Manganelli Giorgio

Improvvisi per macchina da scrivere

Autore: 
Manganelli Giorgio

Per Giorgio Manganelli la divagazione è l'anima stessa della Letteratura, anzi, il suo errare linguistico alla ricerca di una retorica perfetta deve necessariamente tendere all'unica letteratura possibile. Quale letteratura? Per chi ha letto "La letteratura come menzogna" (Adelphi, 1967) la risposta è chiara: una letteratura consapevole della propria malafede, un'arte che si nutra della sua stessa affermazione di finzione, che ben poco abbia a che fare col concetto di realismo. La polemica Manganelli-Moravia si fa meno inquietante e decisamente limpida. Il Giorgetto, tra un'incursione dal pizzicagnolo e una rara apparizione - da spettatore - in qualche afosa sala cinematografica, si confronta tuttavia col genere del corsivo. E lo fa per quindici anni, tra il 1973 e il 1988, collaborando con "La Stampa", "L'Europeo", "Il Corriere della sera", "Il Messaggero" e "Il Mondo", regalando centinaia di elzeviri ai lettori.  Ecco cosa affermerà circa la produzione "narrativa" di Manganelli Goffredo Fofi: "Per lui la carta dei libri è triste, pesante, amara...". Ed ecco cosa Manganelli rivela circa i suoi articoli: "La carta dei giornali è leggera, un po' irresponsabile e sensibile a tutti i venti". Sebbene possa sembrare, questa, una giocosa e un po' naif giustificazione del proprio lavoro, si può legger tra le righe, specialmente andando a spulciare questo "Improvvisi per macchina da scrivere". Tutta la verve, la sperimentazione retorica, la musicalità della prosa - peraltro già suggerita dal titolo - emergono con una forza pirotecnica da questi colori dell'umore. Sono sottili variazioni scaturite da osservazioni quotidiane, da un fatto di cronaca rosa ma soprattutto da rituali di costume. Manganelli osserva l'Italietta dei '70-'80 con l'usuale piglio provocatorio, combattuto tra l'indifferenza del vero dandy e il paradosso dell'intellettuale che non vuole arroccarsi nella sua torre d'avorio, pur essendo profondamente divertito dalla materia storico-culturale che frulla insieme. Una fusione miracolosa tra Lewis Carroll ed Ennio Flaiano, secondo Roberto Calasso.

Prendendo spunto da Sciascia e dalle sue annotazioni circa la scrittura diaristica, quella di Manganelli è un'eredità non soltanto intellettuale, oggetto di studio da parte di addetti ai lavori o - ahimé! - tesisti; è prima di tutto un testamento dell'uomo-Manganelli, con in suoi tic, i suoi vizi, le sue pose e le sue disavventure. Come scordare la questione della querela per un corsivo che sottolineava l'adrenalinica tendenza ai sorpassi dei Tir sulle autostrade italiane? Oppure la garbata polemica sul gerarchizzare le malattie, Aids in cima? Il ritratto di Manganelli è il ritratto di un'Italia che è ancora l'Italia, colorata e colorita con tutti i suoi sacramenti laici e profanazioni a cuor leggero. La dimensione metafisica della banalità, del quotidiano, donano una luce innaturale e meravigliosa al gioco delle apparenze, tramutando personaggi e storia in ombre grottesche. Al tutto contribuisce, anzi, ne è essenza, una prosa calcolata, apparentemente istintiva, in realtà soppesata e modellata con anni ed anni di pratica, fino alla discreta e solitaria morte nel 1989. C'è chi pensava non sarebbe morto mai, per restare fedele a se stesso - morire, questa cosa un po' stupida, come è un po' stupido sposarsi; deve essere per questo che lo fanno tutti. Sarà stata l'ultima burla.


EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Giorgio Manganelli (Milano, 1922 – Roma, 1990), narratore, critico e saggista italiano.  
 
Giorgio Manganelli, "Improvvisi per macchina da scrivere", Adelphi, 2003.  Edizione originale: Leonardo Editore, 1986
 
Approfondimento in rete: WIKI It/ Italia Libri / Fondazione Manganelli.
In Lankelot:

Paolo Castronovo, Aprile 2010
ISBN/EAN: 
8845917568

Commenti

[improvvisi per macchina da

[improvvisi per macchina da scrivere] neo PAUL!

[speciale MANGANELLI] sempre

[speciale MANGANELLI] sempre in corso... e oggi aggiornato (grande Paolo).

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per prenotarsi, aderire, decidere di controbattere ai pezzi già pubblicati!

[manganelli] Una squisitezza

[manganelli] Una squisitezza italica, davvero. La bibbia del giornalista cazzaro.

[manganelli] " "La carta dei

[manganelli] " "La carta dei giornali è leggera, un po' irresponsabile e sensibile a tutti i venti".

> eh.

gran pezzo, Paul.