The Other Side
Rimbaud & Jim Morrison
– Luigi Marangoni –
TEATRO LE STANZE SEGRETE – ROMA
13-14-15 DICEMBRE ORE 21.00 E 16 DICEMBRE ORE 19.00
Jim Morrison, poeta, rocker e sciamano americano, antieroe dionisiaco e autodistruttivo. Arthur Rimbaud, poeta fanciullo francese, colorò le vocali e seppe reinventare l’amore. Rinunciò alla poesia prima di corromperla. Wallace Fowley scrisse “Rimbaud e Jim Morrison – il poeta come ribelle” (Il Saggiatore, Milano, 1997; prima edizione: Duke University, 1994) stabilendo parallelismi e analogie tra i due artisti. Morrison aveva letto e interiorizzato Rimbaud, Fowley ne era consapevole a partire dal giorno in cui aveva ricevuto un biglietto di ringraziamento per la sua traduzione dei versi di A.R. Il resto è raccontato in quel libro che per parecchi di noi aveva significato qualcosa, una decina abbondante d’anni fa. Cambiando la percezione e l’adesione alla poesia, e al rock. Cambiando l’interpretazione della scrittura di Morrison. In differita, questa storia va a ispirare un artista italiano: l’attore Luigi Marangoni. Ne deriva uno spettacolo, “The Other Side – Rimbaud e Jim Morrison”, rappresentazione d’un conflitto interiore estraneo alla soluzione; la lotta per la difesa della propria anima, la sofferenza per l’incapacità di fingere e di scendere a patti con il sistema; il rifiuto nobile e autodistruttivo del compromesso, la decisione suicida di restare fedeli a se stessi a dispetto di tutto, nel tempo. La fede – cieca – nel linguaggio a sostenere l’esistenza in vita: la negazione del futuro per non abiurare la propria identità – ecco l’asse portante dell’opera.
La purezza dell’artista, l’innocenza del poeta bambino, massacrata dalla realtà e inquinata dall’incomprensione; estranea alla corruzione, svincolata da qualsiasi sguardo non fosse d’amore. Un uomo solo in scena, vagabondo e pagliaccio, martire e provocatore, anima nuda e corpo sporcato dalla realtà: va a macchiarsi il viso di cenere, ad arrampicarsi per le scale passando da una a un’altra identità, interpretando e rianimando versi di Morrison e di Rimbaud, rifiutando uno specchio che non riflette altro che un frammento della sua ricerca, della sua lotta interiore. Giocando con i lacci delle scarpe a fare rumore, mentre fa il solletico a se stesso. L’ombra non t’inquieta; a un tratto, ti disarma con un sorriso. Nel silenzio, nella notte, t’annienta.
L’ombra è un presente ostile, l’ombra è tutto il resto, tutto quel che non sia identità del creatore, espressione dell’artista. Ricerca di senso: furore. The Other Side: Marangoni va a scolpire, sulla sua carne, luce e ombra del rock e della poesia: la folle onestà e il rovinoso necessario prezzo della creazione.
Il pubblico assiste all’incresciosa onestà d’una confessione in versi d’uno spirito ferito; è la carcassa del ribelle che si rotola a terra, incredulo e riottoso a riconoscere la liceità di quel che è, perché scorge negazione della trasparenza, dell’empatia e della purezza: s’è spezzato qualcosa nel respiro dell’anima, everything is broken up, and dances. A un tratto, l’aeternus puer deve decidere se aderire al presente o rifiutarlo, uncinato all’ideale e devoto all’arte, e all’arte soltanto. Nessun conflitto conosce sangue più rovinoso di questo – il sangue dello spirito. Morrison e Rimbaud moriranno prima dei trent’anni; riuscendo, prima d’andarsene, a rifiutare qualsiasi ulteriore compravendita del loro spirito, e del loro talento. L’attore Luigi Marangoni proclama fedeltà alla loro – e alla sua – essenza, e pretende ascolto: rinnova la smania di morte, per troppo amore della vita, del Morrison di “When The Music’s over” e “The End”, e la stagione all’inferno del ragazzo di Charleville. Ascoltandolo proverete a restituire alla lingua originale quei versi, domandandovi infine se avete tenuto fede a un’antica promessa.
Essere, non esistere, e creare. Questo è quel che è richiesto. Questo soltanto.
Da vedere. L’alba di domani s’annuncia nella consapevolezza d’essere stati, e di non poter accettare nessun compromesso. Piuttosto che vendere la sua arte, Rimbaud preferì contrabbandare. Jim se ne andò, senza eccessiva disinvoltura, in una casa parigina. Lontani da quel che avevano rappresentato, fedeli a quel che erano stati. Arte.
The Other Side
Rimbaud & Jim Morrison
Tratto da Una Stagione in Inferno di Rimbaud e dall’opera dei due poeti
con
Luigi Marangoni
Cura del testo
Luigi Marangoni, Claudio Pozzani
Musiche
The Doors, Bach
Supervisione artistica
Lazzaro Calcagno
Produzione
2007-2008
Luigi Marangoni (Rovigo, 1972), attore italiano. Diplomato alla Bottega Teatrale di Vittorio Gassman a Firenze, nel 1992, col maestro Paolo Giuranna. Protagonista di spettacoli di autori classici e contemporanei in Italia, Spagna e Croazia. Direttore artistico, per quattro anni, del “Teatro Mistral”. Nel 2007 ha ideato e realizzato “The Other Side – Rimbaud and Jim Morrison”, con la produzione del Festival Internazionale di Poesia di Genova e del Teatro Il Sipario Strappato.
Sito ufficiale di Marangoni: qui.
Notizie sui Doors: http://www.lankelot.eu/index.php/2006/12/20/stone-the-doors-con-bibliografia-e-discografia-ragionata/
Gianfranco Franchi, Dicembre 2007
Commenti
L?alba di domani s?annuncia nella consapevolezza d?essere stati, e di non poter accettare nessun compromesso. Piuttosto che vendere la sua arte, Rimbaud preferì contrabbandare. Jim se ne andò, senza eccessiva disinvoltura, in una casa parigina. Lontani da quel che avevano rappresentato, fedeli a quel che erano stati. Arte.
http://it.youtube.com/watch?v=vqgizsvqxvI&feature=related
Wild Child...
"L?alba di domani s?annuncia nella consapevolezza d?essere stati, e di non poter accettare nessun compromesso. Piuttosto che vendere la sua arte, Rimbaud preferì contrabbandare. Jim se ne andò, senza eccessiva disinvoltura, in una casa parigina. Lontani da quel che avevano rappresentato, fedeli a quel che erano stati. Arte".
Beh, che dire? Pezzo ispiratissimo, Franco. Rimbaud e Morrison sono passaggi obbligati dell'adolescenza, e forse non solo. Ho amato più Rimbaud che Morrison, probabilmente, ma è indubbio che vi siano forti affinità artistiche e oserei dire spirituali, tra i due. Per me Rimbaud è e resterà "Una stagione all'inferno", e Morrison la sua splendida "The end", che non a caso Coppola scelse come notivo narrante del suo capolavoro più nero e disperato, "The Apocalipse now".
Entrambe le opere che nomini erano protagoniste assolute dello spettacolo di stasera. Se dovesse tornare a Roma andiamo assieme a guardarlo di nuovo. Merita. Ho ritrovato un libro letto a 18 anni, musica ascoltata per quindici anni pieni e versi che hanno cambiato la mia visione della poesia: il tutto, rianimato. Mi sembrava di ritrovare vecchi discorsi perfettamente intatti. Fico.
4 - Potevi dirmelo, sarei venuto stasera! Speriamo che torni.
hai ragione...
ancora vittima del rincoglionimento post-ritorno a RM.
Tornerà vedrai. Magari in un teatro più grande (quello di oggi era da 40 persone. Poche.)
(Yeah, c'mon)
(?)
(?)
(?)
(?)
Ye(eeeeeeeeeeeeeeeeeee)ah!
(?)
(?)
(?)
(?)
When the music's over
When the music's over, ye(eaaa)ah
When the music's over
Turn out the lights
Turn out the lights
Turn out the li(ii)ghts?
? ye(eeee)a(aa)h
When the music's over
When the music's ove(e)r
When the music's ove(r)r
Turn out the lights
Turn out the lights
Turn out the li(iiii)ghts.
For the music is your special friend
Dance on fire as it intends
Music is your only friend.
U(uu) n(nn)til the end
Until the end
Until the e(eeeeeeeeeeee)nd
(?)
(?)
(?)
(?)
(?)
(?)
Cancel my subscription to the Resurrectio(ooo)n
Send my credentials to the House of Detentio(oo)n
I got some friends inside.
(?)
The face in the mirror won't stop
The girl in the window won't drop
A feast of friends
"Alive!" she cried
Waitin' for me
Ou(uuu)tsi(ii)de!
Before I sink
Into the big sleep
I want to he(ee)ar
I want to he(eee)ar
The scre(eee)am of the butter(rrr)fly
(?)
(?)
Come back, baby
Back into my arm
(?)
(?)
We're gettin' tired of hangin' around
(?)
(?)
Waitin' around with our heads to the ground
I hear a very gentle so(o)und
Very near yet very far
Very soft, yeah, very clear
Come today, come today
(?)
What have they done to the earth?
What have they done to our fair sister?
Ravaged and plundered and ripped her and bit her
Stuck her with knives in the side of the dawn
And tied her with fences and dragged her down
(?)
(?)
I hear a very gentle sound
With your ear down to the ground
We want the world and we want it...
We want the world and we want it...
Now
Now?
No(OOOOOOOOOOOOOO)W!
Persian night, babe
See the light, babe
Save u(UUUUUUUUUUU)s!
Jesus!
Save u(UUUUUUUUU)s!
(?)
(?)
So, when the music's over
When the music's over, yeah
When the music's over
Turn out the lights
Turn out the lights
Turn out the lights
Well the music is your special Friend
Dance on fire as it intends
Music is your only friend
U(uun)ntil the end
U(un)ntil the end
Un(nnn)til the e(eeeeeeeeeeeeEEE)nd!
(?).
http://it.youtube.com/watch?v=slvPMU-7OyI
beh, avvisa anche me, magari, riesco a fare un salto... ; )
intanto recupero Rimbaud,eh. imperdonabile lacuna.
Qui c'erano tutte le prime date:
http://www.lankelot.eu/SMF/index.php?topic=1880.0
(speriamo che torni in libreria quel testo di Fowlie, anche... in attesa prima o poi ne scrivo qui;) )
Arthur Rimbaud e Jim Morrison. Due voci legate dall'improrogabile necessità di spezzare l'omologazione di una quotidianeità ipocrita che uccide i sogni, le speranze gli ideali linfa essenziale della creatività umana.
Un sodalizio insolito eppure accattivante, che ci restituisce un brandello di quella civiltà del pensiero che sembrava definitivamente naufrata nel mare magnum di una volgare disumanizzazione.
Gian Paolo Grattarola
E il medium primo è stato - simbolicamente - un professore americano di Letteratura Francese. Ha illuminato un legame altrimenti difficilmente riconoscibile. Quel saggio ha davvero avuto grandi meriti.
Gianfranco quello di Jim Morrison è un rock che mi piace poiché il tessuto musciale aderisce con passione al messaggio. Anzi direi che è esso stesso espressione linguistica.
Molto bello.
Gian Paolo Grattarola
11. Quel testo va assolutamente acquistato e letto. Non può mancare nella mia libreria.
Gian Paolo Grattarola
Ottimo...
allora - semmai potesse servire - ti copincollo la bibliografia che avevo integrato, anni fa, in calce all'articolo su "The Doors" di Stone:
Mi sembra che il miglior punto di partenza per qualunque approfondimento letterario sia il saggio del professor Wallace Fowlie, stampato in prima edizione dalla Duke University nel 1994:
Wallace Fowlie,?Rimbaud e Jim Morrison ? il poeta come ribelle?, Il Saggiatore, Milano, 1997.
Traduzione di Elena Rossi. Il volume stabilisce parallelismi e analogie tra i due artisti, contribuendo a scolpire la maschera del moderno antieroe; dispone inoltre di una notevole bibliografia
A questo punto, ci si può accostare con lo spirito adatto alla raccolta di scritti e di poesie dello sciamano di Melbourne, Florida. Le edizioni di riferimento sono: ?Wilderness. The lost writings of Jim Morrison? e ?The American Night. The writings of Jim Morrison?: entrambe tradotte nel bel libro, curato da Riccardo Bertoncelli:
Jim Morrison, ?Tempesta elettrica ?poesie e scritti perduti?, Mondadori, Milano, 2001.
Traduzione di Tito Schipa junior.
Infine, per quanti desiderassero un?edizione completa dei testi delle canzoni dei Doors, segnalo quella curata da Danny Sugerman.
Prima edizione: ?The Doors ? The complete illustrated lyrics?, Hyperion Books, 1991.
Edizione italiana: Jim Morrison & Doors, ?Canzoni?, Blues Brothers, Milano, 1994.
Traduzione di Lorenzo Ruggiero.
Grazie infinite Gianfranco.
Vedo quanto riesco a reperire.
Gian Paolo
Invio link recensione della testata Teatroteatro.
Un caro saluto
Gian Paolo Grattarola
http://www.teatroteatro.it/scheda.asp?idscheda=1011
Ne parlano con discreto equilibrio. Sarei meno radicale sulla questione Morrison - in generale, mi sembra che le osservazioni più indovinate e lineari si riferiscano alla scenografia e alle luci.
Bene che se ne discuta, in ogni caso.
*
Mi domando quando ricapiterà di assistere a un'opera del genere. Io non frequento molto il teatro, lui è riuscito a richiamarmi. E' un mezzo evento, per quanto mi riguarda, ti assicuro:).
Be Tu hai assistito ad una pièce teatrale ed io ho ascoltato per la prima volta la musica di Jim Morrison.
Davvero una giornata densa di novità
Gian Paolo Grattarola
:).
confesso di essere impreparata su Morrison....comunque, Gf, qui dentro ci sono alcuni tuoi leit-motiv tipici, di quelli che ritornano e che sento da quando ti conosco....e che comunque fa anche piacere ritrovare. :-)
"rappresentazione d?un conflitto interiore estraneo alla soluzione; la lotta per la difesa della propria anima, la sofferenza per l?incapacità di fingere e di scendere a patti con il sistema; il rifiuto nobile e autodistruttivo del compromesso, la decisione suicida di restare fedeli a se stessi a dispetto di tutto, nel tempo. La fede ? cieca ? nel linguaggio a sostenere l?esistenza in vita: la negazione del futuro per non abiurare la propria identità ? ecco l?asse portante dell?opera."
Ha ragione Marina nel suo commento: ritornano alcuni dei tuoi preziosi "significati". Ed è bella questa pagina assoluamente empatica che stringe un nodo importante tra quattro anime disanti eppure vicinissime.
Merito della rappresentazione di Marangoni. Inattesa e necessaria (apparsa nella mia vita al momento giusto...)
http://www.youtube.com/watch?v=BYOE_b4aYD0