Licini Osvaldo

Due mostre

Autore: 
Licini Osvaldo

Nel cinquantesimo anniversario della sua morte due mostre rendono omaggio ad un artista che lungo il proprio percorso artistico ha compiuto un vero e proprio colpo di mano sulla realtà restituendola con un effetto quasi ipnotico di visionarietà lirica.

Come definire altrimenti che visionaria la dimensione poetica in cui si muove la pittura di Osvaldo Licini, genio dell’astrattismo e protagonista indiscusso dell’arte italiana della prima metà del Novecento. L’evento che rende omaggio alla sua prestigiosa carriera, nel cinquantesimo anniversario della sua morte, si articola in ben due manifestazioni. Una mostra antologica che raccoglie un totale di circa cento opere, tra cui molte inedite provenienti da collezioni private, suddivise in base alle fasi di produzione, è stata allestita all’interno del Polo Culturale di Sant’Agostino, ricavato da un suggestivo convento rinascimentale di Ascoli Piceno. Un’esposizione documentaria, fotografica e pittorica è ospitata tra le mura della sua dimora di Monte Vidon Corrado, un antico borgo medievale dell’ascolano, in cui si era trasferito nel 1926 insieme con la moglie e pittrice svedese Nanny Hellstrom, dopo aver a lungo peregrinato in diversi ambiti culturali. Ne fu sindaco dal 1946 al 1956 e vi risedette fino a quell’11 ottobre del 1958 in cui sopraggiunse la morte. Nella sua casa-museo, oggi spoglia di molte cose, sono conservati gli unici due affreschi realizzati dall’artista ed è ancora possibile rinvenire dipinti, libri, fotografie, documenti che parlano della sua vita affettiva e privata, del suo contributo al lancio delle più importanti manifestazioni dell’avanguardia, della sua extraterritorialità rispetto ad una pittura sufficiente a se stessa. Ma anche del suo viscerale amore per la cultura francese, in cui fu immerso nel momento di maggior fervore, durante il suo breve soggiorno a Parigi, che avvenne proprio in concomitanza con l’approdo nella capitale francese di valenti artisti provenienti da diversi paesi, con cui Licini entrerà in stretto contatto. Non solo un aspetto episodico della sua biografia, ma un termine cronologico fondamentale che attraverso la frequentazioni dei maitres à penser parigini e di pittori del calibro di Picasso, Cocteau e Modigliani aprirà ad Osvaldo Licini gli orizzonti della nuova cultura europea. Farà di lui un protagonista della comune ed avanzata ricerca sperimentale delle avanguardie, ma soprattutto renderà possibile il dispiegarsi futuro di una produzione artistica che tenga conto delle esperienze precedentemente maturate.


Alla luce di queste considerazioni, non è azzardato intuire dunque che il carattere del successivo esilio volontario nel borgo natio obbedisse alla necessità di evasione nello spirituale della natura e nell’io interiore. Lì non poteva non ritornare Osvaldo Licini, e li è ritornato. Non per trovarvi un punto d’arresto, un approdo, una tregua, ma per forzare la calibratura della propria visione poetica e perché no, oltrepassare la dimensione figurativa nella suggestione cosmica. Un angolo di osservazione, lontano dal grigiore industriale, dove c’è ancora tempo per sognare, dove è possibile far convergere il sogno nella realtà o la realtà nel sogno, in una fusione di due termini apparentemente inconciliabili, capace tuttavia di condurre l’immagine sugli insoliti sentieri dell’allucinazione. Sostanza di questo periodo si rivelano la riproduzione di paesaggi abissali, l’evocazione visionaria di Angeli Ribelli, di lontanissime ed inebrianti Amalassunte, di evanescenti sagome scarnificate, motivi che fondono l’arte figurativa in una dimensione irreale e fantastica.


Disancorato dall’antica idolatria del pittore per il mondo, incompreso ed incomprensibile l’immaginario dell’artista traccia sulle tele traiettorie astratte di enigmatica impalpabilità, non prive tuttavia di una ricca valenza simbolica, che rivelano l’avvenuto incontro anche con l’arte futurista, nell’ambito della progressiva sperimentazione dei vari ambiti creativi. Le opere della maturità artistica segnano dunque il distacco dal senso immediato della vita, da ogni punto di contatto capace di generarle, il suo spostamento definitivo dall’emblematizzazione in immagini archetipe del naturalismo cromatico, all’oggettivazione astrattiva e straniata. Sono il frutto di un costante processo di ricerca, che da una forma iniziale di astrattismo geometrico evolve gradualmente in un discorso maggiormente incline ad una vena lirica e visionaria. La proiezione simbolica di una natura intesa come cassa di risonanza, cede il passo ad uno scenario naturale ed umano atemporale e metafisico, funzionale allo sviluppo di una più decisiva e drammatica azione di ricerca della verità dell’anima.

 

Gian Paolo Grattarola

 

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE 

“Osvaldo Licini dalle Marche all’Europa” 
Galleria d’Arte contemporanea 
Polo S. Agostino, Alcoli Piceno. 
Dal 18 aprile al 4 novembre 2008 
Informazioni : tel. 0736.248662 – 0736. 2488663. 
Biglietti : intero Eur. 8.00 – ridotto Eur. 5.00 
Orari di visita : 
da martedì a domenica 10.00-19.00  
Lunedì chiuso (se non festivo). 
Catalogo : Silvana Editore. 
 
“Osvaldo Licini .La stagione dei paesaggi : i dipinti, i disegni, l’epistolario” 
Centro Studi Osvaldo Licini, Monte Vidon Corrado (AP) 
Dal 18 aprile al 4 novembre 2008 
Informazioni : tel. 0734.759348 
Biglietti : intero Eur. 6.00 – ridotto Eur. 4.00 
Orari di visita : 
da martedì a venerdì 15.00-18.30 
sabato e domenica : 10.00-12.30/15.00-18.30 
lunedì chiuso (se non festivo) 
catalogo : Silvana Editore. 
ISBN/EAN: 
000

Commenti

Integro qualche immagine...

Ti ringrazio. Hai fatto un bel lavoro.

Gian Paolo

Merito del sito web
www.osvaldolicini.net/

che ospita le immagini. Speriamo venga ripetutamente visitato e studiato.

ave

L'autore lo merita. Ed entrambe le mostre sono state allestite in maniera molto accurata.

Gian Paolo

OsvaldoLicini.net vuole essere un punto d’incontro per gli appassionati, cultori, curiosi dell’artista montevidonese. Prossimamente online: articolo appassionato di Giuseppe Marchiori, tratto da Flash Art dell'ottobre 1981; nella sezione filmati (http://it.youtube.com/osvaldolicini) presentazione di Elena Pontiggia sulla mostra del 1982 su Licini e gli amici del Milione.

Segnalo in anteprima una chicca, filmato inedito, recentemente ritrovato da un concittadino montevidonese filmato della casa di Licini poco dopo la sua morte; nella sezione immagini (http://www.flickr.com/photos/osvaldo-licini/), il panorama di Monte Vidon Corrado visto dall'artista Mariano Fagiani. La soddisfazione di tenere aggiornati “i liciniani” in tempo reale con articoli freschi di stampa, informarli sulle aste, mostre e curiosità, è impagabile.

Grazie dell'attenzione
Ufficio Stampa OsvaldoLicini.net

grazie a voi per passaggio e integrazioni.

buon lavoro,

gf

[Licini] Ah, questo era un

[Licini] Ah, questo era un pezzo memorabile.