I primi a denunciare in ambito pop la morte di un supereroe furono gli 883 nel 1992 con il tormentone radiofonico Hanno ucciso l’uomo ragno. Oggi a mettere in scena la vulnerabilità di Batman, Superman e degli altri eroi della Marvel è Marco Mancassola in un thriller esistenziale e allegorico che attesta la raggiunta maturità artistica dello scrittore veneto. Ne La vita erotica dei superuomini, pubblicato nel giorno in cui gli Stati Uniti festeggiavano la vittoria di Barack Obama, gli eroi di Stan Lee, quelli che un tempo salvavano il pianeta intero dalle Forze del Male, sono alle prese con debolezze più che umane. Afflitti come tanti comuni mortali da sindromi maniaco depressive. Immersi nella quotidianità di un mondo sempre più complesso, in una New York post 11 settembre inquieta e paranoica, davvero lontana parente di quella luminosa ed edonista dipinta vent’anni or sono da Jay McInerney nel cult “Le mille luci di New York”, Superman, Batman e Reed Richards sono costretti a gettare la maschera e a mostrare il loro volto umano. I loro corpi, un tempo belli e invincibili, oggi improvvisamente fragili, sono metafora della vulnerabilità stessa del mondo occidentale che gli States e New York rappresentano. I limiti, le insicurezze e le ossessioni che affiorano nella loro vita sessuale e sentimentale, la rappresentazione allegorica della profonda crisi di valori che li circonda. Di un meccanismo, perfettamente oliato, che inaspettatamente si inceppa e non va più avanti. L’euforia generalizzata degli anni ’80, a due decadi di distanza dall’affresco “dostoevskijano” dell’Ellis di American Psycho, assume nell’era del credit crunch le sembianze di un’allegoria kafkiana pregna di paure, angosce e timide speranze. La vita erotica dei superuomini è a tutti gli effetti un romanzo politico, ove il termine va inteso nella sua accezione etimologica originaria. Il libro di Mancassola, rifiutando autoreferenzialità e stilemi alla moda, si fa infatti portatore di una visione forte capace di gettare uno sguardo sul futuro. Attraverso l’allegoria l’autore va dritto al cuore del lettore lasciandogli intravedere la possibilità di una resurrezione. Ma ciò che fa di quest’opera, dall’originalissima fabula, un romanzo maturo, assolutamente unico nel panorama letterario italiano odierno, è il suo stile. Uno stile che coniugando minimalismo e cultura linguistica, essenzialità e ricercatezza avvicina lo scrittore veneto a giganti come Philip Roth e Bret Easton Ellis.
NOTE
Marco Mancassola (Vicenza, 1973) è uno scrittore italiano. Il suo romanzo d’esordio Il mondo senza di me esce nel 2001, per i tipi di Pequod. Il libro viene ripubblicato nel 2003 nella collana Oscar Mondadori. In seguito escono il romanzo Qualcuno ha mentito (Mondadori 2004, collana Strade Blu), il saggio narrativo Last Love Parade- Storia della cultura dance, della musica elettronica e dei miei anni (Mondadori Strade Blu 2005, poi Oscar Mondadori 2006) e il racconto Il ventisettesimo anno (Minimum Fax 2005). Nel novembre 2008 è uscito per Rizzoli “La vita erotica dei superuomini".
Mancassola Marco - La vita erotica dei superuomini – Rizzoli (2008), 568 pag, € 21,50
http://www.marcomancassola.com/
Massimiliano Di Pasquale
Commenti
Neo Max!
"La vita erotica dei superuomini è a tutti gli effetti un romanzo politico, ove il termine va inteso nella sua accezione etimologica originaria. Il libro di Mancassola, rifiutando autoreferenzialità e stilemi alla moda, si fa infatti portatore di una visione forte capace di gettare uno sguardo sul futuro. Attraverso l?allegoria l?autore va dritto al cuore del lettore lasciandogli intravedere la possibilità di una resurrezione. Ma ciò che fa di quest?opera, dall?originalissima fabula, un romanzo maturo, assolutamente unico nel panorama letterario italiano odierno, è il suo stile. Uno stile che coniugando minimalismo e cultura linguistica, essenzialità e ricercatezza avvicina lo scrittore veneto a giganti come Philip Roth e Bret Easton Ellis".
> Non amo molto nessuno dei due, ma sono molto curioso di studiare Mancassola per tutto quel che hai scritto. Se davvero ha uno stile unico, se davvero ha scritto un romanzo politico (senza piombare nel massimalismo? Impresa difficile) allora è sicuramente pane per i miei denti. Magari non a quella cifra assurda, lo attendo in tascabile...
Lo sto leggendo proprio in questi giorni! Ma non è azzardato un rimando a Roth?! Insieme a quel fighetto di Ellis poi...
http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/libri-vita-erotica-dei-sup...
leggetelo, poi mi direte. la letteratura non è il testo di una legge... Comunque Ellis secondo me è bravissimo. può stare antipatico ma è di una bravura sconvolgente. Lunar Park, l'ultimo suo romanzo è un CAPOLAVORO
http://www.lankelot.eu/index.php?tag=ellis qui gli esordi di Ellis...
(capolavoro? brrr...) :)))
5. E' questione di gusti. A me è sembrato uno romanzetto scadente come i più scadenti di Stephen King.
La Letteratura non è il testo di una legge, Max: certo. Ma tra Ellis e Gore Vidal c'è un discreto abisso, più grande ancora tra Moccia e Magris, per dire, o tra Faletti e Simenon. E' bene non dimenticarsene mai, no? Altrimenti si perde l'orientamento, e tutto passa.
Lungi da me fare crociate o non capire la differenza tra Magris e Moccia. Rispetto da liberale il vostro scarso o nullo apprezzamento per Bret Easton Ellis, ma non sono solo, ad ogni modo fossi solo non ci sarebbe alcun problema, nel ritenere Ellis un grande scrittore e Lunar Park, un libro geniale.
per quanto riguarda Simenon occorre sottolineare che la grande fortuna italiana dell'autore belga fu dovuta, al di là della sua indubbia bravura, ad una strategia di mercato molto avveduta. Ossia il passaggio dalle edicole, dove si vendeva letteratura d'appendice, ad Adelphi, con una adeguata ritraduzione nell'italiano adelphiano... E comunque ci sono scrittori di gialli e noir che apprezzo più di Simenon come il sottovalutatissimo Giorgio Vladimir Scerbanenco
"ci sono scrittori di gialli e noir che apprezzo più di Simenon come il sottovalutatissimo Giorgio Vladimir Scerbanenco".
Siamo in due allora ad apprezzare Scerbanenco.
http://www.lankelot.eu/index.php/2006/07/19/401/
tre con Ianus.
ave cari!
ho un legame strano con questo autore, pensate che è la prima persona in assoluto che lesse un mio manoscritto, quando lavorava per meridiano zero (non so se ci lavori ancora). scrisse una risposta lunghissima e bella, veramente bella. gli altri libri che aveva pubblicato non mi sono particolarmene piaciuti, questo invece mi sembra migliore, lo sto leggendo anche io. mi ha ricordato un po' quel film d'animazione sui super eroi in sfacelo.
per ellis, concordo con sopra, lunar park vale una vita intera.
(amices... scrivetene! Sia di "Lunar park", proprio in considerazione della sua assenza in Lanke, sia dell'opera omnia di Mancassola. Vi saremo grati).
Bene, ho sollevato un pò di sano dibattito con la mia recensione. Ellis a parte, fatemi sapere cosa pensate de La Vita erotica dei superuomini. Mancassola a me sembra molto cresciuto.
Gianfranco, scriverò prima o poi di Lunar park, ma adesso ho una lunga lista di cose da leggere e di cui vorrei parlare su lankelot. cose diversissime dalla bio dei Depeche (a brevissimo ne parlerò) ad autori ucraini come il russo Kurkov, che preferisce Kyiv (non Kiev, mi raccomando) alla natia San Pietroburgo.
Kurkov?
Manca del tutto;).
Aspettiamo con vivo entusiasmo.
Grazie sempre, Max. Ottimi contributi, dico sul serio.
Forse arriverà prima Andrukovych di kurkov. Ma svilupperò il filone ucraino che tanto mi sta a cuore!
E andiamo;).
So che "Depeche Mode" di Zhadan sta andando finalmente in stampa, siamo agli sgoccioli...
Allora li contatto nei prossimi giorni. E lo recensisco con estremo piacere per LANKELOT!!
daje;).
www.marcomancassola.com/marco_mancassola_a_nord/lankelot-17-gennaio-2009...
segnalato nel blog dell'autore