Laitef Thea

Lontano da Baghdad

Autore: 
Laitef Thea

Thea Laitef è stato uno scrittore e un poeta iracheno, nato a Samarra poi migrante, in tutta l’Europa, per motivi politici. Arrivò da esule in Italia all’inizio degli anni Ottanta, per scappare dalla sua terra così provata dalla dittatura prima e dalla Guerra del Golfo poi.
Questo suo racconto è il racconto di un viaggio, del suo viaggio personale che è però anche viaggio esistenzial, inteso come crescita interiore e progressiva presa di coscienza dell’impossibilità di poter vivere nel suo paese natio. Lontano da Baghdad, appunto.

È un romanzo breve che raccoglie ricordi e riflessioni sull’Iraq e sui viaggi compiuti da Laitef  (a Sofia, Istanbul, Roma, Nicosia, Atene, Beirut, di nuovo Roma). Riflessioni che ci permettono di conoscere un mondo e una realtà così distante da noi, ma anche così vicina a causa del risalto mediatico che i due conflitti in Iraq hanno avuto negli ultimi vent’anni.
Ed è appunto all’inizio della prima Guerra del Golfo, nel 1991, che Thea Laitef inizia a raccontare il suo passato pieno di vitalità e speranze, voglia di conoscere e partecipare attivamente alla vita culturale del proprio paese. Il rapporto con gli amici, con la scrittura e la poesia, fino alla decisione di partire, suggestionato dal fascino dell’Occidente. Dopo varie peregrinazioni, il ritorno a casa, lo sviluppo di questo lungo viaggio iniziatico lo porterà a Roma nel 1978, per sfuggire ad una situazione sempre più tesa: “nel frattempo la situazione politica in Iraq stava prendendo una svolta sempre più reazionaria, il paese appariva sconvolto, al punto da convincermi che la mia vita fosse in pericolo e che era giunto il momento di ricorrere a soluzioni radicali. Decisi allora di andare in Italia con il mio amico Hassan. Ottenuto in pochi giorni il passaporto, prima della partenza organizzai una festa per salutare gli amici. La politica ormai li stava ingoiando uno dopo l’altro, fu l’unico argomento di discussione”.
A Roma Thea incontra varie persone, arriva a Perugia dove intende studiare l’italiano, ma poi torna nella città eterna che è per lui porto sicuro e centro stimolante. Non ha molti soldi e si ritrova a preparare un piatto iracheno, il biriani, per poi rivenderlo in giro. Vive alcune passioni amorose, soffre per questo sentimento. E torna con la mente al suo passato, a Samarra, gli “anni belli” della giovinezza, prima che i discorsi politici distruggessero l’incanto.
Il libro si conclude con la descrizione del movimentato viaggio a Beirut, dove Thea viene fermato e trattenuto una settimana dai miliziani, in una terra dilaniata dalla guerra civile.

Il breve romanzo si conclude con la toccante riflessione “Il cielo di Baghdad”, che riporta la narrazione alla contemporaneità dell’autore, proprio durante la Guerra del Golfo: “L’ultima lettera di mia sorella dall’Iraq lamenta le condizioni di estrema miseria in cui è ridotto il nostro popolo, colpito dalle persistenti sanzioni economiche internazionali. Quasi capro espiatorio di turno, dei mali del mondo e della sua cattiva coscienza […] questo racconto potrebbe proseguire indefinitamente, con le sue vicende minime, fino a collimare con la storia della mia esistenza. I primi esperimenti di viaggio si sono trasformati con gli anni in una fuga disordinata. Intanto il mio paese era trascinato in una guerra insensata e ininterrotta. Mentre altrove le statue di Lenin venivano abbattute, i dittatori restavano sui loro piedistalli. Almeno finché facevano comodo. […] di recente sono stato ricoverato in ospedale. Reparto malattie infettive, casi gravi. Sulla via di un deciso miglioramento, se non della totale guarigione, il medico curante è venuto a visitarmi in corsia. Mentre lui si complimentava per il progresso insperato delle mie condizioni di salute, credo che il mio sguardo esprimesse profonda gratitudine. Senonché ha aggiunto, quasi si trattasse di un particolare trascurabile: “Per una malintesa precauzione, gli effetti personali intimi del suo bagaglio sono stati distrutti. Mi si dice tra l’altro che c’erano degli scritti. Spero non si trattasse di cose importanti…”. Il mio salvatore ha detto proprio così, gentilmente, ma senza tradire eccessivo imbarazzo. In me, il poeta si è ribellato e ha pensato: “Quest’uomo mi salva il corpo e intanto mi assassina l’anima”. Era questo manoscritto, che Lathief ha poi riscritto con un grande sforzo di memoria. In italiano, cambiando il finale con questo aggiornamento: “Per un esule, significa strappare il bavaglio dell’incomunicabilità. Fonte di diffidenza, di isolamento o di avversione. Per il poeta e il narratore, farsi mediatore della Coscienza. È come fare breccia in una parete, attraverso la quale filtri la luce che annuncia il cielo, io spero, della libertà”.
Un libro breve ma intenso. Il racconto di un viaggio, che in realtà è una fuga, nella speranza irrealizzabile di un sereno ritorno alla propria terra.


EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Thea Laitef (Samarra 1953 – Roma 1994), scrittore e poeta iracheno. Ha lavorato  dal 1983 al 1987 come corrispondente del quotidiano del Kuwait Al Watan. Ha tradotto in arabo Pier Paolo Pasolini, Cesare Pavese, Antonio Gramsci, Salvatore Quasimodo.

Thea Laitef, Lontano da Baghdad, Sensibili alle foglie, 1994.
Introduzione di Pino Blasone.


Antonio Benforte, 28 aprile 2009

ISBN/EAN: 
9788886323086

Commenti

Thea Laitef è stato uno scrittore e un poeta iracheno, nato a Samarra poi migrante, in tutta l?Europa, per motivi politici. Arrivò da esule in Italia all?inizio degli anni Ottanta, per scappare dalla sua terra così provata dalla dittatura prima e dalla Guerra del Golfo poi.

ave caro:).
inserisco il tag "letteratura irachena". Ma è stato tradotto o ha scritto lui in IT?

Il mio salvatore ha detto proprio così, gentilmente, ma senza tradire eccessivo imbarazzo. In me, il poeta si è ribellato e ha pensato: ?Quest?uomo mi salva il corpo e intanto mi assassina l?anima?. Era questo manoscritto, che Lathief ha poi riscritto con un grande sforzo di memoria. In italiano, cambiando il finale con questo aggiornamento...

Quindi l'ha scritto in italiano, forse perché divenuto padrone della nostra lingua. Lo scrive nell'ultimo capitolo

ok:) aggiungo "letteratura italiana".
Gran bella segnalazione.

molto interessanti tutti i testi di questa cooperativa.
http://www.sensibiliallefoglie.it/

Aggiunti EAN e tags, non ho

Aggiunti EAN e tags, non ho trovato nè la copertina nè una foto dell'autore.