Le parole usate per servire a qualcosa si vendicano. (Giorgio Manganelli)
Giorgio Manganelli era innamorato dei suoi corsivi. Potendo, afferma, avrebbe salvato solo quelli. Con questo criterio, Comix, con la collaborazione di Ugo Cornia, raccoglie questo ghiotto pugno di articoli tratti da L'Espresso, il Messaggero, il Corriere della Sera, La Stampa e Playboy. Articoli come frecce spuntate, piuttosto elzeviri, dardetti a ventosa, di quelli che nei cartoni animati ti fanno centro in fronte e ti restano pure attaccati. Per Manganelli l'ironia è la vena aurifera della lingua italiana, della quale fu alfiere e boia allo stesso tempo. In questi corsivi si lascia andare, accantona per un secondo le architetture impossibili e le autopsie psico-letterarie, pur senza abbandonare quel cinismo e quella lingua a rasoio che ne fecero l'ultimo dandy italiano.
"In questi giorni, a quel che ho letto, si sta discutendo del progetto di introdurre nelle scuole una nuova materia, e cioè l'educazione sessuale. L'idea mi piace, il progetto mi affascina, la prospettiva mi commuove, la volontà didattica che la ispira mi riempie di partecipe riverenza. Sono perfettamente d'accordo: c'è in giro troppo sesso, e bisogna fare qualcosa per metterci rimedio. [...] La scuola ha una sua magia che tutti abbiamo sperimentato: sa rendere noioso Manzoni, illeggibile l'Ariosto; insegna chimica ai futuri grecisti, e la consecutio temporum agli allievi biologi. Fidatevi della scuola, se avete crucci morali; basterà a rendere noioso anche il sesso." (Giorgio Manganelli, Cinque meno in amore, Il Messaggero, 1989)
Gli articoli provengono da testate parecchio diverse tra loro: in tutti, però, rimane forte e ben delineata la personalità raminga di Manganelli ed il suo cannocchiale per i luoghi comuni. Come in un bestiario del cicaleccio italiano, la penna dello scrittore milanese si posa su notizie e fiammelle sensazionaliste, che in realtà si trasformano presto in un trampolino per un tuffo verso la digressione. Una "discesa" nell'universo della provocazione, sottile ed elegante, come se Manganelli bilanciasse l'inconsistenza di certe "notizie dal mondo esterno" (esterno alla sua mente) con una prosa colta ed elaborata, in un dandismo disperato ed antisnob.
Sempre fedele al motto di "arte per l'arte" e muovendosi verso un nihil di rara pienezza, Manganelli scrive per rendere omaggio alla bellezza inutile e perfetta della parola. Ovvio, quindi, che l'articolo, nella concezione più informativa e giornalistica, sia soltanto il pretesto per una pirotecnica ed aggraziata incursione nella cultura come magma letterario. Si prenda ad esempio l'articolo Sciopero di spigole e aragoste che diventa storia e romazo, datato 1980 e pubblicato sul Corriere: "Possiamo immaginare altre vicende: uno sciopero di fabbricanti di lampadine del Veneto fa risorgere i lumi a petrolio, uno dei quali rotola su pavimento e dà fuoco ad una vecchia casa di riposo per ecclesiastici, donde si diffonde a una sala da concerto, un finto castello per un film in costume, e infine una polveriera. Ne deriva un calo del numero degli ecclesiastici, dei cultori di musica classica, il fallimento di una impresa cinematografica e la scomparsa di una divisione corazzata [...]". La teoria del Caos spiegata da Manganelli.
Ritornano anche certi temi cari - tutto torna, assolutamente popolari, come la tesi universitaria e l'odiatissimo (ferr)agosto, ovvero il "complotto cosmico" per Manganelli. Feroci eppur lucide frustate che non sdegnano piccole comparsate nel surreale. Soprattutto per i pezzi apparsi su Playboy, infatti, Manganelli si lascia andare ad un delirio controllato: ne Il gioco degli eroi viene proposto un quartetto di ritratti, bozzetti degli eroi italiani Giulio Cesare, Casanova, Riva e Garibaldi; in Ella fu elabora una paradossale biografia di Napoleone Bonaparte, non trascurando un dettaglio fondamentale, cioè che il grande stratega avesse il seno. Segue un'appassionata e deferente intervista a Mangiafuoco. Tutti hanno il tono di quegli ormai mitici giochi retorici che erano le Interviste Impossibili.
Paolo Castronovo, Aprile 2009.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Giorgio Manganelli (Milano, 1922 – Roma, 1990), narratore, critico e saggista italiano.
Giorgio Manganelli, Il delitto rende ma è difficile - Comix, 1997 (Adelphi, 1997), Edizione su licenza di Adelphi
Manganelli su Lankelot:
Approfondimento in rete: Italia Libri / Antenati.
Commenti
neo CASTRO!
Prima squisita lettura. Forse una raccolta minore ma solo perché postuma e curata da terzi.
compa'
levo l'immagine - appare un bill gates gigante -
se mi dici cos'era (copertina o foto di GM) provvedo in serata a metterne un'altra
comunque, superchicca. Appena cominciamo lo speciale, a Luglio, partiamo in netto vantaggio
bel lavoro Pa(u)l
(ho inserito l'ean ma è fuori catalogo. Applausi quindi;).
Foto nuova)
5. Gianfra' c'è ancora Gates-Hitler!!!!
capito. Non possiamo fregare le immagini da ZAM:)
rimedio
Grazie! La foto era di Manganelli. Beccato in biblioteca: difficile da reperire, m'han detto in libreria...
guarda ora
grande
:). Grande tu. Hai pizzicato una rarità fuori catalogo. In puro stile Lankelot;)
http://www.youtube.com/watch?v=9l4SY8r4HHw
12. Grande pezzo!
ci stava.
Occhio ai refusi:
"Sempre fedele al motto di "arte per l?arte" e muovendosi verso un nihil di rara pienezza, Mangnelli scrive per re"
"uno sciopeo di fabbricanti di lampadine del Veneto fa risorgere i lumi a petrolio, uno dei quali .."
bellissimo comunque, hai trovato proprio una chicca, su manganelli tornerò, era un grande.
15. Correggo e ringrazio!
guarda la citazione sulla scuola mi è piaciuta damatti, quasi quasi la passo a mio figlio, vediamo cosa dice.
18. Marina, vorrei raccontarti quello che GM scrive della tesi universitaria... Guarda, uno spasso continuo ed un'eleganza sopraffina. Ha sempre mandato - educatamente - a quel paese l'accademismo...
eh, sì, era un personaggio originale, raffinatissimo, una cultura enorme e con un senso dell'ironia tutto suo. Credo sia ineguagliabile .