Cimentatosi nell’arte del romanzo già in 78.08 (Excelsior 1881, 2008), Labranca torna a frequentare il genere con Haiducii (Excelsior 1881, 2010), che, rispetto al primo, di romanzesco ha anche il fatto di essere uscito a puntate, in versione ridotta, sulla rivista Film TV da giugno a settembre 2009.
Novello autore di feuilleton, Labranca ha usato gli ingredienti classici della ricetta: i cattivi, la ricerca di un riscatto finale da parte dell’eroe (dell’haiduc, in rumeno) e una sfortuna enorme e tenace che perseguita il protagonista e che, ciononostante, non basta a spegnere la fiammella della speranza che gli riscalda il cuore.
Romanzo, dunque, ma pur sempre un romanzo Labranca®. E dunque interpolato da digressioni sui beceri usi e deludenti costumi degli italiani; da riferimenti colti che, calati nelle realtà delineate, rasentano il comico; e contrassegnato da un procedere per paragoni e balzi temporali che, sebbene all’inizio frastorni, andando avanti nella lettura dà un quadro chiaro di quello che gran parte dell’Italia è.
Corta di memoria, poco avvezza allo studio della Storia, sempre pronta a sacrificare le proprie tradizioni sull’altare della moda del momento, signore e signori ecco l’Italia. L’Italia che, in vacanza, non riesce ancora a farsi una ragione dell’assenza del bidet negli alberghi londinesi, e che, a Berlino come se fosse a Gardaland, sorride e fa cucù tra le 2.700 steli che ricordano la strage degli ebrei. L’Italia che, in cucina, preferisce alla polenta i nachos e i burritos del ristorante messicano e poi, magari, vota Lega. L’Italia che, in ufficio, è sottoposta a straordinari continui per consentire al capo di “fare ponte” e prendere il fido low cost diretto a Formentera o a Sharm El Sheik.
In quest’Italia superficiale e cafonotta arriva, dalla Romania, Nicolae Petrescu, con moglie, due figlie e il sogno di trovare una sistemazione decorosa e l’agognata tranquillità.
La sistemazione la trova nello stesso condominio dell’autore, che non si limita a studiarne il comportamento, ma se ne fa fiero paladino contro le angherie della padrona di casa (la Perfida), il cui razzismo nei confronti degli inquilini si ammorbidisce solo quando si avvicina la riscossione della mensilità.
Il decoro, invece, sembra lontano da venire, dato che, vuoi per le difficoltà di inserimento connaturate al suo stato di immigrato, vuoi per la sfortuna che se lo tiene stretto stretto, vuoi per la sua sete di Occidente che lo porta a comprare e accumulare in modo compulsivo, Nicolae non riesce a trovare la stabilità e fa crescere le figlie a suon di hamburger del McDonald’s e torte dai colori improbabili.
Lungi dall’essere un’opera buonista (non sarebbe Labranca), Haiducii dimostra di aver centrato pienamente l’obiettivo perseguito dall’autore e cioè, come viene ricordato nella Postfazione parametrica, “dimostrare che i rumeni non sono tutti come quelli che ci presenta la cronaca sensazionalistica e vagamente razzista di certi tg che ripetono stili e avverbi dei vecchi cinegiornali reazionari. E che i nemici si nascondono più spesso tra i benpensanti con pedigree, chiusi in villette brianzole e avvezzi a fare discorsi sgrammaticati e concettualmente traballanti su razze ed etnie”.
Come recita la copertina: homo homini pitbull.
EDIZIONE ESAMINATA
Tommaso Labranca, Haiducii, Excelsior 1881, Milano, 2010, pp. 204
BIOGRAFIA AUTORE
Tommaso Labranca (Milano 1962), scrittore, autore radiofonico e televisivo, agitatore culturale. Ha pubblicato Andy Warhol era un coatto (Castelvecchi, 1994), Estasi del pecoreccio (Castelvecchi, 1995), Labranca Remix (Castelvecchi, 1996), La vita secondo Orietta (Sperling & Kupfer, 1997), Chaltron Hescon (Einaudi Stile Libero, 1998), Neoproletariato(Castelvecchi, 2002), Grazie Fratello! (Kowalski, 2004, con Dea Verna), Il Piccolo Isolazionista (Castelvecchi, 2006), 78.08 (Excelsior, 2008), Da zero a Zero (Arcana, 2009), Michael Jackson: l’uomo nello specchio (Rizzoli, 2009).
Paola Biribanti, febbraio 2010
Commenti
[LABRANCA] nuovo
[LABRANCA] nuovo romanzo! Scheda firmata Paola Biribanti. In appendice, archivio TL
buona lettura!
[per PAOLA] mancava il tag
[per PAOLA] mancava il tag "letteratura", questo spiega perché non appariva on line;)
Giusto, capo. Ok, capo.
Giusto, capo. Ok, capo.
[Labranca] magnifico regalo
[Labranca] magnifico regalo che ci hai fatto a raccontare il suo nuovo libro. Prossima fiera sarà mio.
[Labranca] "di romanzesco ha
[Labranca] "di romanzesco ha anche il fatto di essere uscito a puntate, in versione ridotta, sulla rivista Film TV da giugno a settembre 2009"
ce l'ho! ho conservato i numeri apposta :)
[Labranca] giusto, aggiungo
[Labranca] giusto, aggiungo il tag "film tv";)
[Labranca] Il libro contiene
[Labranca] Il libro contiene numerosi spunti di riflessione.
Eccone uno.
A proposito di due immigrati che stanno parlando tra loro, Labranca scrive: “Sono entrambi stranieri, ma di Paesi diversi. Però tra loro parlano in italiano, così come i turisti più sprovveduti cercano di comunicare in inglese con gli autoctoni delle isole tropicali. Un inglese sgrammaticato come questo pidgin italian che, con accenti diversi, parlano i due personaggi appena entrati in scena. Però è vero: per la prima volta l’italiano serve da strumento di comunicazione internazionale. Non succedeva dai tempi del latino. E non è un creolo, corruzione della lingua d’arrivo alla quale i colonizzati mescolano nel linguaggio familiare strutture e vocaboli delle proprie lingue di partenza (come era successo per il latino). È un italiano puro, per quanto possa essere pura una lingua appresa dalla televisione, ma mai slavizzata, mai arabicizzata".