Chi pensa che Groucho Marx sia un personaggio legato solo al cinema si sbaglia. Chi crede che il cinema di Groucho Marx sia modesto, goliardico e fine a se stesso sbaglia due volte. Esiste purtroppo un luogo comune che tende a porre in secondo piano la comicità nel Cinema, relegandola ad una sorta di 'seconda scelta’ rispetto ad opere più esplicitamente interpretabili. Esiste una buona schiera di grandi nomi pronti a difendere a spada tratta l’inesausta interpretazione colta di certo tipo di cinema umoristico. Non che il comico al cinema debba essere posto tutto sullo stesso livello, evidentemente. Il cinema dei fratelli Marx ha segnato una via altra nell’esperienza dell’assurdo che investe innanzi tutto il piano verbale, efficace sul grande schermo come – in special modo – sulla carta. Ed è qui che inequivocabilmente dilaga senza freni l’umorismo di Julius Henry, in arte Groucho, Marx. E per chi al giorno d’oggi viva ancora nella flebile utopia che un grande comico sia subordinato agli autori dei suoi lazzi, ecco un'eclatante sorpresa che lo indurrà a cambiare idea. Quando Groucho Marx vince la paura dei suoi complessi d’inferiorità nei confronti della Letteratura alta, indossa la penna più modesta e dà libero sfogo ai suoi interminabili giochi linguistici, concepiti magari nelle lunghe notti insonni che l’hanno accompagnato tutta la vita, in seguito al crollo della Borsa nel ‘29.
Così Julius Marx si libera dei baffi dipinti, del sigaro spento – il figlio Arthur assicura che ne fumasse solo uno al giorno – dei vestiti larghi e si siede timidamente davanti alla macchina da scrivere. È già tutto nella sua testa, o meglio, nella sua bocca, che persino quando le luci del cinematografo si spengono non smette di demolire e fulminare chiunque abbia intorno. Lo scoprirà a proprie spese la moglie Ruth, vittima di un’inesauribile verve che la indurrà all’alcol e al divorzio, quando si accorgerà di aver sposato un intellettuale che va a letto alle 21 e non una star che dilapida i milioni dei locali notturni. Un lettore fortissimo che ama disquisire di Letteratura e Filosofia, piuttosto che esibirsi davanti a cacciatori di autografi. Ecco, questo è Groucho Marx. Ma in quanti se l’aspettavano?
“Letti”, (Beds) appare nel 1931. Non esce subito come un libro fatto e finito, ma è pubblicato in quattro puntate mensili (dal settembre 1930 al gennaio 1931) sulla rivista College Humor. Tutto sommato il numero di pagine è particolarmente modesto, si tratta di una quarantina nella prima edizione. E il successo, come per punizione verso l’attore, fu tiepido. La critica di allora non gradì. Naturalmente il Marx ebreo tornò sui suoi passi e passarono dodici anni prima che ritentasse il colpo: il secondo libro Many happy returns! fu un altro fiasco, tanto che ad oggi non esiste ristampa né alcuna traduzione. Diversa sorte ebbe Letti che nel 1976, in piena riscoperta marxiana da parte di pubblico e critica, fu riproposto con successo. L’edizione del 1931 e Many happy returns! sono considerati due pezzi introvabili.
Versione italiana. L’edizione Lindau del 1995 è notevole. A differenza dello spregevole O quest’uomo è morto o il mio orologio si è fermato edito da Stile Libero, Letti vanta un’intelligente traduzione di Luca Rocca che nell’introduzione, a proposito dei riferimenti non traducibili, specifica “tentare di trovare un equivalente in grado di evocare le stesse immagini (Di Pietro per Oliver Holmes?) sarebbe stata impresa impensabile e ingiusta”. Da applauso.
Talvolta si legge che "Beds" sia opera di Groucho Marx e Arthur Sheekman. In realtà più che scrivere, Sheekman si limitò a unire fra loro i quattro frammenti pubblicati precedentemente sulla rivista umoristica; c'è chi giustamente ha parlato di "lavoro di un curatore più che di un ghostwiter" (Robert S. Bader, 1999). Ma veniamo a Groucho e ai suoi letti. Per chi non conoscesse il suo personaggio cinematografico, possiamo metterne in risalto il tratto più evidente: libertino. Va da sé che l’atteggiamento riguardo al letto presuppone un ben preciso significato. Ma Groucho non è Casanova, è un comico linguacciuto che preferisce ruotare attorno agli argomenti e magari, quando meno lo si aspetta, sbigottire tutti andando dritto al sodo. Letti è un panegirico in cui sull’altare vi è l’altare stesso, nelle sue svariate forme e nei suoi usi più bislacchi. Non sarà violazione di copyright copiare integralmente il capitolo I, dal titolo “Saggio sui vantaggi del dormire da solo”.
Il capitolo consiste in un’unica nota a piè di pagina che fa così “Nota dell’Editore: l’Autore non è riuscito a scrivere niente per questo capitolo”. Fine.
Il continuo costruire per poi demolire il filo del discorso è l’asse su cui si basa questa dissertazione digressiva sull’argomento. Il discorso è un susseguirsi di parentesi che vengono meticolosamente chiuse, senza che il discorso cardine venga meno, ma ad ogni flashback, si alternano parentesi, note dell’autore e, di colpo, fine dei capitoli. Gli argomenti trattati sono i più svariati, tra cui si segnala un accurato elenco di metodi per combattere l’insonnia. Ne ricordiamo alcuni tra cui: piangere a dirotto (argomento che declina in deliri su come provocare il pianto, tra cui derubare 12 mila dollari al proprio capo, argomento che ne apre consequenzialmente un altro), leggere i romanzi di Henry James, ascoltare i discorsi di Mussolini, ricevere un pugno in faccia.
La prosa di Groucho si staglia come rami sottili, partono dalla stessa radice, si biforcano, retrocedono e si accavallano, poi nuovamente si dischiudono in altri rami più sottili, come una matrioska, e germogliano infine a sorpresa, con un grido alla più pungente autoironia. Mai, si legge sottotraccia, mai prendersi sul serio per più di pochi secondi. C’è poco o nulla che vale un viso triste. Per tutto il resto c’è il caotico sproloquiare di un finto ingenuo. Tranelli, trucchi linguistici, riferimenti colti e filastrocche per bambini infarciscono queste brevi pagine. Il tempo rende l’opera letteraria anacronistica, ma sta al lettore istruirsi se davvero vuol essere all’altezza di chi studia. Insomma, la prima prova di Groucho non può essere intesa come opera finita ma, come per Truffaut al cinema, è il primo tassello di un puzzle che si conclude con le splendide Lettere nel 1967, in un’opera omnia di sottile genio ancora tutta da scoprire.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE BIBLIOGRAFICHE
Julius Henry “Groucho” Marx (New York, 1890 – Los Angeles, 1977) attore teatrale cinematografico e radiofonico, cantante, produttore, regista non accreditato, presentatore televisivo, scrittore statunitense. Ha realizzato tra il 1929 e il 1937 film che appartengono indelebilmente alla cultura mondiale; il make up stilizzato del suo viso è diventato con gli anni autentico emblema della comicità del Novecento.
Groucho Marx, Letti, Lindau, Torino 1995. Tradotto da Luca Rocca, postfazione di Franco La Polla. 69 pagine
Libri di Groucho Marx pubblicati in Italia
Letti, Lindau Torino 1995
Libri su Groucho Marx pubblicati in Italia
Grouchismi, a cura di Robert S. Bader, Oscar Mondadori 2000.
Legali da legare, Bompiani Milano 1992
I fratelli Marx, William Wolf, Milano Edizioni Libri 1978
Libri ancora inediti in Italia di e sui Fratelli Marx
Harpo Speaks!, di Harpo Marx e Roland Barber, Avon Books, New York, NY, 1961
Many happy returns, di Groucho Marx, Simon & Shuster, NY 1942
Son of Harpo speaks, di Bill Marx, Bearmanor Media, 2007
Growing up with Chico, di Maxine Marx, Prentice Hall, Englewood Cliffs, NJ, 1980
The Marx Brothers, di Kyle Crichton, Doubleday & Co., Garden City, NJ, 1950
The Marx brothers encyclopedia, di Glenn Mitchell, Batsford, London, UK, 1996
The Marx bros bio-discography, di Wes Gehring, Greenwood Press, Westport, CT, 1987
Groucho, Harpo, Chico and sometimes…Zeppo, di Joe Adamson, Simon and Schuster, New York, NY, 1973
The Groucho Phile, di Groucho Marx e Richard J. Anobile, Bobbs-Merrill Company 1976
The secret word is Groucho, di G. Marx e Hector Arce, G.P. Putnam’s Sons, New York, 1976
The Marx brothers scrapbook, di G. Marx e Richard J. Anobile, Darien House, New York, 1973
Hello I must be going, di Charlotte Chandler, Doubleday & Co., Garden City, NY, 1978
Groucho, biografia a cura di Hector Arce, G.P. Putnam’s Sons, New York, NY, 1979
Arthur Marx’s Groucho: A Photographic Journey, Arthur Marx Phoenix Marketing Services, 2001
Film dei Fratelli Marx su Lankelot:
Nel web
Luca Martello, 6 febbraio 2009
Commenti
HAMMER!
Guarda, sto penando. Wordpress. Dio lo maledica.
Ho infilato tutti i tags;)
Ecco, così può andare...
3, li ho cancellati per sbaglio... ora li ho rimessi...
ok, ne aggiungo qualcuno, asp:)
così ti troveranno più facilmente.
Articolo stupendo, ma già sai. Stanotte commento:)
:))
aggiungerei "narrativa": ci pensi tu?
scappo,
gf
ok! ciao!
e grazie per questo MAGNIFICO ritorno.
hello, i must be going
sssh, che ti sentono. A poi :)
"?Letti?, (Beds) appare nel 1930. Non esce subito come un libro fatto e finito, ma è pubblicato a puntate su una rivista umoristica nel 1929, College Humor. Tutto sommato il numero di pagine è particolarmente modesto, si tratta di una quarantina nella prima edizione. E il successo, come per punizione verso l?attore, fu tiepido. La critica di allora non gradì. Naturalmente il Marx ebreo tornò sui suoi passi e passarono dodici anni prima che ritentasse il colpo: il secondo libro Many happy returns! fu un altro fiasco, tanto che ad oggi non esiste ristampa né alcuna traduzione. Diversa sorte ebbe Letti che nel 1976, in piena riscoperta marxiana da parte di pubblico e critica, fu riproposto con successo. L?edizione del 1930 e Many happy returns! sono considerati due pezzi introvabili. "
> Gran bella contestualizzazione, Hammer.
Necessaria.
"Letti vanta un?intelligente traduzione di Luca Rocca che nell?introduzione, a proposito dei riferimenti non traducibili, specifica ?tentare di trovare un equivalente in grado di evocare le stesse immagini (Di Pietro per Oliver Holmes?) sarebbe stata impresa impensabile e ingiusta?. Da applauso."
> Mi unisco al tuo plauso.
"metodi per combattere l?insonnia. Ne ricordiamo alcuni tra cui: piangere a dirotto (argomento che declina in deliri su come provocare il pianto, tra cui derubare 12 mila dollari al proprio capo, argomento che ne apre consequenzialmente un altro), leggere i romanzi di Henry James, ascoltare i discorsi di Mussolini, ricevere un pugno in faccia. "
> leggere James? In effetti... :))).
"Mai, si legge sottotraccia, mai prendersi sul serio per più di pochi secondi. C?è poco o nulla che vale un viso triste. Per tutto il resto c?è il caotico sproloquiare di un finto ingenuo. Tranelli, trucchi linguistici, riferimenti colti e filastrocche per bambini infarciscono queste brevi pagine. Il tempo rende l?opera letteraria anacronistica, ma sta al lettore istruirsi se davvero vuol essere all?altezza di chi studia. "
> Stupendo. Ma è ancora in catalogo? Sei riuscito a rimediare copia?
Complimenti TOTALI per l'apparato bibliografico e filmografico in nota. Davvero un lavoro esemplare, e utile per tutti quelli che vorranno accostarsi al mondo di Groucho e dei fratelli Marx.
Lasciami risegnalare uno dei miei siti preferiti:
http://utenti.lycos.it/pontelo/
a cura di LUCA MARTELLO, TUTTO MARX.
17, be' se non avevo una copia del libro non potevo leggerlo :)
L'avevo comprato nel 2001 o giù di lì, ma adesso è fuori catalogo. In ogni caso per i libri introvabili ormai c'è abebooks.it, vendono usato anche in ottime condizioni... quindi, il fuori catalogo non è più una scusa credibile.
ammazza, 110 milioni di libri proposti da migliaia di librerie suona aggressivo:). Sarà vero?
Quasi quasi ci affiliamo anche noi, ora ne parlo a Intellijam... se hanno in catalogo tutto quel che manca a Ibs e Libreria Universitaria, abbiamo finito di lamentarci;)
Hanno davvero di tutto. Me lo ha consigliato Ilde :)
E se il libro non ti va, non sei neppure obbligato a giustificarti, lo puoi ridare indietro. Fico :) (io ho trovato finalmente la bio di Chaplin)
Sì sì, mi avete convinto. Metto in moto le macchine...
Aggiungo, che il cognome dei fratelli è MARX non "Marks" come orribilmente è scritto su Wikipedia.
ahah:)))
E su abebooks vendono anche Franchi :)))
http://www.abebooks.it/servlet/SearchResults?an=Gianfranco+Franchi&bi=0&...
bada:)
ma gli manca "L'inadempienza", e gli mancano i due in uscita...
a proposito, forse c'è un clamoroso colpo di scena sul libro di narrativa, ma ve ne parlo nel forum e quando è ufficiale:)
Come? Hanno cambiato il finale in cui lui scopre di essere ermafrodita? Non puoi farci questo...
http://en.wikipedia.org/wiki/File:GustaveDoreParadiseLostSatanProfile.jpg
Ah! Una bella prefazione di Gustàv Dorè!
Ho capito. E' lui l'assassino, non il maggiordomo.
Gustavo.
Eccoci qua
http://www.webster.it/libri-letti_marx_groucho_lindau-9788871808185.htm
Lindau sta per pubblicare una nuova edizione di "Letti".
Una bella coincidenza. Che abbiano sentito le nostre lamentele? :))
Olè!
Uscito finalmente!
Azz, so' venti pagine e costa dieci euro... ma il prezzo di un libro su che cosa si basa? Da cosa lo decidono?
36. Impossibile capirlo. Dipende da troppi fattori. O forse da pochi. Prendi i libri su carta riciclata. Uno pensa che dovrebbero costare di più. Invece. Hacca lo dimostra. E perché non lo fanno anche altri? Che con tutti i libri che vanno al macero, chi sa quanti altri si potrebbero stampare...
36. Vari fattori:). E' abbastanza decifrabile, ma è una questione commerciale e un po' tecnica. Ti interessa davvero?
Parti da un presupposto, ossia: quanto, del prezzo di copertina, viene distribuito tra le parti. Diciamo 30-35 libraio, diciamo 30 tra distributore e promotore, diciamo 7 all'autore o agli eredi; rimane il 30 percento del prezzo di copertina: in questo caso, euro 3. Sto facendo i conti della serva, ma è per capirci.
Allora, gli amici di Lindau con quei 3 euro - moltiplicati, spero, molte migliaia di volte - dovranno pagare:
- tipografia (settanta pagine? quanto pesa la carta? E la copertina com'è? E la rilegatura? Tutte varianti rilevanti)
- un redattore/correttore di bozze, di norma impaginatore
- un grafico, per la copertina (di solito, diciamo dalle 250 euro in su, fino alle 400-500)
- un traduttore, a cartella. Male che vada, 8 euro lorde a cartella.
- un anticipo all'editore straniero, da detrarre da eventuali guadagni superiori a tot copie vendute secondo criteri che ora non ci interessano
che altro?
- le bollette
- le tasse
più o meno, avrai intuito che 10 euro è un prezzo seriamente basso, e magari tutti i libri di 100, 150 pagine costassero così, per essere un libro di letteratura straniera:)
Che rottura però...
39, era rivolto al 37 :)
sì sì, ho capito:). Cmq è un casino. I prezzi dei libri, se guardi la questione della prospettiva dell'azienda, sono SEMPRE troppi bassi. Soprattutto rispetto alle vendite. Ti risparmio molte altre varianti, ma il succo è più o meno quello che ti ho detto.
Manderò una lettera alla Lindau: 66 pagine 9 euro e 50 è troppo in ogni caso. E pretenderò la loro dichiarazione dei redditi, ecco...
Ad esempio, che il prezzo lo calcoli anche sulla base del prenotato in libreria. Ma qui si complica:)
42. Poveri cristi, Hammer. Parliamo delle vecchie 10mila lire. E chissà quando pareggiano:). Spero presto, per loro.
Che posso dirti, intanto hanno in me un sicuro acquirente :)
E ho aggiornato il codice ean...
La mia recensione ha molto ispirato costui, alcuni passi sono riscritti con toni più aulici ;)
http://omardimonopoli.blogspot.com/2009/02/il-panegirico-di-groucho.html
A questo punto devo pensare che le mie recensioni sui Marx siano seguite. Tutto ciò mi riempie il corazon di orgoglio, grazie cari.
La mia è datata 2 febbraio, la sua 15 (e forse il libro lo ha letto male, visto che i miei complimenti per il traduttore Luca Rocca sono diventati là omaggi a una tradutrice, del tutto inesistente). Franchi, che dici?
interessante:)
Omar Di Monopoli è autore ISBN:
http://www.ibs.it/code/9788876380556/di-monopoli-omar/uomini-cani
fagli presente che sarai prossimo autore CASTELVECCHI, nel 2010. Almeno prende le misure. ;)
Franchi spione!