Labranca Tommaso

Andy Warhol era un coatto

Autore: 
Labranca Tommaso

Mi dichiaro Giovane Salmone di Tommaso Labranca. Sono partito a valle, dall'ultimo libro – il magnifico “78.08”, Excelsior, 2008 – e lentamente e gioiosamente sto risalendo alla sorgente. Era da un pezzo che non mi veniva voglia di leggere l'opera omnia di un autore partendo da un solo libro. Vorrei tornare indietro di dieci anni per ritrovarmi la scrivania deserta di ultime uscite e strenne, popolata solo e soltanto delle mie scelte e dei miei gusti, per vederla puntinata da tutti i libri di questo artista unico, coraggioso e divertente, schizzato e insolente, profetico e intelligente. Andrò piano, ma prima o poi me li pappo tutti. E ve ne parlo. Perché di fronte al talento assoluto c'è solo una cosa da fare: scriverne e celebrarlo. Labranca merita.
Nessuno, tra i nostri contemporanei, ha uno stile e una personalità autoriale del genere; la cifra stilistica di Labranca, la satira, è d'altra parte poco letteraria, in Italia, e ingiustamente impopolare. Qui siamo di fronte a un intellettuale, a un artista, a un osservatore del nostro tempo e della nostra società, di profondità abnorme e di ferocia colossale. Monumentale.
E come se non bastasse: non annoia, non rallenta, non si ripete. Si rinnova. E rinnovandosi resta fedele a sé stesso, alla sua anarchica e atipica visione della cultura e della società, ghignando del male, dei fallimenti, del dolore. Di tutti quelli che sembrano sbagli. Con disinvolta grazia, restituisce dignità agli errori. Scrivendo, restituisce vita al cadavere dell'originalità. Ecco: voglio dirlo. Labranca è ORIGINALE.
Spendo l'aggettivo impronunciabile per antonomasia. È proprio il caso. Onore al merito.
1994. Opera prima di Tommaso: “Andy Warhol era un coatto”. Incipit letteratura nova, satirica e corrosiva. Italiana, e d'avanguardia. Avanguardia mai cerebrale o fredda: c'è più sentimento in queste divertite evasioni e deviazioni da qualsiasi convenzione strutturale o da qualsiasi canone che in un romanzo di formazione. C'è, in altre parole, anima. Libera, e forte.


“Il trash in sé non esiste. È solo un'apparenza che si rivela quando qualcuno vuole negarlo.
Il trash in sé non esiste. Non esiste nulla che sia trash, come non esiste nulla che sia aulico.
Il trash in sé non esiste. Siamo noi che lo creiamo ogni volta che ce ne chiamiamo fuori” (LABRANCA, “Andy Warhol era un coatto”)


Il pregiudizio estetico – insegna Labranca – è “come un torrente impetuoso, inarrestabile, che con la sua forza cerca di convogliare a valle il consenso di ogni essere pensante” (p. 17). I giovani salmoni del trash devono risalire questo “fiume ribollente di boria e di ignoranza”: devono risalire alla fonte e inaridirla. Chi sono i Giovani Salmoni? Quelli che credono che certe cose non siano affatto brutte, subculturali o basse. E ci credono spontaneamente.
Sono quelli che osservano, non giudicano.
Labranca si emoziona di fronte a una cartuccia stereo 8 di Fausto Papetti: si guarda intorno, cerca complicità. Invano. Piuttosto, c'è chi gli domanda: cos'è il trash? Partiamo da un presupposto: il trash è l'espressione di un ritardo; perché tendenzialmente si tratta di un'emulazione, e quindi è differito rispetto all'originale. Esistono tre ritardi possibili, come scoprirete (ri)leggendo questo formidabile manuale. Di norma, in ogni caso, “quando si è trash, non si sa mai di esserlo” (p. 31): in quel caso si precipiterebbe in un approccio freddo, kitsch o camp.
Vi sono dei creatori originali, insegna mastro Labranca, ed emulatori più o meno riusciti. E la distinzione è fondamentale:
“Il creatore del vero è un artista, è il demiurgo, lo stilista, l'ideatore, il rivelatore, l'iniziatore, mossi da tecnica e demone. Il creatore del falso (falsario) è un imbroglione, ma anch'egli è un artista, benché limitato. È mosso solo dalla tecnica e non ha spirito. La sua attività è tesa soltanto a copiare pedissequamente il già fatto, a cercare di ripetere il successo già affermato. Non desidera apparire, desidera solo guadagnare” (p. 47). L'emulatore trash non è un falsario. È uno che vuole proprio sostituirsi al creatore.
Quando subentra la consapevolezza, si rischia di precipitare nel kitsch o nel camp. “Il kitsch mira a essere elevato, ricco. Nella preoccupazione di esserlo, tenta l'annientamento di tutto ciò che è basso, volgare, con l'effetto di essere ciò che non è. Il camp è invece il trash che si fa consapevolezza, ma si spinge troppo in là nel gioco e perde la sua spontaneità”, scrive Emanuele Bevilacqua nella prefazione.
Secondo l'artista milanese, il trash si fonda su cinque pilastri: la libertà d'espressione, la contaminazione, l'incongruenza, il massimalismo, l'emulazione fallita. “Non sono i Prodotti in sé a essere infami, sono le Intenzioni che stanno dietro di loro a essere abiette”, spiega.
Qual è il nemico primo? La critica. Per un Giovane Salmone, esiste l'osservazione e non la critica. “L'uomo, per segnare i limiti del territorio estetico o sociale in cui si sente dominante, non orina, ma fa di peggio: ride, compassiona o distrugge con la critica, creando così una barricata virtuale (...) dietro la quale crede di essere al sicuro dalle contaminazioni del ridicolo” - leggiamo nel fulminante capitoletto “Territorial Pissings”.
L'approccio più sbagliato? Quello freddo, classico del kitsch: “Il kitsch, come tutti i tentativi di conservazione della presunta purezza della razza, è un atteggiamento assolutamente deprecabile e attuato da imbecilli, di fronte ai quali qualsiasi reazione è giustificata, dall'insulto alla bomba”, sbotta Labranca.
E si ride – leggendo letteratura, di solito, non si ride quasi mai. Miracolo. 
Nella seconda parte del libro, esempi illustrati. Meritano di essere ricordati almeno Bill Clinton-Mariotto Segni, Brian Ferry-Roby Vandalo, Nutella-Niger. Nella terza, agiografie non autorizzate, tra cui quella eponima (notevole), “La generazione de I Quindici”, “Musica leggera e letteratura pesante” (ovvero come rapportare Proust a Claudio Baglioni: “probabilmente (e saggiamente) Proust non avrebbe neanche scritto una sola riga, annichilito dalla grandezza di un artista che incarna meglio di chiunque altro il sentimento del tempo”, p. 106).
Must assoluto. Quindici anni dopo, “Andy Warhol era un coatto” rimane una lettura fondamentale. E un'autentica lezione di stile.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Tommaso Labranca (Milano 1962), scrittore, autore radiofonico e televisivo, agitatore culturale. Ha pubblicato Andy Warhol era un coatto (Castelvecchi, 1994), Estasi del pecoreccio (Castelvecchi, 1995), Labranca Remix (Castelvecchi, 1996), La vita secondo Orietta (Sperling & Kupfer, 1997), Chaltron Hescon (Einaudi Stile Libero, 1998), Neoproletariato (Castelvecchi, 2002), Grazie Fratello! (Kowalski, 2004, con Dea Verna), Il Piccolo Isolazionista (Castelvecchi, 2006), 78.08 (Excelsior, 2008).

Qui la bibliografia completa. 

Tommaso Labranca, “Andy Warhol era un coatto”, Castelvecchi, Roma 1994. Prefazione di Emanuele Bevilacqua.

Approfondimento in rete:
Sito ufficiale di Labranca / Wikipedia / Intervista in Blackmailmag / Miserabili / 24sette 

In Lankelot:
Labranca Tommaso - 78.08 - franchi
Labranca Tommaso - Andy Warhol era un coatto - franchi
Labranca Tommaso - Da Zero a Zero - franchi
Labranca Tommaso - Neoproletariato. La sconfitta del Popolo e il trionfo dell'Eleghanzia - franchi
Labranca Tommaso - Neoproletariato. La sconfitta del popolo e il trionfo dell'eleghanzia - Paola Biribanti

Gianfranco Franchi, “Lankelot”. Dicembre 2008.

ISBN/EAN: 
9788876150722

Commenti

MUST!

Te l'avevo detto, io. Te l'avevo detto.
;-)

merito tuo.

L'unica cosa brutta della questione è che alcuni dei primi libri sono pressoché introvabili. Per te che "frequenti" forse sarà più facile.

Ho notato. Farò il possibile, a costo di setacciare i magazzini.

Intanto ho rimediato "Neoprolet". Non vedo l'ora...

"Perché di fronte al talento assoluto c?è solo una cosa da fare: scriverne e celebrarlo. Labranca merita". Addirittura?

A me diverte come pochi. Perché è intelligente e furioso, e quando si sbilancia e perde peso ne è consapevole.
Riesce a farmi ridere scrivendo e questo mi capita con Douglas Adams, Claudio Morici, Lewis e non so chi altro. Ma molto di rado:).
E' grottesco e ha personalità. E legge, a modo suo, il tempo nostro.

(dicendo cose che ti ritrovi a condividere. spesso).

da quel che riporti e scrivi, una bella lettura.
Me lo segno!

ma 78.08 t'era poi piaciuto?
(ave Ilde!)

Non l'ho letto!

Ave a te... mi è stato appena mangiato un lungo commento su un altro tuo pezzo: c'è modo di stabilizzare un pochino il sito????

www.lankelot.eu/index.php/2008/05/17/labranca-tommaso-78-08/

(cfr. commento su TURRINI: il problema dovrebbe, potrebbe, essere Explorer. Firefox è facile e gratuito.
http://www.mozilla-europe.org/it/firefox/ )

www.tommasolabranca.eu/ANDYWARHOLERAUNCOATTO.pdf per quanti vogliano leggere il libro;)

davvero interessante, non avevo mai letto niente di suo, mi sono sparato tutto il saggio. che finisce mica male, così:
"Chi non ha ancora accettato il fatto compiuto deve rassegnarsi: la letteratura-
narrativa scomparirà, sommersa dalla sua noia, e verrà sostituita da tante cose
più fresche, eccitanti e interessanti."

giusto per.

già;).

Felice che ti sia piaciuto, vez.
ho la vaga sensazione che la lettura darà vita a qualcosa di fertile.

[labranca] Ho trovato

[labranca] Ho trovato questo! Lo avevi già segnalato? 

http://www.youtube.com/watch?v=YTaXNilw-9s&feature=related

 

 

[labranca] no, hai fatto

[labranca] no, hai fatto benissimo:)

[andy warhol era un coatto]

[andy warhol era un coatto] Letto, finalmente. Maestro Labranca. E' realisticamente preoccupante il finale, sulla mancanta contemporaneità della letteratura contemporanea. Ma quanto ho riso leggendolo...

[andy warhol era un coatto]

[andy warhol era un coatto] finalmente, hammer:). E' rigenerante sapere che si condividono letture come queste. Viva Labranca.

[labranca] l'incipit

[labranca] l'incipit dell'articolo mi ricorda che avrei voluto recuperare tutto quel che aveva scritto. Impresa riuscita solo in parte - ma col vostro aiuto...

http://www.lankelot.eu/archivio-autori.html?L/Labranca+Tommaso

[labranca] guarda cos'ha

[labranca] guarda cos'ha messo nella sua pagina youtube:

 

http://www.youtube.com/user/tommasolabranca#p/search/0/ooBAyh7bCBc

 

E' il mio dio.

[labranca] ahahah

[labranca] ahahah

[labranca - heino] Adesso non

[labranca - heino] Adesso non mi controllo più:

 

HA MESSO HEINO!

http://www.youtube.com/watch?v=PFE3dDWwlkA

 

Franchi, ti rendi conto? Pensavo che io zap fossimo gli unici estimatori di Heino in Italia. Labranca ci ha anticipati. Basta, non so più dove andare a pescare i complimenti.

[lab] :))))

[lab] :))))