"Una raccolta italiana di miei racconti è per me motivo di grande soddisfazione. L'Italia mi ha sempre trattato molto bene. I miei libri sono stati accolti con affetto, così come la mia stessa persona. Per certi versi gli italiani mi ricordano la gente del Sud degli Stati Uniti. Anch'io sono un uomo del Sud, ospitale con tutti i miei conterranei. E anche dalle mie parti, come in Italia. Questo non significa che in un luogo così vasto e meraviglioso come il profondo Sud non ci siano lati oscuri. Anzi, meno male che ci sono, altrimenti sarei già rimasto a corto di argomenti." (Joe R.Lansdale, dall'Introduzione a In un tempo freddo e oscuro).
E' una raccolta preziosa questa. Joe R. Lansdale, oltre ad essere un apprezzatissimo romanziere, è anche un micidiale tiratore dalla breve distanza. Questi tredici racconti - pubblicati tra il 1981 e il 2003 - sono la prova di una letteratura potente che accanto ad accenti terrorifici e mistery, non sdegna di mostrare lati più pulp e referenzialmente bassi. Letteratura d'intrattenimento puro, quindi, ma non soltanto: una scrittura brillante che non cede (quasi) mai, racconti tiratissimi e una suspence che monta lentamente, sia che muova verso un finale splatter o horror alla Stephen King, sia che racconti una spirale di violenza e paura alla Bunker, per intenderci. Inoltre, pur trattando - praticamente sempre - di quei "lati oscuri dell'anima", Lansdale non concede nulla al cattivo gusto: nel dipingere il lato impietoso e crudele della natura umana, si arma di spirito grottesco, di un umorismo affilato come un rasoio e - perdonate il francese - prende a calci in culo il tanto sdoganato pulp.
Il coniglio bianco (The White Rabbit, 1981) rilegge l'Alice carrolliana in chiave horror. Il protagonista si aggira per Il Cairo, scenario di ideale esotismo, e nella notte si imbatte nel "classico" Bianconiglio in ritardo. Lo seguirà, soltanto per finire tra le fauci di un orribile festino satanico.
Si cambia decisamente tono con La notte di San Valentino (The Steel Valentine, 1989), una vicenda di sangue che ricorda certi scenari sadici alla King o alla Tarantino. Una vendetta. Una storia di adulterio. Una carneficina. Cani famelici. Amante contro marito. Testicoli divorati dai cani. Più o meno. Pulp...molto pulp ... (pure troppo?).
Il cane dei pompieri (Fire Dog, 2003) e Bob il dinosauro va a Disneyland (Bob the dinosaur goes to Disneyland, 1989) sono più legati ad una certe tendenza postmoderna americana, per esempio ad uno come Barthelme o Lethem. Nel primo, un uomo viene assunto come cane dei pompieri, con tutti i doveri ed i privilegi che ne conseguono. Irresistibilmente nonsense. Nel secondo ed altrettanto vulcanico racconto, Bob il dinosauro gonfiabile è in piena crisi adolescenziale...
E' amore, ve lo dico io (I'll tell you, it's love, 1989) e Un lavoro come tanti (The Job, 1989) passano tranquillamente in secondo piano, dozzinali e manieristici. Molto più interessante è In un tempo freddo e oscuro, in cui Lansdale si cimenta con l'atrocità della guerra: una follia generica, senza alcun senso, intesa come l'incubo collettivo dei feriti, dei dimenticati nell'oblio della storia. Il crepuscolo freddo dell'umanità.
Da mani bizzare (By Bizzarre Hands, 1989) è uno dei racconti migliori, in piena tradizione deep south. Sembra di leggere McCarthy (Figlio di Dio) in questa storia di molestie sessuali, brutali omicidi e predicatori neri con un passato ancora più oscuro. La donna del telefono (The Phone Woman, 1990) miscela sapientemente eros e thanatos in un macabro e malsano erotismo feticista.
Per essere dunque un'antologia di racconti pubblicati qua e là nell'arco di una carriera, una raccolta che avrebbe meritato una logica più organica e cronologica, In un tempo freddo e oscuro è un divertissement a tutti gli effetti. L'autore si lascia andare ad una verve più incontrollata e meno impegnata, cosa che non sempre giova alla qualità della scrittura. Tutte esperienze ai limiti del "normale"; tutti personaggi che si concedono apertamente ai loro demoni, che abbracciano le tentazioni anziché tentare invano di resistere. Nell'universo fantastico di Lansdale la vita è un negativo dell'assoluzione, la terra un luogo in cui dare sfogo ad un inconscio perverso, una palestra per un inferno più mite.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Joe R. Lansdale (Gladewater, 1951), scrittore americano.
Joe R. Lansdale, In un tempo freddo e oscuro, Einaudi Stile Libero Big, 2006.
Traduzione dall'inglese di Luca Conti e Luisa Piussi.
Approfondimento in rete: Wiki en / Wiki it / Splatter Container / Content is the King (intervista) / Sito ufficiale di Joe R Lansdale / Booksblog (intervista) / Gruppo Lansdale
In Lankelot:
Lansdale Joe R. - Appunti per una lettura del serial Hap e Leonard - baol70
Lansdale Joe R. - Bad Chili - franchi
Lansdale Joe R. - Bubba Ho-Tep - Paolo Castronovo
Lansdale Joe R. - Capitani oltraggiosi - franchi
Lansdale Joe R. - Echi Perduti - rapace
Lansdale Joe R. - Freddo a Luglio - franchi
Lansdale Joe R. - Freddo a Luglio - baol70
Lansdale Joe R. - Freddo nell'anima - franchi
Lansdale Joe R. - Fuoco nella polvere - baol70
Lansdale Joe R. - Il lato oscuro dell'anima - rapace
Lansdale Joe R. - Il valzer dell'orrore - franchi
Lansdale Joe R. - In fondo alla palude - franchi
Lansdale Joe R. - In un tempo freddo e oscuro - Paolo Castronovo
Lansdale Joe R. - L'anno dell'uragano - franchi
Lansdale Joe R. - La morte ci sfida - franchi
Lansdale Joe R. - La notte del drive-in - baol70
Lansdale Joe R. - La sottile linea scura - andrea brancolini
Lansdale Joe R. - Maneggiare con cura - franchi
Lansdale Joe R. - Mucho Mojo - franchi
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Lansdale Joe R. - Tramonto e polvere - baol70
Lansdale Joe R. - Una stagione selvaggia - franchi
Paolo Castronovo, Aprile 2009
Commenti
Contributo Lansdale!
A dopo.
grosso! aspetta che aggiorno lo speciale
http://www.lankelot.eu/SMF/index.php?topic=2782.0
ualà:). Ne hai ancora una, vero?
"Anch?io sono un uomo del Sud, ospitale con tutti i miei conterranei. E anche dalle mie parti, come in Italia. Questo non significa che in un luogo così vasto e meraviglioso come il profondo Sud non ci siano lati oscuri. Anzi, meno male che ci sono, altrimenti sarei già rimasto a corto di argomenti." (Joe R.Lansdale, dall?Introduzione a In un tempo freddo e oscuro)."
> ahah:). Forte l'intro. Questa me la gioco alla presentazione. Magari con un parallelismo sui tanti lati oscuri del Sud dell'Italia... che dici?
" Letteratura d?intrattenimento puro, quindi, ma non soltanto: una scrittura brillante che non cede (quasi) mai, racconti tiratissimi e una suspence che monta lentamente, sia che muova verso un finale splatter o horror alla Stephen King, sia che racconti una spirale di violenza e paura alla Bunker, per intenderci."
> Ottimi rilievi, Paul.
"Una storia di adulterio. Una carneficina. Cani famelici. Amante contro marito. Testicoli divorati dai cani. Più o meno. Pulp?molto pulp ? (pure troppo?)."
> Puro Lansdale:)))
"Molto più interessante è In un tempo freddo e oscuro, in cui Lansdale si cimenta con l?atrocità della guerra: una follia generica, senza alcun senso, intesa come l?incubo collettivo dei feriti, dei dimenticati nell?oblio della storia. Il crepuscolo freddo dell?umanità."
> che dici, potrebbe derivarne un romanzo?
3. Sì, sto ultimando "Il lato oscuro dell'anima".
4. Ne tireresti fuori qualcosa di stuzzicante, ci scommetto :) Il lat oscuri dell'Italia potrebbero essere i delitti lansdeliani mediatici, i crimini "passionali" magari. Da altri "mali" ialiani forse Lansdale è un po' lontano...
7. sarebbe interessante il suo punto di vista su un grande tema come questo: lo vedo come un Fuller,ne verrebe fuori qualcosa alla "E Johnny prese il fucile". Sangue a fiume, faide interne al reggimento...
8, 3: da paura, aspettiamo.
8, 4: vediamo un po'. C'era quel libro di Reim sul Cuore oscuro dell'Italia nell'Ottocento che potrebbe tornare comodo...
9, 7: sì, gran bella suggestione.
10. Sai cosa ho letto tempo fa? Un saggio di Gian Antonio Stella sugli italiani emigranti. All'inizio pensavo ad un'inchiesta istantanea: il sottotitolo è infatti "Quando gli albanesi eravamo noi", con una chiara risposta a certe ultime tendenze verso gli stranieri. Poi ho capito che vale molto sotto diversi puntidi vista, storicamente e sociologicamente in primis. Chissà...
Perché non ne scrivi?
(qui mi pare ci sia l'articolo di LUPUS, ma forse ricordo male. Verifichiamo in archivione)