King Stephen

Lisey's Story

Autore: 
King Stephen

L'INCUBO (parole in libertà, da saltare a piè pari se siete sani di mente)
Essere vedova. Essere vedova di uno scrittore. Di un professore universitario. Defraudata di parole ma con una voce presente. Sola davanti all'immane compito di riordinare libri. Vola la polvere dalle casse dei manoscritti. Sola. Con i flash back dei ricordi, e pozze di parole e fogli bianchi. E fans. Strani fans. Ed editori. Strani editori. Il commercialista. L'avvocato. Sentire le voci (nella testa?), e entrare nella dimensione dei cacciatori di parole. I forcuti cacciatori. No, non fottuti. Forcuti. Perché quando sei sposata con un scrittore, vincitore di un National Book Award, il lessico non è quello di tutti gli altri. Se sei sposata con uno scrittore poi che vaga in un altro mondo con sentinelle abnormi ed enormi, che curano ed ammalano, allora tutto è Cissica, cinghialo Lisey (cinghialo babyluv). E succede solo nel Maine (oh missus) che poi i manoscritti diventino cose, le parole diventino porte e i mostri vengano per te. O tu arrivi per loro (dress in style, go hog-wile, me-oh-my-oh). Avanti Lisey, missus Lisey, dillo, dì bool. Bool di sangue.
LA STORIA DI LISEY
Esistono i libri ben fatti, i mediocri, le schifezze. Mr. King ha scritto molti mediocri libri e almeno una decina di buoni titoli, il che per uno scrittore è un successo molto lusinghiero. Lo è anche e soprattutto perché la ricchezza stratosferica è arrivata anche e soprattutto da quelli mediocri, e dalle trasposizioni cinematografiche, alcune delle quali andrebbero sotterrate nel deserto e dimenticate. Dopo la farneticante bruttezza di Cell, e l'incompiutezza di Colorado Kid, questa Storia di Lisey appartiene al filone "letterario" di King, quello che merita almeno una seconda rilettura. Come in tutte le opere più riuscite del Re di Bangor anche qua troviamo l'esegesi dello scrittore, come già accaduto in Misery ma anche, e soprattutto, ne La metà oscura e Una splendida festa di morte (Shining). Quella scrittura, quel viaggio verso le pozze di parole, che ha sempre un mostro che presenta la cartella esattoriale all'ingresso, con tanto di sovrattasse e more: è la dualità luciferina che è presente in Jack Torrance, la sofferenza di Thad Beaumont che tenta di seppellire George Stark in quella Ludlow, cittadina che già aveva cimiteri di bambini e animali in Pet Sematary.
 Ma Scott Landon non è uno scrittore come quelli che ho appena citato: ha successo, è ricco, ha una carriera universitaria brillante, ha una moglie che lo adora. Perché l'incubo della sua vita gli sopravvive, annidandosi addirittura nella vita di Lisey, sua moglie, e in quella delle sue sorelle?
 Nel New England non c'è redenzione. I Padri Pellegrini hanno portato di Dio solo il castigo, il rimorso. Questo è anche in questo romanzo la traccia di tutto il romanzo gotico americano: la mancanza di una seconda possibilità, il successo o il bene pagato a caro prezzo. Tanto che le donne in King sono quasi tutte angelicate, anche se nel male. Uccidono o suggono sangue, ma non hanno la corporeità del sesso. Sono madri, sorelle, figlie, quasi sempre maltrattate, ma non hanno pulsioni sessuali, se non attaraverso la metafora del Minotauro che le rincorre o in dedali o in mondi paralleli. 
Come anche accade a Rosie Real (delizioso l'omaggio a Carol King) in Rose Madder, in cui la salvezza e il riscatto risiedono nella realtà parallela e mitologica del quadro, che è una porta su Lud (La Torre Nera), anche Lisey Debusher Landon vive una realtà parallelo, con porte che si aprono su dimensioni casalinghe nell'aspetto, ma assolutamente aliene. 
E' l'analisi della follia, declinata al femminile, in cui l'uomo-scrittore fa da catalizzatore, da semplice catalizzatore. E' la catatonia di Amanda, una delle sorelle di Lisey, che si autoinfligge mutilazioni tremende che fa da megafono ai parallelismi orrorifici, in cui c'è spazio per la risata, l'amore, la poesia. Ma su tutte incombe il "dovere" di combattere, come Rosie Real in Rose Madder, come Susannah Dean ne La Torre nera, come Wendy in Shining: donne guerriere armate di orrore, forza e pop-corn al burro. Ma non è come si è letto da qualche parte, un romanzo d'amore. L'amore è sì presente ma sempre in posizione subordinata. E' un romanzo sulla forza delle parole e sulla forza delle donne, sulla magia delle parole e sulla magia delle donne, un grande cerchio Wicca, dove non è anacronistico un hamburger con salsa.
La letterarietà prende forza nell'uso assolutamente brillante del carosello linguistico, che nella nostra lingua è assolutamente perfetto, e lo dico pur non conoscendo la versione in lingua originale, lo dico analizzando quello che leggo. L'uso degli aggettivi perlomeno inusuali (il mostro con il fianco "variolato"), le parole di assoluto uso comune per Lisey (cissica, vai a farti forcolare, cinghialo), prendono onomatopea e vita propria tanto da non porsi più il problema dell'aderenza al testo originale: un fianco peloso e variolato io ora so cos'è, e avrei tanto voluto non saperlo mai.
Romanzo di assoluto valore, che arriva quando già ci si arrendeva al declino. Il declino forse è solo rimandato.
IL BRANO
<<Negli anni successivi, c'erano stati giorni interi durante i quali Lisey non ci aveva nemmeno pensato, prima di cadere in orribili crisi di astinenza. Ciononostante, in un certo senso, pensare alle sigarette era un miglioramento. Una meraviglia a confronto di
(devo fermare tutto questo ding-dong, per le fresie)
Blondie
(dolcemente)
e Nashville….
E, forcutamente, ecco che ci ricascava>>.
_____________________________

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE (esclusi saggi e raccolte di racconti)
• Carrie
• Le notti di Salem
• Shining , originariamente Una splendida festa di morte
• L'ombra dello scorpione
• La lunga marcia
• La zona morta
• L'incendiaria
• Uscita per l'Inferno
• Cujo
• L'uomo in fuga
• Pet Sematary
• Christine - la macchina infernale
• Il talismano
• It
• Gli occhi del Drago
• Misery
• Le creature del buio
• La metà oscura
• Cose preziose
• Il gioco di Gerald
• Dolores Claiborne
• Insomnia
• Rose Madder
• Desperation
• I vendicatori
• Il miglio verde
• La sfera del buio
• Mucchio d'ossa
• La bambina che amava Tom Gordon
• Cuori in Atlantide
• La tempesta del secolo
• L'acchiappasogni
• Riding the Bullet - Passaggio per il nulla
• La casa del buio
• Buick 8
• La torre nera
• Colorado Kid
• Cell
• La storia di Lisey

(Fonte Wikipedia e qualche scaffale dell'adolescenza)


* Apparso su Ciao

ISBN/EAN: 
9788820041533

Commenti

Ci sono cose che non si possono combattere, ma semplicemente accettare. King dovrebbe essere tutto il contrario di quello che io amo leggere, rappresenta proprio quella serialità di produzione che io detesto. Però.
Però avevo 16 o 17 anni ed il primo film che potevo vedere da adulta consenziente fu Shining. Da allora Kubrick e King hanno sempre avuto un angolo nella mia vita. E non secondario.

Grazie infinite per aver avviato una sezione dedicata a Stephen King, con un pezzo personalissimo e ricco di rimandi interni all'opera omnia dell'autore. Estremamente interessante, e decisivo per cominciare a colmare una lacuna grossa del sito. Ottimo contributo!

Grazie GF, ma il merito è dato dalla suggestione di una recensione su Christine. Devo solo imparare ad impaginare meglio e inserire immagini. Mi farò aiutare da Epicentro

Così è nei mondi rizomatici. Un seme dà più d'un fiore, e a volte alberi nuovi.

Possibile che in archivio ci sia solo un pezzo di King? Non l'avrei mai pensato...

daje franchi

uosssì, ma ho una valanga di arretrati. Quando?

tags e

tags e copertina


(vero,l'unico King!!!)

ehm. e infatti ora movi...

ehm. e infatti ora movi...

mi sa che hai sbirciato un

mi sa che hai sbirciato un po' troppo nell'archivio segreto della mia biblio...ihihih non credo di aver scritto nulla su King comunque, stranissimo...ho letto il 95% della sua produzione in Italia hahah

ammazza:)

ammazza:)

[King] Sbirciavo

[King] Sbirciavo nell'archivio e mi sono accorto che è proprio vero che c'è un sola recensione di King. Io l'ho perso un bel po' di vista ma i primi libri li avevo davvero mangiati da ragazzino. In questi giorni ho raccattatato da una cesta di libri gratuiti "Scheletri" che non avevo e il racconto "Tigri!" è davvero spassosissimo. Anche il primo, molto lungo, con un'invasione di una nebbia dall'altro mondo è godibile, sarebbe un bel film horror-fantascienza-trash.

[king] e allora io comincio a

[king] e allora io comincio a sperare... :)

[King] Su questo "Scheletri"

[King] Su questo "Scheletri" dovrei riuscire a scrivere qualcosa. Vediamo dai. 

[scheletri] io tifo. Neanche

[scheletri] io tifo. Neanche aspetto. Tifo, proprio.