Manganelli Giorgio

Antologia privata

Autore: 
Manganelli Giorgio
Il problema nel parlare di Giorgio Manganelli è Manganelli stesso. Il suo ego abnorme, salterino e canterino, ora severo ora abnormemente autoindulgente, rappresenta il principale ostacolo per il critico che tenta, con tutta l’aspidica viltà del ruolo, di dire qualcosa di forzatamente acuto. La produzione manganelliana è, in certo senso, la prima vera critica all’opera stessa, uno stremante ma delizioso tentativo di scrivere un saggio su un testo inesistente. Ecco come Manganelli presenta il suo epitaffio sul retro della sua Antologia privata: “Egli era stato assai competente in fatto di cose che non esistono”.
 
Il breve ma significativo aforismoide è fratello di ”è incredibile la quantità di cose che riesce a fare gente che non è mai nata” e diretto discendente de La letteratura come menzogna. Antologia privata esce per Rizzoli nel 1989 e raccoglie praticamente il meglio di Manganelli, estratti scelti dall’autore stesso. “Secondo una variante teologica, piacevolmente empia, quando Atreo servì a Tieste le membra dei figli fatti a pezzi e, verosimilmente, sbrodettati, Tieste trovò quella pietanza squisita; reso poi edotto che quel che stava erano i suoi figli macellati e stracotti, disse che non aveva mai mangiato nulla di simile. - Così teneri - si dice abbia mormorato, succhiando le sapide cartilagini dell’ultimo nato. Allo stesso modo, o in modo simile, un tale che vanta l’empio e infondato diritto di farsi passare per “autore”, gode della semplice e pulita operazione di sbranare i libri che vanno per il mondo sotto il suo nome[…] Una antologia è una legittima strage.” 
 
Timballo di Hilarotragoedia, quindi; stufato di NuovoCommento; insalata di Agli déi ulteriori; minestrone di Centuria e ratatouille di Pinocchio: i brani a cui Manganelli è rimasto, all’alba della sua morte, avvenuta l’anno successivo, più cannibalisticamente affezionato. Se non si trattasse di Manganelli, personalmente aggiungerei: brani che avrebbero potuto essere più succosi e più significativamente collezionati in copresenza di un commento dell’autore. Questa pretenziosa condizione diventa in Manganelli niente più di una burla: il nulla, in tutto il suo fascino, non va sezionato. Più interessante e succoso, quindi, il contenuto saggistico e giornalistico della raccolta: corsivi, critica letteraria, presentazioni letterario-biografiche, articoli apparsi su Playboy, L’Espresso, La Stampa.
Trovano spazio, quindi, nella bolgia dell’immaginazione dell’autore, in un non-luogo di straordinaria finzione, affreschi di Calvino, Cristina Campo, Citati, l’amico Savinio, Tozzi e Samonà, frullati da un onnivoro mammifero italiano che dimostra un lettore convulsivo ed eterogeneo. Spazio anche ai temi politici e sociali a cui il nostro guardava sempre con ironia e cinismo: l’università italiana (“Alcune ragioni per non firmare gli appelli”, già in Lunario dell’orfano sannita); fulminanti riflessioni sull’automatismo della scrittura e sul giornalismo, insieme ad altre Laboriose inezie.
Preziosa e superflua, esattamente come la scrittura di Manganelli, è una summa teorico-poetica di un autore che, a vent’anni dalla scomparsa, continua a restare di nicchia, amato da colleghi e critica e puntualmente misconosciuto dai più. Ma ecco come mi piacerebbe chiudere, con il brano più significativo, a detta del sottoscritto, dell’intera produzione del luciferino Giorgio, in questa occasione in visita al convegno su “Jung e la Cultura Europea” del 21 Maggio 1973, a Roma. Ancora una volta, la digressione e il nulla dicono tutto quanto c’è da dire.
 
La situazione dello scrittore è naturalmente asociale, antisociale, contestativa, eversiva, anche con tutti quegli elementi patologici, diciamo quella balbuzie, quella balbuzie scelta, coltivata, quella balbuzie sintattica, accurata, elegante, ma deliberata con cui il discorso con la società viene vissuto e negato contemporaneamente. Come società vi detesto e come tale voi dovete detestarmi.[…] Dice Jung che la letteratura ha il compito di compensare in un determinato momento quello che la società ha represso, reprime in se stessa.[…] Perché la letteratura ha così profondamente e continuamente litigato con la società in quest’ultimo secolo e mezzo?[…] La letteratura ha accumulato delle atrocità. Ma chi vi ha insegnato a dire le parolacce se non gli scrittori che di volta in volta di fronte all’orrore dei vescovi, dei vigilanti, le hanno introdotte nel loro contesto? Sarebbero persone da sconsigliare, da rieducare. La letteratura è assolutamente tutta da rieducare, voi sapete quali sforzi selvaggi si sono fatti in questo secolo per rieducare la letteratura in tutti i paesi in cui la moralità, l’onesta, la virtù si è in qualsiasi modo affermata; si è sempre fatto questo tentativo di fare della letteratura una cosa onesta, producendo quello che è possibile, cioè una cattiva letteratura, una pessima, una infima letteratura. Perché la letteratura può respirare qualunque aria purché quell’aria sia assolutamente velenosa. E bisogna che la società si rassegni ad avere quei compagni di strada velenosi: queste persone dispeptiche, velenose, sgradevoli, narcisiste, irritanti, irritabili; queste persone, questo materiale infimo dove è rimasto secondo me quel poco che val la pena di essere preso in considerazione nell’ambito di questa società in cui noi viviamo.”
 
Paolo Castronovo, Agosto 2009.
 
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
 
(Milano, 1922 – Roma, 1990), narratore, critico, traduttore, giornalista e saggista italiano. Si laureò in Lettere presso l’Università di Pavia; fu consulente editoriale Adelphi, Einaudi, Mondadori.  
 
Giorgio Manganelli, Antologia privata. Edizione Rizzoli, tiratura limitata, 1989 (fuori catalogo)
 
Approfondimento in rete: WIKI It / Italia Libri / Fondazione Manganelli.
 
In Lankelot:
 
ISBN/EAN: 
8817664332

Commenti

"Perché la letteratura può respirare qualunque aria purchè quell?aria sia assolutamente velenosa. E bisogna che la società si rassegni ad avere quei compagni di strada velenosi: queste persone dispeptiche, velenose, sgradevoli, narcisiste, irritanti, irritabili; queste persone, questo materiale infimo dove è rimasto secondo me quel poco che val la pena di essere preso in considerazione nell?ambito di questa società in cui noi viviamo."

A seguire "Improvvisi per macchina da scrivere" e "La palude definitiva".

SPECIALE MANGANELLI:

http://www.lankelot.eu/SMF/index.php?topic=2948.0

In progress fino a DICEMBRE!

"Secondo una variante teologica, piacevolmente empia"...ecco.

?Egli era stato assai competente in fatto di cose che non esistono?.
:)

Cristina Campo...è una sorpresa. Avevo iniziato a studiacchiarla qualche anno fa...:)

"Preziosa e superflua, esattamente come la scrittura di Manganelli, è una summa teorico-poetica di un autore che, a vent?anni dalla scomparsa, continua a restare di nicchia, amato da colleghi e critica e puntualmente misconosciuto dai più" fino a dicembre avremo tempo per diffonderne la fama il più possibile...sarà una gioia...:)))

attendo con altrettanta gioia tutti i futuri pezzi..

"Timballo di Hilarotragoedia, quindi; stufato di NuovoCommento; insalata di Agli déi ulteriori; minestrone di Centuria e ratatouille di Pinocchio" eh eh eh fame :)

:)

4. era ora di cena...:P

"Ecco come Manganelli presenta il suo epitaffio sul retro della sua Antologia privata: ?Egli era stato assai competente in fatto di cose che non esistono?."

> Straordinariamente cosciente e consapevole:).

Ecce:

http://www.lankelot.eu/index.php/2009/07/29/manganelli-giorgio-pinocchio...

Giacché scrivi:

"fratello di ?è incredibile la quantità di cose che riesce a fare gente che non è mai nata? e diretto discendente de La letteratura come menzogna."

"(...) Perché la letteratura può respirare qualunque aria purché quell?aria sia assolutamente velenosa. E bisogna che la società si rassegni ad avere quei compagni di strada velenosi: queste persone dispeptiche, velenose, sgradevoli, narcisiste, irritanti, irritabili; queste persone, questo materiale infimo dove è rimasto secondo me quel poco che val la pena di essere preso in considerazione nell?ambito di questa società in cui noi viviamo.?"

> Grandissimo passo;).

ok, se scrivi tu di "Improvvisi" vengo giusto a commentarti;) Attendo.

Quanto a questo libro, osservo solo, leggendo "Più interessante e succoso, quindi, il contenuto saggistico e giornalistico della raccolta: corsivi, critica letteraria, presentazioni letterario-biografiche, articoli apparsi su Playboy, L?Espresso, La Stampa."

> Dio, Playboy era un punto di riferimento. Che aspettiamo a vederlo tornare all'antica gloria? Saria ora.

9. Incredibile :) Mi si è gelato il sangue la prima volta che l'ho letto...

10. Ho una raccolta di racconti pubblicati su Playboy americano che è praticamente un'antologia di classici!

12, dovresti farne una mini-scheda. Chissà che non ispiri Playboy italiano...