Ho fatto un sogno. Ho sognato un paese in cui si tornava a credere nella politica e si tornava a fare politica, perché nessuno si vergognava più di essere rappresentato da questa classe dirigente, e tutti avevano riscoperto il piacere della partecipazione alla cosa pubblica. Ho sognato un paese in cui si bandivano le contrapposizioni tra due schieramenti politici soltanto, perchè a tutti era chiaro che si trattava di una semplificazione e di uno snaturamento della ricchezza delle posizioni e delle visioni politiche dei cittadini. Ho sognato un paese in cui la mia generazione non si sentiva più avvilita, stanca e depressa per il lavoro che va e viene, per il mancato rispetto dei contratti e degli accordi scritti, per l'impossibilità di conservare quel che aveva ereditato. Ho sognato un paese in cui ci si dava alla politica così come ci si dà alla cultura e alle arti: senza nessuna pretesa diversa dalla sopravvivenza dignitosa, perché si tratta di attività onorevoli e simboliche.
Ho sognato un paese in cui internet aveva smesso di significare cazzeggio nei social network, e partecipare a facebook o a twitter o a netlog era diventata una cosa da subumani, o da antropoidi analfabeti, voyeur da mezzo euro. Ho sognato un paese in cui internet era tornato a essere ciò per cui era nato: un favoloso strumento di controinformazione, di approfondimento, di studio, di ricerca e di socializzazione.
Ho sognato un paese in cui i cittadini avevano condizioni di vita adeguate, tempo adeguato e informazione adeguata per poter scegliere di leggere un romanzo da trecento pagine alla settimana. 50 libri all'anno. Tutti. L'editoria, finalmente nemica – per legge – della vanity press, bandita, e delle pubblicazioni piratesche, nate per gonfiare i fatturati, aveva ridotto di molto le etichette disponibili, ma aveva ricordato che si doveva pubblicare molto meno ma molto meglio; cercando, per quanto possibile, di pubblicare cose destinate a durare nel tempo, a cambiare la vita delle persone, non a intrattenerle per qualche ora o a stuzzicarle con richiami idioti all'attualità. Televisiva.
Ho sognato un paese in cui i cittadini avevano imparato a spegnere la televisione, soprattutto durante i notiziari, almeno fin quando un capo del governo padrone delle principali reti private – al potere da quasi vent'anni – non aveva rinunciato all'attività politica, per rispetto della democrazia. Ho sognato un paese in cui nessuno si sognava di credere a Wanna Marchi, figurarsi a chi prometteva di vincere il cancro entro tre anni, magari moltiplicando i posti di lavoro e azzerando le tasse.
Ho sognato un paese in cui un vecchissimo partito di destra chiedeva scusa per aver presentato le liste in ritardo: non si sognava nemmeno di dare la colpa agli avversari, perché aveva molto chiaro il senso della parola “onore”. Ho sognato un paese in cui la politica era lasciata agli intellettuali e ai tecnici: gli imprenditori restavano a fare gli imprenditori. E si dedicavano per bene al loro lavoro. Ho sognato, e voglio sognare ancora. Perchè il sogno è il destino.
Sogno un paese in cui non si muoia più in carcere in circostanze “misteriose”: in cui le forze dell'ordine siano il nostro orgoglio, e non la nostra angoscia. Sogno un paese in cui i furbi vengano additati come stupidi, e non presi a esempio. Sogno un paese in cui si fanno statue a Borsellino e Falcone, e non si medita di intitolare strade o parchi a politici corrotti o collusi con la mafia. Sogno un paese in grado di rispettare la legge: perchè chi rispetta la legge rispetta i cittadini. Sogno un paese in cui nessuno più si senta disilluso. Sogno un paese in cui nessuno più abbia voglia di mettere tutti allo stesso livello, perché tanto non c'è niente da fare. C'è sempre da fare, c'è molto da correggere, c'è molto da cambiare. Sogno un paese in cui sia bello dialogare con l'opposizione, perché esiste, crede in cose ben diverse dalla maggioranza, sa argomentarle, sa difenderle, sa rivendicarle. Sogno un paese in cui l'opposizione esiste. È magari mia nemica. Ma io la amo, perchè amo i miei nemici. Ne ho bisogno, di nemici. Ma per esserlo devono avere almeno idee.
Sogno un paese libero, civile, democratico: nazionalista – per orgoglio patriottico – e internazionalista; europeista, a dirla tutta, e aperto al dialogo con tutte le nazioni del mondo. Eccetto quelle che condannano a morte i loro concittadini, eccetto quelle che bombardano nazioni sovrane giurando che siano nemiche, e senza averne prova, eccetto quelle che censurano. Eccetto quelle che nascondono le loro responsabilità passate. Eccetto quelle che le negano, o le sminuiscono. Con quelle nazioni si parlotta, si mormora, ma non ci si allea.
Sogno un paese di cui andare fiero, e in cui camminare a testa alta. E mentre sogno dico che tutti possiamo fare qualcosa. Qui, nel nostro piccolo, ci stiamo provando. Proviamo a fare cultura gratis et amore, da sette anni: a difesa degli artisti laterali, mai emersi, dimenticati, censurati, perduti; a difesa degli emergenti di valore; a difesa della piccola e media editoria di progetto; a difesa delle piccole librerie; a difesa della pluralità, delle diversità (tutte), delle singole individualità. Contro la prepotenza della concentrazione della distribuzione in pochi grandi gruppi editoriali, contro le pubblicazioni farsa, a pagamento o gonfia-fatturato, contro la vanity press, contro la stupidità, l'ignoranza e il pressapochismo. Contro l'analfabetismo di ritorno, che è quello che ha distrutto la cultura politica di questa nazione. Contro la tentazione stupida di fare cultura per gli analfabeti di ritorno. Per carità.
Qui proviamo, da sette anni, a far dialogare tutti: democratici, socialisti, liberali, comunisti, radicali, liberisti, libertari, fascisti. Qui ci proviamo, da sette anni, a non arrenderci all'agenda setting di un paese che consegna le principali pagine di cultura dei suoi quotidiani alla feccia catodica dei programmi rai o mediaset, come niente fosse. Qui ci proviamo, da sette anni, a crescere e sostenere una generazione che non ci vuole stare.
Non ci vuole stare alla corruzione. Non ci vuole stare al precariato. Non ci vuole stare all'ignoranza. Non ci vuole stare alla decadenza. Non ci vuole stare al degrado. Non ci vuole stare alla fatiscenza. Vuole qualcosa di diverso. Vuole qualcosa di bello. Vuole qualcosa di vero. Vuole qualcosa di cui essere orgogliosa.
Io dico che ogni giorno, nel nostro piccolo, possiamo dare prova di tenacia, idealismo, dedizione alla causa, democraticità: io dico che ogni giorno, esistendo, possiamo andare a costituire un piccolo, piccolissimo modello di resistenza, di esistenza, di rappresaglia civile, libertaria e democratica; di proposta di cambiamento, modesta semplice e onesta.
Io dico che non ci dobbiamo abbattere, e non ci dobbiamo spegnere. Io dico che dobbiamo rifiutarci di accettare quel che sta succedendo, e che la lotta comincia dalla cultura. Ma la cultura è vera e pulita quando è estranea ai giochi di potere e ai giochi di partito. La cultura è vera quando è nemica delle ideologie. La letteratura è grande quando rifiuta tutte le egemonie culturali, rosse, nere, bianche, blu, verdi. Bisogna avere la forza di affermare la libertà delle arti e la centralità di una nuova, democratica e credibile informazione culturale, per diventare la prima legione letteraria dell'Italia nuova. Quella che saprà rovesciare i corrotti e i corruttori, quella che saprà chiedere scusa per la volgarità, la mediocrità, la violenza e la stupidità di chi ci sta rappresentando, all'opposizione, al governo e fuori dal parlamento. Quella che saprà cambiare l'immagine degli italiani all'estero. Quella che tornerà a dare onore e senso alle parola “Roma”, “Venezia”, “Firenze”, “Torino”. Quella che sognerà d'essere laboratorio politico, democratico e utopistico dell'Europa: quella che adesso possiamo soltanto sognare.
Io dico animo, io dico non arrendersi, io dico esistere. È l'esistenza in vita il primo punto di forza. Tutto ciò che esiste è un modello. Migliaia di voci democratiche, libertarie e idealiste sapranno cambiare le cose. È un batter d'ali che altrove farà un gran casino. Ci dovete credere, perché è così. Basta non dimenticare il senso di tutto questo. Il senso è il sogno. La realtà la plasmano i sogni. E il sogno è il destino.
franchi

Commenti
[1 aprile 2010] lankelot
[1 aprile 2010] lankelot entra nell'ottavo anno. Editoriale vecchio stile. Sappiatemi dire.
(-:
(-:
[branco] ;)
[branco] ;)
Auguri Lankelot... bellissimo
Auguri Lankelot... bellissimo Gianfranco, da nodo alla gola. La tua sincerità e il tuo entusiasmo sono contagiosi...
[editor - ana] mia ottima,
[editor - ana] mia ottima, grazie a te per essere qui e per collaborare con noi tutti. E' una gioia e un privilegio leggerti, e imparare ogni volta qualcosa di nuovo da te.
Un editoriale stupendo.
Un editoriale stupendo. Vorrei averlo scritto io! Grande.
[editoriale] grazie
[editoriale] grazie gordiano;). avanti così.
[editoriale Ti dico: Grande!
[editoriale Ti dico: Grande! E sappi che sono circa 30anni che vado sognando e non ho ancora smesso, nonostante molte circostanze avverse e la realtà che va come sappiamo (a proposito, evitato il Nano come sindaco, ma la lega ha stravinto alla regione)
[marina] fai bene. Si deve
[marina] fai bene. Si deve sognare sempre. Perché fino all'ultimo c'è e ci deve essere speranza di cambiare. Sempre.
[editoriale] Eh, quanti sogni
[editoriale] Eh, quanti sogni irrealizzabili col nostro popolo italiota. In ogni caso, meglio pochi (italiani) ma buoni! Auguri al portale :)
[hammer] ma certo. Senza
[hammer] ma certo. Senza dimenticare però che un sognatore è un sognatore. Due sognatori sono due sognatori. Diecimila, centomila sognatori sono una forza credibile:)
caro GF, questo editoriale mi
caro GF, questo editoriale mi colpisce per la sincera ingenuità di ciò che esprime, vera forza propulsiva che deve darci il coraggio di riazzerare tutto.
"Il senso è il sogno. La realtà la plasmano i sogni. E il sogno è il destino."
Come darti torto. Davide S.
[editoriale] caro davide,
[editoriale] caro davide, giorni fa, parlando coi ragazzi, tra sito e forum, pensavamo che s'avvicina il momento di tornare a rivendicare le cose elementari, perché proprio le cose elementari sono state dimenticate. E' da quelle che si deve ripartire - riazzerare, dici bene - per riformare, drasticamente, e impedire che i nostri eredi si ritrovino nelle condizioni nostre. Tutto è elementare (che so: il rispetto della legge) ma sembra sia stato tutto dimenticato. Longanesi diceva che un regime sbagliato è "un assolutismo temperato dalla costante inosservanza della legge". Ecco. Cosa ti ricorda?
[Editoriale] Che bella
[Editoriale] Che bella pagina, nel vecchio stile utopista e "incendiario"!
Qui ci vuole un coraggio spropositato anche solo a tirare avanti, e invece tu trovi la forza di sognare e di farlo in grande. Lankelot è una meravigliosa eccezione alla triste regola che vige nell'Italietta attuale ed è confortante che entri nel suo ottavo anno di vita. Grazie di cuore per aver creato quest'isola. Non smetterò mai di dirtelo.
La chiusa è stupenda, magari riuscissi a crederci anch'io con altrettanta speranza.
[angela] grazie a te - che
[angela] grazie a te - che hai dato senso e anima a questa isola, da sempre;).
[Editoriale] So: you
[Editoriale] So: you have many dreams!
Anche io ne ho qualcuno. Sono qui per questo.
Buon compleanno!
[edit-monna] è un onore
[edit-monna] è un onore averti con noi. Non mi stancherò di ringraziare Arpa, per questo:)
"Ho sognato, e voglio sognare
"Ho sognato, e voglio sognare ancora"
GRAZIE :)
(Editoriale) "La realtà la
(Editoriale) "La realtà la plasmano i sogni. E il sogno è il destino".
Auguri Lankelot! Felice di essere ancora qui con voi!
[edit-fede] alè il magi,
[edit-fede] alè il magi, forza nostra. vis ac valentia!
[franz] ave caro, ben
[franz] ave caro, ben ritrovato - sempre felice di ritrovarti su Lanke! Fatti vedere più spesso;)
Un saluto all'ultimo
Un saluto all'ultimo avamposto di libero pensiero, ai torrioni del dialogo, alle mura di confronto intellettuale.
Un saluto e un augurio da un ronin che si sente a casa ogni volta che visita Lankelot.
[alex-ronin] ave caro:).
[alex-ronin] ave caro:). Quando cominci a pubblicare qualcosa anche da noi? E' ora! un abbraccio enorme. Questa è SPARTA.
[editoriale] Mi pare che i
[editoriale] Mi pare che i sognatori onanisti abbondino in Italia... Ma Gianfranco e tutti voi state contribuendo a fare qualcosa di concreto e di inestimabile. Sono sinceramente onorato di essere con voi. E chissà che su queste ceneri non si risorga (anche) partendo da Lankelot. Un abbraccio :)
[edit-paul newfield] onore
[edit-paul newfield] onore nostro è averti qui, e saperti propulsivo e propositivo sempre;). Sulle ceneri bisogna danzare.
[editoriale] in fondo, ho
[editoriale] in fondo, ho aggiunto un'immagine che dovrebbe ricordarvi qualcosa:)
Splendido pezzo GF.
Splendido pezzo GF.
[edit-thom] splendido il tuo
[edit-thom] splendido il tuo lavoro da queste parti. grazie ancora.
[editoriale] E io proprio
[editoriale] E io proprio dall'immagine parto. Perché sempre, sempre, sempre (!) mi ricordo l'inzio. Caro Gf, eri praticamente un ragazzino (e continuerò a vederti sempre giovane - sorridi! - molto più giovane di me!) pieno di sogni e con qualche angolo da smussare. Beh. Anch'io non ero un dolce alla crema (mai stata...!!!!). Negli anni la mia stima nei tuoi confronti è cresciuta in modo esponenziale, tu hai creduto fin da subito al tuo sogno e i riconoscimenti ottenuti (ancora pochi rispetto al lavoraccio che fai, ma aspetta...) sono la prova che non è inutile e non è utopistico. Che ha un valore in sè ma ha anche un valore collettivo per noi che lo condividiamo. Sai che io dico sempre quello che penso anche se è scomodo (ed è comunque gran cosa poterlo fare di questi tempi), sai che non rinuncio al mio spirito libero. Ma sono contenta, oggi, di poter augurare di cuore a te, al sito, a tutti noi di continuare a crescere per fare quella "differenza" che tu auspichi. Buon compleanno, Lankelot, e buon lavoro!
[edit-ilde] amica mia, è come
[edit-ilde] amica mia, è come dici tu: ero proprio un ragazzotto:) In un certo senso è come se Lankelot fosse nato un anno prima, su ciao, e a ben guardare... avevo appena compiuto 24 anni, dovevo laurearmi, ero appena uscito dalla radio e stavo ancora coordinando il giornale di Lettere... mi mancavano un buon migliaio abbondante di letture, di esperienze, di nuove lezioni di umiltà, di sacrificio, di pazienza e di dialogo. E' passato un sacco di tempo:). Ma noi abbiamo saputo imparare sempre di più a capirci e ad apprezzarci, e questa è una delle prove che sono cresciuto:)
Scrivi che tutto questo "ha un valore in sè ma ha anche un valore collettivo per noi che lo condividiamo. Sai che io dico sempre quello che penso anche se è scomodo (ed è comunque gran cosa poterlo fare di questi tempi), sai che non rinuncio al mio spirito libero."
> ecco. Questo è fondamentale, è quello che tutti vogliamo e che ci piace. la scomodità, l'indipendenza, la personalità, la libertà. Quello che cerchiamo;)
Editoriale stupendo, grazie
Editoriale stupendo, grazie Gianfranco!
Non dobbiamo mai smettere di sognare e di credere nei nostri sogni.
Buon compleanno Lankelot, onorata di essere fra voi.
[edit-ester] felici e onorati
[edit-ester] felici e onorati noi di averti qui, e di poter collaborare con te! Grazie ancora.
Eh, Franco... si allarga il
Eh, Franco... si allarga il cuore a sapere che c'è chi resiste. Chi non si arrende allo sgretolamento della sostanza umana di cui è fatto questo paese. Chi continua a pensare che sincerità, consapevolezza e cultura siano dei valori, e non incomodi di cui sbarazzarsi al più presto.
Purtroppo, anche vedendo com'è andata sabato e domenica, temo che l'alba sia piuttosto lontana.
Ma hai ragione tu. Non bisogna arrendersi.
Avanti allora, Lancillotto. Verso l'ottavo anno.
Con infinita stima
Fiorenza
Grande editoriale. Molto più
Grande editoriale. Molto più di un pezzo giornalistico.Però mi rimane molto difficile non andare incontro ad un pessimismo cosmico vedendo cosa succede in Italia, dove tra le tante bassezze e situazioni grottesche le categorie politiche sono state pure soppiantate dall'amore....Prendo per buono l'invito a non mollare.
[lupo - edit] lo so, lo so,
[lupo - edit] lo so, lo so, ed è la ragione per cui ho sentito di scrivere questa pagina, perché ho la sensazione che ci sia qualcosa del genere, nell'aria, tra parecchi di noi. La sensazione che non sia rimasto altro da fare che accettare lo stato delle cose, perché tanto ormai... e invece no. Proprio perché l'amore lo lasciamo volentieri nelle mani di Cicciolina, e del suo favoloso Partito dell'Amore, io dico che si deve avere la forza di essere se stessi adesso più che mai...
mai molar
[edit - fiorenza] dobbiamo
[edit - fiorenza] dobbiamo resistere e dobbiamo rifiutare di arrenderci. Dobbiamo sperare fino all'ultimo istante nel cambiamento, dobbiamo confidare in una rinascita. Altrimenti - come dici - qui poco a poco si sgretola tutto, pezzo dopo pezzo. Non accadrà!
[partito dell'amore]
[partito dell'amore] http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_dell%27Amore mi risulta strano che nessun giornalista ci abbia pensato, e nessun portaborse. Era un assist favoloso. Ah ecco, c'ha pensato Travaglio.
Caro Gianfranco, come non
Caro Gianfranco, come non condividere molti dei tuoi sogni, par altro in parte già condivisi insieme. Dalla destra ''senza cultura" e la sinistra della "solita cultura" attendiamo ancora democraticamente opportunità lankelotiane del "fare cultura". Un abbraccio e avanti tutta!
[enrico] ave mio ottimo:).
[enrico] ave mio ottimo:). non c'è altro da fare che prendere e creare. A oltranza. Creare, discutere, dibattere, dialogare: controinformare. Esistere.
(Editoriale) Ho sognato di
(Editoriale) Ho sognato di leggere, ancora, un editoriale così. Avanti, sempre! (oddio la foto, che emozione e che ricordi).
Caro Gianfranco, cari
Caro Gianfranco, cari lancillottiani,
questo editoriale per me rappresenta due cose:
1) Esattamente quel che penso e sento io per l'Italia - preciserei meglio solo una cosa: il sogno di una legge dello Stato apposita, che imponesse all'editoria di pagare secondo tariffario chi scrive, come avviene in tutta Europa.
2) Il miglior commento al mio ''Il menu'' - o forse meglio dire: la miglior spiegazione del mio ''Menu''.
Dunque non posso far altro che sottoscrivere a pieno tutto. Gianfranco, hai colpito a fondo! Bravo!
P.S. Oh, sia chiaro che mica
P.S.
Oh, sia chiaro che mica vorrei subordinare il tuo editoriale al mio libro, per carita'! Voglio solo dire che scrivendo quel che pensi e senti tu, Gianfa, hai involontariamente scritto quel che ho scritto io nel Menu'! E' cosa eccezionale e bellissima!
[edit] Ah, la foto!!!!!!!! Il
[edit] Ah, la foto!!!!!!!! Il primo lanke non si scorda mai, che tempi!!!!!!!
Tutti sono cresciuti (e pure invecchiati:) nel frattempo, i nfondo in qualche modo si è fatta un po' di strada insieme, almeno culturalmente.
[edit, marina] tantissima
[edit, marina] tantissima strada, tanta davvero. Tu pensa soltanto a quanti esordi, parecchi dei quali di livello nazionale, con tanto di superstampa che si sporca le mani a parlarne, ci separano da quel 2003:). E quante amicizie sono nate proprio a partire da qui (e magari adesso vivono concretamente fuori di qui, senza nemmeno bisogno di passare di qua:))) )
Ma ancora è poco. C'è molto da fare...
[edit-movi] viene voglia di
[edit-movi] viene voglia di cliccare al centro della foto, eh? :)))
[Editoriale] Ah, il vecchio
[Editoriale] Ah, il vecchio Durer!! Il primo Lankelot, il primo libro ricevuto da te e la pagina scritta per il Wunderwagen che poi è diventata la mia prima recensione per il vecchio punto.com
Quante cose sono cambiate da allora!! Invece Lankelot cresce restando fedele a sè stesso ed è meraviglioso!!
Ancora grazie e ancora auguri.
[il cavaliere, la morte e il
[il cavaliere, la morte e il diavolo] Zorn è Zorn. Una delle bandiere di questo posto. Uno che rimarrà rimosso o frainteso per sempre. Ma non qui e non da noi. Grande Angela.
Caro Gianfranco, me
Caro Gianfranco,
me ne accorgo adesso, perché sono stato in giro a mostre e grappe: Jacopo Bassano, Giorgione. (Magari ti faccio una schedina).
Intanto il mio grazie per i liberi spazi che fornisci a tutti noi con questo sito lucido e arguto, con la tua singolare energia di insonne nel pieno delle sue forze intellettuali straordinarie, quasi apax/hapax nel desolante panorama.
Un affettuoso abbraccio e mille auguri (anche di Pasqua e pasquetta)
[troisio - edit] magister
[troisio - edit] magister sinicopleuste, gioia e orgoglio nostro averti qui da anni, a insegnarci come e cosa scrivere, a ribadire ogni giorno la tua grande umanità (e la tua sempreverde ispirazione)
[editoriale]mi fa piacere
[editoriale]mi fa piacere rispolverare per quest'occasione, una frase tratta da uno dei primi libri che verso i 15 anni mi infiammarono l'animo e che ancora oggi sento mia :
"Un uomo solo che guarda il muro è un uomo solo. Ma due uomini che guardano il muro è il principio di un'evasione".
Auguri a Lankelot, a voi tutti, e un grazie speciale al caro Gianfranco.