Lansdale Joe R.

La sottile linea scura

Autore: 
Lansdale Joe R.

Ho letto questo romanzo di Lansdale, o meglio, riletto dopo un paio d'anni, subito dopo aver terminata la lettura de “Le onde” di Virginia Woolf. L'effetto, sul momento, è stato straniante. Come uno spumante dopo un brunello, per dire. Tanto pastoso e meditativo quest'ultimo quanto frizzante il primo. Non sono troppo certo di questo parallelismo, ma si fa per dire. Comunque una lettura che mi ci voleva, credo, per disintossicarmi dalla Woolf. La scrittura di Lansdale è piana, scorre via sotto gli occhi come i paesaggi dal finestrino di un treno, ma riesce a non essere mai banale, e tratta temi, a quanto ho letto anche nelle altre recensioni apparse qui su Lankelot, interessanti ed in modo piacevole. A quel che ho capito, Lansdale è un narratore di storie, di storie che mettono in fila fatti e che ruotano attorno ad essi.
Torno al romanzo che ho letto, dunque.
“Mi chiamo Stanley Mitchell, Jr. Tanto mi ricordo, tanto intendo scrivere.
Questa storia ha avuto luogo in una città di nome Dewmont. È tutta vera. Si è svolta nell'arco di un breve periodo, ed è capitata a me” (p. 5)
La storia è narrata in prima persona, come si evince dalle frasi sopra scritte che ne costituiscono l'inizio. Il narratore ricorda di quand'era solo un ragazzino, nel 1958, ed abitava con la famiglia a Dewmont, Texas. Si erano trasferiti lì perché il padre aveva deciso così, per lasciare il lavoro di meccanico in officina ed aprire un drive-in “Papà amava il drive-in con la stessa intensità con la quale odiava tutto ciò che aveva a che fare con le riparazioni meccaniche” (p. 9).
La famiglia Mitchell è composta dal padre, Stan Sr., la madre, Gal, la sorella maggiore Caldonia chiamata Callie, ed il narratore, appunto. Il drive-in è un grande drive in, basti dire che lo schermo altro non è che una delle facciate della casa in cui vivono i Mitchell. Risparmio la descrizione del drive-in perché, beh, mica si può dire tutto.
Ora, siamo in Texas, sul finire degli anni '50, in una piccola cittadina (in effetti costituita da “...per lo più un'unica e lunga Main Street...” p. 6), c'è una famiglia che viene da fuori...cosa manca?
Manca, ovvio, qualche personaggio di colore, inteso come pelle e come provenienza sociale, e qualcosa che faccia innescare una serie di avvenimenti per cui tutti i personaggi finiscono con l'incontrarsi o lo scontrarsi. Dunque si potrebbe dire che il proiezionista del drive-in è un vecchio di colore, dal nome lunghissimo, Buster Abbot Lighthorse Smith, appassionato lettore, tra gli altri, delle avventure di Sherlock Holmes, e che la governante dei Mitchell è, ovvio, di colore pure lei, Rosy Mae, cuoca sopraffina e che ha un uomo, invece, che non è per niente simpatico, con quel cappellone sempre in testa e lo sguardo torvo. Poi c'è l'amico un po' Huckleberry Finn, Richard Chapman, pieno di pidocchi e dai genitori che ve li raccomando, soprattutto il padre, predicatore di una religione che è l'unica giusta e divina, e non si può scordare Nub, il cane “Cazzo, un cane di quella fatta, neanche se ne accorge se...” (p. 175)
A questo punto i personaggi ci sono, manca solo l'innesco: “Ma quel giorno, impegnato com'ero a farmi rincorrere da Nub tra il bosco e la palizzata, inciampai e caddi rovinosamente. Qualcosa mi aveva agganciato alla caviglia, proprio là dove mi finiva la scarpa di colore nero, e mi sembrava di essere stato colpito da un'incudine” (p. 17)
Inutile dire che non era un'incudine, bensì una scatola di metallo. Una scatola di metallo che nascondeva al suo interno...lettere, “Era opera di una qualche ragazza, ed era tutta roba scritta con la testa tra le nuvole” (p. 26). Ragazzino. Per fortuna che la sorella più grande, Callie, è in punizione, costretta a stare in casa, e gli fai leggere le lettere. Più o meno va così, sì.
Inizia così una lenta ricerca per sapere di chi sono le lettere, chi le ha scritte, e perché c'è stato un incendio e la casa distrutta a metà è sollevata dagli alberi, e come mai un fantasma ne abita un'altra, e il ragazzo nero morto giù alla ferrovia, e che legame c'è tra la morte di due ragazze, una poverissima ed una ricchissima, la stessa notte?
Queste ed altre fantastiche domande troveranno più o meno risposta nel corso della lettura di questo romanzo, e nel frattempo il lettore sarà messo al corrente di tutta una serie di cose che suonano alquanto strane, tipo i film western “per negri”, e spettacoli, per bianchi, fatti da bianchi con le facce dipinte di nero che facevano il verso ai “negri” e ridevano, ahahah! Mentre i negri, fuori, vivevano in una baraccopoli fuori città, dove neppure il cimitero era tenuto bene perché tanto c'era sempre qualche bianco civile che andava a devastarlo, e così via.
È uno di quei romanzi che appaiono leggeri, vanno via veloci perché hanno una storia che ti prende e non vedi l'ora di sapere come va a finire, quali i nuovi passi da fare, i nuovi personaggi che illuminano di luce brillante od oscura il cammino del giovane Mitchell e della sua famiglia.
In definitiva una leggerezza molto intelligente, che mette al centro della crescita personale una cosa come la lettura e la capacità di ragionamento, e questo sia per il giovane Stanley, che per Rosy Mae, ad esempio, la governante che più di ogni altra cosa desidera imparare a leggere (anche perché ai negozi si viene fregati, se si è “negri”).
Uno spaccato di vita del sud di fine anni '50, frizzante, che fa riflettere. Un "classico" romanzo di formazione e d'avventura, sul passaggio di quella sottile linea....

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Joe R. Lansdale (Gladewater, 1951), scrittore e sceneggiatore americano. Ha esordito pubblicando “Act of Love” nel 1980.

Joe R. Lansdale, "La sottile linea scura", Einaudi, 2004
Traduzione di Luca Conti.
Titolo originale: A fine dark line

Prima edizione americana: A fine dark line, Subterranean, 2002. Questo romanzo è posteriore di soli due anni a "In fondo alla palude", "The bottoms" in originale. Come se non fosse riuscito a dire alcune cose come voleva, o forse gliene rimanevano alcune da dire. Ai lettori l'ardua sentenza.

Approfondimento in rete:
wiki en - a fine dark line / Wiki en / Wiki it / Splatter Container / Content is the King (intervista) / Sito ufficiale di Joe R Lansdale / Booksblog (intervista) / Gruppo Lansdale

In Lankelot:
Lansdale Joe R. - Appunti per una lettura del serial Hap e Leonard - baol70
Lansdale Joe R. - Bad Chili - franchi
Lansdale Joe R. - Bubba Ho-Tep - Paolo Castronovo
Lansdale Joe R. - Capitani oltraggiosi - franchi
Lansdale Joe R. - Echi Perduti - rapace
Lansdale Joe R. - Freddo a Luglio - franchi
Lansdale Joe R. - Freddo a Luglio - baol70
Lansdale Joe R. - Freddo nell'anima - franchi
Lansdale Joe R. - Fuoco nella polvere - baol70
Lansdale Joe R. - Il lato oscuro dell'anima - rapace
Lansdale Joe R. - Il valzer dell'orrore - franchi
Lansdale Joe R. - In fondo alla palude - franchi
Lansdale Joe R. - In un tempo freddo e oscuro - Paolo Castronovo
Lansdale Joe R. - L'anno dell'uragano - franchi
Lansdale Joe R. - La morte ci sfida - franchi
Lansdale Joe R. - La notte del drive-in - baol70
Lansdale Joe R. - La sottile linea scura - andrea brancolini
Lansdale Joe R. - Maneggiare con cura - franchi
Lansdale Joe R. - Mucho Mojo - franchi
Lansdale Joe R. - Sotto un cielo cremisi - franchi
Lansdale Joe R. - Tramonto e polvere - baol70
Lansdale Joe R. - Una stagione selvaggia -


branco, 30 maggio 2009franchi

ISBN/EAN: 
9788806169121

Commenti

Eccolo, finalmente!
"Edizione esaminata..." etc l'ho ripresa da un pezzo di Franchi, ovviamente. Non so se i pezzi linkati son tutti, però. Magari più tardi controllo. O chi sa.
Vabbé.
Lettura divertente, consigliata.

Da leggere la parte riguardante l'edizione esaminata, e soprattutto da fare il paragone con "In fondo alla palude".
Ho aggiunto quel che non c'era prima, ovvero immagine copertina, un paio di link che avevo allegramente saltato.
Spero di aver reso un buon servizio, eh.

Mi sa che con questa l'archivio è completo...si festeggia, allora? :)

seeee!
abbiamo finito lo speciale LANSDALE!
complimenti a tutti;).
BRANCO BRANCO BRANCO Leon Leon Leon...

3. 4. beh, con il mio UNICO pezzo, ho dato un FORTE contributo, grazie grazie.

http://www.lankelot.eu/SMF/index.php?topic=2782.0

complimenti a tutti, ragazzi.
Ora sotto con i pezzi mancanti di BIANCIARDI, PINCIO, PARIS e TOBINO. Abbiamo giusto un mese...

(4. il brutto di avere un gran diminutivo del cognome.... temporale si avvicina, meglio che stacchi.)

"subito dopo aver terminata la lettura de ?Le onde? di Virginia Woolf. L?effetto, sul momento, è stato straniante. Come uno spumante dopo un brunello, per dire. Tanto pastoso e meditativo quest?ultimo quanto frizzante il primo. Non sono troppo certo di questo parallelismo, ma si fa per dire. Comunque una lettura che mi ci voleva, credo, per disintossicarmi dalla Woolf."

> E della Woolf quando scrivi?

"Uno spaccato di vita del sud di fine anni ?50, frizzante, che fa riflettere. Un "classico" romanzo di formazione e d?avventura, sul passaggio di quella sottile linea?."

> buon inquadramento;). Huckleberry incluso;)

9. In realtà è lo stesso Stanley Jr. che paragona Richard ad Huckleberry Finn, poi cita anche il grande Johnny Weissmuller, uno dei più famosi Tarzan. Il romanzo è davvero pieno di film dell'epoca, personaggi, anche se Lansdale ricorda in apertura di libro che ha piegato certi avvenimenti affinché coincidessero nella narrazione. Lansdale esplicita molti accostamenti, influenze letterarie. Ovviamente anche in questo libro si ritrovano le arti marziali, etc. Molti ritengono questo romanzo un gradino sotto a "In fondo alla palude", pur trattando più o meno le stesse tematiche. Leggendo la tua recensione su quel romanzo, mi sono fatto l'idea che "In fondo alla palude" sia più "forte" di "La sottile linea scura", estremizzi un po'. L'impressione è che Lansdale volesse provare a sé stesso di essere capace di maggiore, come dire, delicatezza nella scrittura con questa storia, altrimenti non si comprende bene l'uscita nello spazio di due anni di due romanzi le cui caratteristiche sono davvero molto simili, negli elementi e nei temi trattati.
Impressione dovuta solo alla lettura della tua recensione, ripeto, ed ai commenti che ho trovato in giro per la rete sui romanzi.

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