Lankelot

Editoriale di Novembre 2008. Contro i social network

Autore: 
Lankelot

CONTRO I SOCIAL NETWORK 

 
Qual è il primo rivale di un sito letterario? Non certo la carta stampata, con la quale andiamo al limite a integrarci, nel caso di Lankelot, preferendo quelle opere, quegli artisti e quegli editori che quotidiani e periodici trascurano o scartano (cfr. questa pagina per promemoria); non certo la televisione, condannata dalla sua natura, niente affatto interattiva e democratica, e dalla sua programmazione, mai o quasi letteraria (e quando letteraria: mainstream), a venire sconfitta se non saprà essere protagonista di una metamorfosi. I nostri rivali sono i social network.
 
Spiego.
 
Cos’è un social network? Secondo Wikipedia (qui la fonte) “la versione di Internet delle reti sociali è una delle forme più evolute di comunicazione in rete (…). La rete delle relazioni sociali che ciascuno di noi tesse ogni giorno, in maniera più o meno casuale, nei vari ambiti della nostra vita, si può così (…) organizzare in una mappa consultabile, e arricchire di nuovi contatti. Il fenomeno delle social network nacque negli Stati Uniti e si è sviluppato attorno a tre grandi filoni tematici: l’ambito professionale, quello dell’amicizia e quello delle relazioni amorose. Le social network online ebbero un’esplosione nel 2003, grazie alla popolarità di siti web come Friendster, Tribe.net e LinkedIn. (…) Attualmente, i due social network più gettonati sarebbero Facebook e Myspace, rispettivamente con 132 e 117 milioni di utenti, con il sorpasso del primo sul secondo nell’aprile del 2008”.
 
Qual è il problema? Il problema è che la struttura di social network come myspace e facebook semplifica l’approccio al web, illude l’iscritto d’essere protagonista, livella verso il basso la comunicazione, appiattendola sulla quotidianità e sulle frivolezze. Se myspace poteva e doveva restare una grande risorsa riservata solo e soltanto ai musicisti di tutto il mondo, che potevano scambiarsi pareri e confrontare le loro creazioni, facebook è partita con un approccio più simile all’ex “massoneria del web”, cioè small world: schede di ogni iscritto, rete di contatti accessibile ai nuovi amici, comunicazioni funzionali e utilitaristiche o ludiche. Uno può chiedersi: a cosa mi serve? Se ho già il mio software di messaggistica/telefonia (Skype, Messenger…), se ho già il mio forum specialistico, se ho già l’e-mail e gli sms, a che pro?
 
In effetti, il “pro” è uno e uno soltanto: l’esibizionismo.
 
Facebook – esattamente come Myspace per chi non era musicista – diventa un formidabile strumento di deconcentrazione durante gli orari di lavoro, uno svago e una deviazione durante la giornata, una demenziale agenda setting (quanti amici devo guadagnare oggi? A chi devo scrivere per diventare più popolare?), uno scarso veicolo pubblicitario (ogni giorno veniamo bombardati da segnalazioni di eventi e da comunicati di qualsiasi genere: che visibilità rimane se nessuno fa selezione?), un vacuo strumento per accertarsi che i vecchi compagni di classe siano in vita. C’è una ragione per cui avete smesso di frequentarvi: non avete più nulla da dire. Facebook ne dà conferma. Così come Myspace. Così come Linkedin, prima ancora, e Small World.
 
A cosa possono servire, in realtà, i social network? 
 
A garantire la possibilità ai neofiti del web di navigare e divertirsi con siti facili ed elementari; a mostrare le potenzialità del web a chi pensava, causa propaganda dei media rivali (tv e carta stampata in primis) che Internet fosse solo pornografia e contenuti deliranti e/o autoreferenziali; a perdere tanto tempo; a illudere chi non ha vita sociale o adeguata “visibilità” (torniamo alla questione narcisistica/pubblicitaria) di avere trovato una soluzione.
 
 
Intanto, fanno danni. Fanno danni a siti come il nostro, perché molti dei nostri iscritti passano le ore che potevano dedicare al Web creativo/utile, allo studio, alla consultazione delle fonti, alla scrittura di pagine di critica e al confronto intellettuale ed estetico altrove. E quell’altrove è il social network, a cazzeggiare e scambiare quattro parole con vecchi e nuovi “amici”.
 
Fanno danni sul lavoro, esattamente come le messaggerie, perché deviano l’impiegato dalla concentrazione sul suo lavoro. E così, tornando al nostro problema, si riducono le visite; si riduce l’interazione; si riduce la proposta di nuovi articoli; si offende l’intelligenza. Anni fa, in coincidenza col boom di myspace, avevo notato che tutti quelli che scrivevano di musica su Lankelot erano spariti: dissolti, liquefatti, in un attimo. Non è stata soltanto colpa della crisi dell’industria del disco; è stato per via dell’apparizione di myspace. Era, in effetti, il loro paradiso: decine di migliaia di band amatoriali e pro, provenienti da tutto il mondo… come criticarli?
 
Adesso, invece, noto che tanti iscritti consegnano il tempo libero precedentemente riservato a questo e ad altri progetti analoghi direttamente a Facebook. Ho passato gli ultimi due anni a studiare metodicamente dinamiche interazionali dei social network, cancellandomi infine da entrambi i siti “mainstream” in questione, per tornare qui. Le ragioni, ormai, vi saranno chiare.
 
Credo che Internet sia una grande speranza di perfezionamento per lo studio, la ricerca, l’informazione: un’informazione libraria più completa, capillare e democratica, interattiva e critica, è il viatico a una rivoluzione culturale.
Smarrire intelligenze e idee per colpa della concorrenza di webzine e blog letterari di qualità mi sta bene. Smarrirle per colpa del cazzeggio colorato di facebook e myspace mi ferisce e mi irrita a morte. Non recedo dalla mia posizione e invito tutti al confronto su queste tematiche.
 
Lunga vita al Web di progetto, e alla piccola e media editoria di qualità, alla ricerca e al confronto autentico.
 
Franchi 
ISBN/EAN: 
000

Commenti

A voi...

Aspetta te lo sistemo...

Mi sono cancellato, dopo ampio studio, da entrambi i social network mainstream. Era ora.

"Il problema è che la struttura di social network come myspace e facebook semplifica l?approccio al web, illude l?iscritto d?essere protagonista, livella verso il basso la comunicazione, appiattendola sulla quotidianità e sulle frivolezze"

Benvenuto al mondo :)

eh.
ma dobbiamo combattere, frater Luca!

"C?è una ragione per cui avete smesso di frequentarvi: non avete più nulla da dire"

ahahahaahha

5, Frà, lo sai che mi son cancellato dopo tre ore... sembrava di stare da quell'altra parte...

6. Sai che quella dichiarazione è apparsa anche su un quotidiano?
Mi aveva intervistato un giornalista del Secolo, per parlare di Facebook. Questo ho dichiarato:).
*
7. Infatti. Ciao è stato veramente pionieristico, da migliaia di punti di vista. Noi sappiamo che i programmatori di Ciao erano circa dieci anni avanti rispetto al resto del web. Pazzesco.

"Credo che Internet sia una grande speranza di perfezionamento per lo studio, la ricerca, l?informazione"

sì ma rimane il fatto che chi ha lo studio nel dna preferisce passare più tempo qui; chi è solo un po' interessato a un sito come questo è naturale che si diverta di più nello svago. Meglio così, sai che non sopporto blogger presuntuosi che passino il tempo su lankelot a dire "cazz troppo bono Pitt in questo film" o "minkia io devo ankora leggerlo questo libro". Ma lasciamoli dove stanno...

Comunque, esattamente come prima per ritrovare, che so, Vergani, Farlock & c. dovevamo andare su myspace, adesso, per scoprire che fine fanno i nostri vecchi compagni, basta andare su facebook.
Facebook-Lankelot 90 a 0. A occhio e croce. Cazzo:).

Bisogna reagire, rivendicare la nostra identità e alzare la qualità del sito ulteriormente...

9. Sì, sicuro. Io penso con rammarico a tutti gli altri che NON sono così ma così diventano, stando da quelle parti, per forza di cose.
Sono miniforum autoreferenziali e caotici. Totalmente autoreferenziali. Esibizionismo puro. E no...

"Smarrirle per colpa del cazzeggio colorato di facebook e myspace mi ferisce e mi irrita a morte"

una cosa è certa, sono siti che danno dipenenza. E su questo si dovrebbe avere il coraggio di scegliere se lasciarsi risucchiare o no. Io ho già dato con ciao, ho perso fin troppo tempo (e esami, all'epoca). Poi non so, c'è chi chiacchiera in modo sano non rinunciando al dovere (lavoro, studio) e ben vengano queste persone. Ma credo siano la minoranza...

(vo in ufficio, grand'hammer.
mediteremo molto sul tema. Facciamo un'inchiesta... almeno inter nos)

La cosa certa è che su Lankelot forse non c'è l'intimità di Facebook, ci sono poche immagini (dammi retta che è una differenza che gli utenti sentono) e soprattutto si parla di cose serie. A volte non in modo serio, ma vabbè :)

13, daje!

"un?informazione libraria più completa, capillare e democratica, interattiva e critica, è il viatico a una rivoluzione culturale"

su questo punto, rimango pessimista. Solo alcune classi sociali agiate possono (potranno) permettersi una cultura, che disprezzeranno probabilmente. Gli intellettuali ufficiali sono cortigiani e tali rimarranno.

dei due grandi network etc, in fb son rimasto poche settimane, su myspace mai stato, ma credo che con il gruppo ci finiremo, tra un po'.

per quanto mi riguarda, io sono dipendente.
ciao.

Sto lavorando e se non fosse stato per la segnalazione via mail di Gf ci arrivavo chissà quando.
Resto a bocca aperta, peggio...
Non posso crederci.
Il mio tempo per internet come svago è così limitato che ormai tengo solo la corrispondenza - piuttosto poca - e passo praticamente solo di qua (e come vedete molto raramente, ma... ho in cantiere alcune cosette).

Sono d'accordo con Gianfranco: non conosco myspace e neppure Facebook, mi ricordo Ciao.it dal quale non mi sono mai disiscritta solo per salutare qualcuno sempre più raramente anche lì (il livello degli scritti è da baratro), che comunque non era neppure un social network vero e proprio.

Non so, ragazzi, io tempo per tutte 'ste cose non ne ho proprio e al limite se non so che fare ho tanta di quella letteratura professionale per tenermi aggiornata che mi basta e avanza...

Mah. Mi sento un po' fuori da queste logiche.
Capisco la necessità di trovare spazi di incontro (la virtualità è pericolosissima però) molto meno quella di "svendere" le proprie capacità su siterelli del genere.

Viva Lankelot...

Dico la mia, da falso modesto tecnico del web. Scusate la lunghezza.
Il web sappiamo tutti che ha mille facce, ma a catturare l'attenzione della stragrande maggioranza degli utenti sono le mode. La moda su internet dura massimo due anni, per poi rigenerarsi in altra forma.
Se il sito in questione è veramente forte può mantenere una grossa fetta di utenti anche dopo che la moda è passata, come youtube o ebay.
Accanto a queste mode ci sono siti come lankelot, difficili da delineare per chi frequenta solo myspace o facebook. Lo potrebbero chiamare "una specie di blog", ma non renderebbe giustizia. Se una cosa l'ho imparata da quasi 10 anni di lavoro su internet è che sul web bisogna sapersi rinnovare spesso e velocemente, adattarsi e sfruttare. Nel caso di facebook (myspace mai frequentato) credo che sia necessario entrare in contatto con quel mondo, ad esempio attraverso le segnalazioni che ogni tanto GF ha fatto di alcuni articoli, come probabilmente anche altri hanno fatto (c'è il link qui a sinistra). In quel modo, attraverso un semplice link con copertina di un libro, si è introdotto un po' di lankelot anche in quel network, ad uso delle persone che possono essere interessate. Le persone possono scoprire di amare la letteratura se si incuriosiscono di un libro, poi di un altro etc. Linkare le recensioni fa proprio questo, perchè chiunque legga una recensione positiva di un libro quanto meno se ne incuriosisce.
Ora il fatto che la moda dei social network faccia perdere molto tempo su quei siti, non va demonizzato, non bisogna cercare di allontanarsene finchè si è in tempo ed emarginarsi. Io sono iscritto a facebook da qualche mese e sono già entrato nel momento discendende della mia "dipendenza"... ormai lo uso forse 5 minuti al giorno, per vedere che sono stato riempito di richieste inutili. E mi faceva invece piacere trovare qualcosa che fosse sopra le righe, come un link di lanke, con relativi commenti.
Insomma, più che dire "ci toglie attenzione, non lo usiamo" direi "cattura attenzione, sfruttiamo".

Infatti il problema di base credo sia questa frase di Gianfranco

"Bisogna reagire, rivendicare la nostra identità e alzare la qualità del sito ulteriormente?"

ma come?

Condivido in pieno tanto che mi ero già cancellato domenica scorsa (e senza che ne avessimo parlato, Buccia! Affinità elettive...)

Ragazzi, da neofita di fb appoggio completamente Ludovico. Fra l'altro i limiti di questa vetrina sono evidenti: troppi contatti, troppi gruppi. Sono stato criticato perché l'ho definito dal primo giorno illusorio. C'è una tendenza da parecchi anni a rendere grafica qualunque attività umana: facebook è un'agenda dalla bella grafica, non molto di più. Ci sono due questioni: è preoccupante l'abbandono di lankelot, ma credo che nel giro di qualche settimana gli utenti torneranno. Date il tempo. L'altra è come "reagire". Significa rendere più allettanti i contenuti? Rendere voyeristica anche la concezione di lankelot? Forse bisogna cominciare a pensare a una release grafica o è la struttura che deve essere aggiornata? A me il livello pare già abbastanza alto, gigantesco se paragonato a siti simili o ai vari blog. Non credo che una contaminazione qualunque nella direzione di facebook potebbe giovare. Propongo a ciascuno di noi di introdurre nella firma su mail e profili (con l'autorizzazione di gianfranco) un link al sito e di utilizzare quanto più possibile fb e soci per rimandi (ragionati sempre e non casuali).

Ovviamente per età e formazione sono del tutto fuori da questo tipo di siti, a stento ne conosco l'esistenza! Uso il poco tempo che ho per altro, la mia navigazione si orienta su pochi siti scelti e tutti di alto livello, in primis questo.
Sono fuori da queste logiche,dove lo trovano tutto 'sto tempo per il cazzeggio stupido non lo so proprio......
che fare? Non lo so, già pare che ci sia qualcuno che si spaventa a entrare qui dentro, oppure passa e legge senza mai commentare, se alziamo troppo il livello appariremo inaccessibili. Diciamo che chi ha voglia di far bene, di arricchirsi intellettualmente venga qui. E comunque ci vuole disponibilità, pazienza e senso di accoglienza, altrimenti chiunque fuggirebbe da una barriera di teste pensanti coalizzate. In tutta sincerità penso che saremo sempre in pochi, l'importante è che non si formi un ghetto. Bisogna che teniamo la rotta senza apparire chiusi e senza abiurare.

È sacrosanto criticare fb come perdita di tempo. Se ne accorgeranno, la curva tra dieci mesi scenderà, come è scesa per mille altre cose. Perseveriamo nella qualità

Marina, grazie hai trovato le parole che cercavo:
"In tutta sincerità penso che saremo sempre in pochi, l?importante è che non si formi un ghetto. Bisogna che teniamo la rotta senza apparire chiusi e senza abiurare." Le agorà sono noiose, ma indistruttibili

:)

Facebook è quela specie di MSN. O sbaglio?

è una specie di illusione, un mondo di amici, di gruppi di cui si fa parte, di gruppi da costituire, di tentativi di condivisione di un qualcosa.
non è il mezzo del social network, ma cosa noi chiediamo a questo mezzo, o al limite al modo in cui ci viene proposto.
non sono contro i social network, ma non li so usare, e preferisco non farlo.
tendo alla dipendenza, tutto qua.
ma non riesco ad usare la parola "amico" così spesso. su fb e altrove ci sono queste catene di "amici di amici di amici..." etc per cui etc etc, e questa è cosa che mi crea problemi.
fb non toglie lettori a lanke, secondo me.
ne potrebbe addirittura portare, tutto sta a trovare il modo giusto di utilizzo. che poi, ricordiamo anche questo, siamo responsabili di ciò che scriviamo. e niente.
ciao.

ora capisco perchè non sei più su facebook

Caro Gianfranco, come sempre dimostri molta intelligenza. Le questioni che poni sono reali. Poi l'idea della proprietà transitiva dell'amicizia che facebook favorisce è deprecabile.
Io ho una posizione più soft, ma le questioni che poni sono vere e mi trovano sostanzialmente d'accordo...

Mah, secondo me facebook e lankelot sono due pianeti diversi e non interdipendenti. La mia impressione è che chi si sia iscritto su facebook da poco l'abbia fatto a partire dal fatto che già non scriveva più critica qui da mesi, se non da anni, e che facebook sia soltanto un posto per cazzeggiare. Anche qua si cazzeggia, ma ovviamente è tutto un altro luogo di confronto. Tra l'altro chi si è iscritto su facebook e che conosciamo anche qui - io per esempio mi sono iscritto qualche settimana fa per vedere delle foto di un amico, obbligatorio il login -, di quelli che ho riconosciuto, non si è certo messo a scrivere recensioni. Fancazzeggio. E appunto qui io non ci vedo il conflitto di base che tu indichi Gianfrà. Chi vuole scrivere di arte è ben libero di farlo e inevitabilmente si distaccherà da facebook per il lasso di tempo che riterrà sentito. Chi non ha voglia o modo o desiderio di scirvere di argomenti utili e alti non penso che lo farà a prescindere da facebook. Questo è quello che penso. Poi, come tutte le cose del web fancazziste, i primi giorni sono da tossicodipendenza e poi la "droga" cala e diventa passaggio neanche giornaliero di cinque-dieci minuti.

Distinguerei inoltre l'enorme distanza tra social network con differente indirizzo: facebook è per incontrare persone già conosciute, è difficile conoscerne di nuove. E' cazzeggio puro e si va per pubblicare e vedere foto stupide o che solo ad amici solitamente interessano. Io c'ho pubblicato le foto dei miei esperimenti culinari, per esempio, o di qualche escursione in montagna... Altri come Badoo o simili sono veri e propri siti di appuntamenti, con foto a petto nudo e donne scosciate, dove si conosce sconosciuti e quasi sempre tali si rimane. Insomma, io non ci vedo la vera minaccia per luoghi di cultura come questo. Almeno non una veramente rilevante.

Aggiungo: per quanto riguarda l'esibizionismo: credo sia una questione di persona e persona. Non è il contesto. Nella vita come nel web. Vanità, tutto... :)

sono d'accordo con arpa. sono su facebook da un paio di mesi più o meno per gli stessi motivi. personalmente chiacchiero e cazzeggio, perlopiù, con persone che frequenterei volentieri se non ci fossero chilometri di distanza a renderlo difficile. persone con cui lavoro, anche, o amici che frequento con una certa assiduità.
mi ha fatto molto piacere ritrovare alcuni di voi, che in lankelot leggo abitualmente. su fb c?è più confidenza. si approfondisce di più la conoscenza... parlando anche di cucina, ad esempio o guardando delle foto. non si può vivere di sola letteratura? insomma : )

ho eliminato msn (che davvero mi toglieva troppo tempo) e l?abuso ossessivo di sms? meglio una telefonata o una mail.
come del resto ho eliminato anni fa la tv che toglieva tempo alla lettura. il mio primo passaggio di pausa o relax dal lavoro e dagli impegni quotidiani resta lankelot spesso silenzioso. come prima, non più di prima perché sono su fb? di sicuro quello che scrivo (non molto, lo so) lo scrivo per questo sito. nessuna intenzione di farlo altrove.

non sono d'accordo sulla tua cancellazione. poteva essere una buona opportunità di pubblicizzare lankelot, credo. un invito informale, diciamo così, alla lettura/confronto/scrittura che c?è qui, per quelli che ancora non lo frequentano, ovviamente. te l'ho già accennato tempo fa, molte persone a cui ho segnalato questo sito hanno provato un certo timore? non conoscendovi. perchè il livello è alto, qui. non sarà certo fb ad abbassarlo. per quelli che già ne fanno parte dubito che fb possa allontanarlo da lankelot. insomma, io credo che l?importante sia come si usano e quanto le cose? sempre.

Non lo so. Devo pensarci un po' su.
Nel senso che in parte condivido, però non sarei così categorica.
Sono iscritta a facebook da quest'estate se non ricordo male, per me è un modo come un altro per evadere. Scendo molto nel personale, ma a volte, specie in certi periodi dove sembra non andarne dritta mezza, ho bisogno di non pensare e facebook con i giochini e le animazioni varie è perfetto. Magari non sarà un atteggiamento encomiabile, però è umano. Lavoro, leggo, quando sono in vena scrivo e in generale provo a sopravvivere. In certi giorni mi sembra fin troppo.
Non è facebook a sottrarre cervelli a Lankelot, semmai è la vita stessa. Ci sono periodi di minore forza ed entusiasmo anche per le cose belle come Lankelot, ma non c'è paragone tra le due realtà. Sono due mondi completamente diversi. Chi apprezza e respira da anni il clima della nostra agorà splendida e libera, come mi piace descriverla, non può preferirle facebook. Semplicemente aggiunge all'impegno il disimpegno, dosa riflessione e confronto col cazzeggio e lo svago fine a sè stesso. Consapevolmente però. Almeno per ciò che mi riguarda.

Rileggerò con attenzione.
Tra l'altro non sono iscritto a facebook ma avevo una mezza idea di sperimentare; non certo di perdermi più di tanto in quei meandri e di buttare via tempo prezioso.
Sicuramente non sarei categorico visto che tutto dipende dall'uso che na fa la singola persona (anche se poi le singole persone fanno la massa).
Al momento non posso azzardare giudizi: devo approfondire e comprenderne bene il funzionamento.
Conosco persone molto valide professionalmente che ne hanno tratto vantaggio per la loro attività e per farsi conoscere (a me più semplicemente è servita la frequentazione di forum di modo da essere contattato per collaborazioni etc etc).
La netta sensazione però è che queste community servano (anche)a fini di imbrocco; come meetic e simili (conoscete ciao.it, portale di "opinioni commerciali" che ha dato luogo a beghe anche non poco hard!!!????).
Insomma multifunzione e difficilmente incasellabile.
Ne riparleremo.

"Il problema è che la struttura di social network come myspace e facebook semplifica l?approccio al web, illude l?iscritto d?essere protagonista, livella verso il basso la comunicazione, appiattendola sulla quotidianità e sulle frivolezze."

Ma la quotidianità e le frivolezze fanno parte di noi e della nostra vita. Che palle senza :) L'importante è che non siano sole e che riguardino i loro tempi opportuni. Per il protagonismo: coglioni ce n'è ovunque. E casomai attirano l'ammirazione solo di altri coglioni, se solo su questo è basato l'essere protagonista. Ci sono semplici funzioni come permettere l'accesso ai soli amici che risolvono facilmente il rischio ed evitano presunzioni del genere. Se poi tu utente, hai scelto di aggiungere agli amici persone che non conosci solo per metterti in vetrina, questo è un altro paio di maniche e c'entra ben poco col sistema facebook. Per mettersi in mostra è più semplice con, che so, youtube, blog vari e tanto altro in rete.

Sull'esibizionismo, poi, non saprei dirti.
Credo sia sempre questione di misura. Tutto on line può diventare vetrina, non solo gli album fotografici o le note su facebook, anche un sito di recensioni. Dipende dallo spirito con cui vi si partecipa. Ne ho visti un po' che hanno riempito il lungo elenco dello staff sul vecchio Lankelot.com pur di avere "visibilità", per poi lanciarsi in pubblicazioni, a parer mio, discutibili.
Sono le persone a fare la differenza a trasformare la vetrina in un'occasione di scambio.
Com'è accaduto per molti di noi sul vecchio ciao.com
Come potrebbe accadere per altri su facebook.
Allora è vero che le ventiquattro ore della giornata non si moltiplicano, ma non penso che facebook escluda Lankelot o viceversa.
Allegoricamente potrei provare a spiegarmi dicendo che mi piace la seta, ma uso anche il cotone. Anzi se scegliessi di vestire sempre indumenti di seta, sarei inadeguata alla mia stessa quotidianità.

"Uno può chiedersi: a cosa mi serve? Se ho già il mio software di messaggistica/telefonia (Skype, Messenger…), se ho già il mio forum specialistico, se ho già l’e-mail e gli sms, a che pro?

 In effetti, il “pro” è uno e uno soltanto: l’esibizionismo."

Oppure messenger, skype e forum non bastano. E non hanno i giochi stupidi che uno fa per disimpegnarsi e svagarsi che ci sono su facebook. Certo, è meglio farsi una vacanza alle Maldive per svagarsi, ma non è altrettanto semplice :) E poi, ritornado a quello che diceva Sga, non è che uno ha sempre voglia di leggere letteratura o studiare quando ha tempo libero. Insomma, uno può avere anche voglia di non fare un benemerito nulla di costruttivo. E che c'è di male? Ognuno fa le sue scelte, mica per forza sempre edificanti. :)

Il tutto per ribadire che Lankelot è e rimane sempre al primo posto, ma senza eliminare tutto ciò che è meno bello e meno importante. Non bisogna per forza scegliere escludendo.

"Intanto, fanno danni. Fanno danni a siti come il nostro, perché molti dei nostri iscritti passano le ore che potevano dedicare al Web creativo/utile, allo studio, alla consultazione delle fonti, alla scrittura di pagine di critica e al confronto intellettuale ed estetico altrove. E quell?altrove è il social network, a cazzeggiare e scambiare quattro parole con vecchi e nuovi ?amici?. "

Mah, non sono d'accordo. Se uno non ha voglia di discutere o occuparsi di cose serie fa tutt'altro. Che sia facebook o la discoteca o un videogioco. Credi veramente che se io volessi/potessi e intendessi scrivere di letteratura mi lascerei dissuadere da un paio di battute scherzose su facebook? Io non credo proprio. E così per chi appartiene e apparteneva a questo sito.

Mah...
Mai stato iscritto a fb... ne ho un po' sentito parlare però.
ho disinstallato msn pochi giorni dopo averlo provato. Non credo che fb possa rubare cervelli a lankelot (che, parola mia, da una grossa dipendanza ;) ). In primo luogo chi vuole dicutere di certi argomenti, ha bisogno di interlocutori di un certo livello. Dubito possano trovarli altrove. Nemmeno i narcisisti hanno molte possibilità. La visibilità e la reputazione di lankelot affondano, a mio parere, le schede personali e autereferenziali di fb.
Quanto al tempo de dicato a questo sito... sono mesi che sono improduttivo, ma non è certo dovuta all'intossicazione da internet. Intossicazione da laboratorio, questo sì.
Diceva bene chi affermava che il livello di lankelot è tanto alto da spaventare i neofiti. Onestamente si fa fatica a sentirsi all'altezza (ragione per cui non ho mai debuttato nella sezione arti). Non è un difetto di per sé... solo limita molto la sfera dei possibili nuovi adepti (molti che ho incoraggiato sono rimasti inibiti dal livello del sito).
Ho notato in effetti che il numero di visite al sito è diminuito negli ultimi mesi. Non me ne preoccuperei. Senza pubblicità abbiamo solo a qualità come bandiera e siamo soggetti alle ondate delle mode. poi sai come sono fatte le onde. ora vanno, ora tornano...

Io, e così chiudo per adesso, ho tanto di quel tempo dedicato al fancazzismo che facebook non lo prendo nemmeno in considerazione. Personalmente sono pigro e privilegiato e faccio la vita dello studente che non combina quasi nulla, seguo un po' le voglie del momento, per gestirmi la giornata - quando non lavoro. Faccio quello che mi gira e passo dal sacro al profano continuamente. Non conosco, tra l'altro, disciplina che non sia quasi totale libertà. Sono scelte che precludono e permettono molto, e delle quali è mio dovere rispondere solo e soltanto a chi mi mantiene economicamente in parte. Ma sono scelte. Per dire: uno partecipa meno attivamente a lankelot perché non non ha voglia di scrivere di cose serie e non riesce né vuole fare cose controvoglia. Mica per facebook.

Non sono d'accordo sul fatto che facebook e myspace non diano pubblicità e visibilità.
Mi sono iscritto a facebook come "rivista historica" per far conoscere la mia rivista e in pochi giorni sono aumentati i contatti, la visibilità e le visite anche al sito e via e-mail.
Credo che, come tutte le cose, se usato in modo intelligente fb sia un buon mezzo.
Io ci passo pochissimo tempo, massimo 10-15 minuti al giorno (ma anche meno), accetto le amicizie, rifiuto gli eventi e scrivo due righe e basta.
Se poi la gente ha la (poca) intelligenza di perdere tempo su fb è affar loro, c'è chi perde tempo a guardare il grande fratello, c'è chi lo perde su facebook, sono scelte.

Per esempio Serino di Satisfiction www.satisfiction.it ha diffuso tantissimo il marchio della sua freepress grazie a facebook.
Per me Gianfranco bisogna condannare molti degli iscritti a facebook ma non facebook.

Sottoscrivo in toto quelle che scrive Gianfranco, non mi sono mai iscritto né a myspace né tanto meno a facebook, e non mi ci iscriverò mai. I contatti virtuali, solo virtuali, a meno che non siano dettati dalla distanza (ma li c'è msn o skype, volendo), come avviene anche tra la maggior parte di coloro che scrivono qui, non portano mai nulla di buono. Facebook in particolare, è uno di quei luoghi virtali costruiti per portare il cervello all'ammasso, a mio modesto parere. Ho sempre considerato chi passa ore in luoghi virtuali del genere come frustrati o incapaci di interagire con esseri umani in carne ed ossa. Che è un po' il problema di oggi, i giovani sono sempre più paurosi e insicuri, e si rifugiano nel virtuale. Andassero a fare sport, invece, ne guadagnerebbero in salute fisica e mentale.

"i giovani sono sempre più paurosi e insicuri, e si rifugiano nel virtuale. Andassero a fare sport, invece, ne guadagnerebbero in salute fisica e mentale."

Non generalizziamo Leon, per carità.

credo che anche questa volta, gianfranco abbia fatto centro.
gianfranco riflette sulle idiozie del mondo moderno e sulle aberrazioni legate all'abuso di strumenti, di per sè, neutrali come la rete. Lankelot è un luogo in cui si discute di letteratura, in cui la tecnologia è a supporto della circolazione di idee, facebook in effetti ha tutte le controindicazioni elencate da gianfranco. per costume, io non demonizzo niente, ma questo editoriale di gianfranco mi ha fatto molto riflettere.

46 - Non generalizzo, ma facevo l'educatore, i giovani erano il mio pane e il panorama - da questo punto di vista - t'assicuro è davvero desolante.

45. Caro Fede, il tuo mi sembra un pregiudizio ben poco aderente alla realtà, ti assicuro che chi conosco io su facebook ha molti amici nella vita reale e virtualmente non assume chissà quale identità feticcio. E' un pregiudizio che poteva avere una qualche fondatezza dieci-quindici anni fa, quando in effetti relativamente meno persone avevano rapporti in rete e il tutto era rifugio prevalentemente di frustrati e alias. Adesso non è più così. Parlo per esperienza personale. I contatti virtuali sono solo uno dei modi per conoscere o, come su facebook, mantenere le amicizie. Dietro un alias virtuale c'è sempre una persona. Mica è illusione quella. Se poi l'alias lo consoci anche di persona non vedo dove sia il problema. Insomma, sono mezzi di comunicazione, mica di sostituzione della realtà. E' a discrezione di ognuno. E' sbagliato generalizzare.

"Smarrire intelligenze e idee per colpa della concorrenza di webzine e blog letterari di qualità mi sta bene. Smarrirle per colpa del cazzeggio colorato di facebook e myspace mi ferisce e mi irrita a morte."
Questo ovviamente mi dispiace molto.
Mi dispiace per te, perchè so la passione, il tempo e l'energia che spendi in questo pogetto ormai da anni.
Mi dispiace per quanti si lasciano smarrire. Ma mi viene da pensare che se non fosse spuntato facebook sarebbe bastato qualcos'altro. Chi si perde conoscendo Lankelot, vuole perdersi. Vuole prendere distanza, per svariati motivi magari. Ma non involontariamente, credo. Perchè sa a cosa rinuncia.
Mi spiace anche per quanti si perdono senza mai imbattersi nel nostro sito. Forse per questi ultimi mi dispiace addrittura di più.
Ecco, credo dovremmo pensare a loro. Trovare un modo per intimorire meno, benchè sia difficile.
La qualità spaventa maledettamente e non solo in ambito artistico, purtroppo.
Non parlerei di "nemici", neppure userei espressioni quali "condannare", come ho letto in uno dei commenti di poco precedente a questo mio, però sono d'accordissimo quando scrivi che "bisogna reagire, rivendicare la nostra identità e alzare la qualità del sito" ulteriormente…"
Studiamo un modo. Non è affatto semplice, ma pensiamoci su.