Elena Lowenthal sceglie una citazione biblica per dare il titolo al suo ultimo romanzo. Riprende le parole di Dio ad Abramo, quando nella Genesi gli promette una discendenza innumerevole, come gli astri del firmamento.
Conta le stelle, se puoi.
È una sfida e una promessa.
È principio di generazione altra.
Stirpe nuova.
Come quella prodigiosa del capostipite Moise Levi, regalataci dalla scrittrice, traduttrice ed ebraista torinese attraverso i suoi ritratti vivi ed infedeli di uno spaccato d’Italia magnificamente bugiardo. Perché la saga familiare che anima queste pagine è letteratura pura, è quello che avrebbe potuto essere e non è stato. È storia scritta senza la Storia. È il passato che avremmo potuto avere se il Novecento fosse andato in altra direzione. Se nel 1924 a Mussolini fosse preso davvero un colpo. Se già nel 1938 Vittorio Emanuele III avesse abdicato in favore della Repubblica, simultaneamente (casualità?) alla proclamazione dello Stato d’Israele.
Tutti se che qui diventano reali, giacchè siamo di fronte ad un libro in cui si ribadisce svariate volte e candidamente di “dire più o meno il vero”, non preoccupandosi affatto di far collimare il racconto con la Storia, anzi smussandola, sovvertendola in favore di una fantasia che consente una trama altrimenti impossibile.
Lowenthal parte da lontano, quando nonno Moise non era ancora nonno e si tirava dietro un carretto di stracci, da Fossano verso l’ignoto. Poi arrivano moglie e prole, arriva la ricchezza e la casa si riempie di voci.
La vita scorre e con essa la narrazione. Semplice, fluida, a ricalcare suoni e ritmi dell’oralità, eppure densa di flashback. Con una prospettiva spazio-temporale in bilico tra ricordo e presente ipotetico; il ghetto non più ghetto di Torino e il mondo tutto. Sembra di sentirli i profumi delle stoffe della ditta Malvano&Levi, sembra di guardare attraverso il cancello di ferro e arrivare fino all’appartamento di via Maria Vittoria, quando la Mole Antonelliana era una sinagoga da ultimare e il telefono non esisteva. Quando Moise aspettava ancora di circoncidere il primo figlio che arriverà solo con i cinquantanni, dopo quattro femmine, una vedovanza prematura ed il secondo matrimonio.
Si intrecciano nomi, generazioni, destini e luoghi. L’albero genealogico si inerpica di diramazioni. Diventa una babilonia di lingue e di figli dei figli dei figli che, da opposte latitudini, si tramandano aneddoti sull’avventurosa esistenza del vecchio patriarca e si rispecchiano nei ritratti degli avi, riconoscendo in quelle rughe impresse su tela, il proprio futuro.
La linea di continuità attraversa i secoli e i cinque continenti, il sangue condensa ieri, oggi e domani nel volto di quelle tre generazioni, alle quali i lager nazisti hanno negato esistenza. Perché Conta le stelle, se puoi è la quotidianità stupendamente poetica di una famiglia ebraica, cui la Storia non ha concesso di crescere e moltiplicarsi come da comandamento, e allora si dispiega qui, tra le righe di un romanzo che glissa sulla Shoah prendendosi la libertà di “non arrendersi al silenzio di quei morti. Per provare, una volta tanto, a pensare la Storia non senza di loro, ma insieme a loro”.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Elena Lowenthal (Torino, 1960) è narratrice, traduttrice e studiosa di ebraistica. Ha pubblicato numerosi saggi e romanzi.
Angela Migliore, dicembre 2008
Commenti
Avevo promesso di mettermi in pari con i De Luca del 2008, ma c'è sempre un libro che viene a sconvolgere l'ordine e sorpassa gli altri. Io, poi, ho un debole per certi argomenti...
(domani arrivo;). Intanto, grazie per il nuovo contributo)
Sempre attento, grazie a te.
Vorrei riuscire a scrivere di più, ma ultimamente faccio fatica. Spero di poter approfittare delle vacanze per incrementare l'archivio. :)
"Tutti se che qui diventano reali, giacchè siamo di fronte ad un libro in cui si ribadisce svariate volte e candidamente di ?dire più o meno il vero?, non preoccupandosi affatto di far collimare il racconto con la Storia, anzi smussandola, sovvertendola in favore di una fantasia che consente una trama altrimenti impossibile."
> Letteratura pura.
" Perché Conta le stelle, se puoi è la quotidianità stupendamente poetica di una famiglia ebraica, cui la Storia non ha concesso di crescere e moltiplicarsi come da comandamento, e allora si dispiega qui, tra le righe di un romanzo che glissa sulla Shoah prendendosi la libertà di ?non arrendersi al silenzio di quei morti. Per provare, una volta tanto, a pensare la Storia non senza di loro, ma insieme a loro?."
> Suggestivo.
4- Sì, magia della letteratura. Solo lei rende possibile, l'impossibile.
5- Molto suggestivo, è una lettura piacevole che consiglierei senza riserve.
Appena letta l'entusiastica prefazione della Lowenthal al romanzo di Orly Castel-Bloom "Dolly City" (Stampa Alternativa): controfigura, leggo, della yiddish mame. Non so perché ma credo che ti piacerà:)
:)Segno il titolo.
Come si fa a non dare ascolto ad una tua intuizione in fatto di libri?
Grazie!!
:)
7- (Preso, appena posso ne scrivo)
(perfect;) )