Il ciclo di monografie pubblicate dalla casa editrice “Il Castoro” ha privilegi e pecche. I primi son dovuti alla professionalità dei critici, tra i nomi si contano Franco La Polla ed Enrico Grezzi; le altre all’esiguità dei testi che prevedono analisi spesso sintetiche e non soddisfacenti per chi legge.
Il lavoro di Andrea Martini si può annoverare tra le soluzioni migliori. L’ampio spettro delle analisi del cinema dei fratelli Marx regala una soddisfacente panoramica d’un tipo di cinema assolutamente peculiare.
La comicità dei tre (quattro) fratelli è subito resa palesemente distante dai prototipi più alti della tradizione: Chaplin e Keaton su tutti.
La loro unicità rispetto alle leggi del comico è riassunta in poche ma indovinate battute “I loro gag tendono, infatti, là dove è possibile, a non concludersi, a rimanere aperti, lasciando libera l’ultima tessera del mosaico per evitare ogni definizione e creare, attraverso un meccanismo di progressione, l’opportunità di un innesto a catena. Paradossalmente, nelle loro mani un elemento che introduce generalmente del nonsense nella continuità del senso può arrivare a costituire senso nella continuità del nonsense” (pag. 16)
E per quel che riguarda il linguaggio, è soprattutto Groucho a fornire un testo più analizzabile “Il linguaggio di Groucho risponde a criteri di plurivocalità […] Groucho non comunica mai univocamente […] anzi, pone ogni sforzo nell’ottenere il maggior numero di sensi ottenibili” (pag. 18) poiché egli è metonimia dell’architettura che viene a costruirsi attorno ai tre: la loro forza si basa su due linguaggi opposti (la polivalenza di significati nella logorrea di Groucho in contrapposizione al senso unico di Harpo) cui fa da collante il più scaltro Chico – la rivalsa dell’immigrato italiano, dunque cittadino di seconda scelta che si dimostra capace di superare il suo meno astuto interlocutore (per lo più Groucho).
“Il nonsense nasce da procedimenti diversi […]: si crea generalmente negando un filo unico al discorso e facendone un labirinto, per cui è permesso ripartire da una qualsiasi delle parole usate, indipendentemente dal valore che esse hanno acquistato nel contesto” (pag. 60) è una esemplare illustrazione degli inseguimenti semiotici di Groucho.
Andrea Martini analizza le varie tipologie di nonsense e di caos, sposando anche l’interpretazione di un dualismo presente nella loro filmografia. Innanzi tutto ripudia l’accostamento ad altri comici (Mel Brooks, Woody Allen, Jerry Lewis) solo per la supposta matrice ebraica ed individua il conflitto America / Europa. La contrapposizione tra la confusione dissacrante dei Marx in antitesti al buonsenso e ai valori di una società tradizionale, europea, all’insegna di una cultura alta. Del resto, sottolinea, i villains sono spesso interpretati dall’austriaco Sig Ruman. Un altro esempio è l’avversione verso la cultura alta, espressa dalla musica lirica, facendo sì che “alla ritualità composta dello spettacolo europeo i Marx contrappongano l’organizzazione caotica (almeno in apparenza) di quello americano” (pag. 21)
Altra osservazione interessante riguarda l’aspetto fiabesco, che investe i titoli impossibili dei loro film, e singolare è l’accostamento al personaggio del fratello muto: “Harpo più che un vero tramp è uno gnomo delle fiabe nordiche e dagli gnomi eredita la sua attrezzatura e i suoi poteri” (ibidem).
In seguito all’introduzione del mondo marxiano – compreso il tentativo di interpretare il loro caos entro contesti preesistenti di cultura popolare – comincia l’inseguimento della loro carriera, dapprima teatrale e poi cinematografica. Particolarmente efficace è l’ambientazione storica: ad ogni passo dei fratelli è anteposta una rassicurante descrizione dell’ambiente in cui questi andarono a trovarsi, confluendo infine nel vaudeville. Preziosa è la contestualizzazione di quella forma di teatro, un vero e proprio universo che ha caratterizzato seconda metà dell’800 e i primi del 900, in cui già i Marx appaiono come ultimi testimoni, proiettati verso qualcosa che supera già il vaudeville e la sua atmosfera. E, forse, essi contribuiscono alla sua distruzione. La commedia musicale e il tabloid sono forme di spettacolo che procedono di pari passo con le evoluzioni del teatro della famiglia Marx, nella misura in cui questo prende forma man mano come alternanza di sipari e pezzi musicali, fino alla condensazione che si avrà, in realtà, solo con il loro primo film. E lo stesso passaggio dal teatro al cinema è per loro non soltanto indolore, ma quasi impercettibile: le numerose esibizioni quotidiane in teatro non differiscono da quella mattutina che li vede impegnati davanti alle cineprese, per tornare poi sul palcoscenico per la pomeridiana e la serale. Il loro frenetico lavoro davanti al pubblico fa sì che spesso i fratelli stessi si annoino a replicare le stesse battute. Non era raro infatti che, dimentichi del pubblico, facessero allusioni che divertissero loro soltanto, rendendoli più criptici agli spettatori. Nella sua autobiografia Groucho racconta che durante lo spettacolo I’ll say she is (1923), in attesa del suo turno, uscì per strada vestito da Napoleone a provare la sua macchina nuova. Si cacciò in un ingorgo e, dato che era arrivato il momento della sua entrata in scena, fu costretto a lasciare l’auto in mezzo al traffico. Al suo ritorno non c’era più.
Gli aneddoti però scarseggiano. I film vengono analizzati uno per uno, pur senza digressione alcuna, anzi restando sempre ancorati attorno ad uno schema consolidato che si ripete film dopo film. E quando si arriva all’ultimo, a Love Happy si rimane contrariati. Non, per carità, per demerito del critico o per qualche passo falso (un paio di errori di battitura, una didascalia sbagliata sotto l’unica foto nel libro). Tutto è molto stringato per rientrare nelle cento pagine standard del “Castoro” (appendici escluse), serve in ogni caso a dare un quadro esauriente – e a tratti indispensabile – del cinema, dell’atmosfera, del mondo dei Fratelli Marx. Eppure è una monografia, lo sottolineiamo, eccessivamente breve. Laddove l’analisi comincia, è presto costretta a ridursi e poi fermarsi, lasciando un gusto amaro nell’animo dell’appassionato. Ed è un peccato perché molte osservazioni sono intelligenti e condivisibili, rammarico ancor più grande perché nella nostra lingua non si trova altro – eccezion fatta, naturalmente, per riviste di trenta o quarant’anni fa. Basta con gli assaggini o gli inviti al cinema: abbiamo sete di critica, chi compra una monografia su un autore non conta il numero dei fogli e, nel caso, non si impressiona davanti a un volume di 300 o 400 pagine. Abbiamo fame di sapere e bisogno di approfondire, ed è indecente doversi procurare testi in francese, tedesco o inglese per sopperire alle lacune dell’editoria italiana. Oltre l’egregio lavoro di Martini l’unico testo critico tradotto nella nostra lingua è “I fratelli Marx” di William Wolf, testo ormai introvabile anche in seconda mano, se non fosse per due o tre biblioteche nell’alta Italia.
Nel terrore che anche il testo edito dal “Castoro” (volgarmente mutilato dell’eccezionale bibliografia nelle edizioni successive, pubblicate dall’Unità) scompaia dalle librerie, interiorizziamolo a dovere.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Andrea Martini è un critico italiano, docente presso l’Università di Siena. È autore di documentari per la rete franco-tedesca Arte.
Andrea Martini, “I fratelli Marx”, Editrice Il Castoro Cinema, Milano 1995.
Libri sui Fratelli Marx pubblicati in Italia
Letti, di Groucho Marx, Torino 1995
Grouchismi, a cura di Robert S. Bader, Oscar Mondadori 2000.
I fratelli Marx, William Wolf, Milano Edizioni Libri 1978
Legali da legare, Bompiani Milano 1992
Libri ancora inediti in Italia di e sui Fratelli Marx
Harpo Speaks!, di Harpo Marx e Roland Barber, Avon Books, New York, NY, 1961
Many happy returns! di Groucho Marx, Simon & Shuster, NY 1942
Son of Harpo speaks, di Bill Marx, Bearmanor Media, 2007
Growing up with Chico, di Maxine Marx, Prentice Hall, Englewood Cliffs, NJ, 1980
The Marx Brothers, di Kyle Crichton, Doubleday & Co., Garden City, NJ, 1950
The Marx brothers encyclopedia, di Glenn Mitchell, Batsford, London, UK, 1996
The Marx bros bio-bibliography, di Wes Gehring, Greenwood Press, Westport, CT, 1987
Groucho, Harpo, Chico and sometimes…Zeppo, di Joe Adamson, Simon and Schuster, New York, NY, 1973
The Groucho Phile, di Groucho Marx e Richard J. Anobile, Bobbs-Merrill Company 1976
Groucho: The Life and Time of Julius Henry Marx, di Stefan Kanfer, Vintage Books, 2000
The secret word is Groucho, di G. Marx e Hector Arce, G.P. Putnam’s Sons, New York, 1976
The Marx brothers scrapbook, di G. Marx e Richard J. Anobile, DarienHouse, New York, 1973
Hello I must be going, di Charlotte Chandler, Doubleday & Co., Garden City, NY, 1978
Groucho, biografia a cura di Hector Arce, G.P. Putnam’s Sons, New York, NY, 1979
Arthur Marx’s Groucho: A Photographic Journey, Arthur Marx Phoenix Marketing Services, 2001
Film dei Fratelli Marx su Lankelot:
Nel web
Luca Martello, 22 febbraio 2009
Commenti
Unico libro monografico italiano sui fratelli Marx.
stai facendo un bel lavoro, i miei complimenti :)
Grazie, sono a quota 21 recensioni credo :))
Ahò, in rete non si trova quasi nulla su di loro in italiano (eccezion fatta per i copia e incolla dai Morandini vari)!
"Basta con gli assaggini o gli inviti al cinema: abbiamo sete di critica, chi compra una monografia su un autore non conta il numero dei fogli e, nel caso, non si impressiona davanti a un volume di 300 o 400 pagine. Abbiamo fame di sapere e bisogno di approfondire, ed è indecente doversi procurare testi in francese, tedesco o inglese per sopperire alle lacune dell?editoria italiana."
> Bravo, bravo Luca...
(mi unisco al commento 2:) ).
E' morta la figlia di Chico Marx, aveva 91 anni
Era la prima discendende dei fratelli Marx, gli altri sono ancora tutti in vita; la prima a nascere, la prima a lasciarci.
http://www.marx-brothers.org/news.htm#news96
Maxine Marx, the only child of Chico, passed away on September 14, 2009 at the age of 91. Maxine studied drama and went on to perform in films and radio. For a long time she lived in New York and worked as head of casting for advertising agency Cunningham & Walsh. Marx Brothers fans will especially remember her for the book she wrote about her father. Her family plan a celebration of her life in New York in October.
E' morto Stuart Kaminsky, docente e scrittore di gialli per passione, autore di "You Bet Your Life", un giallo con i fratelli Marx.
http://it.wikipedia.org/wiki/Stuart_M._Kaminsky
http://www.marx-brothers.org/
cordoglio.
Aggiornamento per marxofili:
http://www.youtube.com/watch?v=a1YsAxiiH98
FINALMENTE il filmato dell'Oscar alla carriera a Groucho :)
(ormai questa è diventata la mia rubrica marxiana :))