Lucarelli Carlo

Almost blue

Autore: 
Lucarelli Carlo

Il cieco che vede attraverso gli odori e “sente” i colori. Lo schizofrenico ossessionato dalle campane, anche se suonano a festa, che non perdona le sue ignare vittime. La giovane ispettrice della polizia in preda a sindrome mestruale conclamata. Una Bologna a tinte dark, più simile ad una terra desolata che a quella città simile ad una matrona grassa e dalla risata facile di cui si ha sentore vedendola dal vero. La città degli studenti è minacciata da terribili uccisioni, efferate e mostruose. La giovane e piacente Negro, poliziotta carnale e capace, ha le indagini in pugno, ma deve trovare il bandolo della matassa. Chi meglio di un cieco jazz-filo e poeticamente "vedente" può aiutarla nella sua affannosa ricerca del colpevole? Pochi ingredienti per proporre una ricetta noir che tenta di offrirsi come giallo, ma che invece ci fa assaporare tutti i colori del mondo.

 

D’altronde il punto di forza nel pattern narrativo, si regge sui colori. E automaticamente prende la vivezza del colore.
Il mondo del cieco e il ritmo narrativo sono infatti modellati sui colori, i "suoi" , dato che non può vedere. E sono colori di una intensità che rimane nel cuore del lettore.
Abbiamo per primo sua maestà il blu, colore della passione e della dolcezza, del sesso e della maternità, aleggia nel romanzo accompagnato dalle note indimenticabili di un pezzo di Chet Baker, ed emerge prorompente dai desideri di un non vedente e si insinua nella voce di una donna. La sua comparsa è talmente apparecchiata bene che abbiamo voglia di andare a comprarci il disco di sottofondo. Poi c'è sua eccellenza il nero, colore della cecità e della follia, ma anche mistero, intrigo, suspence. Segue il verde, che suggerisce solo terrore, piattezza, silenzio, delirio, il colore "di qualcosa che brucia la pelle". Ultimo, come damigella, il rosso, come colore della violenza e del sangue, ma anche intonabile al sapore del fuoco che alimenta i cuori umani.

Uno stile ed un linguaggio senza fronzoli ma non troppo freddo, italiano con sapori americani per intenderci, infarcito di trovate da neoavanguardismo, di reiterazioni, di dialoghi rapidi, senza alcun elemento decorativo, tutto scorre.
Lucarelli, parmense del 1960, viene spacciato dall’editoria come mero giallista, invece ci dà un brevissimo romanzo breve dove emergono le sue qualità letterarie di tutto rispetto e quella sua indole giornalistica agile e lineare, peculiarità queste che sono alla base del suo successo televisivo con ottime trasmissioni dedicate ai misteri italiani, andate in onda a più riprese su Raitre anche nello scorso settembre.
L'esempio di queste sue indiscutibili capacità stanno ad esempio anche nei veloci ma maestrali tocchi con cui ci dipinge la donna Nigro, talmente sensuale che vien voglia di toccarla o perlomeno di sentire la sua voce. Qui forse chi ama il genere in questione rimarrà con la bocca amara, anzi asciutta, di giallo abbiamo solo la pubblicità del libro, il resto é letteratura, parole, costruzioni, sintassi elegante e poesia dei colori.
Dunque una prova per così dire “incompleta”, che non sceglie da che parte stare, una fiammella che forse potrebbe diventare fuoco, un rimando elegante ad un futuro Lucarelli scrittore che decida o per la letteratura di intenti e poesia o per quella di genere thriller. Un romanzo però da suggerire a tutti gli impagabili curiosi del mondo letterario, agli insaziabili lettori, a coloro i quali di qualunque colore si parli, basta che trapeli dalle pagine e giunga a sgrigire il cervello dalla usuale ruggine del quotidiano, chi insomma riesce ad avere la voglia di comprarsi un disco di Chet Baker leggendo un giallo che invece é blu. Anzi, quasi blu. 

 
 EDIZIONE COMMENTATA E BREVI NOTE
 
Da fonte Wikipedia si apprende che Carlo Lucarelli (Parma 1960) figlio di un medico, laureato con una tesi incentrata sulla Repubblica di Salò, collaborò con Dario Argento nella sceneggiatura di film noti.  Il suo esordio letterario avvenne con il “giallo” Carta bianca del 1990. Molteplici sono le attività di cui Carlo Lucarelli. Romanziere , giornalista televisivo, soggettista di fumetti seriali come Dylan Dog,  collaboratore con diverse testate giornalistiche (Il Manifesto, L'Europeo, Il Messaggero ad esempio). Creatore di un’ associazione di scrittori di romanzi gialli della Romagna, egli cura una rivista telematica, Incubatoio 16, ed è docente di scrittura creativa alla scuola Holden a Torino e nel carcere Due Palazzi di Padova.
 
Carlo Lucarelli Almost blue, Einaudi, Torino, 1997
 
Recensione elaborata dall'opinione pubblicata dal medesimo autore sul sito commerciale Ciao.it
ISBN/EAN: 
8806143042

Commenti

ok ,lo so, è vecchia, 2005, autunno. Ma insomma, poiché il tempo non vale, mi piace riscoprire piccole cose dimenticate (delle mie)

"Uno stile ed un linguaggio senza fronzoli ma non troppo freddo, italiano con sapori americani per intenderci, infarcito di trovate da neoavanguardismo, di reiterazioni, di dialoghi rapidi, senza alcun elemento decorativo, tutto scorre".

Non credo ci andrei pazzo. In compenso ho visto il film di Infascelli: pessimo. Comunque bella opi, Baol;) ah ah ah ah

2, non so perché ma sei bastardo :-) Bella opi mi infastidisce :-). Comunque il romanzo ed il film (scadente) so che non sono nelle tue corde

Integro subito l'archivio Lucarelli.

Iuvenilia, sempre amate.

"Chi meglio di un cieco jazz-filo e poeticamente "vedente" può aiutarla nella sua affannosa ricerca del colpevole? Pochi ingredienti per proporre una ricetta noir che tenta di offrirsi come giallo, ma che invece ci fa assaporare tutti i colori del mondo."

> "jazzofilo"? Che dici?

"Uno stile ed un linguaggio senza fronzoli ma non troppo freddo, italiano con sapori americani per intenderci, infarcito di trovate da neoavanguardismo, di reiterazioni, di dialoghi rapidi, senza alcun elemento decorativo, tutto scorre"

> ... "si lascia leggere". E rimane, al termine del giallo quasi blu?
(abbraccione intanto;) )

il film io non l'ho trovato scadente, anzi. una bella prima prova. non una commedia, né dalle pretese intellettualoidi, cosa che nel nostro paese non è facile trovare. poi, lo devo dire, è stato anche l'ultimo film di una maratona di cinema che mi sono concesso qualche anno fa. ovviamente gratuita, perché 3 film consecutivamente al cinema è da pazzi. 6 ore in sala. un gran giorno.
comunque. il libro non l'ho letto, mentre ho seguito sporadicamente Lucarelli in tv, ed ho assistito anche ad una sua...non so come chiamarla, in teatro. Dal vivo devo ammettere che riesce a catturare l'attenzione ancora più che attraverso lo schermo. Sorpreso perché fece questa cosa in teatro senza avere un suo libro da pubblicizzare, o alcunché, cosa rara di questi tempi. Trovare qualcuno che fa qualcosa senza che abbia da pubblicizzare altro. Parlò di scrittura, di lettura, di ciò che stava scrivendo in quel momento e che sarebbe uscito...credo dopo un paio d'anni...sembrava una persona molto disponibile. e tutto qua.
il pezzo di chet baker è stupendo.
ciao;-)

7. rimane qualcosa. Forse solo colori. Letto nel periodo di fissa Lansdale. Lo rileggerei, ti dirò, ma insomma. Una buona prova, più di onesta, meno che esaltante. Come giornalista televisivo per me rimane un fenomeno. Coniuga fiction, narrativa e storia in maniera accativante. In questo caso potrei capir anche quel che dice Andrea al punto 8 circa il suo incontro.

OT: (abbraccione a Franco...leggo che torni a Roma...bene, ove fosse)

6. su "jazzofilo" ho tentennato. Suona bene, ma è graficamente errato.Credo che sia da correggere. Diciamo che lo correggo? Grazie :-)

9, 7.
Perfetto. E grazie a questo tuo contributo adesso possiamo offrire due pezzi dedicati a due tra i suoi migliori libri in assoluto.

OT: Romae Sum. DAJE!

11. Quando me dici così mi arricchisco. Ora posterò Avati in onore di Leon :)

"Lucarelli, parmense del 1960, viene spacciato dall?editoria come mero giallista, invece ci dà un brevissimo romanzo breve dove emergono le sue qualità letterarie di tutto rispetto e quella sua indole giornalistica agile e lineare, peculiarità queste che sono alla base del suo successo televisivo con ottime trasmissioni dedicate ai misteri italiani, andate in onda a più riprese su Raitre anche nello scorso settembre".

Dici tutto qui. Leggerlo e vederlo sono quasi la stessa cosa, per me.
L'ho letto con piacere, qualche anno fa. Non ricordo, forse ne scrissi anche per il vecchio lanke.
Nel frattempo vi avverto, la scorsa settimana mi sono laureato.
Da una parte questo mi preoccupa, perché non avrò più scuse per non lavorare, dall'altra sono felice, perché potrò tornare a scrivere sul miglior portale letterario (ma non solo) della rete.
Un abbraccio a tutti!

Splendida notizia!
In tempo reale leggo & gratulor tibi. Complimenti di cuore per la Laurea, continua a farti e farci onore;).
Ti aspetto e ti aspettiamo con tutta la gioia e l'entusiasmo del caso: a maggior ragione considerando che t'aspettiamo da un pezzo, per recupero oldies e per leggere scrittura nova.

Ops. Quanto hai ragione.
Grazie per i complimenti, l'onore è stato, è e sarà sempre mio.
Avevo intenzione di partire da stanotte, ma devo ancora recuperare dai postumi dei festeggiamenti.
Tra oggi e domani, si ritorna alla grande!

E ANDIAMO!

6.

Ma davvero?

Il libro non l'ho letto. Ma Infascelli ha confezionato un film non da urla, ma di sicuro impatto emotivo. I colori in effetti sembrano essere parte importante, quanto i personaggi.