Vieni.
Ti condurrò alla Casa dell’Incesto…
…seguimi.
Non puoi trovarla in altro modo, né il cielo, né l’acqua la contendono.
La Casa dell’Incesto è altrove. E quell’altrove sono io, una scala coi gradini consumati...non li vedi?
Il mio respiro è atmosfera e tutto attorno a me è immoto. Perché nulla possa scappare, disperdersi. Trattengo tutto, non irradio amore: rovino.
Cammina, su…non pensarci, non c’è tempo. Il tempo è moto e se il moto esiste, si aziona, io scompaio, implodo, poi frantumo.
Mi disperdo e rovino.
Nella Casa dell’Incesto c’è una stanza che non si trova, senza aria, odora di mare, però, e canta.
Corri!
La verità si legge come i minuti incagliati nel tempo che non c’è, che non voglio possedere.
Oltrepassami! Senti? Io pulso.
Pulso nei sogni, negli alberi decapitati, nelle donne di bambù.
Oltre, devi andare oltre!
Tra le righe di questo libro che ti ingoia: un buco nero e annerito dall’inchiostro.
La salvezza, dici?…la salvezza!
Anche Jeanne la cercava.
Dov’è Jeanne? E suo fratello? Lei amava sua fratello…
“Voglio crociate e martirio. Il mondo è troppo piccolo”…[?]
Chi è Sabina? Ed io? Chi sono, io? E tu?
“QUESTO è IL LIBRO CHE TU HAI SCRITTO E TU SEI LA DONNA CHE IO SONO”…[p.31]
…la mia bellezza è dolore, cosa credi?
“Appartengo a quella razza di uomini e di donne che vedono le cose solo attraverso il velo del mare, e i miei occhi hanno il colore dell’acqua”…[p.13]
Bloccati! E guardami! Sono te. E di te amo solo la mia parte: questo è Incesto.
Mi amo nell’altro che sei, in te che sono.
“Il mattino che mi alzai per iniziare questo libro, tossii. Qualcosa veniva fuori dalla mia gola, mi strangolava. Spezzai il filo che la teneva e la buttai via. Tornai a letto e dissi: ho sputato il mio cuore”…[p.11]
Vuoi che ti parli? Non temi la mia voce?
Abbiglio la verità con racconti di fate, grate di menzogne strabiche, Costumi.
“Ho camminato nel mio libro cercando pace”…[p.71]
Basta!
Basta…andiamo via. Usciamo dalle righe, fuggiamo dalle pagine…lì c’è un’ultima stanza, vedi? Lì, in fondo: quella del paralitico che inghiotte le sue parole; là dove il Cristo Moderno, nato senza pelle, “è stato crocifisso dai suoi stessi nervi, per tutti i nostri peccati nevrotici!” [p.73] e la danzatrice balla sorda la danza della donna senza braccia, punita per il suo avvinghiarsi ad ogni corpo, ad ogni ora felice, strette fitte fino a frangere tutto…e per questo: punita.
Siamo fratelli, non piangere…abbracciami.
Siamo fratelli, pur non avendo mai avuto lo stesso sangue…fratelli sconvolti dalla stessa vertigine: in te amo solo me stessa.
Proiezione, appendice, fantasma: il Sé dell’altro, nell’altra.
Schiocco di freccia a colpire il centro di un cuore: estasi.
Passione.
Là, oltre, dove forse esiste ancora la luce del giorno.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Angela Anais Juana Antolina Rosa Edelmira Nin y Culmell, alias Anaïs Nin (Neuilly, Francia 1903 – Los Angeles, California 1977), scrittrice americana, di padre cubano-catalano e madre danese. L’autrice visse tra Parigi, Los Angeles e New York. Studiò psicanalisi con Otto Rank, fu paziente di Jung.
Anaïs Nin, “La Casa dell’Incesto”, Feltrinelli, Milano 1999.
Postfazione di Stuhlmann Gunther. Testo originale a fronte.
Prima edizione: “House of Incest”, 1936.
Approfondimento in rete: Thinking of Anais Nin / Anais Nin Homepage / Clemence
“If what Proust says is true, that happiness is the absence of fever, then I will never know happiness. For I am possessed by a fever for knowledge, experience, and creation” Anais Nin
Edizione esaminata
Anais Nin, La Casa dell’Incesto, Milano, Feltrinelli Editore, 1999. Testo originale a fronte.
Maria Laura Caroniti
Commenti
Non disponibile su ibs, potete trovarlo qui:
http://www.bol.it/libri/scheda/ea978887710028.html
Ave Laura! Il libro risulta - per fortuna - solo "momentaneamente non reperibile"; ho inserito comunque il codice, di solito risolvono le lacune in tempi brevi. A proposito... ben ritrovata!
Franco, sto inserendo io i codici per Laura. Le darò i tuoi saluti, appena la sentirò.
"If what Proust says is true,
"If what Proust says is true, that happiness is the absence of fever, then I will never know happiness. For I am possessed by a fever for knowledge, experience, and creation" Anais Nin