Caroniti Maria Laura

La bella dei quartieri spagnoli

Autore: 
Caroniti Maria Laura
Galleria d’altri in fogli che celebrano l’incontro. Tralci di vite a fermare il ricordo su carta, ricostruendo per amnesie il proprio cammino. Caroniti si allunga sui giorni del presente, partorendo dolori e rinsaldando nodi in un refrain che si consuma per immagini. L’inchiostro trasmette la fame di occhi in grado di leggere le storie degli altri stampate nelle rughe tra le pieghe dei sorrisi e le increspature delle fronti, ridisegnando le figure, con lo sguardo, dalla curva della schiena al vigore del portamento.
E le pagine diventano istantanee scattate tra un battito e l’altro di ciglia, ad immortalare la vita cristallizzandola in righe viscerali, nate per sgravio, per rigurgito. La scrittura non descrive, non sceglie, non racconta: recupera e si fa ponte a congiungere i percorsi di ieri con quelli di oggi. La penna ricalca le orme impresse nelle sabbie della memoria, inseguendo il ritmo indimenticato di passi intrecciati in un andirivieni senza definitivi punti di partenza né di approdo. Ed è un passato che non rivendica futuro, ma ritorna nelle traiettorie attuali in forma di flashback, sprigionando tutta l’autenticità di un vissuto metabolizzato, rielaborato ed in ultimo regalato, condiviso e fissato in un libriccino che è raccolta di frammenti.
Schegge di vite in sovrapposizione e congiunte alla propria in una carrellata di ritratti che rimandano a quella prima persona comune denominatore di queste pagine, filo d’Arianna a guidare in un labirinto di facce e di gesti, di frasi non dette e silenzi urlati che si incastrano in un groviglio di sentieri equidistanti dal centro. Da quell’io capace di scrivere di sé attraverso gli altri, con la parola che diventa spazioso angolo dietro cui fermarsi e nel quale rinascere, scrollandosi di dosso la polvere del tempo e talvolta spingendo in avanti anche soltanto la propria ombra a frantumare la paralisi di strappi che lasciano monchi corpo ed anima, a supplire lo strazio di un’assenza dal presente che rinnova il proprio vuoto nel perimetro di un triangolo sbilenco, superstite al riparo fasullo dell’unico cassetto chiuso, senza chiave.
Caroniti scrive di sè e di altro e di tutto quanto sa e non sa o ha saputo e perso irrimediabilmente tra i suoi capelli e i giorni”, quel che è ed è stata lo dà in pasto alla carta e lo impasta con mani di zingara in carezze sinuose e graffi sottopelle. Jana: in bilico tra strega e fata, ma soprattutto donna, “bambina-adulta-vecchia” che dà voce ai ricordi, perché la memoria non sia palude, con la scrittura a farsi impudica, a svestire l’afasia e a svelarne l’intimità. Macchiafogli, centellina “paroleMaddalene”, gocce d’inchiostro colpevoli di un fascino carnale, frutto di un intenso sentire che passa per il corpo e vive in simbiosi con la sua terra, quella Sicilia madre-matrigna che Caroniti vive da isolana, fiera voce dello “Stretto, vertice additato sull’unghia di Morgana”, voce “che canta in modo sommesso, o acuto, e dona la gioia a chi riesce a sentirla, o la sofferenza a chi l’aggredisce, o il più dannato silenzio a chi vorrebbe ingannarla”.

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Maria Laura Caroniti (Messina, 1979), poetessa e scrittrice italiana.
Laureata in Lettere Moderne con una tesi in Letteratura Italiana dal titolo: “Fare accadere le cose: lettura di Baudolino di Umberto Eco”.

Laura Caroniti, “
La bella dei quartieri spagnoli”, TraccEDIverse, Torino, 2005.
 
 

Angela Migliore
, novembre 2005
Originariamente apparso su Lankelot.com
ISBN/EAN: 
8889862092

Commenti

"pagine diventano istantanee scattate tra un battito e l?altro di ciglia, ad immortalare la vita cristallizzandola in righe viscerali, nate per sgravio, per rigurgito. La scrittura non descrive, non sceglie, non racconta: recupera e si fa ponte a congiungere i percorsi di ieri con quelli di oggi"

> leggo con gioia e con rammarico al contempo, pensando che questo libro è uscito quando stavo appena entrando nel tunnel della non-lettura e che non ho ancora avuto il piacere di sfogliare e studiare la mia copia.

"Jana: in bilico tra strega e fata, ma soprattutto donna, ?bambina-adulta-vecchia? che dà voce ai ricordi, perché la memoria non sia palude, con la scrittura a farsi impudica, a svestire l?afasia e a svelarne l?intimità. "

> spero che torni presto a condividere con noi i suoi scritti, Laura.
Grazie ancora per questa stupenda pagina.

Schegge di vite...

Avevo già letto nel vecio Lanke questa tua recensione e l'avevo riportata nelle cose 'mie': ora che ti conosco un po' di più, Angela, ti 'vedo' e riscopro ancora una volta la tua anima di cantore.

Raffaella

Franco
Laura manca tanto anche a me. La pagina rende perchè questo libro è stato un altro nodo tra me e lei. Capirai meglio , quando uscirai dal tunnel della non lettura e sfoglierai la tua copia.

Raffaella
"cantore" è appellativo che Laura riserva a Franco da anni, io non merito. Ma le tue parole mi lusingano, sempre. Grazie.

Avresti amato e apprezzato anche gli scritti di - e soprattutto: il confronto con - Laura, se fosse stata stabile e costante su lankelot.eu. Intanto, godiamoci la nostra Angela. Ha uno stile e un'intelligenza semplicemente fondamentali per lo sviluppo di questo nuovo sogno.

...

Sottoscrivo l'ultimo commento di Franco.
Poi aggiungo: le pagine di Laura sanguinano, nel vero senso del termine, sono vive e violente, come quella terra di Sicilia che le è madre.
Chi ha letto bene Laura Caroniti e Gianfranco Franchi (ma anche Patrick Karlsen) non può non intuire una invisibile linea sorella nel sentire e nell'esprimere, pur nella diversità strutturale di stile, lingua e luoghi.
Vorrei parlare, senza paura di esagerare e comunque senza tema di smentite, di una nuova generazione di poeti e scrittori. Ed è a questi che va affidata la ricostruzione di un genere.

Angela, hai un talento straordinario e una poesia nella scrittura anche quando parli di altri da farmi sperare di leggere (presto) qualcosa di solo tuo.

E' molto sottile e molto romantico e molto piacevole questo discorso sull'invisibile linea sorella che lega Laura, Patrick e il terzo che non ricordo il nome. Sarebbe bello fosse una sorta di profezia per il futuro - almeno, per quanto riguarda loro due. Io mi accontenterei di riuscire a tornare a scrivere qualcosa extra-lavoro. Attualmente mi sembrerebbe un miracolo.
E poi si ricostruiranno i generi.

(e non dimentichiamo Paolo Mascheri, Andrea Consonni, Lisa Massei. E l'ormai prossima pubblicazione dell'esordio di Marco Busetta. E il libro che uscirà a breve di Claudio Morici. E' un bel periodo per gli autori nati negli anni Settanta. Qualcuno di loro sta smettendo di essere "alternativo", o "emergente", o "editoria minore". E non è finita qua. ).

Ilde
la vedo anch'io questa nuova generazione di poeti e scrittori, sarei felice se il futuro ci desse ragione.
Quanto a me, è più facile capire che farsi capire. E' più facile leggere che scrivere. Non sono capace di mettere giù qualcosa di mio, purtroppo. Però non immagini quanto m'abbia fatto piacere questo tuo commento. Grazie.

4. Devi sapere, Angela, che non conoscevo l'appellativo usato da Laura Caroniti per GF, come avrei potuto?
Io l'ho sentito per te e non l'ho scritto quale lusinga o, come diciamo noi, quale serenata, ma è stata una constatazione direi 'scientifica', spontanea, dopo la lettura della tua rec.

Raffaella

Immaginavo non fossi a conoscenza dell'appellativo usato da Laura per Franco, ma che lo adoperassi per me proprio in una pagina in cui scrivo del suo libro, è stata coincidenza piacevole. L'ho sottolineato per questo :)

Grazie due volte. Belle queste tue parole intorno a Laura. Lei mi ha fatto scoprire questo posto. Mi aveva pure dato un consiglio, l'anno passato, che poi non seguii. Pazienza. Quando scrive, lei, dona tutto. Grazie angela.
p.s. secondo Borges è più difficile trovare un buon lettore che un buon scrittore, mi pare. ciao!-)

Grazie a te, Andrea. Di queste pagine son stata personaggio, prima che lettrice. Piccola chicca. Lo sanno in pochissimi.
Quanto a Laura, aspettiamo tutti il suo ritorno.