Lansdale Joe R.
Lun, 09/04/2007 - 18:57 — Paolo Pappatà
Non servono grandi espedienti. Ci sono pagine forse nutrite da mere particelle elementari della vis narrativa. Quella forza, energia, sapienza e costanza che permea un libro e che magari deficita assolutamente in un altro.Uno sorta di spirito romanzesco, che appare non per magia, ma solo per estro. Questo per dire che non servono pagine e pagine di sparpagliate e timorose rimembranze, di dissidi, di parole cesellate e bucoliche apparenze. Come per miracolo, il cesellatore, ergo scrittore, riesce a rendere il profumo di un amore, a plasmare con rara efficacia personaggi scolpiti nel marmo, perfidi, brutti, sporchi e cattivi ma veri, vividi, lividi, limpidi e a loro modo lucenti nel buio della società contemporanea sempre più magmatica e spersonalizzata, diretta verso un dove per ora abbastanza inquietante, ma certo oscuro, essendo io e gli altri in un' epoca di trapasso.
Lansdale ordunque si può definire, senza cadere in poco eleganti o asettici panerigici fuori luogo, uno scrittore. Noir, giallo, fate vobis, qui non si tratta di genere, ma di capacità affabulatorie. Ne è un corposo esempio la lunga serie di romanzi incentrata su due improbabili detective per caso, uno agli antipodi dell'altro, eppure entrambi sintesi di realtà e fantasia, tradizione letteraria e visione del mondo dell'autore, originalità e Letteratura.
Parliamone.
Leonard.
Uomo di pelle scura che non diventa mai una scusa. Non chiamatelo "negro", le vostra ossa potrebbero scricchiolare, le gengive sanguinare, insomma vostra madre potrebbe non riconoscervi
Sesso: Omosessuale. Romantico, quasi bambinesco. Spesso torna single dopo burrascosi abbandono della sua metà resa drammatica da un omicidio.
Segni particolari: fisico imponente. Amante della pulizia ma ha spesso a che fare con le mutande lerce del suo amico Hap che gli si è installato in casa come un trojan nei computer. La sua reazione alle mutande è scarsamente bon ton e detesta la vorace e rapida scomparsa, causa amico goloso, dei biscotti alla vaniglia. E' stato in Vietnam ma non si sa quando e come è tornato. Vota i repubblicani. Non ama particolarmente le armi. Quelle di piccolo calibro, dico. Se potesse, girebbe con un bazooka a tracollo cavalcando a mo' di bicicletta un mezzo anfibio dei corpi scelti della U.S. Army
Hap.
Come dice lui che narra in prima persona , vive una vita povera di successi, ma ricca di eventi.
Sesso: single, incline a ricredersi anche se pensa di non farcela. Età: verso i cinquanta o comunque verso la vecchiaia. Bianco. Segni particolari: non gli piace manifestare, ma a volte è inevitabilmente attratto dalle manifestazioni di arbitrio e prepotenza. Non è bullo, ma si immerge nel bullismo come un animale nel suo habitat. Allora, facendosi carico di una serie di considerazioni e recriminazioni sulla propria indecisione, sulla propria malinconia, sulla propria filosofia violenta della non violenza, sia arma e parte all'avventura, in a base di solito a nobili propositi. E' astemio. Viene tormentato spesso da Leonard per la sua ritrosia allo scontro. Si tormenta spesso per la sua effettiva profondità nell'amore, anche se si prolunga nei narrati in prima persona in vigorose ed epiche nottate d'amore dove i rapporti si contano a grappoli, con tanto di contorno di dettaglio sugli orgasmi, quando capita. Non è volgare, è pulp, talvolta. Non è tronfio o sopra le righe, è common people. Non è un mito, tende a devastare i miti. Quelli made in American Deam.
In "Mambo degli orsi" intorno un circo equestre di poliziotti psicolabili o alcolizzati, o che cercano di smettere di fumare e sono appecoronati al potente di turno. E la scomparsa di una magnifica mulatta, Florida, con un posteriore probabilmente degno di Michelangelo.
E l'apparire all'orizzonte di una poco ridente cittadina nel profondo sud americano, che vive ancora con tutti i più infami e biechi pregiudizi razziali come se si fosse a fine ottocento e Martin Luther King non avesse mai nemmeno sognato e Michael Jackson ancora non avesse dimostrato al mondo quanto sia fragile un'anima di plastica al di là del colore della pelle.
E la corruzione della polizia. E l'amore che viene e l'amore che va.
Microcosmo provinciale,con una provincia poco meccanica e molto medievale. Ettari di boschi incontaminati, dighe sull'orlo di straripare nuovamente e provocare dieci cento mille New Orleans.
Insomma un affresco di vita.
Hap e Leonard dovranno riuscire a scoprire che fine ha fatto la bella Florida, sparita in quel tugurio smalltown pieno di omertà, ignoranza, intolleranza. E, al centro, come un cuore pulsante e rigoglioso di vitalità a volte malinconico, a volte orgiastico, a volte semplicemente animale, la splendida amicizia che lega questi due memorabili protagonisti. Si, esatto. Questo breve romanzo contiene un po' tutto, perché narra una storia, una surreale, grottesca, violenta dolce, vera storia. Una gran bella storia.
Un noir ad incastri gialli, dunque, ma ricco di spunti e richiami in perfetto postmodern style, con grazia, leggerezza, ironia, un misto fra Pennac e Quentin Tarantino ma cucinato nel calderone della grandiosa tradizione novecentesca della narrativa americana, di gran lunga più effervescente e movimentata di quella filosofeggiante, intimista, rattrappita che sopravvive, come un vecchietto saggio ed in vestaglia e pantofole, da almeno cinquanta anni sui divani dell'immaginario narrativo in Europa
Insomma. Stile scabro e nervoso, agile, lucido, ritmato al punto giusto, eccellente quindi, che si impenna con contenuti surreal- espressionisti, che riesce per esempio a descrivere un'epica rissa stile film western all'interno di un pub con una maestria che raramente si trova, ve lo assicuro, nel panorama attuale del Romanzo.
Lansdale, genietto multiforme e pirotecnico, versatile nei generi e nelle comunicazioni è profondamente americano e nello stesso tempo molto personale, vive di un espressionismo della metafora fuori dal consueto, con un abuso di immagini forti costruite su orifizi, genitali, zoologia fantastica degna di un Borges più triviale, e che non sconfina mai nella mera, acida inutile volgarità, non ha quella volontà di irridere e sconvolgere che permea a volte in maniera quasi noiosa per esempio le pagine del Bukowski meno ispirato, ma bensì gli fa prendere punti a favore in un ideale pagella delle scritture d'autore del 2000.
Una vertigine che s'inerpica nell'animo, un fluviale torrente di risate a volte amare, anche quando si parla di morte, di odio, di diritti civili, della sottocultura intransigente, razzista e primordiale di certa America. Stati di ubriachezza non molesta, insomma.
Perché questo libro non parla di alcool, ma ubriaca le papille gustative dell'estetico in ognuno di noi, inebria il cevello e rende le mandibole sfiancate dalle risate. Questo libro, a parte qualche birra, non ineggia all'alcolismo, ha tra i protagonisti un astemio convinto, eppure è alcolico in tutte le sue preziose pagine.
Poi. "Rumble Tumble".
Mettete senza rimostranza né pregiudizi un' America guardata con occhio non critico e politicamente militante. Ma semplicemente rivendicando il proprio orgoglio e malincuore di essere cittadino di una presunta nazione che però al suo interno, nonostante la onorificienze auto-referenziali, presenta evidenti marasmi interiori ed una conturbante e vertiginosa massa di contraddizioni.
Mettete la volontà di dare corpo ed anima a due personaggi, abbastanza fuori contesto, abbastanza particolarizzati, con illustri precedenti nella narrativa anche europea come tentativo di tipicizzazione (Pennac, Montalban) ma anche nello stesso tempo autonomi ed originali, anche per le inevitabili contestualizzazioni geo-climatiche cui devono la loro nascita. Eccoli allora, Hap e Leonard, nella loro ennesima avventura di una molteplice serie di libri.
Leonard. Hap. Amici inseparabili, assolutamente distanti. E poi Brett la donna attuale di Hap, (a questo punto della saga, reperibile cronologicamente sul sito dedicato all'autore, J.R. Lansdale), la cui figlia prostituta reclama attenzione se non affetto. Combinate il fatto, agitatelo assieme ai tre citati e come per magia (meglio, per l'estro dell'autore) ecco che come dalla lampada di Aladino esce una magia degna di un'illusionista: Rumble tumble, traduzione più o meno ideale "una lotta incasinata".
E' un poliziesco, ma è evidente che i canoni e di tipi di genere fungono da punti di riferimento per procedere senza bussola e disorientare il lettore.
Rumbe tumble, gran bel casino, lotta senza quartiere in un America meno stars and stripes e molto "suburbia", provincia, tensioni e ritorsioni.
Lansdale, giallista, fumettista, splatter e e quant'altro, segna un altro punto a suo vantaggio nella eterna disfida fra scrittore e lettore, in questo ennesimo capitolo della saga di Hap e Leonard.
Due eroi antieroi, magistrali congegni letterari che differiscono dalla enorme massa di coppie di detective creati da menti più o meno fervide e che attualmente affollano gli scaffali delle librerie per le loro tipicità mai volgarmente o commercialmente grossolane, ma assolutamente fuori dal tipico e dal seriale. Hap e Leonard sono due esseri umani raffigurati su pagina.
Ed anche stavolta l'avventura, non certo mozzafiato, li vedrà lottare caparbiamente con la loro inettudine congenita, la loro aggressiva ironia irriverente e sarcastica, la loro violenza riflessiva e quasi vissuta come colpa, per recuperare la figlia di Brett ( compagna appunto del solitario in via di pentimento Hap) finita, per sua scelta e non certo per un destino amaro e crudele, in un torbido giro di ragazze squillo.
Il rapporto madre figlia certo non riscuote approfondimenti psicologici di grande spessore ma viene vissuto con rapide fulminanti dialoghi anche in assenza di "parlato". Ed è questa la vivace ed assolutamente degna di nota caratteristica. Una ironica e talvolta cinica lineare rapidità di tratteggio, anche quando l'azione ristagna, per arrivare a compiere un ennesimo capitolo di una saga ormai plurima destinata se non altro a rivalutare e rivitalizzare la narrativa di genere troppo spesso arroccata su stantii e superati registri seriali e consunti. Nel mezzo "Bad chili". una nemmeno troppo meditata mediazione fra i due, con i difetti di entrambi, nella struttura narrativa e con una certa stanchezza ,a dire il vero, a proporre un plot già ustionato dall'usura. Per il resto, toccherà ai lettori.
Come si legge dalla biografia riportata in http://it.wikipedia.org alla apposita voce, Lansdale nasce nel 1951 nel Texas. E’ vorace lettore di autori come Edgar Rice Burroughs, Mark Twain e Jack London, ma anche dalla fantascienza di Ray Bradbury o di Fredric Brown. Notoriamente eclettico, è amante di fumetti e B-movie (film di serie B), e tutto ciò che può essere definito letteratura pulp, coltivando nel tempo un’indomita passione per le arti marziali, a cui regala con la propria innata creatività una sua propria variante personale. Nel 1972, a ventuno anni anni, pubblica il primo racconto e, insieme alla madre, pubblica uno scritto sulla botanica premiato come miglior articolo giornalistico. Da allora e per tutti gli anni Settanta pubblicherà per varie riviste numerosi racconti gialli e di fantascienza. Intanto, però, svolge i lavori più disparati: da contadino a buttafuori in locali pubblici, da bidello ad operaio di fabbrica. Nel 1980 vede la luce il suo primo romanzo, Atto d’amore (Act of Love). L’anno successivo decide di dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. Attualmente Lansdale vive a Nacogdoches con la moglie Karen, anch’essa scrittrice, ed i figli Keith e Kasey.
EDIZIONE COMMENTATA E BREVI NOTE
Si analizza qui J.R. Lansdale "Rumble tumble" (1998), Torino, Einaudi, 2004
Sito ufficiale: http://www.joerlansdale.com.
Romanzi del ciclo
Una stagione selvaggia (Savage Season, 1990), Einaudi 2006
Mucho Mojo (Mucho Mojo, 1994), Bompiani
Il mambo degli orsi (Two-Bear Mambo, 1995), Einaudi
Bad Chili (Bad Chili, 1997), Einaudi
Rumble Tumble (Rumble Tumble, 1998), Einaudi
Capitani oltraggiosi (Captains Outrageous (2001), Einaudi 2005
Commenti
ora qui dichiaro finita la mia analisi di Lansdale ( devo aggiustare formattazione e qualche passaggio). Per ora, tempo e lucidità permettendo letture a Voi. E messa in prosa di progetti dichiarati. Keep on, amici.
"Lansdale, genietto multiforme e pirotecnico, versatile nei generi e nelle comunicazioni è profondamente americano e nello stesso tempo molto personale, vive di un espressionismo della metafora fuori dal consueto, con un abuso di immagini forti costruite su orifizi, genitali, zoologia fantastica degna di un Borges più triviale, e che non sconfina mai nella mera, acida inutile volgarità,non ha quella volontà di irridere e sconvolgere che permea a volte in maniera quasi noiosa per esempio le pagine del Bukowski meno ispirato, ma bensì gli fa prendere punti a favore in un ideale pagella delle scritture d?autore del 2000."
> Borges triviale mi manca in assoluto, ma immagino di aver capito (sai chi è Borges triviale e meno erudito? Landolfi).
Ohilà, devo tutto quel che so su Lansdale a te. E se nei mesi (credo anni, ma è solo per colpa dei 500 arretrati o giù di lì che prima o poi fotograferò) a venire incapperò in lui sarà per merito tuo e qui tornerò a commentare e glossare.
Danke!
"Borges più triviale" >> utilizzo degli animali per "metaforizzare" come "bestiario" comportamenti umani, ovviamente Lansdale credo che Borges neanche sappia chi sia :-). Mi pareva meno ellittica del solito quella frase :-). Giuro su questo autore basta.
Beh, peccato fermarsi... "Notoriamente eclettico, è amante di fumetti e B-movie (film di serie B), e tutto ciò che può essere definito letteratura pulp, coltivando nel tempo un?indomita passione per le arti marziali, a cui regala con la propria innata creatività una sua propria variante personale" > sembra un autore meritevole di analisi dell'opera omnia, o sbaglio?
5. credo che su lankelot per completare l'opera sia necessario recensire almeno una raccolta di racconti. Non ora perchè sono saturo, ne ho letti troppi in breve tempo. Credo che valga la pena perchè è sicuramente bravo. Che poi non sempre i numerosi romanzi siano all'altezza è un altro paio di maniche. "Lavorare stanca" anche Lansdale :-)
Niente da fare: tu lasciami Bach e io ti lascio i Gilli-Noir. Pagina moolto elegante (si può dire elegante? sì, si può dire), ma ho un appunto: tu giudichi lo stile dell'amato Lansdale basandoti (immagino? immagino) sulle traduzioni che ne hanno fatto. Ordunque. Did you read the books in the original? E com'è il Lansdale originale? E i suoi traduttori sono sempre gli stessi? Questo è un aspetto delle recensioni dei libri stranieri che secondo me non dovremmo mai dimenticare. Una traduzione è un'opera delicatissima, ci sono veri Autori fra i traduttori e purtroppo c'è chi tira a campare...
7. prezioso, preziosissimo appunto, Ilde, circa la traduzione. Un'imperdonabile leggerezza, la mia, quando parlo di autori stranieri. Cercherò di ricordarmene, in futuro. Anche se per stile mi riferisco a tutta una serie di "componenti" non solo meramente lessicali o sintattiche, però hai dannatamente ragione.
6. Allora ricordati della raccolta di racconti;)
Imprint Pappatà.
(bravo.)
9. purtoppo quel libro me l'hanno rubato, grrr :-) (grazie, onorato :D)
Leggo essere Lansdale un grande appassionato del mio amato Jack London. Ci sono conseguenze anche nella sua scrittura?
(da quanto ho letto io, no: Twain sì, London no.)
doh! peccato! :)
In ogni caso, molto incuriosito dalle ultime recensioni pubblicate qui su Lankelot...
molte altre ne verranno:).
11. 12. Conosco poco London, però direi che forse un poco di Twain c'è. Tra l'altro credo che sia un punto di riferimento per tutti narratori americani, diretto o indiretto, almeno così dicono
Scomparso pure questo,
Scomparso pure questo, nonostante il tentativo col tasto CANC.
corretto: a questo punto non
corretto: a questo punto non so dirti...!
Niente, io non lo vedo.
Niente, io non lo vedo.
Adesso?
Adesso?
Quando mai, figurati :) mi
Quando mai, figurati :) mi limito a premere due o tre tasti. Più che altro bisogna scoprire l'arcano che fa scomparire i pezzi a te e Movida!
Ecco, ora il casino l'ho
Ecco, ora il casino l'ho fatto io :)
Anziché rispondere ho modificato il tuo commento...
Eh capirai!! Non ti
Eh capirai!! Non ti preoccupare. :)
io lo vedo..
io lo vedo..