Kiš Danilo

Una tomba per Boris Davidovic

Autore: 
Kiš Danilo

Un libro che mai faranno leggere nei nostri martoriati licei. E non è difficile capire perché: Una tomba per Boris Davidovic mette in mostra sette martiri che disgraziatamente si sono ritrovati sul pesante cammino della Storia e del "socialismo reale" - come scrive il buon Roberto Calasso nell'edizione Adelphi. Sette capitoli della stessa storia o meglio, sette variazioni di uno stesso tema, la repressione e l'oppressione, i due binari dell'evoluzione storica. E Danilo Kis, a giudicare dalla sua biografia, sa quel che scrive: nato in Jugoslavia da padre ebreo e madre montenegrina, Kis assiste alla depravazione della seconda guerra mondiale, perdendo il padre in un lager nazista e vivendo in Ungheria durante il periodo bellico. Basterebbe questo a farne una delle numerose voci novecentesche gravi di memoria. Ma Danilo Kis è soprattutto un grande scrittore.

Sette capitoli che approfondiscono un unico tema, dunque, che spazzano il Ventesimo secolo con un vento di tragedie individuali ed emblematiche. Kis si fa ispettore delle nefandezze totalitariste, tra gulag, lager, corti zariste e reti spionistiche e propagandistiche sovietiche. C'è Miksa, anarchico filo-rivoluzionario di umili origini, che, sepolto in una remota provincia dell'Europa orientale, non distingue col suo coltello la differenza tra una puzzola ed una "traditrice" della causa. E il giovane uccide e uccide ancora, andando lentamente incontro ad un destino che lo ripagherà con la stessa brutalità.
Voliamo in seguito a Dublino per conoscere la storia di Gould Verschoyle, per poi seguirlo tra la guerriglia della Spagna durante la guerra civile. E davvero non si riesce a comprendere chi, nel '35, tra falangisti e rivoluzionari, sia il lupo. Gould sarà un'altra pedina sacrificata all'inconsistenza degli ideali. A seguire il racconto più "umoristico" della raccolta, I leoni meccanici, nel quale assistiamo ad una farsa degna de "Train de vie" di Mihaileanu: durante la visita di Edouard Herriot, capo dei radical-socialisti francesi, avvenuta secondo quanto narrato da Kis nel '34, il compagno Celjustnikov viene incaricato di organizzare una finta messa in una chiesa sconsacrata, trasformata in una fabbrica di birra. La scrittura di Kis, "estremamente densa, e dunque altamente allusiva", come la descrive Iosif Brodskij nei due saggi conclusivi inclusi nel volume, accompagna il lettore nell'arco delle ventiquattro ore, giusto il tempo di sghignazzare della performance del compagno, divorato anch'egli, alla fine, dal meccanismo di soppressione sovietico.
Ci spostiamo dal '900 solo col racconto Cani e libri, per seguire l'ebreo Baruch David Neuman. Nell'Anno Domini 1330, nella città di Tolosa, Baruch viene battezzato, secondo il rito cristiano, contro la sua volontà, per mano dei devotissimi di Pastoureaux. Da qui comincia il calvario per il giovane ebreo: circondato dai corpi di chi non ha voluto piegare la testa sulla fonte battesimale, protetto solo da un decreto frivolo e crudele - decreto che proibiva ai cittadini e alle autorità civili di "comportarsi troppo severamente e crudelmente" con gli ebrei (Arnaud Dejean, Inquisitore di Pamiers, 2 Marzo 1298 - Baruch cerca vanamente riparo tra le frange del razionalismo."Il mio Credo è il dubbio", affermerà sotto interrogatorio.
Un gran libro che riapre ferite mai sanate, scava nella carne e si dichiara liberamente antistorico.

Paolo Castronovo - Aprile 2010

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Danilo Kiš è nato a Subotica, una cittadina nella regione della Vojvodina, al confine tra ex Jugoslavia (oggi Serbia) ed Ungheria, nel 1935. Suo padre era un ungherese di religione ebraica, ucciso dai nazisti ad Auschwitz, mentre sua madre, nata a Cettigne, in Montenegro, era di religione ortodossa. Danilo Kiš, a quatto anni, è stato battezzato nella fede ortodossa ed ha vissuto in Ungheria fino all’età di tredici anni. Successivamente, con sua madre e sua sorella, si è trasferito in Montenegro dove ha concluso gli studi superiori. I suoi primi scritti appaiono tra la fine degli anni ’50 e i primi anni ’60. Ha lavorato per diversi anni come lettore di serbo-croato in varie Università europee. Ha vissuto la maggior parte della sua vita a Parigi dove è morto, a seguito di un cancro, nel 1989. Le sue opere più importanti sono La mansarda (1962); Salmo 44 (1962); Dolori precoci (1969); Giardino, cenere (1971); Clessidra (1972); Una tomba per Boris Davidovic (1976); Lezione di anatomia (1978); Enciclopedia dei morti (1985). 

Danilo Kis, "Una tomba per Boris Davidovic", Adelphi, Collana Fabula, 2005

Titolo originale: “Grobnica za Borisa Davidovica”, 1976.

In Lankelot:
http://www.lankelot.eu/letteratura/kis-danilo-dolori-precoci.html - Dolori precoci di Monnalisa

ISBN/EAN: 
9788845920028

Commenti

[danilo kis] neo PAUL! "Un

[danilo kis] neo PAUL! "Un libro che mai faranno leggere nei nostri martoriati licei. E non è difficile capire perché: Una tomba per Boris Davidovic mette in mostra sette martiri che disgraziatamente si sono ritrovati sul pesante cammino della Storia e del "socialismo reale" - come scrive il buon Roberto Calasso nell'edizione Adelphi."

[kis] ottima segnalazione,

[kis] ottima segnalazione, Paul. Mi sono permesso di sostituire la biografia di Kis apparsa su wiki con quella scritta a suo tempo da Monnalisa, era piena di links.... annoto tra i miei desiderata. Bellissimo pezzo.

[Kis] Grazie, Gianfrà! In

[Kis] Grazie, Gianfrà! In effetti non capisco come mai questo autore sia passato un po' inosservato qui su Lanke. Penso offra parecchi spunti di discussione interessanti.


:)

[kis] vedo...;). Ben fatto.

[kis] vedo...;). Ben fatto.

 [Danilo Kis] Sto leggendo

 [Danilo Kis] Sto leggendo questo libro e lo sto trovando molto bello. Nei giorni scorsi cercavo qualche altra informazione sull'autore e mi sono trovato a leggere questo articolo dove compaiono le impressioni di Limonov su di lui. 
 

Ne parla come "lo sporco Danilo"

http://www.balcanicaucaso.org/ita/aree/Serbia/Invito-alla-lettura-Danilo...

[Danilo Kis] Libro

[Danilo Kis] Libro incredibile. A breve lo rileggerò per stamparmi nella testa alcuni passaggi, la struttura, le parole. Altrettanto belli sono i due saggi di Iosif Broskij.

[kis] allora lo ricarico in

[kis] allora lo ricarico in prima pagina, a beneficio di quanti non avessero ancora letto il pezzo;)

[Danilo Kis] Le parole di

[Danilo Kis] Le parole di Brodskij su questo libro sono incredibili: "Una tomba per Boris Davidovic" è un libro estremamente cupo, il cui unico lieto fine è la sua pubblicazione, e il fatto che adesso è stato splendidamente tradotto in inglese da Duska Mikic-Mitchell. Per il lettore di lingua inglese rappresenta certamente uno strano regno in cui addentrarsi, ma per milioni e milioni di persone quello strano regno è stato la realtà. Tuttavia, a differenza di questi ultimi, il lettore può andarsene ogni volta che vuole, gli basta chiudere il libro, non importa se ha o meno finito di leggerlo. Qui solo i nomi sono fittizi. La storia, purtroppo, è assolutamente vera. Anche se vorremmo che non lo fosse."

E grazie a Paolo per la sua recensione. Stavo finendo di portare su Lankelot la recensione di Europe Central in cui Vollmann ringrazia esplicitamente Danilo Kis e spulciando su Lankelot, ho trovato la recensione e sono corso in biblioteca a prenderlo.

Grazie davvero.

 

 

[danilo kis] un altro