Lupi Gordiano

Una terribile eredità

Autore: 
Lupi Gordiano

Un libro per analessi

Inutile sarebbe indagare la logica di qualsiasi guerra se non rintracciarla nella follia di chi stabilisce le sorti di altri che partono senza un perché e che niente sanno se non che debbono salvare la pelle a qualsiasi costo; ma alla guerra non c’è fine, devasta la normalità, le emozioni e i sentimenti, sventra ogni tentativo di ricostruirsi con fantasmi che inutilmente si vomitano, si appropria per sempre del corpo, è un attraversamento di dolore che annienta la vita.
Il libro di Gordiano Lupi si sgrana pagina per pagina sia in immagini dure e distaccate, oserei parlare di terza dimensione, sia in aperture a grandangolo il cui alternarsi costituisce l’originalità dell’autore.
In ogni parola rimanda al cuore la sofferenza del protagonista nel perdurare dell’orrore, lacerante e senza respiro. L’animo e lo sguardo dello scrittore sono esenti da qualsiasi giudizio o critica; mai omologazione ma identità precise e irripetibili, sofferte, “persona” nella sua unicità  è il protagonista accompagnato da uno scrivere riscaldato dalla pietas.

Lo stile, simbiotico al contenuto, è controllato da una sapiente paratassi e da una punteggiatura che si sgretola a seconda dei ritmi dell’orrore e del dolore; arrivano al lettore contrazioni allo stomaco e l’icasticità delle immagini fa percepire sempre più fortemente l’avvertimento della catastrofe. “La terra non ce la faceva più a sopportare il peso dei suoi morti e quasi rifiutava di ingoiarli e di dargli sepoltura”.
Mi sovviene Ungaretti in “Non gridate più”; ma nella guerra di questo testo mancano la fede, il riscatto, la pace: “Dove esiste la fame non esiste la vita”; “Qualcuno comprenda che non c’è fine all’orrore”.

Mi sembra che ciò voglia dirci questo avvincente libro. Trovare come unico sfogo, uccidere giovanetti per cibarsi della loro carne altro non è che il risultato di una guerra che segnerà un ritorno nella propria terra con un’eredità raccapricciante: “Per tutti sono un povero pazzo e posso dire quello che voglio”. La pazzia quindi, come unica libertà anche se si sta marcendo dietro alle sbarre e, in sequenza partono le immagini che accompagnano la storia del protagonista, stringono l’animo e ci fanno partecipi di quel dolore.
Le onde del mare si frangevano sul muro in granito, screpolato e distrutto in più punti…dove si faceva più forte il sapore del mare, i palazzi colorati di rosa e di giallo mostravano alla forza del vento un antico splendore…di quella regione ricordo solo un deserto infinito…

Le scimmie ci fanno troppa pena… gridano come bambini disperati… Un pianto stridulo. Terrorizzante. Muoiono per il dolore… il passato tornava come una scure selvaggia a decapitare i sogni… compresi presto che con quell’incubo avrei dovuto convivere per tutta la vita… bevo quel sangue a lungo poi stacco le labbra ho paura che i ragazzi comprendano quello che mi sta accadendo… io non sono un vigliacco, scappo per amore…dal deserto dell'Angola si torna, non si torna da quello dell'anima. È anche questo la guerra; non poter disinnescare una bomba che si ha dentro.
Il figlio dagli occhi come quelli di Clara c’è, lasciato, ritrovato, lasciato di nuovo… gli vuole bene, lo va a trovare e rende più accettabile la follia. L’eredità è lì, in un pacchetto ben legato con le ultime notizie di un articolista del Granma, un pezzo di carne ben salato dal profumo dolciastro”. Lascito di dannazione o reciprocità d'amore.

 

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Gordiano Lupi (Piombino, 1960), romanziere, poeta, saggista, recensore, soggettista, sceneggiatore, traduttore, editore italiano.

Gordiano Lupi, “Una terribile eredità”, inedito, 2003. Quindi: Perdisa, 2009

ISBN/EAN: 
978 88 8372 376 6

Commenti

Ecco una lettura dell'inedito romanzo di Gordiano Lupi "Una terribile eredità".

Bentornata, Patrizia. Grazie per il nuovo, prezioso contributo: arricchisce il nostro archivio dedicato alle opere di Gordiano Lupi. L'opera omnia è ormai a disposizione di tutti, e definitivamente.

A stanotte per i commenti
gf

Intanto, qui:

http://www.lankelot.eu/?p=1798

le notizie sul racconto che ha dato vita a questo romanzo:
"Il sapore della carne", pubblicato in "Nero Tropicale" e prima ancora in "Fame - La trilogia cannibale".

E' il romanzo che mi è venuto meglio, ma non trova un editore.
Mal che vada - prima di morire - lo pubblico con Il Foglio.

Gordiano

Ne conservo gelosamente copia. Vorrei lavorarci su quando esce il saggio su "Dracula", per completare il tutto. Sono convinto che troverà editore prima del 2008. E che la morte rimanga lontana, non è tempo:)

quando si parla di editori di chi si parla?.........raramente di uomini colti ma manager dell'affare libro...........del genere che va.della poesia che non va mai infatti non la si pubblicizza neanche............il libro di gordiano è poco incorniciabile tranne dire che è una denuncia inesorabile della guerra.........non è un horror perchè non è storia inventata ed è molto sofferta.........non è poesia ma ha degli squarci lirici impressionanti........oggi mi è venuto in mente un possibile accostamento con gli scrittori sudamericani , anche in loro l'icasticità è fortissima.e quando scrivono si sente persino l'odore del vento...ecco profumazioni.........sapore dolciastro di sangue ...urla disumane............ Lupi coinvolge tutti i sensi dalla parola per detti motivi...non è stato ancora pubblicato .
questo testo.e poi dove lo collochi Lupi che scrive con sapienza di tutto ?

Dovresti avere copia anche di SCAMBIO DI TESTE, altro inedito cubano. Tra gli inediti c'è anche LA VIA DI FUGA, quello è tra l'Italia e Cuba. Lo hanno letto in pochi... e non so se lo pubblicherò mai.

Gordiano

No, "Scambio di teste" mi manca, in effetti.

Dracula e i vampiri mi sa che andrà al 2008 (o a fine 2007). Sempre nel 2008 dovrebbe uscire un libro sul cinema di Luigi Cozzi, scritto insieme a Luigi Cozzi in persona. Tra i titoli importanti del 2008 ci sarà Amanti diabolici, scritto con Sabina Marchesi per Olimpia, un saggio (popolare) sulle coppie di amanti criminali più famose della storia. Uscirà per San Valentino 2008. Stampa Alternativa sta valutando Il lato oscuro del cinema italiano, un saggio (popolare) sui delitti nel cinema italiano del dopoguerra, una sorta di Cinecittà Babilonia. Spero che Baraghini si convinca a farlo. Torreguitart ha altro in cantiere... insomma ce n'è pure troppa di roba che bolle sul fuoco...

Gordiano

Magnifico. Allora aspetto, e aspettiamo. Tra i vari titoli in uscita, mi sembra interessante per la nicchia e non solo il libro su Cozzi; sulle questioni legate agli omicidi sai già come la penso, non baro, ma la scrittura farà la differenza. Interessante pure il progetto "cinecittà-babilonia". Quello che aspetto con più piacere è "Dracula", perché voglio vedere quante apparizioni letterarie di Vlad mi sono perso per strada, per recuperarle.

Infine, quanto alla narrativa a firma Lupi, attendo con fiducia.

vorrei i libri che hai citato

Dracula è scritto a quattro mani con l'amico Maggioni. Io ho fatto il mito dle vampiro e la letteratura. Lui ha fatto il cinema. poi ci sono cose scritte da Luigi Cozzi (che è l'editore tuttofare). Il libro su Cozzi interesserà una nicchia molto modesta, lui non è un regista che ha buona stampa, ma ingiustamente perchè ci sono dei buon i film come effetti speciali e come storie. Tutti lo ricordano per il pessimo Paganini Horror, ma non è giusto. Ha fatto pure buoni lavori di thriller e fantastico. Amanti diabolici (scritto con Sabina Marchesi)è un buon libro, edito dal mio editore più grande e considerato. Ci credo molto. Il lato oscuro del cinema italiano è un buon progetto, spero che Baraghini ci creda. Per la narrativa bocce ferme. Scrivo qualce racconto, di tanto in tanto, ma è dal 2003 che non mi metto in testa di scrivere un romanzo. Probabilmente le cose urgenti che avevo da dire le ho dette tutte e adesso preferisco l'articolo, la forma giornalistica. Vorrei fare un e-book per Kult Underground de Il giustiziere del Malecon, visto che è fuori catalogo e nessuno lo ristampa.

Gordiano

Dimenticavo che sta per uscire un libro (curato da me e Fabio Zanello) sul cinema di Sergio Martino che nel 2008 torna al grande schermo con L'allenatore nel pallone 2. Banfi torna al cinema! Io ho fatto solo la parte della commedia sexy.

GL

Bene:).
Questi sì che sono trailer letterari. Sarà un 2007-2008 spumeggiante.
Grazie per tutte queste anteprime. (Banfi sta facendo il giro delle radio romane da mesi, per parlare del progetto. Giorni fa era nel ritiro della Maggica per le prime riprese con Totti e Spalletti)

(Quel che scriverai su Cozzi, da queste parti, sarà fertile di approfondimenti da diversi fronti: cinefili e cinefagi. Vedrai).
*
(quanto alla Narrativa... probabilmente è questione di nuove visioni. Sei un autore visivo e devi trovare qualche innesco folgorante nel cinema, o magari in qualche quadro. Credo sia solo questione di nuovo imprinting. Il resto ha ormai sedimentato, non lo smarrirai più, arricchirà il tutto. E penso con favore anche a qualche inserto saggistico, nei prossimi romanzi, proprio per via di quel che scrivi sulla propensione ad altra forma. Sarebbe una commistione potente, e postmoderna. Hai mai letto "L'arte del romanzo" di Kundera? Potrebbe essere la sua ora...)

L'allenatore nel pallone 1 è un film molto divertente. Speriamo che Martino si ripeta. Riporto un commento estrapolato dal libro.

L?allenatore nel pallone non è certo un capolavoro, esce in un periodo storico di decadenza della commedia sexy e rappresenta uno degli ultimi colpi di coda di un genere sulla via del tramonto. La pellicola però diverte, perché punta sul calcio e su una comicità per famiglie. Il dvd ha venduto moltissimo (sessantamila copie) ed è forse stato più visto della versione uscita in sala. Lino Banfi è in grande forma e contribuisce con intelligenza e abilità a scrivere il personaggio di un allenatore sfigato e simpatico come Oronzo Canà. Per chi mastica di calcio si può notare la somiglianza con il mitico Oronzo Pugliese, il cosiddetto mago dei poveri. Il film non è uniforme, perché parti comiche esilaranti e battute memorabili sono seguite da freddure patetiche e da una passerella di calciatori e commentatori sportivi che si poteva evitare. La presenza sul grande schermo degli idoli dei campi di calcio, in quel periodo storico, però contribuisce al successo commerciale della pellicola. Ci sono stati film sul calcio migliori di questo, basti pensare a L?arbitro di Luigi Filippo D?Amico (1974), interpretato da un travolgente Lando Buzzanca, I due maghi del pallone (1970) di Mariano Laurenti, con Franco e Ciccio e Paulo Roberto Cotechiño? (1983) di Nando Cicero. L?allenatore nel pallone si difende onestamente e non si piazza male in un?ipotetica classifica di pellicole legate al mondo del calcio, soprattutto perchè è finito il tempo di puntare sul sesso e sulle volgarità. L?allenatore nel pallone è un film per tutti che può passare in televisione a qualsiasi ora del giorno e che riunisce una famiglia intera per due ore di sano divertimento.

"Per chi mastica di calcio si può notare la somiglianza con il mitico Oronzo Pugliese, il cosiddetto mago dei poveri."

> E Carlo Mazzone.

Quanto ai film sul calcio, il migliore credo sia "Ultimo minuto" di Avati. E' drammatico, certo, a differenza di questi, ma assieme a "Ultrà" di Tognazzi figlio maior offre taglio credibile e prospettiva non farsesca.

A proposito di Cozzi, questo è un suo grande film da riscoprire.

Dedicato a una stella è del 1976 e possiamo dire che ha qualcosa in più di un semplice lacrima movie. Vediamo perché. Il produttore Ovidio Assonitis mette insieme un notevole cast di attori nel quale spicca la recitazione di una giovanissima Pamela Villoresi, diciottenne alle prime esperienze ma che già lavorato con Strehler. La formazione teatrale dell?attrice pratese si nota sia in questo film che nel precedente Vizi privati, pubbliche virtù di Miclos Jancsó (1975). Se la Villoresi rende viva la parte di Stella conferendole una drammatizzazione teatrale, non è da meno l?ottimo Richard Johnson nei panni del musicista Richard Laschky nel conferire spessore e intensità al suo personaggio.

Sai che non ho visto Ultimo minuto di Avati? Lui è un grande...
Lo cerco e me lo guardo!

Gordiano

Ti piacerà tanto. C'è Tognazzi in gran spolvero, l'epilogo è commovente; mi sembra che tra gli autori ci sia anche uno dei migliori e più romantici giornalisti sportivi romani, Plastino. Il calcio letto come dramma di un vecchio manager. E tieni d'occhio i due attori che fanno i calciatori Boschi e Tassoni (mi pare si chiamasse così): il vecchio e il giovanissimo di talento.

Altro film di cozzi da cercare e vedere!

Marco Giusti definisce L?assassino è costretto a uccidere ancora ?un curioso thriller girato in quattro settimane con quaranta milioni di budget?. Non sappiamo cosa il critico romano ci possa aver trovato di curioso, secondo lui pure la presenza di Daniele Del Giudice alla sceneggiatura è curiosa, anzi addirittura strampalata (perché?). Mi verrebbe da dire che per me è curioso che lui possa aver pubblicato un libro come Stracult così infarcito di errori e inesattezze addirittura per Frassinelli e che il libro sia giunto addirittura a una strampalata seconda edizione. Non solo, è ancor più curioso che io abbia comprato tutte e due le edizioni solo per rendermi conto che ogni volta che prima leggo una scheda di un film e subito dopo me lo vado a vedere sono due cose diverse. Misteri della vita. Quanto alle quattro settimane di tempo per girarlo diciamo che sono un?eternità se si pensa ai quattro giorni con cui Cozzi realizza Il tunnel sotto il mondo. Per non parlare dei quaranta milioni che rappresentano una cifra da nababbi, una produzione quasi faraonica, rispetto al niente del primo film. Secondo noi L?assassino è costretto a uccidere ancora è un buon thriller con le giuste venature erotiche che strizza l?occhio al cinema di Mario Bava, segue le lezioni di Dario Argento e anticipa gli eccessi di Lucio Fulci. Da rivalutare.

In puro Lupiano, si parte con una sprangata a Marco Giusti:).
Riconosco questo stile, è famigliare e amicale. Bene, annoto e segnalerò agli altri:)

Come non sprangare uno che critica film che non ha visto e lo fa solo per partito preso? Notare bene, critica solo film di registi che non gli fanno comodo... le pellicole (pessime) dei registi che gli fanno comodo sono tutte belle!

G. Lupi

:)))

In ogni caso - se siete romantici - guardatevi Dedicato a una stella. Poesia pura.

Lupi

Memorizzato:). Danke.

Dimenticavo. Scambio di teste devo fartelo avere...

Gordiano

(quando puoi. Molto molto volentieri. Magari: con dedica. Libro unico;). Pensa ai miei eredi, ti saranno riconoscenti)

Bene, ottimo parlare di Cozzi. Quando penso a Cozzi mi viene in mente la sua collaborazione con Dario Argento, ne gli episoldi de "La porta sul buio" (appeni uscito in un Dvd) e la collaborazione al soggetto di "Quattro mosche di velluto grigio".

"Ultimo minuto" (l'ho rivisto questo inverno), hai ragione, è probabilmente il miglior film italiano sul calcio

Qualche notizia volante su Avati, Argento e Banfi: a novembre esce un nuovo thriller / horror del vecchio Pupi, "Il nascondiglio" (a parecchi anni da "La casa dalle finestre che ridono" e "Zeder"). Argento esce a fine ottobre con "La terza madre", ultimo capitolo, a ventisette anni di distanza da "Inferno", della trilogia delle madri (il primo è "Suspiria"). Si annuncia come il più truculento. E, dato che parlavate di Banfi, vi dico che il comico pugliese torna sul grande schermo (mancava da una ventina d'anni), proprio con L'allenatore nel pallone 2.

(sì sì, proprio per quello parlavamo di LB:) ).
*

30 - Non te lo perderai, immagino;)

Sto già in sala:)

Io non me lo perdo sicuro. E nemmeno mi perderò il ritorno all'horror di Avati e la Terza Madre di Argento.

Gordiano

Perchè questo di Cozzi? Introvabile. Un film molto intellettuale.
Vi piacerebbe, sono sicuro.

Il tunnel sotto il mondo è un film del 1969 e segna l?esordio di Luigi Cozzi - sino a quel momento brillante aiuto regista di Dario Argento - dietro la macchia da presa. Accettiamo la definizione di Roberto Poppi, che nel suo celebre Dizionario dei Registi Italiani edito da Gremese definisce interessante il primo lavoro di Cozzi.
Il tunnel sotto il mondo è una pellicola sperimentale che parte dal canovaccio di un bel racconto di Frederick Pohl e si dipana per strade tortuose nelle quali è facile smarrirsi. Il soggetto è scritto da Luigi Cozzi sulla base della storia originale che Pohl cede gratuitamente. Cozzi ha soltanto ventidue anni, lavora come giornalista, traduce da tempo romanzi di fantascienza e per questo motivo conosce Pohl che autorizza la realizzazione di un film ispirato al suo lavoro. Alfredo Castelli, oggi inventore di Martine Mystere e al tempo soggettista di Diabolik e di molti caroselli, lo sceneggia insieme a Tito Montego. Castelli è un altro giovane entusiasta della fantascienza e accetta subito la proposta di Cozzi cui è legato da rapporti di amicizia. Luigi Cozzi per il resto fa quasi tutto da solo e lavora persino al montaggio.

Castelli! Castelli è un grande.

Pure Cozzi.

Gordiano

http://www.youtube.com/watch?v=jiV2txbDR5c

In tema di commedia sexy...

Gordiano

Una chicca, già. Sai che mi fa strano vedere quel logo che non nomineremo in basso a destra? :).
Grazie per la condivisione.

(Gordiano, credi davvero nella definizione "Irak liberato"?)
(comunque è un piacere sentirti parlare così di cinema di genere, in tv: i tempi sono ottimi, e... nessuna papera. Non è facile. Gran lavoro)

Effettivamente dire Irak liberato non è proprio il massimo. No, non ci credo molto. Ho detto Irak liberato per farmi capire... certo da alcune cose è stato liberato, per esempio non esiste più un'assurda censura che impediva di proiettare film sexy ed erotici al cinema, da questo intendevo che è stato liberato, poi, per la valutazione politica il discorso sarebbe molto più ampio e difficile. In definitiva non ci credo a quella definizione. L'ho detta per semplificare ma non ci credo. Ecco, lo vedi che la televisione semplifica e banalizza, io l'ho sempre detto... però che fare? ti chiamano e non ci vai? non mi pare intelligente..

gordiano

Se hai fatto caso ho nominato pure Cozzi che ha diretto una buona commedia sexy, certo non un capolavoro, ma sufficiente: La portiera nuda con Anne Miracle, attrice molto più brava negli horror di Dario Argento.

Gordiano

Capito, condivido. Immaginavo la spiegazione, conoscendoti. Lo so, e quella battuta semplifica e non c'è l'opportunità che abbiamo qui di approfondire, dettagliare, illustrare - per ora. Magari la tv si evolverà...
*
Non vedo l'ora di leggere la monografia dedicata a Cozzi.