Autore:
Lewis Jerry e Kaplan James
Finalmente è giunta anche in Italia la seconda opera biografica di Jerry Lewis (la prima è l’inedita In Person, 1982) scritta con James Kaplan ed edita dalla giovane Sagoma Editore, in cui si racconta questa insolita storia d’amore (non molto corrisposto, in verità) fra il comico più importante del secondo Novecento e Dean Martin.
Due paroline innanzi tutto sull’edizione italiana… Note a piè di pagina per le traduzioni dallo slang americano o yiddish, spesso per i film, in ogni caso decisamente ben fatte. Il testo vanta una introduzione di Gary, figlio di Jerry e una postfazione di Ricci, figlio di Dean. E sotto le note, vicino al numero di pagina, c’è una mini foto di Martin & Lewis che fa da bilancia, indicando a quale punto della storia siamo arrivati. Insomma è evidente una simpatia per l’estetica del libro, accompagnata da una seria cura per il testo.
La storia comincia al termine del secondo conflitto mondiale. “Se non lo sapete, l’America del Dopoguerra era una nazione parecchio morigerata. A condurre i programmi radiofonici c’erano dei censori, i presidenti portavano il cappello, le signore indossavano i bustini. Noi saltammo fuori dal nulla: nessuno si aspettava niente che fosse come Martin e Lewis. Un tizio di bell’aspetto e una scimmia: ecco come ci vedeva certa gente. In un’epoca di autorealizzazione freudiana, noi fummo l’esplosione dell’Es dello showbusiness” (pag, 7).
Il libro è un lungo flashback interrotto ogni tanto da sprazzi di presente, in cui l’attore e regista Lewis ripercorre la scalata al successo dei due, dapprima nei locali notturni – un successo indescrivibile, assicura, senza precedenti, in cui i dollari gli piovvero addosso in quantità inimmaginabile e sempre crescente – fino al boom del cinema che dopo dieci anni di carriera li avrebbe portati al litigio e alla rottura. Jerry Lewis ha sempre amato il lato sentimentale della vita – e dell’arte, ereditato dall’idolatria dichiarata verso il pathos cinematografico di Chaplin – e non lo ha certo risparmiato anche nella narrazione di “Dean & Me” però si scorge una lodevole lucidità soprattutto nel giudicare il passato. Vale a dire, per quanto dolorosa sia stata la separazione dell’uragano Martin & Lewis a conti fatti sembra la cosa migliore che la coppia potesse fare. Innanzi tutto perché altrimenti non avremmo mai avuto i capolavori di Lewis, in seconda battuta perché Dean Martin sarebbe passato alla storia come una sterile spalla di un grande comico, ruolo che ogni spalla che si rispetti ha sempre detestato, invece di entrare nell’olimpo dei duri hollywoodiani accanto a Frank Sinatra (nel Rat Pack) e John Wayne (Un dollaro d’onore) come accadde successivamente. Eppure dal vivo dovevano essere una forza della natura per attrarre migliaia di fan all’entrata dei teatri, nei cinema, nelle strade, tanto da essere scortati dalla polizia: uno scenario che anticipa di vent’anni quello che avrebbero vissuto poi i Beatles negli anni ’60. O Elvis Presley, che subentrò a Martin & Lewis proprio quando la coppia si sciolse. Nei film però le cose andavano diversamente.
La non straordinaria qualità del loro cinema di coppia è riconosciuta da Lewis e anche giustificata: in particolare sembra che il produttore della Paramount Hal Wallis, che a detta di Lewis non capiva nulla di comicità, si impuntasse per rendere le pellicole più commerciali possibili evitando così qualsiasi possibilità di sperimentazione. E mentre il ruolo di Jerry aumentava in popolarità e gradimento della critica, quello di Dean si ridimensionava film dopo film, annoiando parte del pubblico (specie i maschietti che delle canzoni sdolcinate non se ne facevano niente) e scatenando le malelingue della critica sui giornali.
Chiaramente questo contrasto man mano si riversò nella vita privata fin quando Martin non scoppiò. E trattenne la rabbia pure troppo, dice Jerry, come si fa a sopportare per dieci lunghi anni gli sberleffi dei critici e le lodi sconsiderate verso il tuo partner?
Lo stile del libro è molto colloquiale e disinvolto, non c’è un tentativo di far ridere il lettore, se non nel racconto di qualche simpatico aneddoto, ma nulla più. Jerry Lewis ha però una grande qualità che rende il libro piuttosto interessante per meglio cogliere sfumature che, solitamente, i biografi di Hollywood tendono a eclissare… Racconta nel dettaglio la presenza della mafia nel loro ambiente.
Ciò non vuol dire che Dean e Jerry fossero mafiosi o che arrivarono al successo grazie a personaggi malavitosi. Però, da subito, non nega la realtà: “Come quasi tutti i night club importanti degli anni Quaranta – ok come tutti i night club importanti degli anni Quaranta – il Copacabana era gestito dalla mafia” (pag. 53). Personaggi della malavita americana accompagnano buona parte del racconto. A Sinatra, dice Jerry, piaceva frequentarli, Martin e Lewis invece preferirono portare rispetto ma non legarsi troppo. E fa nomi di personaggi conosciuti, tacendo chiaramente soltanto quelli ancora in vita.
Il libro si sofferma spesso sulla figura e l’arte di Dean Martin. Attore non troppo studiato e conosciuto da noi, offuscato dalla figura del compare, la sua immagine viene senz’altro rivalutata e commemorata con affetto e calore da chi lo ha conosciuto da vicino e da chi lo ha, anche se per un breve periodo, sinceramente detestato. Una storia d’amore, insomma. Il titolo, sopra ogni altra cosa, è decisamente la scelta più azzeccata.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Jerry Lewis (Newark, USA, 1926) attore comico e regista americano. Autore di film come
Le folli notti del dottor Jerryll,
Jerry 8 e ¾,
L’idolo delle donne. Ha lavorato anche con Martin Scorsese ed Emir Kusturika.
Dean Martin (Steunbenville, 1917 – Beverly Hills, 1995) attore e cantante americano. Membro del Rat Pack, è celebre il suo singolo “That’s Amore”. Ha lavorato accanto a John Wayne, Marlon Brando, Frank Sinatra, Kim Novak.
James Kaplan (USA, 1951), scrittore e giornalista americano.
Jerry Lewis, James Kaplan “Dean & Me. Una storia d’amore”, Sagoma Editore, Vimercate (MB), 2010.
Luca Martello, 1 luglio 2010
Commenti
[Dean & me] Lo studio su
[Dean & me] Lo studio su Jerry Lewis continua!
[dean & me]
[dean & me] grand'hammer! intanto passo al volo per ringraziarti almeno della condivisione della scheda, anche a nome dei tanti lettori muti:).
scappo che sto sotto montagne burocratico-lavorative degne di nuovo romanzo
gf
[scartoffie] Povero te!
[scartoffie] Povero te!
[sagoma] Pagina aggiunta
[sagoma] Pagina aggiunta nella rassegna stampa sul sito della casa editrice!
http://libri.sagoma.com/catalogo/libri/7/dean--me/
[sagoma] a pelle mi stanno
[sagoma] a pelle mi stanno profondamente simpatici, istintivamente:)
[dean&me] una storIa d'amore.
[dean&me] una storIa d'amore. Manca una I nel titolo.
[la i mancante] cavolo,
[la i mancante] cavolo, grazie Andrea!
(Dean Martin) Come
(Dean Martin) Come dimenticarlo in Un dollaro d'onore. meraviglioso.
[hammer] scandaglia il
[hammer] scandaglia il catalogo Sagoma. Te ne saremo grati:)
[sagoma] Per ora è un
[sagoma] Per ora è un catalogo ridotto, hanno aperto i battenti da poco :) Ma ti dirò che il giorno della presentazione del mio libro accanto a "Groucho e i suoi fratelli" erano in bella vista due libri di Epstein recentemente editi da loro.
[Lewis Martin - Sagoma] Ma
[Lewis Martin - Sagoma] Ma Martin ha lavorato con Marlon BranCo??? Grande. Era un mio parente, ma non sapevo avesse lavorato con Martin. (-:
[marlon branco] maledetto
[marlon branco] maledetto word!