Madame de La Fayette

La principessa di Clèves

Autore: 
Madame de La Fayette

“La sua pelle chiara ed i suoi capelli biondi le davano uno splendore che non si è mai visto che a lei…" 

Un colorito romanzo che brilla nel raccontarci un mondo raffinato tra pizzi e merletti, tra arte e memoria di chi l’ha vissuto pienamente all’interno. Ben pochi esempi di scrittura femminile sono stati restituiti ad un pubblico più ampio di quello dei salotti di un’epoca che, fino a questo momento, abbiamo potuto scoprire solo dai romanzi storici, o guardare attraverso rappresentazioni cinematografiche in “costume”. Si pensi a “Le relazioni pericolose”, tanto per pescare dal mucchio, ma i più giovani potranno ricordare, invece, l’anime Lady Oscar” per calarsi perfettamente in una realtà storica non tanto lontana dalla vicenda che si racconta nel romanzo. In effetti, Madame de La Fayette pubblicò i suoi primi testi con uno pseudonimo maschile per non suscitare scandali alla “dura” realtà che una donna poteva non solo essere perfettamente istruita, ma avere anche una buona dose di talento per poter scrivere alla pari di un uomo. 

La principessa di Clèves” descrive con dovizia di particolari lo scenario degli ultimi anni del regno di Enrico II, regalandoci una perfetta visione dei fasti della corte francese alle prese con matrimoni combinati, trame, gelosie e sospiri di innamorati respinti. Madame de La Fayette utilizza uno stile sobrio ma ricco nelle sue pagine descrittive, lasciando dei vuoti in situazioni, o particolari, che hanno un significato solo per coloro che li hanno vissuti. I suoi scritti non erano destinati alle masse e non aveva alcun senso, per quelle che erano le sue idee interpretative, narrare di cose che i suoi lettori, rappresentanti dell’alta aristocrazia francese, già conoscevano. Non perde, tuttavia, occasione di tratteggiare, in maniera straordinaria, abitudini e caratteristiche dei suoi personaggi estremamente reali.

Madamigella di Chartres è la protagonista di questo romanzo che diviene principessa di Clèves per un classico matrimonio combinato. La sua condizione non le permette di scegliere diversamente. Il principe di Clèves è un ottimo partito che le permetterà di migliorare la posizione a corte. L’amore pieno emerge, in realtà, solo da parte del marito che ne aveva ammirato la bellezza durante un ballo. Quella condizione sentimentale cresce in lui fino a divenire la ragione dei suoi respiri al mattino e di quelli della notte, la sua stessa ragione di vita. Lui, come è normale che accada, non è il solo ad esser colpito dalla superba bellezza di quella ragazza riservata. L’affascinante duca di Nemours si pone sul suo cammino conquistandole il cuore. La madre, unica sua confidente, la scongiura di allontanare questa passione mentale che la tiene avvinta al pensiero di lui e muore lasciandola sola con se stessa e con le sue tentazioni.  La principessa di Clèves, tuttavia, oppone una resistenza che non lascia scampo anche al più fervido ed insistente degli innamorati. Non lascia trapelare nulla dei suoi stati d’animo, mentre segue con la coda dell’occhio i movimenti di Nemours. Ogni notizia che circola nei salotti femminili e che lo riguarda giunge come una stilettata crudele al cuore, ma la volontà è al limite delle forze umane. Internamente si dilania per un amore che pare corrisposto e allo stesso tempo rispetta nella piena fedeltà il marito. Finisce così per confessare tutto al marito che iniziava già a sospettare un’infinità di intrighi alle sue spalle.

Una donna che sa esser sincera con il suo sposo, prima che quel legame mentale si tramuti in qualcosa di più concreto, si svela in fitte pagine pregne di purezza emozionale. Una delle poche donne che sa allontanarsi dalla fonte del suo tormento per non cedere alla tentazione più oscura. Per questo chiede ancora aiuto al marito, dicendosi pronta ad improvvisare una grave malattia di fronte alla curiosità degli altri cortigiani. Il principe tentenna, si emoziona ed infine si convince della verità delle parole dell’adorata moglie. Il nome di lui, del suo rivale, ancora gli è del tutto sconosciuto e questo lo renderà insicuro nei suoi propositi di cieca fiducia.

“Come avete potuto pensare che non avrei perso la ragione? Avete dunque dimenticato che vi amo perdutamente e sono vostro marito? Una soltanto delle due condizioni può condurre alla follia: cosa non possono le due insieme?” 

Il destino vuole che, ad ascoltare quella confessione, sia anche Nemours, ora messo nella condizione suprema di conoscere perfettamente l’animo dell’amata ed il sentimento che nutre nei suoi confronti. Decide così di starle sempre più vicino e di coinvolgere altri personaggi della corte nel solo tentativo di poterla affrontare una volta per tutte.
La leggiadra fanciulla però sfugge ancora per non esser umiliata dalle dicerie che lo vogliono amante dell’una o dell’altra damigella presente alla corte francese.
Il principe scopre l’identità tenuta segreta e da quel momento cadrà su di lui il peso del dolore nel cuore. Arriva a maledire l’onestà della moglie nei suoi confronti, non avendo lei saputo celare, com’era consuetudine, le passioni amorose fuori dal matrimonio. Si ammala prima e muore poi, nello sconforto, dopo esser stato convinto dalla moglie stessa che il suo onore è ancora intatto.
Il rimorso di una situazione non vissuta, di una colpa non sua, renderanno la principessa di Clèves ancor più ferma nei suoi propositi.
Nell’attimo supremo in cui i suoi sogni d’amore potrebbero realizzarsi, decide di abbandonare per sempre il mondo che l’ha vista prima crescere e poi impazzire d’amore.
Nemours lotterà ancora per qualche anno, poi la rassegnazione prenderà il posto dell’amore che sembrava ormai pienamente conquistato.
 Il romanzo si presta certamente a letture diversificate, tra una lettura disimpegnata ed una di semplice curiosità storica. Si annuncia, tuttavia, da subito come un autentico esercizio di analisi psicologica della mente, dell’animo e del cuore dei suoi protagonisti, prima tra tutti della principessa di Clèves.
Si resta attoniti di fronte a questa sua originale caratteristica e a quanta influenza avranno nel romanzo moderno le storie di Madame de La Fayette.
Una vita di virtù e di rinuncia contrapposta alla vacuità degli animi che infestavano la corte. Una bellezza stupefacente di quella donna che sa conquistare tutti quelli che la guardano, il principe di Clèves per primo e che lei sposa per sola stima e del duca di Nemours dopo, pronto ad abbandonare il proposito di un matrimonio reale con Elisabetta I.
Gli uomini sono delle pedine di fronte all’avvenenza di una fanciulla che, tuttavia, è casta nel profondo della sua anima. Il rispetto che ha la scrittrice per lei è evidente. È l’unica ad essere descritta minuziosamente nell’aspetto fisico, delle altre donne e degli uomini non sapremo mai nulla più di quanto ci ha concesso di individuare tra le righe. Non poteva esser diversamente, la protagonista è un’anima femminile che si tormenta e che poi rinuncia comunque a vivere per onorare le sue convinzioni e la memoria del marito.
Una perla rara è questa principessa, certamente a quei tempi in cui il marito era solo formale e la passione veniva vissuta attraverso le molteplici relazioni estranee al matrimonio.
Una perla rara ancora per il suo essere attenta anche ai sentimenti di chi ama davvero. Lei sa tenersi distaccata nei confronti di Nemours non solo per salvare se stessa, ma anche perché è ben consapevole che non potrà mai realizzare il sogno che è solo suo.
Commuove nella sua vita di fedeltà e di rispetto, infastidisce nella sua rigidità, intenerisce con i suoi repentini mutamenti dell’animo, strazia nella sua perseveranza, anche quando il momento appare del tutto favorevole.  
“Il pensiero della necessità della morte, che vedeva così vicina, l’abituò a distaccarsi da tutto”
 
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
 Marie Madeleine Pioche de La Vergne, contessa de La Fayette, (Parigi 1635 – 1692). Si separò subito dopo il matrimonio dal marito, il conte de La Fayette, riuscendo, tuttavia, a mantenere con lui rapporti amichevoli e rispettosi. Era nota la sua lunga e accesa relazione con il duca di La Rochefoucauld, così come l’amicizia con Enrichetta d’Inghilterra e la sua attività diplomatica tra Francia e Savoia. Inizialmente scrisse utilizzando il nome Segrais.
Opere a lei attribuite: “La principessa di Montpensier”, “La contessa di Tende”, “La principessa di Clèves”, “Storia di Enrichetta d’Inghilterra”, “Memorie della storia di Francia”, “Zaide”.
 
 Marie Madeleine Pioche de La Vergne, contessa de La Fayette,La Principessa di Clèves”, Rizzoli Editori, Milano, 1986. Traduzione di A. Carocci. Contiene un saggio introduttivo di Armanda Guiducci sulle Preziose
Prima edizione:  1678. 
Approfondimento in rete: wikipedia
 
Movida, 11 settembre 2004.
Originariamente apparsa su Lankelot.com
ISBN/EAN: 
9788817165594

Commenti

?Il pensiero della necessità della morte, che vedeva così vicina, l?abituò a distaccarsi da tutto?

Siamo avidi. Vogliamo recuperare i tuoi pezzi.

"Si pensi a ?Le relazioni pericolose?, tanto per pescare dal mucchio, ma i più giovani potranno ricordare, invece, l?anime ?Lady Oscar? per calarsi perfettamente in una realtà storica non tanto lontana dalla vicenda che si racconta nel romanzo. "

> Possibile che nessuno abbia scritto né del libro, né del film?
Del film conservo ricordi magnifici - soprattutto della giovane Uma Thurman, ma va be' - mi piacerebbe rinverdirli...

"Una perla rara ancora per il suo essere attenta anche ai sentimenti di chi ama davvero. Lei sa tenersi distaccata nei confronti di Nemours non solo per salvare se stessa, ma anche perché è ben consapevole che non potrà mai realizzare il sogno che è solo suo.
Commuove nella sua vita di fedeltà e di rispetto, infastidisce nella sua rigidità, intenerisce con i suoi repentini mutamenti dell?animo, strazia nella sua perseveranza, anche quando il momento appare del tutto favorevole.
?Il pensiero della necessità della morte, che vedeva così vicina, l?abituò a distaccarsi da tutto?"

> Sbaglio o quest'ultima citazione è puro BUSHIDO?

4. pare...ma è nel libro..che Madame fosse inconsapevolmente collegata con l'altro versante del mondo?

Parrebbe;)

www.lankelot.eu/index.php/2009/10/14/manganelli-giorgio-agli-dei-ulteriori/ Protagonista di uno dei sei racconti di "Agli dèi ulteriori" di manganelli, è proprio la Principessa di Clèves...

salve,sono nuovo del sito, sto preparando un esame molto specifico su Madame de La Fayette e la principessa di Clèves, con il supporto del saggio di J.M. Delacomptèe "La princesse de Clèves la mère et le courtisan"..siccome è in madre lingua, qualcuno saprebbe dirmi se è possibile trovare una versione italiana del saggio?Ringrazio anticipatamente,ciao a tutti!

no, non credo esista.
OPAC dà solo questa:

Delacomptee, Jean-Michel
La princesse de Cleves : la mere et le courtisan / Jean-Michel Delacomptee
Paris : Presses universitaires de France, 1990