A MODO MIO…
“Copertina nera”: un viso sfumato. Le palpebre sono abbassate. Sembrano soltanto socchiuse e ti chiedi se sotto scorra la linfa vitale o se siano ormai rigide, come quelle membra piegate su se stesse in un pozzo di periferia. Lontano, in un mondo popolato di ombre.
Lentamente ti avvicini e vedi quel titolo in rosa shocking e ti chiedi, ancora, se sia verità quella che i tuoi occhi stanno leggendo per te.
D’istinto lo afferri con una mano, non preoccupandoti di scorrere le note di copertina di chi ha già letto le sue pagine.
Non badi a quello che qualcuno pensava di scrivere, in quell’attimo di tempo in cui si copriva d’inchiostro una pagina bianca.
Sai che quel libro è lì per te e che ti ha chiamata con quella copertina nera che ami e con quel rosa shocking che detesti profondamente. Sai che ti aspettava da tempo.
Sai che leggerai storie di donne che ti spezzeranno l’anima in mille pezzi.
Sai che dovrai prenderti delle pause e respirare a fondo, prima di andare avanti.
Sai che non potrai sfuggirgli. Sai che non potrai nasconderti a lungo.
Perché lui, il libro, insieme a quelle lunghe ombre nere, ti seguiranno sempre, ovunque, aspettando, a pochi passi da te, tra un ghigno malefico ed un sorriso sfacciato, di marchiarti l’anima.
Quelle “Ragazze morte” saranno lì come luci che ti faranno trovare la strada perché in ognuna di loro vedrai una parte di te e piangerai. Sì, piangerai lacrime di dolore, lacrime di orrore, lacrime di speranza fino a non averne più, neanche per la tua pietà.
Perché loro hanno già visto, hanno già vissuto una piccola parte di quello che ora tu stai vivendo.
Vivrai, allora, nell’attesa che sul server appaia un messaggio che aspetti da tempo e guarderai, anche tu, lo schermo lampeggiare.
“Non ci sono nuovi messaggi sul server”.”.
Ti riconoscerai in quella donna che attende un uomo che è lontano e che ti racconta di sgozzamenti, di cadaveri mutilati, di bombe e bambini morti. Guarderai, ancora, attorno a te la stanza dalle pareti bianche. E ricorderai solo i piccoli orrori di casa tua, la biancheria da lavare, i piatti da sciacquare, i rifiuti da portare giù in strada. E poi gli scriverai “non posso competere con tutti i problemi del mondo”.
Non puoi capire cosa stia accadendo.
L’automa che è in te prende il sopravvento, come quando senti la stanchezza scivolarti addosso all’improvviso, come quando riesci solo a spingere i tasti di un telecomando qualsiasi e tu sei lì a guardare le immagini scorrere davanti ai tuoi occhi e non le vedi davvero, come quando salti da un brano all’altro, senza utilizzare quella funzione che sai ti martellerà la testa con la sua overdose musicale, e tu sei lì che senti, ma non ascolti davvero.
“Ragazze morte” ovunque. Stanno già raccogliendo i corpi. Qualcuno che aspettavi a casa non c’è ancora, non tornerà, forse mai più. Se carne viva in preda agli spasimi del troppo alcool o del troppo sesso, oppure carne morta, laggiù in decomposizione, questo non riesci a focalizzarlo nella tua mente.
Perché qualcuno, forse, ha deciso per il destino tuo e di quell’amore nato da te. Potrebbe essere in un vicolo con un uomo, ad allietarne i sensi in cinque minuti della sua vita, oppure potrebbe essere stata il giocattolo, ormai rotto, di quel maniaco che tutti ora chiamano “serial killer”.”.
E tu guardi la persona che ti sta accanto e senti che vorresti non vederla più. E tu osservi la persona che fa finta di non vederti e vorresti che ti facesse male, per risentire, ancora, tra le cosce, quell’abbattimento fisico di quando tua figlia è nata.
Chiudi gli occhi e la sua stanza, le sue cose, le sue ombre non ci sono più.
Ti riconoscerai tu, donna che leggi, in una ragazza che vive per strada, alienata da ciò che più ti era caro, sempre in cerca di un modo per sopravvivere alla fame, al freddo, alla sporcizia che ti si posa addosso, tra la polvere e le mani sporche degli uomini che ti spingono, al gelo che ti stringe l’anima in una morsa che nessuno di quelli che ti sfiorano senza vederti, potrà mai allentare.
C’è chi ti offre un piatto caldo in cambio di un amplesso veloce.
C’è chi ti soffia sul viso per ridurlo in una maschera violacea e poi fotografarlo.
C’è chi ti offre una manciata di soldi per vederti accoppiata con il suo cane.
C’è chi ti offre un passaggio in auto verso l’Eldorado, ma tu senti, vedi, osservi che c’è qualcosa di disturbante. Sai dentro di te che la miglior cosa da fare è fuggire da quell’uomo con l’auto lussuosa, da quelle mani molli e lucide che hanno già stritolato la vita di altre ragazze come te.
Tu, piccola donna, ti troverai nel negozio di tatuaggi di un uomo che ti guarda, ma che non sa avvicinarsi a te. E soffrirai al pensiero di quando sarà il momento di ritrovarti per strada, ancora e ancora, sempre così, sola.
E tu, uomo che leggi, ti ritroverai in quel ragazzo che si sente “fango” davanti a lei che è come “Aria”. La vedi con quella sua pelle bianca e quelle lunga ciglia nere e pensi sia un regalo destinato ad un altro. Non la toccherai per non sporcarla, perché non ti senti degno, perdendo così l’occasione di scorgere dentro i suoi occhi la paura dell’abbandono.
RAGAZZE MORTE OVUNQUE…
“Ragazze morte” è una raccolta di racconti come non se ne vedevano da tempo tra gli scaffali delle librerie tirate a lucido. Ragazze devastate, perse, schiave di qualcosa o di qualcuno vivono in questa manciata di racconti dark facendo traspirare, attraverso le loro storie, una grande umanità, mentre la pietà e la commozione, per quello stile narrativo, resta impresso nella mente per giorni interi.
Il titolo del libro è quello di un racconto centrale in cui si respira il legame spezzato di una madre che cerca la figlia scomparsa, mentre imperversa la mano impietosa di un serial killer.
Ed è questa figura che aleggia sulle pagine, tenendole unite, come un’ombra oscura, minacciosa e mefistofelica.
“La conta dei corpi finora è ventitrè. Una giornalista che, da quando hai cominciato a seguire il telegiornale hai visto cambiare colore di capelli da castano ramato a biondo medio, annuncia che gli scheletri sono stati rinvenuti in gruppi di due, tre e quattro, un’elaborata orgia di cadaveri, orchestrata dall’accusato. Anca contro anca, cranio su cranio, dita intrecciate, un morboso collage”.
Per una volta si leggono le storie di chi sta nell’ombra del serial killer e degli investigatori che gli danno la caccia.
Ragazze, amiche, sorelle o madri di quelle ragazze scomparse, ecco chi sono le protagoniste di quei racconti.
Ragazze che lui, il professionista, assassino seriale, ha sfiorato almeno una volta, direttamente o indirettamente.
Il serial killer è uno strumento simbolico, utile all’intreccio, utile a proiettare quell’ombra che scende nell’anima di una donna ferita, per l’uno o per l’altro motivo, e che si perde.
Non c’è parola che tenga per descrivere le sensazioni che dà leggere Nancy Lee, scrittrice di nuova generazione che pare temprata nel granito.
Racconta del dolore asciutto e vibrante della madre, o della ragazza ceduta all’amico per San Valentino, o delle due amiche in corsa dalla vita, o di un amore lontano, o dell’attesa di una figlia al capezzale del padre pronta a ripercorrere, con una vivisezione mentale del suo corpo, ogni frammento della sua vita.
Nancy Lee mette a nudo le loro verità: gli stati d’animo, i fallimenti, il dolore, la dipendenza, l’erotismo, la follia, il non-vivere, la morte. E accanto a loro, o dietro di loro, gli uomini che sanno distruggerne lo spirito, così come quel serial killer che dissemina “Ragazze morte” per la città.
Racconta come se stesse scrivendo a tutte le donne che sapranno riconoscere le loro menti in una di quelle forti vibrazioni di energia femminile.
“Ragazze morte” è uno straordinario esempio di scrittura ispirata che sa come dominare chi si trova a scorrere, anche distrattamente, le sue pagine. Peccato sia stato, ad oggi, l'unico di questa scrittrice.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Nancy Lee è nata in Galles nel 1971, da genitori di origine cinese ed indiana.
Dopo aver fatto ogni genere di lavori (infermiera, operaia, parrucchiera, animatrice per bambini, perfino dj), ora vive a Vancouver.
“Ragazze morte” è la sua prima prova letteraria ed è stato definito libro dell’anno da “Globe and Mail”, “ Vancouver Sun” “Toronto Star”. Nancy Lee, vincitrice di vari premi letterari, oggi insegna scrittura creativa.
Nancy Lee, “Ragazze morte”, Fazi-Lain, 2004. Traduzione di Adelaide Cioni. Copertina di Maurizio Ceccato.
Prima edizione: “Dead Girls”, 2002.
Originariamente apparsa su ciao e Lankelot.com
Commenti
MOVI!
http://www.mcclelland.com/catalog/display.pperl?isbn=9780771052514
"Nancy Lee lived her early years in England before immigrating to Canada. She received her M.F.A. in Creative Writing from the University of British Columbia. She teaches at the Simon Fraser University Writing and Publishing Program, and is Associate Director of the Booming Ground Writers Community.
Lee?s first book of fiction, Dead Girls, was named Book of the Year by NOW Magazine, and was a finalist for the Ethel Wilson Fiction Prize and the Danuta Gleed Literary Award. Her work has appeared in numerous literary journals and anthologies, as well as in the 2001 Toronto Life Summer Fiction issue. She was one of seven writers selected by Margaret Atwood for a special CBC Radio feature on new writers to watch, and a jury member for the CBC?s ?Canada Reads? program for 2003. She is the recipient of many grants, fellowships, and writing awards, including the Gabriel Award for Radio.
Nancy Lee lives in Vancouver, where she is at work on her first novel."
(quanto alla copertina, è una creazione di Maurizio Ceccato, considerando stile - sempre riconoscibile - ed epoca (Fazi-Lain, 2004). Gli dirò quel che ne hai scritto)
il link che avevo inserito non funzionava e l'ho rimosso...grazie dell'integrazione...
3.ma daiii!!!!!
"E tu, uomo che leggi, ti ritroverai in quel ragazzo che si sente ?fango? davanti a lei che è come ?Aria?. La vedi con quella sua pelle bianca e quelle lunga ciglia nere e pensi sia un regalo destinato ad un altro. Non la toccherai per non sporcarla, perché non ti senti degno, perdendo così l?occasione di scorgere dentro i suoi occhi la paura dell?abbandono."
> Ora mi informo per capire chi l'aveva scelto:).
Sono convinto che saranno felici di sapere che ne avevi scritto così.
Hai colmato un'altra lacuna, con questo recupero. Grazie Movi!
4, ;)
3, lavoriamo fianco a fianco da parecchi mesi, e siamo amici da un paio d'anni. Ceccato è il principe degli art director dell'editoria di qualità e di progetto. Era il mio idolo prima che avessi il privilegio di lavorare al suo fianco. Un grande artista, e un serio professionista. Spero di lavorare con lui per anni - finché non cambio lavoro, almeno:)
"?Ragazze morte? è una raccolta di racconti come non se ne vedevano da tempo tra gli scaffali delle librerie tirate a lucido. Ragazze devastate, perse, schiave di qualcosa o di qualcuno vivono in questa manciata di racconti dark facendo traspirare, attraverso le loro storie, una grande umanità, mentre la pietà e la commozione, per quello stile narrativo, resta impresso nella mente per giorni interi."
> a quali autrici senti di poterla avvicinare?
autrici, dici? Non mi sembra di aver letto nulla di autrici in tempi nostri a cui possa paragonarla...né per genere, né per stile. Ma non ho grande competenza moderna in merito, per poter fare termini di paragone. Però posso dirti di autori...quando ho letto Mascheri.
Mascheri...
il Mascheri di "Poliuretano" è rimasto impresso a una legione intera, da queste parti. Capito, cerco di rimediare copia delle Ragazze della Lee.
Hai speso un nome magico.
(OT, il Mascheri del Gregario, a te moraviana, piacerà forte)
11. credo arriverà presto...
La prima edizione è del 2002. Magari fossimo nel 20002, forse non ci sarebbero tutti questi "unti".
3. Fra, è ufficiale. Sono fan istintiva di Ceccato. Ho preso il secondo libro attirata dalla copertina. Non ho neppure notato la casa editrice...ma iniziando a sfogliare, ho notato. L'ho preso. E' Jap. :)
ahah:))).
te lo farò conoscere;)
(comunque la scelta di Nancy Lee, come autrice, fu di Simone Caltabellota - così è chiuso il residuo dubbio)