Magnanti Ugo

20 risacche, Rapido blé

Autore: 
Magnanti Ugo

Due libri di liriche che si leggono in fretta, non perché le pagine siano parche o perché il contenuto sia troppo facile, al contrario è l’avvolgente odore del mare che invita a proseguire, passo dopo passo, una lettura piacevole e per qualche verso malinconica. La copertina di 20 risacche è un tuffo nel libro, spumeggia come un ingresso in una piscina, gettandosi da un’altura indefinita. Si penetra dentro come in un mare aperto e, fra le onde, appare la prima poesia. Odore di ruggine, sembra di sentire il vento che spettina e l’acqua che aspetta, “al soffio quasi nudo delle dune”. 

E il tempo, sembra non esistere:
“Il mare, come dice il nome, fu
Ancora circondato dalla costa,
orbitò la luna, così sarebbe stato
ancora, di nuovo, fra trent’anni”
(“20 risacche”, n.6)
 
Ma è in Rapido blé che appare il brano più onomatopeico:
 
Il ragù nella pentola
Alle suburre arreca
Pessimo
Un desiderio di cuccagna
 
Svanisce la punteggiatura, scompaiono i confini. I versi si frantumano, lo stile si fa mai banale ma nemmeno troppo aulico. Le parole si caricano di sensi altri, suggeriscono, stanche, nuovi significanti. “Afflitto da un frasario illuso da parole dense”, il poeta tenta di liberarsi un costante senso di passato, in un processo di simbiosi con se stesso e col suo specchio: come se il mare, col suo riproporsi di onda in onda potesse essere rappresentato da (o rappresentare) un ego a tratti frammentato e in fase di comprensione.
 
A volte è con un solo gesto che la lirica si fa immagine, si fa azione “è con un bacio / che spiegherei / lo strazio e il lampo”.
 
E il ritorno dell’estate, segna una nuova era di confronto. Un’ombra che lancia dei sassolini verso l’orizzonte, al rumore delle ruspe d’una città deserta.
Poi svariati ingredienti culinari si alternano ad altrettanti specie animali, avremo lungo il percorso trote, insetti, gabbiani e altri elementi topici che segnano il territorio già definito: rapido, del colore lindo del cielo.
In Rapido blé e 20 risacche c’è il Mediterraneo, c’è Anzio e c’è soprattutto Nettuno. La sabbia ripulita al mattino, il mese di giugno che solo i nettunesi possono e sanno comprendere fino in fondo, le rocce e le formichine che le abitano e finalmente, inarrivabile e immenso: il mare.
 
 
Vuota città che finisce
Imbianca le impronte
Sopra i dossi si gloria
Si tende
Si logora
Avvista i sassi che lancio
Sul lindo
Rapido blé
 
 
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
 
Ugo Magnanti (Nettuno, 1964), poeta italiano.
 
Ugo Magnanti, “Rapido blé”, U.M.E., Roma, 2003. Collana di poesia “Altri sali”, volume zero. Il volume è stato impresso in una tiratura non venale di cento esemplari.  
 
Ugo Magnanti, “20 risacche”, Edizioni Acume, Anzio 2007.
L’opera – dedicata alla memoria di Giovambattista Guarnieri – ha avuto una tiratura non venale di cento esemplari.
 
L’autore ha pubblicato, in rete, “Barlumi su un’America intuita da un’Italia”. Magnanti è l’editore dell’annuario di critica letteraria, teatrale e cinematografica “L’abaco”, diretto da Rocco Paternostro, e dirige per le sue edizioni la neonata collana di poesia “Altri sali”.
 
Approfondimento in rete: “Poiein” / Officina delle Immagini
In Lankelot
 
Riconoscimenti: Il suo poemetto visivo “Alfabeti” è stato acquisito dalla Biblioteca Casanatense di Roma, e la sua ‘Autopoesia con frecce’ esposta alla Biennale di Londra 2006, progetto “Arrows”. Ha partecipato con la poesia-oggetto “Poemisole” alla “8a Rassegna Internazionale del Libro d’Artista” e con la poesia-oggetto “Raskòlnikov” alla “7a, esponendo presso la Biblioteca Casanatense di Roma, il Centro Pecci di Prato, il Museo Morandi di Bologna, la Biblioteca Bertoliana di Vicenza, il MART di Rovereto. Ha rappresentato in Sardegna, a La Maddalena, le “Tre poesie-azione del poeta egoista”, nell’ambito di “Artincorpo”, festival di performance d’arte. Ha ideato, e partecipato alla lettura itinerante fra le discariche abusive “Otto poeti nell’immondizia” (Anzio e Nettuno); ha ideato e partecipato alla performance di “Poesia vomitata” contro la costruzione della Turbogas di Aprilia. Con le poesie-oggetto “piccolo obelisco con parole” ed “Entomologia” ha partecipato alle mostre “L’attaccapanni” e “L’arte seduta” (Roma).
 
ISBN/EAN: 
000000

Commenti

Al gentile Ugo Magnanti, scusandomi per il ritardo :)

“La copertina di 20 risacche è un tuffo nel libro, spumeggia come un ingresso in una piscina, gettandosi da un'altura indefinita. Si penetra dentro come in un mare aperto e, fra le onde, appare la prima poesia. Odore di ruggine, sembra di sentire il vento che spettina e l'acqua che aspetta, "al soffio quasi nudo delle dune”

> ecco fatto.
Bravo Hammer.

"In Rapido blé e 20 risacche c'è il Mediterraneo, c'è Anzio e c'è soprattutto Nettuno. La sabbia ripulita la mattino, il mese di giugno che solo i nettunesi possono e sanno comprendere fino in fondo, le rocce e le formichine che le abitano e finalmente, inarrivabile e immenso: il mare."

> (sentita. Grazie Luca.;) ).

Olè!