“Per conoscere Aldo Zelli è un lavoro che un narratore ha voluto dedicare a un altro narratore. Una sorta di omaggio a un maestro” (Lupi).
Questa atipica e ricca monografia (Lupi scrive, nella Nota in ouverture, che la documentazione è stata capillare: ha saputo scandagliare editi, inediti, riviste dell’epoca, recensioni, corrispondenza) è dedicata a quello che l’autore saluta come un maestro della Letteratura per ragazzi, e non solo. Mi trovo a scriverne da neofita della produzione di Zelli, impegnato piuttosto nell’analisi della produzione di Lupi; questo principio varrà anche per l’analisi degli altri protagonisti delle monografie di Lupi, come vedremo più avanti, da Fulci a D’Amato, da Deodato a Milian. Non posso quindi obbiettare nulla a proposito né delle argomentazioni proposte, né a proposito della necessità di questa ricerca: posso limitarmi a prenderne atto, confidando d’essere rimasto impressionato dalla vastità delle pubblicazioni di Aldo Zelli e da diversi aspetti peculiari della sua opera. La prima domanda che mi sono posto è: per quale ragione Gordiano Lupi ha dedicato la sua prima (per ora, unica) monografia letteraria ad Aldo Zelli? Le ragioni possono essere molteplici. Provo a congetturare.
Ipotesi Alfa: Zelli rappresenta il primo e più illustre antecedente “territoriale”: pur nativo di Arezzo, alle spalle quarant’anni tra la Tripolitania e la prigionia inglese, lo scrittore si trasferì a Piombino e là visse, insegnò e divulgò le sue conoscenze nella seconda metà della sua vita. Lupi quindi può aver sentito come sua precisa responsabilità quella di tenere viva la memoria di un narratore conterraneo. È una congettura fiacca e in ogni caso non bastevole a giustificare una ricerca così organica e completa.
Ipotesi Beta: la narrativa di Zelli presenta dei punti di contatto con la narrativa di Lupi. La sensibilità nei confronti del fantastico, in particolare, potrebbe avallare questa interpretazione; in seconda battuta, sic et simpliciter, le straordinarie facilità e fluidità di scrittura accomunano i due autori toscani. A questo proposito, preme segnalare che mentre l’autore lavorava a questa ricerca pubblicò il suo primo (per ora, unico) libro di narrativa per ragazzi, “L’età d’oro”; non posso escludere a priori, considerando peraltro l’ammirazione di Lupi nei confronti del maestro, che possa essersi trattato di un pur indiretto omaggio (non capiterà di frequente, del resto, di incontrare animali parlanti nelle trame di Lupi).
Ipotesi Gamma: Zelli aveva una patria d’elezione, perduta e rimpianta per tutta la vita; quella Tripolitania in cui aveva vissuto infanzia, adolescenza e giovinezza. La Libia si rivelerà protagonista o contesto di diverse opere, a partire da quel “Kaslan – Storia di un dromedario intelligente”, primo libro edito da Zelli. Non è difficile evidenziare in questa scelta una rarità – per non dire un caso isolato – nella nostra Letteratura del Novecento. Zelli aveva la sua Arcadia alle spalle: ne derivò amore per la cultura islamica, per il deserto, addirittura per quell’imperatore Romano d’origine africana, Settimio Severo.
Lupi sta vivendo – stava, considerando le recenti difficoltà politiche – l’incontro con la sua patria d’elezione: Cuba. Al di là dei primissimi “Lettere da lontano” e “Il palazzo”, è diventato molto difficile registrare racconti o romanzi ambientati nella natia Toscana; chissà, considerando l'eclettismo del suo maestro e la sensibilità per la tradizione etrusca, non è difficile prevedere un ritorno sui suoi passi.
Infine, l’ultima ipotesi è quella forse più plausibile: semplice, schietta e franca ammirazione d’un autore nei confronti d’un maestro, in cui Lupi riconosce influenze – volta per volta – diverse: da Graves a Poe, da King a Esopo, da Kipling a Salgari. Un simile sincretismo, personalmente, non può che ricordarmi Lupi stesso, giova ribadirlo. Ciascuno decida secondo le sue suggestioni; rimane – prima di accennare alla struttura del libro – da segnalare che questo libro è importante da un punto di vista umano e letterario, in generale, come testimonianza della sensibilità dello scrittore di Piombino nei confronti dei minori o dei laterali e come chiaro saluto a un suo immediato punto di riferimento. Vorrei poter aggiungere che la lettura di Zelli è necessaria: non posso, per onestà, non avendo campionato altro che i frammenti ospitati in questo libro. Posso tuttavia confidarvi d’essere rimasto incuriosito e convinto che, qualora un giorno Zelli torni ad avere distribuzione e circolazione nazionale, allora questo saggio sarà un’utile (e unica) guida alla lettura.
La monografia è strutturata in tre parti, suddivise a loro volta in vari capitoli (4+23+8): nella prima Lupi racconta l’avventurosa vita di Zelli, dall’infanzia africana fino al dopoguerra piombinese, illustrando la sua fede cattolica, la genesi della sua ispirazione, le vicende che lo condussero alla prigionia e al ritorno in Italia; le pubblicazioni, la corrispondenza, la fortuna. Nella seconda esamina le opere edite: dalla narrativa per ragazzi ai romanzi storici, ecco gatti vegetariani, ranocchie vanitose, leprotte scansafatiche, gatti robot, uomini del paleolitico, dromedari dottissimi, principesse etrusche: all’insegna d’un primum delectare, deinde docere che Lupi spiega fosse il comandamento unico della scrittura di Zelli. Nella terza e ultima sezione Lupi introduce il lettore nel variegato mondo delle opere inedite o incompiute di Zelli; filastrocche, poesie, racconti; non mancano accenni agli articoli e alle recensioni pubblicate dall’autore e al sogno d’una traduzione in lingua inglese della sua opera.
Chiude il libro l’importante saggio di Maggioni sui generi narrativi dell’autore e l’interessante analisi di Panerini sul romanzo storico di Zelli.
Concludo l'analisi auspicando che le Edizioni Il Foglio continuino a pubblicare gli inediti di Zelli. Questa testimonianza di appassionata dedizione nei confronti dell'opera di Zelli non può passare inosservata: pretende rispetto e continuità.
***
Preferisco sia l’autore della monografia a concludere questo articolo, per assicurare al lettore una percezione equilibrata del senso di quest’opera. Ecco Gordiano Lupi a proposito di Zelli: della sua produzione, delle sue influenze: “Per conoscere Aldo Zelli è un omaggio a un maestro. Aldo Zelli è autore che ogni piombinese dovrebbe conoscere quasi per dovere, perché anche se nativo di Arezzo (1918), sceglie la nostra città come residenza definitiva. Muore improvvisamente, il 24 aprile 1996, dopo aver assistito a una rappresentazione teatrale. Zelli fu scrittore per ragazzi di livello nazionale, pubblicò storie gustose e piacevoli come Sinforiano gatto vegetariano e Kaslan, ma fu anche buon autore per adulti. La sua produzione è sterminata e ci sono molti inediti che meriterebbero di vedere la luce. Appassionato di Storia, soprattutto Romana e Medievale, amava le biografie dei personaggi famosi che spesso gli ispiravano racconti e romanzi. Apprezzava i gialli, la narrativa del mistero ed era un appassionato lettore di Piero Chiara. Per ironia della sorte non amava Carlo Cassola e chi dice che i suoi racconti per adulti sono cassoliani deve ricredersi perché Zelli ha scoperto Cassola dopo aver scritto quasi tutte le sue opere per adulti. Due narratori italiani fondamentali per la sua formazione sono stati Grazia Deledda e Matilde Serao e nei racconti giovanili si sente l’influenza di queste letture. Non solo, lo stesso Zelli ammetteva di essere stato influenzato dalla lettura di molti romanzi inglesi dell’Ottocento. Però aggiungeva: ‘Lo stile è solo mio. Quello non si apprende. Bisogna stare attenti ai padrini letterari’. In gioventù si è formato sui libri di Emilio Salgari, Kipling, Dickens, e i romanzi storici di Dumas. Non credeva all’utilità della narrativa impegnata, quella che parla di cose d’attualità come la droga, la disoccupazione, l’alcolismo. Diceva che era difficile scrivere di cose recenti e restare attuali, si correva il rischio di finire ‘datati’ prima del tempo. ‘Io preferisco rifugiarmi nel passato, creare un buon romanzo che si faccia leggere e allo stesso tempo che riesca a dire qualcosa’ diceva. Zelli è stato un narratore di razza, non v’è ombra di dubbio, l’unico grande scrittore che la nostra terra di Bassa Maremma abbia mai avuto”.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Gordiano Lupi (Piombino, 1960), romanziere, poeta, saggista, recensore, soggettista, sceneggiatore, traduttore, editore italiano.
Gordiano Lupi, “Per conoscere Aldo Zelli – Vita e opere di un grande scrittore per ragazzi”, Il Foglio Letterario, Piombino 2002. Hanno collaborato Maurizio Maggioni (breve saggio “I generi narrativi di Aldo Zelli”) e Andrea Panerini (breve saggio “Il romanzo storico di Aldo Zelli”). Editing di Lisa Mugnai.
È stato recensito o presentato da: Stradanove / Books and Other Sorrows / Books and Other Sorrows (contiene un capitolo di “La magia di Putifarre e Serafino”).
Approfondimento in rete: Sito ufficiale di Gordiano Lupi / Blog di Gordiano Lupi / Casa editrice di Gordiano Lupi / Intervista di Giorgini (Kult) / E-book gratuiti / Lattanzi su Lupi / Controstorie (Letteratitudine)
Bibliografia sintetica di Aldo Zelli: Kaslan, storia di un dromedario intelligente (L’Ariete, 1966 – ristampato da Il Foglio, 2002), Il marinaio zoppo e altre storie (L’Ariete, 1967), Il magnifico corsaro (Paravia, 1971), Le avventure di Sinforiano, gatto vegetariano (L’Ariete, 1973), Lo schiavo di Tunisi (Edizioni Paoline, 1974), Diecimila anni fa (Le Monnier - Salani, 1980), La stirpe di Horo (La Fortezza, 1981), Il gatto robot (Comune di Piombino, 1981), Le storie di Abu Bakr (Editrice Virgilio, 1980), Buffe storie di animali (Ed. La Scuola, 1985), La tartaruga a rotelle (Ed. La Scuola, 1985), La carota ballerina (Ed. La Scuola, 1985), Larthi, principessa etrusca (Ed. La Scuola, 1985), Flaviano il longobardo (Ed. Petrini, 1988), Roma primo secolo (Le Monnier, 1991), Sotto le insegne di Colombo (Le Monnier, 1991), Il primo panda (Lalli, 1992), Schiava in Babilonia (Editrice SEI, 1995), Il sogno di Settimio Severo (Ed. La Scuola, 1994), Avventura nel futuro (Editrice Alberti, 1994), Il tempo all’indietro (Editrice Giacché, 1994), Cronache della Staggetta (Chegai, 1998), Bartolomeo d’Alviano (Chegai, 1998), La bertuccia malandrina (Ed. Paoline, 1974 - rist. Il Foglio, 200), Putifarre e Serafino (Ed. Il Foglio, 2001), Le voci lontane (Il Foglio, 2002).
GORDIANO LUPI in LANKELOT
Gianfranco Franchi, Maggio 2007.
Commenti
A voi, monografia su uno scrittore tutto da riscoprire: toscano e tripolino, narratore per ragazzi, autore di romanzi storici.
devo leggere meglio anche il resto dell'opera, gianfranco.
mi pare un'iniziativa complessa e utile: complimenti
vorrei che lankelot irradiasse molte spore
Speriamo:). Comunque sull'opera di Lupi ne vedrai ancora delle belle, non sono nemmeno a metà dell'analisi. Purtroppo, per quanto riguarda i saggi, non posso confutare tesi, congetture e profondità della ricerca; l'impressione è che si tratti comunque di impressionanti lavori di ricerca sugli artisti esaminati. L'aggettivo è molto indovinato (cfr. saggi su Fulci e Deodato)
eh, delle mie personali -enormi- falle mi costringono a lettura lenta. ma lemme lemme ..
Aldo Zelli è un narratore per ragazzi di scuola rodariana, certo, Gianni Rodari rimane e Aldo Zelli passa, questo è logico, fa parte del gioco, i minori restano minori, soprattutto nela narrativa per ragazzi. D'altra parte quanti di voi hanno sentito parlare di Domenico Volpi? Eppure ha fondato Il Vittorioso e ha scritto più di 100 libri per ragazzi. Volpi e Zelli fondarono Pagine Giovani di Roma che vive ancora grazie al primo autore adesso novantenne. Zelli ha pubblicato per Salani, La Nuova Italia, le Paoline, la Sei, è stato distribuito in tutta Italia e nelle scuole. Diecimila anni fa ha venduto 20.000 copie ed è ancora adottato da molte scuole. La Nuova Italia credo lo abbia ancora in catalogo. Il Foglio ha pubblicato Kaslan, Putifarre e Serafino e La bertuccia malandrina (in appendice il bellissimo Calcio di rigore), magari li faccio avere a Franchi così può valutare. Credo che un piccolo editore di Torino a breve pubblicherà La Popi poliziotta, un inedito che avrei voluto avere io, ma così vanno le cose del mondo, non tutto segue la sorte che si vorrebbe.
Perchè ho scritto su Zelli? Sono vere un po' tutte le cose che dice Franchi, sono valide tutte le ipotesi. Zelli è l'unico vero scrittore piombinese del XX secolo.
Non è poco, credo.
Gordiano Lupi
Molto volentieri, Gordiano. Se credi che si possa testimoniare che Zelli ha maggior talento e maggior immaginazione rispetto a Rodari divento ancor più interessato a scoprirlo con calma. Leggerò molto volentieri Kaslan in primis (pensando anche ad Aslan, dio di Narnia). Mi piacerebbe tanto leggere i libri di Zelli sugli Etruschi e sui Romani. Le ragioni le conosci...
Non ho mai sentito nominare Volpi, hai ragione. Perché non ne scrivi tu, per Lankelot?
Quanto all'editore piemontese... è un peccato che gli inediti non rimangano al Foglio. Aggiungo qualcosa all'articolo.
Scrittori piombinesi? Siete in due. Non ho letto Zelli ma ho letto Lupi.
No, Zelli non è più geniale di Rodari. Assolutamente. Sarebbe fare partigianeria inutile. Rodari è un grandissimo autore per ragazzi e Zelli a volte lo imita (bene, ma lo imita) come ne Il gatto robot e in altre fiabe. C'è un inedito di Zelli su un Cappuccetto Rosso al contrario che riprende Rodari e molto più modestamente l'ho ripreso pure io inventandomi un Cappuccetto Rosso horror - erotico dove il lupo e buono e la bambina cattiva e perversa... ma il merito è di Zelli, pure se lui - cattolico com'era - non avrebbe mai osato dissacrare quanto me. Zelli si poneva dei limiti, si frenava, questo è il suo difetto maggiore come scrittore, ma resta un maestro ed è molto più grande di me. Senza dubbio. Ti dirò che tra me e lui c'è la stessa differenza che tra lui e Rodari.
Gordiano
Ecco l'inedito, uscito a marzo:
La Popi poliziotta in: Pazza vacanza a Colfiorito
Autore: Zelli Aldo - Editore: Le Brumaie
Collana: (Tre chimere; 2)
Pagine: 144 - Prezzo: 12.60 ?
Peccato che sarà il solito editore a pagamento che nessuno conosce e che non ha neppure un sito internet.
Zelli non meritava di cadere così in basso.
Lupi
8. Sì, è francamente assurdo. Non conosco le ragioni della scelta degli eredi dei diritti, ma la scelta mi sembra deprecabile e immotivata. Speriamo si ravvedano quanto prima. Ma hanno letto questo tuo saggio? Si sono resi conto che se non ne parlavi tu non ne parlava più nessuno?
7. (quanto ai tuoi meriti cercherò di dimostrare ancora quanti e quali siano. La tua umiltà ti fa onore).
Le assurdità sono molte e hanno il solo nome di ingratitudine, ma tanto da Piombino non mi attendo più niente. Se non fosse per i miei genitori che sono anziani e hanno bisogno di noi e di vedere i bambini me ne sarei già andato. NOn ho più alcun legame con questa città, ché chiamarla città si dice grossa...
Non mi hanno fatto avere copia del libro (che io ho letto da inedito e commentato sul saggio). Non mi hanno chiesto di fare l'introduzione. Mi hanno detto che era uscito il libro due mesi dopo che lo hanno fatto. In ogni caso si tratta di un libro stampato da un editore che pubblica solo libri di cucina e libri scritti da lui stesso...