Marx Groucho

Groucho e io

Autore: 
Marx Groucho

Il guaio, se scrivi un libro su di te, è che devi rigar dritto. Quando parli di un altro puoi stiracchiare la verità da qui alla Finlandia. Se parli di te, al minimo sgarro ti rendi conto all’istante che non sarai ladro, ma sei di sicuro uno sporco bugiardo. Anche se il fatto è noto, credo sia ora di annunciare che io nacqui in tenerissima età. Non feci in tempo a pentirmene, che già avevo quattro anni e mezzo. Ora che siamo sul tema dell’età, saltiamolo a piè pari

Ecco, un incipit alla Groucho Marx. Espone un argomento per il solo gusto di negarcelo. E non ci nasconde il perché, è semplice: volete leggere? Preparatevi ad una lunga serie di menzogne.
Al cinema il Groucho più logorroico in assoluto è stato il Capitano Spaulding di Animal Crackers. Non a caso, il suo grido di battaglia Hello I must be going è diventato uno dei numeri musicali più distintivi nella carriera dell’attore. Il titolo della canzone è palese, “Salve, me ne devo andare”. Inizio fine e niente al centro.
Comico nella vita, tuttofare nel campo dello spettacolo, la sua verve incontenibile si riversa sulla pagina con la stessa intatta carica eversiva. È senz’altro una comicità meno feroce di quella cinematografica, sia perché tra i libri e film intercorrono quasi trent’anni (se si eccettuano Letti e Many Happy Returns!), sia perché nello scrivere un’autobiografia non si ha nessuno su cui sfogarsi, se non sé stessi. Groucho trova una soluzione di compromesso in questo senso: non insulta il lettore, anzi si fa gioco spesso della propria immagine, ma non si concede mai del tutto. E ce lo dice nel primo labirintico capitolo in cui confessa “suppongo che un’autobiografia oggettiva, onesta e veritiera si possa anche scrivere, ma a scanso di rischi andrebbe pubblicata postuma. […] Ma a cosa mi gioverebbe un libro postumo?” (pag. 20).
In Animal Crackers le parole che proliferavano indefesse dalla sua bocca erano macigni, veri e propri colpi di fucile atti a demoralizzare chiunque gli capitasse davanti, ma così sottili che spesso non venivano nemmeno colti nella loro cattiveria. Era un turbine di parole talmente geniali da lobotomizzare i poveretti cui erano indirizzati. Groucho and me nasce nel 1959, ventinove anni esatti dal Capitano Spaulding, e il suo umorismo si è evoluto, raffinato, come il buon vino è saturato al punto giusto. L’esperienza televisiva – sì, Groucho Marx condusse un quiz in televisione, ma a modo suo, senza risate registrate o livello culturale sotto le scarpe – ne aveva allenato il linguaggio, smussato la perfidia ma affinato l’astuzia. Di conseguenza, avendo allargato la ricezione del pubblico, l’umorismo giovava di riferimenti (numerosi e un po’ ostici in Letti, spurgati in Groucho and me) molto più comprensibili e universali – per lo più letterari.
L’autobiografia di Groucho Marx non presenta digressioni eccessive, piuttosto scorre placida e lineare. Certo, la sua struttura comica è infarcita di un numero infinito di commenti atti a denudare personaggi e situazioni e demitizzarli all’istante, ponendo spesso il dubbio su cosa ci sia di vero in ciò che si legge e cosa sia palesemente inventato. Ma non conta, in questo caso, conoscere la realtà. Chi decida di affrontarne la lettura si spogli immediatamente della presunzione di carpire vita morte e miracoli di un divo del cinema. Anzi, già da principio il lettore si deve preparare al fatto ciò che conta non è cosa si sta avventurando a leggere, ma come è raccontato quel che leggerà. Dovrà prepararsi a sensazioni quali stupore, disorientamento, affettuoso digrignar di denti, occhi in gloria. Altrimenti tutto è inutile. Si prepari a leggere di pannocchie quando l’argomento sarà "come vendere un libro". Dovrà lasciarsi rapire da storie romantiche dove l’amore è un argomento del tutto trascurato. Non solo, e qui è il vertice del genio: dovrà scordarsi di trovare i fratelli Marx, men che meno Groucho. Groucho e io non è un libro di un personaggio legato al cinema, è un’opera letteraria a tutto tondo, un piccolo monumento di intelligenza, amore per il pensiero e per la parola.
Non si creda che sia un trastullo intellettuale fine a sé stesso. Naturalmente si parlerà di cinque fratelli che hanno sfondato in teatro, poi al cinema, alla radio e alla televisione. Di certo ci son pagine dedicate agli aneddoti, agli incontri, alla Storia del secolo passato. Ma ogni parola è filtrata attraverso un velo di ironia ineguagliabile, che riesce, nostro malgrado, a trascinarci a largo. E, anche quando non vorremmo, sa riportarci a riva. C’è anche un capitolo sui bordelli. Povero chi crede di trovare un ampliamento del discorso.
Groucho e io non è un’accozzaglia di episodi elencati anacronisticamente tanto per strappare due risate. Forse non si riderà neppure, leggendo questo libro. A distanza di anni avviene qualcosa di più sottile. Non siamo più abituati a ridere di certe cose, la società è cambiata. Ma la forza compressa in questo libro ci sconvolge e comprendiamo umilmente che abbiamo fra le mani qualcosa di immortale, che è sopravvissuto e di certo ci seppellirà, come i dadaisti preventivarono. Comprendiamo che questa porzione di intelligenza scritta non solo non ha niente ad invidiare alla buona letteratura, ma è un saggio di brillante capacità espressiva, che più è matura e maggiormente sa spacciarsi per innocua. Si legge per il puro piacere di farlo, non per appagare curiosità biografiche. Per questo c’è lo splendido La mia vita con Groucho del figlio Arthur. Molti aneddoti dei fratelli Marx sono veri e propri saggi della loro vitalità ma Groucho non sente il bisogno di raccontarceli tutti, anzi si può dire che è piuttosto parco di tali avvenimenti surreali: è sua preferenza farsi ascoltare, nel bene e nel male. Può anche fermarsi a rimembrare un paio di calzoni, con una sola pennellata sarà in grado di sbalordire più che se raccontasse barzellette o storielle irriverenti.
La sua prosa è un fiume, bisogna saperci naufragare, ecco tutto. Spogliarsi di ogni pretesa ed ingoiare più acqua possibile. Saremo in grado di resuscitare.
 

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE BIBLIOGRAFICHE
 
Julius Henry “Groucho” Marx (New York, 1890 – Los Angeles, 1977) attore teatrale cinematografico e radiofonico, cantante, produttore, regista non accreditato, presentatore televisivo, scrittore umoristico statunitense. Ha realizzato tra il 1929 e il 1937 film che appartengono indelebilmente alla cultura mondiale; il make up stilizzato del suo viso è diventato con gli anni autentico emblema della comicità del Novecento.
 
Groucho Marx, Groucho e io, Adelphi, Milano 1997. Tradotto da Franco Salvatorelli, 316 pagine.
 
Libri di Groucho Marx pubblicati in Italia
 
Letti, Lindau Torino 1995
Groucho e io, Adelphi Milano 1997
Le lettere di Groucho Marx, Adelphi Milano 1998
 
Libri sui Fratelli Marx pubblicati in Italia
 
La mia vita con Groucho,di Arthur Marx, Effepi Libri 2007
O quest’uomo è morto o il mio orologio si è fermato, antologia a cura di Stefan Kanfer, Einaudi Stile Libero, Torino 2001.
Grouchismi, a cura di Robert S. Bader, Oscar Mondadori 2000.
I fratelli Marx, Andrea Martini, Il Castoro Milano 1995
I fratelli Marx, William Wolf, Milano Edizioni Libri 1978
Legali da legare, Bompiani Milano 1992 
 
Libri ancora inediti in Italia di e sui Fratelli Marx
 
Raised Eyebrows - My Years Inside Groucho’s House di Steve Stoliar, General Publishing Group, Los Angeles, CA, 1996
Love, Groucho. Letters from Groucho Marx to his daughter Miriam, di Miriam Marx Allen, Faber & Faber, Boston, 1992
Harpo Speaks!, di Harpo Marx e Roland Barber, Avon Books, New York, NY, 1961
Many happy returns! di Groucho Marx, Simon & Shuster, NY 1942
Son of Harpo speaks, di Bill Marx, Bearmanor Media, 2007
Growing up with Chico, di Maxine Marx, Prentice Hall, Englewood Cliffs, NJ, 1980
The Marx Brothers, di Kyle Crichton, Doubleday & Co., Garden City, NJ, 1950
The Marx brothers encyclopedia, di Glenn Mitchell, Batsford, London, UK, 1996
The Marx bros bio-bibiography, di Wes Gehring, Greenwood Press, Westport, CT, 1987
Groucho, Harpo, Chico and sometimes…Zeppo, di Joe Adamson, Simon and Schuster, New York, NY, 1973
The Groucho Phile, di Groucho Marx e Richard J. Anobile, Bobbs-Merrill Company 1976
Groucho: The Life and Time of Julius Henry Marx, di Stefan Kanfer, Vintage Books, 2000
The secret word is Groucho, di G. Marx e Hector Arce, G.P. Putnam’s Sons, New York, 1976
The Marx brothers scrapbook, di G. Marx e Richard J. Anobile, DarienHouse, New York, 1973
Hello I must be going, di Charlotte Chandler, Doubleday & Co., Garden City, NY, 1978
Groucho, biografia a cura di Hector Arce, G.P. Putnam’s Sons, New York, NY, 1979
Arthur Marx’s Groucho: A Photographic Journey, Arthur Marx Phoenix Marketing Services, 2001 

ISBN/EAN: 
8845913406

Commenti

HAMMER!

Abbi pazienza. Metto i tags...

Dio Cristo è tutto in corsivo!

;).

stanotte torno e leggo.
daje HAMMER!

Nel frattempo avrò distrutto il pc.

"Al cinema il Groucho più logorroico in assoluto è stato il Capitano Spaulding di Animal Crackers. Non a caso, il suo grido di battaglia Hello I must be going è diventato uno dei numeri musicali più distintivi nella carriera dell?attore. Il titolo della canzone è palese, ?Salve, me ne devo andare?. Inizio fine e niente al centro. "

> E' una canzone che non se ne va dalla testa, assieme ai fotogrammi del film. Grazie ancora per avermelo fatto scoprire.

"L?autobiografia di Groucho Marx non presenta digressioni eccessive, piuttosto scorre placida e lineare. Certo, la sua struttura comica è infarcita di un numero infinito di commenti atti a denudare personaggi e situazioni e demitizzarli all?istante, ponendo spesso il dubbio su cosa ci sia di vero in ciò che si legge e cosa sia palesemente inventato. Ma non conta, in questo caso, conoscere la realtà. Chi decida di affrontarne la lettura si spogli immediatamente della presunzione di carpire vita morte e miracoli di un divo del cinema."

> Gran bella scheda, Hammer.

"La sua prosa è un fiume, bisogna saperci naufragare, ecco tutto. Spogliarsi di ogni pretesa ed ingoiare più acqua possibile. Saremo in grado di resuscitare."

> e lirica clausola. Ci stai regalando una visione privilegiata su tutto Marx - quello giusto. E' un grande contributo.

"?suppongo che un?autobiografia oggettiva, onesta e veritiera si possa anche scrivere, ma a scanso di rischi andrebbe pubblicata postuma. [?] Ma a cosa mi gioverebbe un libro postumo?? (pag. 20)."

> ahaha:))).

Appena posso, impagino per bene. Letti a distanza di dieci anni, i libri di Groucho sono tutt'altra cosa - dovevo essere troppo immaturo allora, evidentemente. E' tutta una scoperta :)

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