Il genere giallistico si sviluppò in letteratura nella seconda metà del XIX secolo e indica la descrizione di un crimine e dei personaggi coinvolti, siano essi criminali o vittime. Con diverse accezioni e sottogeneri conosce un grande sviluppo e molto presto diventerà non solo “la pagina gialla della Mondadori” ma conoscerà la via del cinema e del fumetto di scrittori e registi di alto livello.
È comunque difficile incasellare in un genere preciso la produzione di Gordiano Lupi che ha un andamento in crescendo con la suspense che a tali narrazioni compete insieme ad un attenta e scandagliante ottica che accompagna i personaggi e i luoghi che vivono nei suoi libri.
Già scrittore di “Serial killer” e “Coppie diaboliche”, l’autore, anche quando passa alla finzione, non si ferma ad una consolidata omologazione di genere ma indaga sull’uomo diventando lui stesso regista-protagonista di un’analisi del crimine che diventa analisi del dolore e del male, a cui, lui stesso dice, c’è sempre un perché. Anche quest’ultima etiologia del male è sorprendente, proposta quasi con la pietas che comunque sempre si deve alla persona umana, trattata con rispetto e sofferta. I testi si ampliano di panoramiche a grandangolo; e tornano il mare di Cuba, la luna dei luoghi dell’anima, la terra che ama, la sua povertà e rassegnazione, la santeria, le tradizioni, il rispetto di un mondo crudele e magico. Spesso i crimini o meglio la cosiddetta scena del delitto ha la luna come unica testimone, il rumore delle onde e l’odore del sangue che mano mano si rapprende e si scurisce Sono testi che si leggono con interesse ma si comprendono con i sensi; anche per questo la lettura avvince molto spesso anche chi non sia uso a tale genere.
Le leggende trasportano il lettore in un atmosfera surreale e quanto “si dice e si raccomanda sulla ceiba”, diventa realtà possibile, spiazzante, intrigante. Molto dell’autore che ha scritto e scrive su Cuba con passione da anni, fa da teatro e palcoscenico alle storie dei romanzi noir e forse per questo l’indagine umana, pur rispettando le regole del romanzo d’intreccio, (schema di Todoroff) ha la prevalenza.
Ho in mente “ dieci piccoli indiani” e le modalità di Agata Christie alla quale non interessa l’identità delle vittime ma i loro perché, mi fanno tornare a queste pagine di Lupi con in più tutte le colorazioni della migliore letteratura sud-americana.
Se mi dovessi spostare alla produzione cinematografica citerei per gli stessi motivi “La casa delle finestre che ridono” di Pupi Avati del 1976 e premiato dalla critica a Cannes. Non sono una citazionista e penso che nessun autore ne venga avvantaggiato ma amo la trasversalità, cosa ben diversa, la riconducibilità del libro, cosa rara ma possibile, ad un processo storico che comunque lo vede partecipe ed insieme autonomo. Aggiungerei un ultima cosa su “Avana Killing”.
Gordiano Lupi si forma e accoglie la produzione letteraria come donazione di possibile comunicazione e confronto con il pubblico e la scelta di un testo che uscisse nelle edicole dimostra quanto sia vera questa volontà sempre disvelata di aprire al grosso pubblico la fruizione di un testo che niente ha da invidiare agli altri precedentemente scritti. È “letteratura in piazza”, di quando la piazza era l’agorà e dove insieme si discuteva e ci si scambiavano pareri e libere opinioni. Piazza inesistente a Cuba.
Piatto vuoto da noi che siamo sempre più virtuali e meno “di parola”
Gordiano Lupi (Piombino, 1960), romanziere, poeta, saggista, recensore, soggettista, sceneggiatore, traduttore, editore italiano.
Approfondimento in rete: Sito ufficiale di Gordiano Lupi / Blog di Gordiano Lupi / Casa editrice di Gordiano Lupi / Intervista di Giorgini (Kult) / E-book gratuiti / Lattanzi su Lupi / Controstorie (Letteratitudine) / MilanoNera
Commenti
La giallistica di Gordiano Lupi
A proposito di ?Nero Tropicale?, ?Orrori Tropicali?, ?Avana Killing?...
http://piombino.blogolandia.it/2008/11/19/i-libri-cuba-piombino-e-altro-...
una recente intervista
ho cercato di assemblare caratteristiche comuni dei 3 testi che si presenteranno a Ferrara , al liceo classico il 4 dicembre all'interno del progetto " il libro galeotto 2008"
grazie gianfranco
grazie a te e grazie a voi;)
teneteci informati sull'evento di Ferrara!
certo , credo che andrà molto bene.
Ferrara conosce già Lupi e " la silenziosa città" l'ha apprezzato molto quando si presentò per Cuba.
Io adottai " almeno il pane , Fidel" e anche questa scelta fu gradita a genitori e ragazzi quindi ..incrociamo le dita ..ma siamo sulla buona strada.
Ho scritto qualcosa anche sullo stile di Gordiano. lo posterò presto
per mia difficoltà a lavorare con Internet.
Lo stile con cui un autore si propone al lettore rispecchia sempre, qualunque sia la tipologia critica di approccio, il suo ?io? e il suo modo di intendere e sentire.
Lo stile è l?unico documento di identità precipuo che contraddistingue l?opera come unica ed irrepetibile.
Potremmo senza dubbio parlare di DNA.
Nei libri che stasera analizziamo si nota un? alternanza di registro lessicale tra la azione criminosa, la realtà giornaliera e la memoria.
?Adesso no. C?è posto soltanto per un orgasmo infinito?
? mi guarda mentre cade a terra. Non sa perché.?
? Poi caffè nero. Fortissimo. Il mio preferito.?
Ad un ermetismo che conosce la frenesia del sangue e se ne ciba, corrisponde sempre una punteggiatura impropria , direi ?cardiaca? che suona nel testo come nota di un? agghiacciante azione che si ristora di se stessa per ritrovare nel giornaliero un ritmo più ampio che resta comunque , salvo eccezioni, di tipo paratattico e consente la visualizzazione, come in un film, di immagini scandite senza orpelli e spiegazioni quasi a dirci ? questa la realtà, posso solo scriverla? Le parti invece che riguardano leggende e memoria sono decisamente più ampie, più scandite, delineate in modo quasi ?affabulante?e comunque fotografate in grand?angolo. Il crimine deve poter essere cancellato, espiato e risolto, la memoria e le leggende, le superstizioni e i riti di un popolo vanno mantenuti come unica connessione di noi stessi ad un oggi in cui siamo perché siamo stati.
Si colgono anche l?ampiezza dei paesaggi e di alcuni volti di donna.
? procedo rapido lungo la strada sterrata. Il selciato è sconnesso e pieno di buche.Intorno a me il paesaggio di sempre. La luna piena e le stelle illuminano palme dal fusto esile che protendono i rami sin quasi a toccarle. L?odore del Frambojant mi penetra le narici, come il sapore del mare che viene da poco lontano??Era pallida, spettinata, il volto teso. Nonostante tutto rimaneva bella, di una bellezza pulita, semplice, solare.
Una donna di quarant?anni che aveva attraversato i mali della vita senza lasciarsi deturpare dall?amarezza, dalla delusione?.
Non è certo voluto e ragionato da parte dell?autore lo stile, ma come detto prima, posso però supporre dalla attenta lettura dei testi che alla natura sia concessa maggior attenzione di ampiezza perché concepita come eterna, inconsapevole compagna di ventura e testimone di sventura così come la donna che è ,come la terra, gravida di vita.
Patrizia è sin troppo gentile nei miei confronti. Spero che qualcuno stronchi i miei libri senza pietà, altrimenti finisce che diventiamo credibili come Maltese, Fernandel, Aldo Nove e Marco Drago. Sto scherzando, ovviamente ... ma mica troppo!
Gordiano Lupi
quando e se analizzo un libro lo faccio " aggredendo il testo" .
Speriamo Gordiano di non diventare credibili troppo ma i tuoi testi mi piacciono e li ho letti praticamente tutti.
Oltre alla curiosità, per recensire un libro bisogna avere tempo ed io vengo da una formazione che considera essenziale l'analisi dettagliata anche delle parole e del linguaggio proprio per poter contestualizzare l'opera come linguaggio dell'autore e possibile elemnto di recezione d'ascolto.
Io di recensioni non ne faccio molte, anzi.