Kubin Alfred

L'altra parte

Autore: 
Kubin Alfred

Che cos'è la letteratura?...

E qui potremmo alzare la mano, ognuno di noi, a turno. Dire la nostra. (Mi son dato la zappa sui piedi, per così dire, con questo incipit suicida). Oppure citare tante belle parole, splendidi aforismi, sciroppo di Novecento. Io mi faccio piccolo piccolo e oso: viaggio. O meglio, la visita in uno splendido universo creazionista. Ovvio che viaggio non è da intendersi col safari di Hemingway, né tantomeno con la Patagonia di Chatwin. Col dovuto rispetto, naturalmente. Perla è una visione. Quando la nebbia si dirada, si scorge un mulino dall'aria sbarazzina, una palazzina ottocentesca con una smorfia triste, un fiume noioso ma dal corso implacabile. Perla è la capitale del Regno del Sogno, parto del misterioso Patera, miliardario cosmopolita e amante delle antichità. Perla è un'idea, sublime ed amata pargola di ogni uomo con un minimo d'immaginazione. Perla è grigia: una visione che sa di oppio e nuvole, la cui stessa esistenza è precaria e sconsiderata. Nel regno del sogno si seguono leggi particolari, regole che spesso ridicolizzano la normalità del mondo esterno, la sua materialità sfrenata e la banalità delle convenzioni. Perla è lo splendido e terribile incubo di Alfred Kubin, noto disegnatore, designer, caricaturista e pittore. E a quanto pare anche romanziere del fantastico. La vita all'interno del regno del Sogno è soggetta alla volubile fantasia di Patera, signore incontrastato e creatore stesso dell'ameno paese. L'architettura di Perla è costruita con scheletri di antiche residenze europee, lucernari di Montparnasse, scale a chiocciola di Rykestrasse, una facciata di una vecchia villa del Testaccio e un vecchio bar di Lisbona. Tutto proveniente dal Vecchio Mondo, in cui vecchio è sinonimo di antico. L'antiquariato è ossessione, a Perla. E' una colonna portante della filosofia di vita, a Perla, insieme al culto dell'unico vero padrone esistenziale, lo scorrere del tempo. E allora l'eterogenea e pittoresca popolazione si cerca disperatamente, si scopre e poi ritorna nell'ombra, ed il protagonista, chiaro alter-ego dell'autore, ha davanti a sé una società misteriosa da penetrare col suo pennino. C'è poco fantasy nell'opera di Kubin, a parte certamente la maestosità del regno del Sogno. L'autore parla di incubi e visioni come la vera ispirazione allo scrivere. In realtà L'altra parte è una sofisticata metafora, una parabola che precorre abbondantemente i tempi. Il disegno apparirà più chiaro riconoscendo nel romanzo due sezioni ben definite. La prima metà narra dei meccanismi etno-sociologici del paese, a cominciare dal confuso arrivo del protagonista e della sua consorte. Con la tragica morte di quest'ultima - che non riesce ad abituarsi ai bizzarri ritmi del paese e finisce per ammalarsi - si assiste ad un cambio di tono: le fitte descrizioni di oggetti e l'insistente aggettivizzazione viene meno per far posto ad un pasticcio di gran guignol, visioni psichedeliche e tracolli naturali di portata biblica. Una piccola apocalisse sembra sconvolgere il mondo di Patera. Cos'è che mina l'equilibrio di questo delicato, armonicamente eterogeneo microcosmo? L'arrivo dell'Americano, tale multimiliardario Bell. Il nuovo arrivato dichiara immediatamente i suoi bellicosi intenti: la conquista indiscriminata e sorda dell'intero regno del Sogno. In questo risiede forse l'enorme potenzialità del romanzo e, forse, la sua genialità. Sicuramente la sua chiave di lettura a quasi un secolo dalla sua stesura. L'altra parte è uno splendido esempio di metafora anti-americana che riesce ad esprimersi con grande energia compressa. Lo fa senza mettere su un piedistallo la cultura europea, che, durante il Ventesimo secolo ha cercato il compromesso o la gogna per reggere il confronto. Il finale della storia è uno scontro fra titani, portato sul piano fisico con una volontà decisa ad esplicitare quanto prima era stato solo abbozzato. Trasformatisi in Atlanti, Patera e l'Americano combattono a mani nude, la Terra come campo di battaglia e come posta in palio. Il protagonista - l'artista - sarà l'unico testimone di questo conflitto, un conflitto che, in un modo o in un altro, sarà il tema di tutto il Novecento. Inquietante è pensare che L'altra parte si stato concepito tanto in anticipo sui tempi, in anticipo su due conflitti mondiali, sulla pop-art, su diverse "rivoluzioni" musicali, su due mandati Bush e su innumerevoli piccoli tasselli sui quali il glorioso impero americano ha costruito il suo sogno. Ma il romanzo è una metafora sul conflitto artistico, sulla spaccatura bilaterale che l'America sta tentando di ricucire senza troppa convinzione. Patera è descritto come un genio malinconico, stanco e rassegnato. L'Americano sembra una caricatura neanche troppo enfatizzata di un ricco texano con velleità da leader. A dir poco impressionante. Non a caso, dopo il suo arrivo, non solo l'idea primaria del regno del Sogno crolla su se stessa, ma anche l'intera struttura sociale, le abitazioni, i singoli suppellettili, orgoglio e testimonianza di culture diverse. Persino gli animali ne sono sconvolti: la natura si ribella, ultima punizione alla crisi di onnipotenza dell'Americano. Affascinanti e molto evocative sono le illustrazioni, una cinquantina di schizzi in bianco e nero, tutti inediti di Kubin, che riescono a far da giusto contrappunto alle parole dell'autore. C'è anche una mappa del regno del Sogno, degno della tradizione fantasy medievale. Kubin verrà ricordato probabilmente per la sua adesione al gruppo espressionista Blaue Reiter, dove strinse una profonda amicizia con personalità talentuose come Paul Klee e Vassilij Kandinsky. S'è detto che L'altra parte  appare come un romanzo espressionista, da leggere come un quadro di Macke. Ma si deve tener conto del forte simbolismo dell'idea di Kubin, del forte attaccamento e all'influenza asburgica nella sua visione.

Das geturmte haus - A. Kubin (Acquerello, 1938)

 Brevi note biografiche

Alfred Leopold Isidor Kubin (1877-1959). Illustratore e pittore, si legò all'espressionismo e alle scuole artistiche austriache, tra cui il Die Brucke e il Blaue Reiter. Amante delle atmosfere inquietanti con richiami gotici, Kubin illustrò diversi racconti di Edgar Allan Poe. Tra le sue opere letterarie ricordiamo - oltre a Die andere seite (L'altra parte) - la sua autobiografia Daemons and Night Faces.

L'altra parte - Edizione Adelphi

Kubin in Lankelot:

Kubin Alfred

ISBN/EAN: 
9788845916441

Commenti

Ave, Paolo, avevo già scritto anch'io di questo testo in Lankelot. Ti metto il link: http://www.lankelot.eu/?p=197

Noterai che abbiamo trattato il testo da angoluture un po' differenti, pertanto non ti lascio particolari commenti se non quello di dare un'occhiata al link per il confronto. E poi magari ne parliamo qui.

"Nel regno del sogno si seguono leggi particolari, regole che spesso ridicolizzano la normalità del mondo esterno, la sua materialità sfrenata e la banalità delle convenzioni."

"l?idea primaria del regno del Sogno crolla su se stessa, ma anche l?intera struttura sociale, le abitazioni, i singoli suppellettili, orgoglio e testimonianza di culture diverse. Persino gli animali ne sono sconvolti: la natura si ribella, ultima punizione alla crisi di onnipotenza dell?Americano."

Ho sempre pensato che le scienze umane, in generale, trovassero la loro migliore rappresentazione e condensazione nella forma del Romanzo. Questa sentita recensione, ancora una volta, me ne da' riprova.

Ave Paolo. Ho incontrato questo libro diversi anni fa, rimanendone estremamente e favorevolmente colpito. Giuro di non ricordare di aver pensato fosse venato di antiamericanismo; se così è stato, ho rimosso, dovrei tornare sui miei passi, rileggere e meditare. Scrivi: "il romanzo è una metafora sul conflitto artistico, sulla spaccatura bilaterale che l?America sta tentando di ricucire senza troppa convinzione. Patera è descritto come un genio malinconico, stanco e rassegnato. L?Americano sembra una caricatura neanche troppo enfatizzata di un ricco texano con velleità da leader".
> bella lettura...

Grazie della segnalazione, Federico! Preziosa come sempre. Ho dato una rapida lettura al tuo testo. Hai ragione: abbiamo dato due interpretazioni molto diverse.

Forse la mia è quella più tirata per i capelli, considerando anche l'enorme precorrere dei tempi, me ne rendo conto. Ho trovato molto azzeccati gli accostamenti con Nietzsche. Anche la frase conclusiva spiega molto dello spirito del libro.

Antiamericanismo. La mia è solo un'interpretazione ma credo che il conflitto culturale tra vecchio e nuovo mondo - con la supremazia commerciale di quest'ultimo - rappresenti più in generale lo scontro tra vecchio e nuovo, in senso largo.

Forse ho forzato un po' la mano ma è qualcosa di più di semplici ed effimere coincidenze. L'ottimo pezzo di Léon offre comunque chiave di lettura alternativa, meno politica e più in cerca delle ispirazioni di Kubin.

:) Danke

Ma è assolutamento buono il tuo pezzo. è una chiave di lettura suggestiva. Io mi son sentito propenso di abbracciare la chiave legata all'inconscio per un sacco di motivi, primo tra tutti l'aver dato un'occhiata alla biografia di Kubin. Ad ogni modo è un bene che ci siano chiavi di letteratura differenziate, non necessariamente alternative. Anzi, potrebbero essere addirittura complementari, volendo.

5. Che poi è il bello del confronto :)

(Junger nomina spesso Kubin

(Junger nomina spesso Kubin nel suo diario 1941-1945, "Irradiazioni")

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