"Gli sta bene che l’ho pestato, a questo rottinculo, così impara a kiamarmi paki, eh."
Con queste parole si apre Londonstani, opera prima di Gautam Malkani - giovane scrittore di Hounslow - caso letterario tra i più chiacchierati d’oltremanica, uscito in Italia lo scorso anno per i tipi di Guanda.
Basti solo confrontare l’attacco in stile gangsta-rap del romanzo corale di Malkani con quello di Kureishi ne “Il Budda delle Periferie”, romanzo di formazione ambientato negli anni ’70.
"Mi chiamo Karim Amir e sono un vero inglese, più o meno. La gente mi considera uno strano tipo di inglese, come se appartenessi a una nuova razza, dal momento che sono nato dall’incrocio di due vecchie culture".
Da una parte il britannico di famiglia asiatica che picchia il bianco che lo chiama paki, dall’altra l’anglo-pakistano che si definisce il prodotto di due culture.
A dispetto di una comune origine orientale, il mondo lirico di Gautam Malkani, appare difficilmente accostabile a quello di Kureishi. Anche quando i temi affrontati - rapporto dialettico tradizione-modernità, integralismo religioso-liberalismo occidentali – coincidono.
A dividere Malkani e Kureishi, non è tanto l’ambientazione temporale quanto il contesto antropologico di riferimento. E l’idea stessa di letteratura. Il mondo di Kureishi si colloca all’interno della grande stagione utopica degli anni ’60-’70.
I riferimenti culturali dei suoi romanzi ruotano ancora intorno ai miti del flower power. La scrittura è un felice quanto improbabile incontro tra una prosa cechoviana e i rimandi tipici della cultura pop britannica. Il potere seduttivo e la forza di Kureishi risiedono proprio in questo tono elegiaco, a tratti nostalgico, mai buonista o compiaciuto.
L’universo ritratto da Malkani, avvalendosi di una sintassi adrenalinica che mescola slang metropolitano e linguaggio da sms, è invece il prodotto di un mondo globalizzato, post-ideologico, complesso e stratificato. Schizofrenicamente scisso tra rispetto della tradizione e attrazione per la modernità consumistica rappresentata da macchine lussuose e telefonini alla moda.
Specchio iper-realistico di un’Inghilterra, dove il tema dell’integrazione è sempre più scottante, Londonstani ci schiude le porte di una Londra multietnica con tutto il suo corollario di affascinanti e inquietanti idiosincrasie.
NOTE
Gautam Malkani (Londra, 1976), giornalista e scrittore inglese.
Gautam Malkani – Londonstani, Guanda 2007, 16 Euro. Traduzione di M. Bocchiola
http://www.gautammalkani.com/ - sito ufficiale dell'autore
Massimiliano Di Pasquale
Commenti
Max!
Ave.
Ocio che manca il format:
www.lankelot.eu/index.php/format-letteratura-obbligatorio/
please help us.
Stavolta ancora rimedio io.
Per i titoli: Cognome Nome - Titolo opera.
Danke!
Ecce:)
Ho aggiunto copertina, tags, codice ean e uniformato il titolo.
La ragione è questa:
consultazione dell'archivio di Lanke...
www.lankelot.eu/index.php?archivione=1
circa 2700 voci.
(gran bell'esordio, Max!)
www.gautammalkani.com/homepage.htm
scusami gianfranco. Adesso mi studio bene le procedure sperando di non toppare più1
;)
scusa tu:)
vai di lusso. Col format è questione di 30 secondi per prendere la mano...;)
"L?universo ritratto da Malkani, avvalendosi di una sintassi adrenalinica che mescola slang metropolitano e linguaggio da sms, è invece il prodotto di un mondo globalizzato, post-ideologico, complesso e stratificato. Schizofrenicamente scisso tra rispetto della tradizione e attrazione per la modernità consumistica rappresentata da macchine lussuose e telefonini alla moda.
Specchio iper-realistico di un?Inghilterra, dove il tema dell?integrazione è sempre più scottante, Londonstani ci schiude le porte di una Londra multietnica con tutto il suo corollario di affascinanti e inquietanti idiosincrasie."
> Devo ASSOLUTAMENTE leggere.