Eco Umberto

La misteriosa fiamma della Regina Loana

Autore: 
Eco Umberto
Finito di leggere il romanzo, il pensiero è andato a un mio Maestro, spirito d’Anima e Carta, fattura di uomo e lettore d’altri tempi, se un giorno –ancora matricola universitaria- mi disse: “Signorina, non sono un critico tenero, ma ho rispetto per il mondo narrativo, sia Primo, Secondo, o Terzo mondo. Un tempo fui un lettore bulimico, delle volte capitava di fermarmi d’un tratto e pensare: “Oggi dovrei telefonare a Tizio, o incontrarmi con Caio, domani scrivere due righe a Sempronio…” e accorgermi solo dopo, riacciuffato dal reale, che Tizio, Caio e Sempronio altri non erano che personaggi di libri letti il giorno prima”.
Nessun déjà vu, sia chiaro, ma assoluta simpatia verso Giambattista Bodoni, detto Yambo, protagonista del nuovo romanzo di Umberto Eco, La misteriosa fiamma della regina Loana, quella sì.
Ritorna la nebbia, diversa da quella della Frascheta di Baudolino, ma se concordiamo con Derrida che non esiste nulla al di fuori del testo, e pertanto terremmo ben lontane le coordinate fisiche, e in linea di massima non indispensabili, dell’Autore; è pur vero che i libri parlottano tra loro, slang o lingua aulica che sia, sediziosi e parolai.
Ed è una nebbia d’Autore, quella de La misteriosa fiamma della regina Loana, quella da cui si sveglia Yambo dopo un incidente che lo priva della sua memoria autobiografica, lasciandogli però intatta la memoria “semantica”, costruita con citazioni, letture, bellezze di cultura.
Un uomo di sessant’anni che dovrà ritrovare se stesso, ricostruire la propria vita, il proprio viaggio, la propria storia personale a ritroso, recuperando parti di sé da libri letti, nozioni tracciate nella mente come sentieri battuti da solo eppure percorsi non in prima persona.
Tutto nel libro parla di altro.
La vita che gli altri suggeriscono a Yambo – dal dottor Gratarolo alla moglie Paola, dalle figlie a Gianni, l’amico di sempre, alla bella assistente Sibilla - , la vita che ha vissuto, che dovrebbe vivere, ha richiami di altre vite, nodi-parole che legano e ingarbugliano i ricordi; campeggia Poe, Simenon, Carducci e Yeats, Joyce, Dante e Manzoni, D’Annunzio e Le mille e una notte, Pascoli e Vittorio Sereni, fumetti e illustrazioni, romanzi per l’infanzia, dizionari e calendarietti, brani di vecchie canzoni, inni e manifesti, proclami, giornali e preghiere…memorie di una generazione riversate tra la nebbia, voci distinte nel coro, musica tra i rumori di un presente roboante e metropolitano, nostalgico e solo, misteriose fiamme contenute anche in racconti scipiti, come quello che battezza il romanzo, ma capaci di portare l’animo di uomo disorientato “sulla soglia di una rivelazione finale”, baratro o eldorado, o trafugamento della nebbia dall’oblio.
Un recupero che da scoperta elementare diventa overdose di segnali nella vecchia casa di Solara, dove Yambo ingoierà la sua infanzia, cercando la verità sul colore politico del nonno, le storie della Storia, il Fascismo visto attraverso gli occhi di un fanciullo, l’innocenza e il disordine, lo stupore e l’inganno; il lento insinuarsi della vita che lotta contro il suo stesso abbandono, complice e traditrice, percorre lentamente l’intero romanzo col ritmo di un respiro, lento a volte, affannato altre; leitmotiv si scopre la morte, negli anni della Resistenza, e l’amore, il primo, non dichiarato e perso, cercato in mille volti, in mille nebbie e, paradossalmente, quasi recuperato alla fine, nella nuova nebbia di un altro incidente, la “fuliggine” cosciente e muta del riscatto di quel tempo perduto in una visione finale, l’ultima chance per pareggiare i conti con la Vita.
 
 
Edizione esaminata
 
 
Umberto Eco, La misteriosa fiamma della regina Loana, Romanzo illustrato, Milano, Bompiani, 2004
Euro 19,00

UMBERTO ECO in LANKELOT 
ISBN/EAN: 
9788848603225

Commenti

Probabilmente il romanzo più leggibile in assoluto di Umberto Eco, assieme a Baudolino; senza dubbio il più politico in assoluto, o almeno in modo più scoperto.

Politico e politicizzato.Il più leggibile?Baudolino,direi,senza eguali. Con i giochi letterari di rimando...

L'ho regalato per le feste natalizie...

"Un recupero che da scoperta elementare diventa overdose di segnali nella vecchia casa di Solara, dove Yambo ingoierà la sua infanzia, cercando la verità sul colore politico del nonno, le storie della Storia, il Fascismo visto attraverso gli occhi di un fanciullo, l?innocenza e il disordine, lo stupore e l?inganno; il lento insinuarsi della vita che lotta contro il suo stesso abbandono, complice..."

...e me lo farò prestare, penso!

...se non l'hai fatto ti consiglierei di leggere "Baudolino",decisamente altra cosa.

Baudolino mi aspetta :)) Poi - forse - passeremo alla regina!!!!
Laura, una curiosità, quando potrai: da altre recensioni mi è venuto da pensare che chi ha oggi una determinata età (quella di Eco) forse apprezza di più, perché condivide ricordi e memorie. Vero? Falso? Dovrei articolare ma sono certa che capisci ciò che intendo. Poi, letto il libro, magari potrei parlare di questo con più cognizione. Intanto aspetto lumi :)

ottima recensione, a me il libro è piaciuto e l'ho trovato leggibilissimo, ma devo dire che Il nome della rosa è il mio preferito, sarà l'ambientazione conventuale o il discorso della biblioteca..
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Ilde, mi permetto una piccola intromissione: anche gente più anziana di Eco potrebbe apprezzare se mia mamma (quota 83) potesse leggerlo certamente ritroverebbe parte della sua gioventù. io certe figurine o personaggi dei fumetti li ho riconosciuti perchè li ho sentiti nominare da lei.

6. Concordo davvero! Io l'ho regalato al babbo per rinfrescargli la memorie con un tuffo nel passato

Molti passaggi era difficili per un discorso anagrafico.Il classico gioco di Eco del parlarsi tra libri era qui enfatizzato da miti e quotidianità del suo tempo.

"Erano",scusate (vedi sopra)

@Ilde...no,scusa,non ho colto...e non vorrei dire fesserie