Krügel Mareike

Die Tochter meines Vaters ("Volevo sposare Cary Grant")

Autore: 
Krügel Mareike

L'amore e la morte sono le colonne portanti di Die Tochter meines Vaters, romanzo di Mareike Krügel, narratrice tedesca classe 1977: è narrativa satirica (dell'esistenza; dei sentimenti; dell'appartenenza; del sesso) ma nient'affatto così leggera e superficiale come il titolo italiano potrebbe illudere. È un bene, perché una nuova commedia sentimentale femminina e barocca non sarebbe servita a nulla e sarebbe stata irrichiesta (a meno d'una scrittura straordinaria ed evocativa, nessuna trama di genere può più spiazzare). Ecco invece la grande storia d'una cartomante avventuriera, Felizia, erede d'una macabra tradizione di famiglia (onoranze funebri), costretta sin da bambina a prendere atto della terribile normalità della fine della vita, e della semplicità di dire addio a tutto; non senza il sorriso di chi ha inteso che non c'è rimedio diverso dalla consapevolezza e dall'intensità dei sentimenti, non senza le esperienze belle, romantiche e stupide di chi incontra l'amore.

Volevo sposare Cary Grant” è un romanzo di formazione toccante, divertente e profondo: nei primi capitoli sembra un giocattolo ludico e nero, una sorta di nuova incursione nel mondo delle donne occidentali contemporanee, sardonica e stravagante. Poco a poco, sale. E salendo insegna e ammonisce: ad amare, e a non dimenticare; ad ascoltare, e a osservare. A essere, non esistere, essere: e creare. Creare la propria vita come una piccola opera d'arte, pur consci della caducità e della precarietà di tutto.

Felizia ha fatto diverse scelte di vita. Vive come cartomante applicando tattiche di interazione analoghe a quelle paterne, studiando l'abito nei dettagli e mostrando d'essere sempre serena e tranquilla; non bada ad arricchirsi, ma a restare fedele alla sua vocazione. Hobby, la filmografia completa di Cary Grant. È la sua ossessione. Per caso, si ritrova sulle tracce d'un suo sosia, sulla base d'una foto: il misterioso herr Malte Schmidt. Fantasie a occhi aperti, fallimentari esperimenti telepatici, spionaggio episodico e non sempre fortunato, scoperta d'una rivale che forse rivale non è, consigli strategici delle amiche: non manca niente dell'iter classico. Prima sorpresa: Schmidt non somiglia affatto alla foto. La Tattica di Cenerentola non sempre funziona, ma aiuta. Infine, niente è come appare. A ben guardare.

La vita sentimentale di Felizia è infelice: non mancano gli amanti, come il rude Kohlmorgen: vorrebbe sposarla, lei non sembra convinta. C'è anche l'Uomo del Piano di Sotto, che ogni tanto s'affaccia e sale a prenderla. Ama uomini che sembrano intervalli: diversivi. Succedono, e si succedono. Attende qualcosa – qualcuno – che assomigli al suo sogno di bambina e di giovane donna. Assomigli, almeno idealmente.

Intanto, memorie d'infanzia: scalate con il piccolo Gunnar (“i becchini non hanno paura, e se proprio capita devono imparare a superarla”), scorribande notturne a caccia degli spiriti, salvo ritrovarsi a scambiarsi il primo bacio (“L'amore è una questione piuttosto stupida”) nell'ultima estate vissuta da compagni di scuola. Intanto, ecco l'addestramento paterno alla normalità delle morte e alla necessità delle pompe funebri.

L'infanzia e l'adolescenza sentimentale della ragazza che voleva sposare Cary Grant sono alternate alla narrazione del presente; al piccolo Gunnar si sostituisce Tobi, che significherà anni vissuti fianco a fianco scoprendo la femminilità e tutte le dinamiche di interazione col suo magnifico mistero. Felix sembra giocare a essere donna: il lavoro paterno diventa una simulazione di qualcosa di irreale (si muore per incidente, o per vecchiaia: la malattia è una scoperta), la vita sentimentale scintilla d'innocenza e di poesia minima. L'educazione all'amore di Gunnar e Tobi è così terribilmente distante dal sesso che vive da adulta. Dalle menzogne delle avventure occasionali, e degli incontri equivoci. Soltanto una fantasia cinematografica annoda il passato e il presente: adattarla a chi passa per caso nella propria vita diventa una tecnica di resistenza al niente (al dolore che è vivere quando si dissolve il senso: quando il significato è argilla, impotente).

La morte brucia. Come l'amore. Brucia, brucia la carta della vita, dei nostri giorni; e i ricordi lentamente s'anneriscono, si fanno confusi, e poi – senza sorriso – si spengono. Come se non fossero mai esistiti. La protagonista del bel romanzo della Krügel è una bambina che aveva capito la morte (aveva pietà degli animali, senza che nessuno sapesse) e aveva frainteso l'amore. L'eredità che infine si va a raccogliere ha un retrogusto metallico e freddo, e tuttavia necessario (non c'è notte che nella memoria la carta bruciata non torni, rischiarata, a insegnare).

Una delle letture più inattese di questa stagione invernale. Non so prevederne le fortune commerciali, perché credo che il titolo italiano possa spiazzare; mi piace pensare che sia il tamtam dei lettori a decretarne il successo, e a invitarci a meditare.

Die Tochter meines Vaters è il romanzo che non m'aspettavo di studiare. E di amare.

Menzione d'onore al New York Book Festival 2008: per una volta, apprezzo la giuria di un premio letterario. Saggia scelta.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Mareike Krügel (Kiel, 1977), scrittrice tedesca. Ha studiato nel Deutschen Literaturinstitut di Lipsia.

Mareike Krügel, “Volevo sposare Cary Grant”, Meridiano Zero, Padova 2008. Traduzione di Roberta Gado Wiener. Collana Primo Parallelo.

Prima edizione: “Die Tochter meines Vaters”, Francoforte, 2005.

Approfondimento in rete: Sito ufficiale artista / wiki de


Gianfranco Franchi, “Lankelot”. Dicembre 2008.

ISBN/EAN: 
9788882371692

Commenti

grande sorpresa.

me lo segno, subitissimo. La tua pagina mi ha convinta, genera aspettative. Vediamo se l'Autrice manterrà la promessa.
:)

Io dico di sì. Ero convinto fosse l'ennesimo libretto - peraltro NON da Meridiano Zero. E invece. Ammazza, è stato una botta.
Soprattutto il finale.

guarda, non pensavo che dietro un titolo così brutto ci fossero dei contenuti notevoli. Certi titoli hanno il potere di respingermi....

Aggiungo, sulla questione titolo: non è quasi mai colpa dell'editore. Non dimenticate l'orrendo potere dei promotori in libreria... mesi prima dell'uscita. Se promotori e librai non condividono certi titoli, serve proporne di nuovi. Più - come dire - "vendibili".

In ogni caso, libro decisamente sorprendente - merito anche, a questo punto, del titolo sbagliato.

Essì, la questione titolo è stata molto, molto dibattuta prima dell'uscita del libro. Io l'ho tradotto, anzi, prima l'ho letto, ci ho creduto, ho cercato un editore italiano che lo pubblicasse, trafila completa con tanto di colpi di scena e momenti di disperazione. La versione italiana ha tutta una sua storia tormentata. Acquistarla è anche un modo di sostenere la letteratura di qualità, il lavoro di scrittori e traduttori giovani che passa inosservato (i tedeschi, poi, non vendono per definizione)e che a volte viene un po' maltrattato in nome del mercato come con questo titolo. Che secondo me, detto per inciso, anche commercialmente non fa un buon servizio a nessuno (o forse sì, visto che continuiamo a parlarne?). E dire che qualche bella proposta per il titolo c'era! Insomma: voltate la prima pagina e cominciate a leggere pensando che chi ha scritto il libro l'ha titolato "La figlia di mio padre" (scelta rispettata dall'editore spagnolo nell'unica traduzione uscita prima di questa e riportata dal recensore in lingua originale nel titolo: grazie di cuore). Buona lettura! Roberta

Roberta,

onorati di averti tra noi.
Grazie per il tuo contributo.
Se vuoi raccontarci qualcosa di più della tua traduzione, del perché ti sei innamorata di questo libro e di come hai lavorato a fianco dell'autrice, siamo in ascolto.

franco

3, Ilde, com'è andata poi?

ops, mi sa che l'ho dimenticato, hai fatto benissimo a richiamarmi... mi aspetta l'ultimo Walser, un libro sul Darfur e le sue tragedie, un romanzo di Kim Ragusa... ragazzi, ho un monte di cose indietro, ma tornerò prima o poi con qualcosa!

optume;)

recensione linkata da WIKI IT:
http://it.wikipedia.org/wiki/Mareike_Kr%C3%BCgel

[krugel-gado wiener] segnalo

[krugel-gado wiener] segnalo una nuova, brillante traduzione di Roberta Gado Wiener: http://www.lankelot.eu/letteratura/camenisch-arno-sez-ner.html