“E sotto di me sta la Malesia, chiamante come deve chiamare il pianeta Terra per un astronauta che s’è sentito perduto; la giungla è un muoversi di mani, un chiamare di chiome, la guardi e ti scopri dissetato; e allora sai che non andrai oltre; cedi al fuoco, una passione lievemente senile; Singapore può attendere” (pag.78).
In questo volume, ormai finito nelle edizioni rare, sono raccolte tre esperienze di viaggio di Giorgio Manganelli, tra Cina, Filippine e Malesia, di cui solo l’ultima è totalmente inedita. Come inviato, infatti, trascrisse fedelmente le sue esplorazioni in terra di Cina e nelle Filippine per i giornali nel 1972 e 1973, lasciando a questo libro la parte più corposa e, francamente, più interessante della sua esperienza.
Il titolo, quindi, è fuorviante per quello che è lo spazio che dedica a l’una e l’altra delle realtà visitate; probabilmente, visti i tempi e la curiosità collettiva verso l’isolato territorio cinese non poteva che metterlo in prima posizione sia nel testo che nel titolo.
Letta oggi la parte sulla Cina fa una certa impressione vista la somiglianza del reciproco approccio tra la Corea del Nord e il turista commerciale riservato e rigorosamente sotto controllo.
Manganelli non aveva avuto problemi a lasciare a casa la sua macchina fotografica che, peraltro, detestava come aveva già spiegato in occasione del viaggio in India, ma sarebbe sicuramente sorpreso nel non riconoscere più la “geometrica” Pechino nel post Olimpiadi o la Hong Kong paradiso tecnologico a basso prezzo.
Il nostro approda in Malesia come un turista per caso, dopo esser atterrato a Kuala Lumpur ed aver profeticamente ironizzato sulla sorte delle Filippine, a quei tempi devastata dal Presidente Marcos e dalla di lui consorte, Imelda, immersa in quel tripudio di paillettes di cui avrebbe voluto disseminare i lampioni di Manila.
In effetti è proprio sulla Malesia che ha occasione di esprimersi al meglio, dopo aver girovagato nella “barzelletta” Kuala Lumpur, aver visitato templi di religione diversa e girovagato per campagne su trabiccoli stracolmi di umanità varia. In uno dei suoi vagabondaggi si trova a stretto contatto con un anziano signore che parla un po’ inglese e si presenta come maestro elementare; il vecchino gli era stato affidato dalla famiglia, pur non avendo minimamente idea di chi fosse e dove era diretto quell'occhialuto signore e lui si vergogna ad ammettere che è un professore di Letteratura Inglese, limitandosi a dire che lavora nel dipartimento di Letteratura.
Alcune delle pagine più esilaranti le riserva agli strani movimenti intestinali che inquietano più di un turista, come ha modo di scoprire ascoltando da lontano le conversazioni sapientemente mirate degli italiani all’estero.
È simpatico Manganelli in questi suoi percorsi di viaggio, tra il mistero della fede che lo attira in ogni dove, da ateo qual egli si professava, ad allegri siparietti che intervalla tra una tappa e l’altra.
Dalla Malesia, non si sa bene per quale motivo, passa a toccare Bangkok con la sua irreparabile realtà che continua ancora oggi. Non si astiene dal lasciarsi trascinare in esperienze notturne e vagamente sinistre (leggasi sessuali) in cui si riserva un ruolo da anomalo spettatore, alienato da quelle stravaganti abitudini del turista non troppo occasionale.
Ciò che alla fine emerge è il suo innamoramento fatale per la Malesia, ispiratrice di fantastiche avventure pirata, meta ignota al grande pubblico, variopinta e stritolata da quegli "orienti" che gli stanno intorno contaminandola. È cotto, irrimediabilmente cotto della Malesia, vista dall’alto ed intimamente ammirata per quella distesa di giungla che gli si presenta attraente come una fanciulla che lo accoglie con i suoi misteri tra le sue braccia.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Giorgio Manganelli, “Cina e altri orienti”, Bompiani, Milano, 1975.
Commenti
bellino, ma di repertorio, su Cina e Filippine. Interessante sulla Malesia, meta che mi attrae molto.
Meno divertente che in India, ma credo che ironizzasse per non appesantire l'area tragica della povertà.
www.lankelot.eu/SMF/index.php?topic=2948.0 speciale MANGANELLI!
In progress...
"Alcune delle pagine più esilaranti le riserva agli strani movimenti intestinali che inquietano più di un turista, come ha modo di scoprire ascoltando da lontano le conversazioni sapientemente mirate degli italiani all?estero."
> Troisio comprenderebbe, immagino:)