E intanto un Lupi scruta la Toscana
Una volta tutto era più bello. Anche la vita in provincia aveva una sua dignità. Prima che arrivassero le nuove generazioni con il loro vuoto assoluto, le precedenti si accontentavano semplicemente di poco per trascorrere le giornate. Gli amici si incontravano al bar per quattro chiacchiere e una partita al biliardo. Poi ci si tuffava nello struscio sul corso per tampinare qualche ragazza. Ci si divertiva con i flipper e le partite al calcio balilla. Il doppio spettacolo domenicale al cinema con la signora che vendeva manciate di semi per poche lire. La cosa più spinta che si osava fare è dare fastidio alle puttane, chiedere quanto prendessero, per poi scappare, perché il coraggio di andare nessuno ce l’aveva.
Questa è la provincia di una volta di cui ha nostalgia Gordiano Lupi. Oggi la provincia italiana è diventata una permanente scena del crimine. In provincia giovani annoiati e senza valori commettono senza pensarci crimini più efferati.
Lo scrittore di Piombino in Cattive storie di provincia ( edizioni A.Car, pagine 175, 15 euro) racconta l’involuzione della provincia italiana, raccontando quella toscana in cui vive.
Lupi vaga per la sua terra a caccia di racconti. Incontra i suoi concittadini ascolta le storie dei più anziani, si documenta sulle cronache locali. Tra fatti di cronaca, omicidi, storie vere che hanno del surreale, reati atroci e delitti disumani, l’autore narra il lato oscuro della vita di provincia oggi.
Alcune delle storie narrate da Lupi hanno dell’incredibile, ma sono accadute nella sua Piombino e dintorni. Leggendole capiremo che ovunque non esistono isole felici e la Toscana del nostro autore fa da paradigma della globale situazione italiana.
Gino Lavezzi è un cronista del Tirreno e vive in un palazzo del centro di Piombino con la moglie e il figlio. La sua consorte ormai lo considera un fallito e ogni occasione è buona per trattarlo male. Il figlio è un perdigiorno studente fuori corso all’università di Pisa. Lui non ne può più e organizza un piano per eliminare la sua famiglia. Nemmeno una mente criminale avrebbe pensato di far saltare il palazzo intero per raggiungere il suo scopo. Gino organizza tutto nei minimi dettagli. Come ogni mattina esce di casa. Davanti a portone accade un imprevisto che cambierà in modo drammatico anche il suo destino.
Gordiano Lupi, come ogni vero narratore di razza, continua a frequentare le vie della sua Piombino, incontra gente, ascolta testimonianze per trovare altre storie degradanti della provincia che ha cambiato il suo volto.
Si mette a cercare trai misteri e leggendo l’edizione mattutina del Tirreno apprende del ritrovamento nel bosco del Belagaio di un teschio che riporta una frattura al cranio. Il cronista non sa spiegare l’accaduto, scrive che intorno al teschio non sono stati trovati vestiti e neppure il resto del corpo.
In quel bosco, in passato, sono accaduti altri fatti misteriosi. Sono sparite parecchie persone che si sono avventurate nella piccola foresta. Da quel viaggio non sono più tornate. Un piombinese è scomparso nella boscaglia. È stato ritrovato cadavere dopo dieci giorni.
Lupi vuole capire cosa realmente accade in quel posto. Si arma di coraggio e si avventura in quella macchia impervia e misteriosa che inghiotte i viandanti. Sarà anche lui il protagonista di una storia misteriosa .Vivrà un’esperienza tra la realtà, la suggestione e il sogno. Ma una cosa è certa, in quel bosco della provincia toscana accadono cose strane che nessuno riuscirà mai a spiegare. Leggendo le pagine di Gordiano Lupi mi sono venute in mente le parole che Balzac scrisse nella prefazione a Eugénie Grandet: “Nel cuore della provincia accade d’incontrare teste degne d’essere studiate seriamente, caratteri davvero originali, esistenze tranquille in superficie e segretamente devastate da passioni tumultuose. Se tutto arriva da Parigi , tutto passa dalla provincia: là né asperità né sporgenze, ma drammi silenziosi, misteri abilmente dissimulati, risoluzioni in una sola parola; là valori immensi prestati per calcolo e analisi alle azioni più indifferenti. La vita, là è in pubblico”.
Questo oggi è ancora vero, anche se la provincia è maledettamente cambiata. La provincia toscana che racconta Lupi nelle sue storie - come quella italiana - è lo scenario dove sono ambientati oscuri fatti di cronaca, storie di vita che si concatenano e danno vita a fatti sorprendenti, omicidi atroci, delitti in famiglia, esplosioni di violenze incomprensibili. Ogni provincia è paese.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Gordiano Lupi (Piombino, 1960), romanziere, poeta, saggista, recensore, soggettista, sceneggiatore, traduttore, editore italiano. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Pisa.
Gordiano Lupi, “Cattive storie di provincia”, A.Car, Milano 2009.
Bandella di Gordiano Lupi: “Il mio primo libro di narrativa, Lettere da lontano (1998), era una raccolta di racconti che trasmetteva un’immagine tranquillizzante della vita in provincia. Cattive storie di provincia è il lato oscuro di quelle storie, perché si compone di tredici racconti neri venati di crudo realismo per dimostrare che non esistono isole felici. La provincia toscana è lo scenario dove sono ambientati oscuri fatti di cronaca, storie di vite che si concatenano e danno vita a finali sorprendenti, omicidi atroci, delitti in famiglia, esplosioni di violenza incomprensibili. Tutto questo è la provincia italiana, il luogo geografico dove sono localizzati la maggior parte degli omicidi efferati. La Toscana fa da paradigma della globale situazione italiana”.
Approfondimento in rete: Sito ufficiale di Gordiano Lupi / Blog di Gordiano Lupi / Casa editrice di Gordiano Lupi / Intervista di Giorgini (Kult) / E-book gratuiti
Opere lupiane recensite in Lankelot:
Nicola Vacca
(articolo pubblicato il 20 maggio su Linea quotidiano )
Commenti
Neo NICK!
In calce, tutto LUPI in LANKELOT
OT: ad oggi...
Lankelot ospita: 3,471 articoli and 45,709 commenti (dal giugno 2006 al giugno 2009: significa 15mila commenti l'anno).
Grazie a tutti
Ringrazio Nicola Vacca (poeta interessante dela scena culturale italiana) per la splendida recensione. Troppo buono!
Gordiano Lupi