema della comicità del Novecento.
Groucho Marx, Memorie di un irresistibile libertino, Rizzoli Bur, 1999. Tradotto da Argia Micchettoni, illustrazioni originali di Leo Hershfield, 257 pagine.
Libri di Groucho Marx pubblicati in Italia
Letti, Lindau Torino 1995
Libri sui Fratelli Marx pubblicati in Italia
Grouchismi, a cura di Robert S. Bader, Oscar Mondadori 2000.
I fratelli Marx, William Wolf, Milano Edizioni Libri 1978
Legali da legare, Bompiani Milano 1992
Libri ancora inediti in Italia di e sui Fratelli Marx
Harpo Speaks!, di Harpo Marx e Roland Barber, Avon Books, New York, NY, 1961
Many happy returns! di Groucho Marx, Simon & Shuster, NY 1942
Son of Harpo speaks, di Bill Marx, Bearmanor Media, 2007
Growing up with Chico, di Maxine Marx, Prentice Hall, Englewood Cliffs, NJ, 1980
The Marx Brothers, di Kyle Crichton, Doubleday & Co., Garden City, NJ, 1950
The Marx brothers encyclopedia, di Glenn Mitchell, Batsford, London, UK, 1996
The Marx bros bio-bibiography, di Wes Gehring, Greenwood Press, Westport, CT, 1987
Groucho, Harpo, Chico and sometimes…Zeppo, di Joe Adamson, Simon and Schuster, New York, NY, 1973
The Groucho Phile, di Groucho Marx e Richard J. Anobile, Bobbs-Merrill Company 1976
Groucho: The Life and Time of Julius Henry Marx, di Stefan Kanfer, Vintage Books, 2000
The secret word is Groucho, di G. Marx e Hector Arce, G.P. Putnam’s Sons, New York, 1976
The Marx brothers scrapbook, di G. Marx e Richard J. Anobile, DarienHouse, New York, 1973
Hello I must be going, di Charlotte Chandler, Doubleday & Co., Garden City, NY, 1978
Groucho, biografia a cura di Hector Arce, G.P. Putnam’s Sons, New York, NY, 1979
Arthur Marx’s Groucho: A Photographic Journey, Arthur Marx Phoenix Marketing Services, 2001
Film dei Fratelli Marx su Lankelot:
Nel web
Luca Martello, 10 febbraio 2009
Commenti
Ecco un altro libro di Groucho di difficile reperibilità.
"Memoirs of a Mangy Lover, che forse sarebbe più corretto tradurre ?Memorie di un amante rognoso?, viene pubblicato la prima volta nel 1963, quattro anni dopo Groucho e io. Il desiderio di scrivere è sempre stato superiore a quello di interpretare testi di altri. Probabilmente il concetto di autorialità Groucho Marx lo sentiva maggiormente nel linguaggio verbale, piuttosto che in quello cinematografico"
> Il titolo "amante rognoso" è adorabile; il cappello introduttivo memorabile. Grand'hammer.
"Non era questione di fortuna, intrattenere ogni sera milioni di spettatori per quattordici anni con battute di Groucho Marx è un primato che non sarà replicato da nessuno, si chiama puro genio."
> In Italia potremo mai avere qualcosa di simile o di comparabile?
"Insomma, dissertazioni che fanno invidia a Vico e Locke con in più tante illustrazioni grafiche. Non si può chiedere di meglio. Da leggere. "
> Sarebbe da ristampare...
OT, hammer, nella tua scheda
http://www.lankelot.eu/index.php/staff/52/epicentro
metti almeno la email di lankelot.eu, hai tre alias (guarda nel pannello admin della posta) e tutti rimandano a quella casella. Fidati;)
3, credo proprio di no. Chi era bravo al cinema, faceva spazzatura in tv. Chi dava grandi interpretazioni in teatro, al cinema non trovava la via giusta. In letteratura poi, non ne parliamo. In Italia così come in America, però...
4, secondo libreriauniversitaria il libro si può ancora trovare. Io l'ho comprato nel 2003 o giù di lì. In qualche modo si trova...
5, non metto mai la mia mail pubblicamente. Odio lo spam.
2, "mangy" indica sia "rognoso" che "spelacchiato". Ho cercato, per un gusto, nelle immagini di google la parola "mangy". Mi sono pentito subito, ci sono scene raccapriccianti...
9, 2. ricevuto:).
8, 5. basta mettere, ad es:
epicentro at lankelot.eu (se è questo) così gli spammatori non possono "rubare" l'indirizzo coi robot.
Ti servirà per lavoro, fidati:)
7. Abebooks l'abbiamo contattata, siamo in attesa di notizie, devono sviluppare il piano o il software adatto, non ho ben capito... ma noi ci siamo dichiarati disponibili alla partnership (collaborazione) da subito.
10, 7. Perfetto :) Stamattina ho ricevuto l'autobiografia in italiano di Chaplin, prima edizione Mondadori 1964. Non ti nascondo l'entusiasmo :)
:)
Tra un po' arrivo con una sorpresa.
olè!